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  • wildcat80
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29-10-20 14.20

Cobalt8
  • PandaR1
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29-10-20 14.42

@ wildcat80
Cobalt8
Ma e' identico all'argon8, ho visto l'avviso del video su youtube ma pensavo fosse magari il nome sul mercato americano... che cambia?

Edit: ah ok, in pratica hanno cambiato il firmware all'argon8... mi sa che i possessori dell'argon8 si incazzeranno non poco che queste feature non siano state implementate come update e rilasciate solo come nuovo synth
  • wildcat80
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29-10-20 15.54

Boh, onestamente parrebbe più orientato alle sonorità di stampo analogico, quantomeno a ciò che dichiarano, anche se a dirla tutta, e con i limiti del caso, quel che ho sentito è parso piuttosto duro e digitale.
Poi sarà un mio tarlo, ma un VA generalista deve avere 3 oscillatori (così fai veramente tutto).
  • PandaR1
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29-10-20 16.41

@ wildcat80
Boh, onestamente parrebbe più orientato alle sonorità di stampo analogico, quantomeno a ciò che dichiarano, anche se a dirla tutta, e con i limiti del caso, quel che ho sentito è parso piuttosto duro e digitale.
Poi sarà un mio tarlo, ma un VA generalista deve avere 3 oscillatori (così fai veramente tutto).
Che tipo di suoni non si riescono a realizzare con due oscillatori?
  • wildcat80
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29-10-20 16.52

@ PandaR1
Che tipo di suoni non si riescono a realizzare con due oscillatori?
Le emulazioni ad esempio del Minimoog e la serie Juno, tanto per fare due grossi nomi.
Il Moog ha 3 oscillatori e la serie Juno ha la caratteristica di poter attivare 2 waveform (PWM e Saw) più suboscillatore sul DCO e noise.
Ma è un mio tarlo.
  • d_phatt
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30-10-20 10.56

@ wildcat80
Le emulazioni ad esempio del Minimoog e la serie Juno, tanto per fare due grossi nomi.
Il Moog ha 3 oscillatori e la serie Juno ha la caratteristica di poter attivare 2 waveform (PWM e Saw) più suboscillatore sul DCO e noise.
Ma è un mio tarlo.
+1.
Io stesso ho un Sub Phatty con due oscillatori independenti più un suboscillatore legato al primo oscillatore. Già con questo sistema cambia tutto, avere 3 forme d'onda (+ noise indipendente, +external source indipendente) a disposizione da mescolare e lavorare anziché solo 2 cambia tutto (e rende anche la questione più complessa).
Anche se a volte ho sentito la mancanza di un terzo oscillatore libero. Questo problema è in parte aggirabile se si imposta la creazione del suono in un certo modo, anche se non sempre.

Per esempio, per le cose che servono a me preferirei un synth semplice con 3 oscillatori in stile Minimoog piuttosto che uno con 2 oscillatori e filtri multipli, matrici di modulazione complesse, etc.
  • PandaR1
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31-10-20 19.23

@ d_phatt
+1.
Io stesso ho un Sub Phatty con due oscillatori independenti più un suboscillatore legato al primo oscillatore. Già con questo sistema cambia tutto, avere 3 forme d'onda (+ noise indipendente, +external source indipendente) a disposizione da mescolare e lavorare anziché solo 2 cambia tutto (e rende anche la questione più complessa).
Anche se a volte ho sentito la mancanza di un terzo oscillatore libero. Questo problema è in parte aggirabile se si imposta la creazione del suono in un certo modo, anche se non sempre.

Per esempio, per le cose che servono a me preferirei un synth semplice con 3 oscillatori in stile Minimoog piuttosto che uno con 2 oscillatori e filtri multipli, matrici di modulazione complesse, etc.
Dalle prime review pare però che quei due osc siano molto di più di semplici cloni di oscillatori analogici. Mi pare di aver capito che ogni osc può mixare 4 forme d'onda anche con pwm e sync.
  • wildcat80
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31-10-20 20.20

Tipo Prophet 5?
  • PandaR1
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31-10-20 23.54

@ wildcat80
Tipo Prophet 5?
Beh, in modo diverso, usando algoritmi prefissati. Imho più potente. Comunque è uscito il manuale, parla di osc groups, non osc. Ogni gruppo usa un algoritmo che mixa in vari modi due o piu wave. Ad esempio un algoritmo butta fuori due dente di sega in pwm. Un altro algoritmo fa AM. Un altro sync. Etc. Sono 34 algoritmi diversi.
  • valenciano
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10-01-21 21.33

@ PandaR1
Beh, in modo diverso, usando algoritmi prefissati. Imho più potente. Comunque è uscito il manuale, parla di osc groups, non osc. Ogni gruppo usa un algoritmo che mixa in vari modi due o piu wave. Ad esempio un algoritmo butta fuori due dente di sega in pwm. Un altro algoritmo fa AM. Un altro sync. Etc. Sono 34 algoritmi diversi.
Esatto. I due oscillatori sono messi a pannello per semplificare la programmazione, e sono il risultato delle combinazioni degli osc. grups e dei rispettivi algoritmi.

Una struttura davvero particolare, che da al synth un carattere tutto suo (lead da paura!). Peccato che (come gran parte dei sintetizzatori VA) sia programmato con una serie di timbri da dj (fx, rumori ecc), che oscurano i bei timbri che puo' fare se ben programmato. Pero' e' anche divertente premere "init" , ranzare via tutti quei rumori, e su quel preset farci il proprio suono ex novo.

Un gran synth.. oltretutto robusto (il pannello e' alluminio pieno spesso un paio di centimetri, e la tastiera fatar FATAR TP/9S sono il valore aggiunto di questo strumento, assieme alle app editor e librarian per android, IOS, Windows e MAC. (cosa che manca ad esempio su Opsix, che non ha neppure la funzione dump data, ma penso che korg provvedera' al piu' presto con un librarian).

  • pentatonic
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10-01-21 22.33

@ valenciano
Esatto. I due oscillatori sono messi a pannello per semplificare la programmazione, e sono il risultato delle combinazioni degli osc. grups e dei rispettivi algoritmi.

Una struttura davvero particolare, che da al synth un carattere tutto suo (lead da paura!). Peccato che (come gran parte dei sintetizzatori VA) sia programmato con una serie di timbri da dj (fx, rumori ecc), che oscurano i bei timbri che puo' fare se ben programmato. Pero' e' anche divertente premere "init" , ranzare via tutti quei rumori, e su quel preset farci il proprio suono ex novo.

Un gran synth.. oltretutto robusto (il pannello e' alluminio pieno spesso un paio di centimetri, e la tastiera fatar FATAR TP/9S sono il valore aggiunto di questo strumento, assieme alle app editor e librarian per android, IOS, Windows e MAC. (cosa che manca ad esempio su Opsix, che non ha neppure la funzione dump data, ma penso che korg provvedera' al piu' presto con un librarian).

avendo come riferimento il Rev2, che mi è fuori budget, secondo te il Cobalt 8, pur con un engine digitale, potrebbe fare al caso mio? Per analog brass incisivi, pad eterei e lead?
Ho provato velocemente Argon 8 ma i preset tunzi tunzi mi hanno detto granchè, la macchina è bella solida e il suono ha una bella grana ma non mi ha colpito particolarmente (sarà che venivo da venti minuti di Hydra Synth che mi ha asfaltato le orecchie...)
  • valenciano
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10-01-21 23.53

pentatonic ha scritto:
avendo come riferimento il Rev2, che mi è fuori budget, secondo te il Cobalt 8, pur con un engine digitale, potrebbe fare al caso mio?


Direi di no. Cobalt8 e' totalmente differente da Argon8, ma se parti come riferimento dal Rev2, ci sono le dovute differenze.
Tolto il fatto che anche qui i suoni della casa son farciti di "unzi unzi", nel mezzo ci sono invece bei suoni che spiccano (non pochi) e che indicano che mettendo mano alla macchina si possono tirare cose nettamente migliori.
I lead escono davvero molto bene (alcuni da urlo, e se ci si mette mano del proprio anche meglio), ma va anche detto che sono i suoni piu' facili da tirare fuori.
Brass se ne possono tirare fuori di tutti i tipi, e qui lo strumento non si siede di certo (anzi !), ma se il tuo riferimento e' il prophet, cobalt8 non lo vedo come strumento che possa fare al caso tuo.
Mi piace di piu' del blofeld come personalita' (il blofeld e' piu' generico), ma se mi parli di prophet mi arrendo.

Dove si siede un po' e' sui pad, che spesso non sono cosi' avvolgenti e articolati come su hydrasynth.

Se hai letto le recensioni dell'hydra, viene definito come sintetizzatore che non emula, quindi strumento a se stante.
Per me anche cobalt8 e' su questa strada : le mie esigenze sono di home studio, ricerca del suono come ispirazione, quindi apprezzo il singolo sintetizzatore per l'esclusivita' della sua struttura di generazione sonora, e poi per la fascia di sonorita' dove eccelle.
Ma tutti i synth hanno punti di eccellenza ed altri che tendono invece a lasciare dei buchi, per questo nel parlarne, posso entusiasmarmi della parte innovativa (anche in termini di suono) del cobalt8, ma senza volergli dare un carattere emulativo.

Da questo punto di vista, se si mette mano all'editor, trovo piu' versatile il blofeld, dal quale puoi tirar fuori da suoni Juno, a moog, a simil oberheim ecc. Pero' essendo piu' generalista, manca invece di quei suoni di carattere che ti fanno dire "questi suoni, li puo' fare solo questo sintetizzatore".

Se andiamo a vedere ad esempio un obxa ha stupito tanto per alcuni timbri resi celebri in brani famosi, ed e' tutt'ora ricercato per questi motivi, pero' anche lui aveva i suoi limiti dove tendeva a far mancare qualcosa.

Se ti sei fatto venti minuti di hydra, avrai sentito tutta la sua potenza sui pad articolati, sulle textures avvolgenti, ecc. Del suo non ha preset che emulano synth del passato. Un'altra macchina a se stante, pero' dalla potenza di generazione del suono notevole.

Quando nacquero i primi sintetizzatori ci si sforzava per emulare gli strumenti acustici, e (ohime') spesso i limiti dei medesimi portavano a risultati quasi fallimentari.
In realta' il moog era moog, il prophet era prophet e cosi' via.. SUlle polifoniche si riuscivano anche ad emulare violini, flauti ecc.. ma alla fine col tempo ci siamo tutti resi conto che erano strumenti nuovi : non dovevano emulare nulla , dovevano essere loro stessi.

Con la grande ondata di sintetizzatori nuovi di questi ultimi tempi, bisogna ragionare allo stesso modo.
Una cosa e' il model D di Behringher, che nasce proprio per emulare (e lo fa bene), ma quando si parla di Cobalt, Hydra ecc. di nuovo si parla di strumenti nuovi.

I VA di 10 anni fa invece nascevano con lo spirito di emulazione : un virus, piuttosto che un supernova (o ultranova), un radias, e un blofeld hanno anche queste vocazioni.

Premesso che il supernova e' oramai datato, introvabile ecc. io punterei su VA meno recenti per avere un po' di emulazione.

Il problema e' che per provare bene cobalt8 devi collegarlo a PC o allo smartphone e fruire delle funzioni in piu' che hanno gli editor... Li ti rendi conto del potenziale dello strumento.
All'inizio resti un po' disorientato per la struttura di sintesi particolare, poi quando ne comprendi i meccanismi, ti rendi conto che e' uno strumento particolare, quindi una cosa nuova.



  • pentatonic
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11-01-21 15.13

@ valenciano
pentatonic ha scritto:
avendo come riferimento il Rev2, che mi è fuori budget, secondo te il Cobalt 8, pur con un engine digitale, potrebbe fare al caso mio?


Direi di no. Cobalt8 e' totalmente differente da Argon8, ma se parti come riferimento dal Rev2, ci sono le dovute differenze.
Tolto il fatto che anche qui i suoni della casa son farciti di "unzi unzi", nel mezzo ci sono invece bei suoni che spiccano (non pochi) e che indicano che mettendo mano alla macchina si possono tirare cose nettamente migliori.
I lead escono davvero molto bene (alcuni da urlo, e se ci si mette mano del proprio anche meglio), ma va anche detto che sono i suoni piu' facili da tirare fuori.
Brass se ne possono tirare fuori di tutti i tipi, e qui lo strumento non si siede di certo (anzi !), ma se il tuo riferimento e' il prophet, cobalt8 non lo vedo come strumento che possa fare al caso tuo.
Mi piace di piu' del blofeld come personalita' (il blofeld e' piu' generico), ma se mi parli di prophet mi arrendo.

Dove si siede un po' e' sui pad, che spesso non sono cosi' avvolgenti e articolati come su hydrasynth.

Se hai letto le recensioni dell'hydra, viene definito come sintetizzatore che non emula, quindi strumento a se stante.
Per me anche cobalt8 e' su questa strada : le mie esigenze sono di home studio, ricerca del suono come ispirazione, quindi apprezzo il singolo sintetizzatore per l'esclusivita' della sua struttura di generazione sonora, e poi per la fascia di sonorita' dove eccelle.
Ma tutti i synth hanno punti di eccellenza ed altri che tendono invece a lasciare dei buchi, per questo nel parlarne, posso entusiasmarmi della parte innovativa (anche in termini di suono) del cobalt8, ma senza volergli dare un carattere emulativo.

Da questo punto di vista, se si mette mano all'editor, trovo piu' versatile il blofeld, dal quale puoi tirar fuori da suoni Juno, a moog, a simil oberheim ecc. Pero' essendo piu' generalista, manca invece di quei suoni di carattere che ti fanno dire "questi suoni, li puo' fare solo questo sintetizzatore".

Se andiamo a vedere ad esempio un obxa ha stupito tanto per alcuni timbri resi celebri in brani famosi, ed e' tutt'ora ricercato per questi motivi, pero' anche lui aveva i suoi limiti dove tendeva a far mancare qualcosa.

Se ti sei fatto venti minuti di hydra, avrai sentito tutta la sua potenza sui pad articolati, sulle textures avvolgenti, ecc. Del suo non ha preset che emulano synth del passato. Un'altra macchina a se stante, pero' dalla potenza di generazione del suono notevole.

Quando nacquero i primi sintetizzatori ci si sforzava per emulare gli strumenti acustici, e (ohime') spesso i limiti dei medesimi portavano a risultati quasi fallimentari.
In realta' il moog era moog, il prophet era prophet e cosi' via.. SUlle polifoniche si riuscivano anche ad emulare violini, flauti ecc.. ma alla fine col tempo ci siamo tutti resi conto che erano strumenti nuovi : non dovevano emulare nulla , dovevano essere loro stessi.

Con la grande ondata di sintetizzatori nuovi di questi ultimi tempi, bisogna ragionare allo stesso modo.
Una cosa e' il model D di Behringher, che nasce proprio per emulare (e lo fa bene), ma quando si parla di Cobalt, Hydra ecc. di nuovo si parla di strumenti nuovi.

I VA di 10 anni fa invece nascevano con lo spirito di emulazione : un virus, piuttosto che un supernova (o ultranova), un radias, e un blofeld hanno anche queste vocazioni.

Premesso che il supernova e' oramai datato, introvabile ecc. io punterei su VA meno recenti per avere un po' di emulazione.

Il problema e' che per provare bene cobalt8 devi collegarlo a PC o allo smartphone e fruire delle funzioni in piu' che hanno gli editor... Li ti rendi conto del potenziale dello strumento.
All'inizio resti un po' disorientato per la struttura di sintesi particolare, poi quando ne comprendi i meccanismi, ti rendi conto che e' uno strumento particolare, quindi una cosa nuova.



ti ringrazio per queste considerazioni, che rileggerò con attenzione.
Il mondo della musica elettronica mi attrae, ma ha una complessità iniziale che stranisce e i preset da Dj non aiutano uno retrogrado come me (suono pianoforte e organo, soprattutto, quindi Mojo, NS3compact e Little Phatty) nell'individuare possibili spazi di manovra.

Visto che Hydra mi è fuori budget cercherò qualche tutorial per capire come funziona la programmazione di Cobalt (smanettare su Argon all'inizio è stato un po' sconfortante... non capivo nemmeno come cambiare patch! Poi ho visto il tasto per la doppia funzione di ogni pomello...) e soprattutto se sono in grado di gestire la bestia.

Condivido le tue considerazioni, decisamente pertinenti, sulla natura emulativa di tanti strumenti poi diventati iconici nonostante la lontananza oggettiva da quello che emulavano, ma grazie a caratteristiche proprie particolarmente felici (l'organo Hammond fa parte della medesima compagnia...), da questo punto di vista cercare una macchina con potenzialità più aperte regala sicuramente orizzonti più ampi e forse qualche soddisfazione creativa maggiore. Più che ricreare suoni di un passato cui non sono poi particolarmente legato.

Grazie ancora per le tue note e per i tuoi spunti, ne farò tesoro!
  • valenciano
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11-01-21 20.32

pentatonic ha scritto:
i preset da Dj non aiutano uno retrogrado come me


Sono la mia ossessione, e gia' da tempo sono presenti in eccessiva quantita' su diversi sintetizzatori : io inizializzo, e quando ho tempo sostituisco con timbri fatti da me.

pentatonic ha scritto:
cercherò qualche tutorial per capire come funziona la programmazione di Cobalt


Ero abituato alla classica struttura a tre oscillatori (anche in VA come Mininova), dove selezioni le forme d'onda, misceli, amplifichi, filtri, moduli, metti gli effetti ed hai il tuo suono.

Quando ho provato cobalt8 l'ho fatto alla cieca, senza conoscere la sua struttura di sintesi (ero andato per un wavestate, ma non ce l'avevano ed era appena arrivato il cobalt).

Pero' smanettando sulle manopole ed osservando il display oled, mi rendevo conto che le forme d'onda selezionate non erano le classiche rigide dei VA o RA, ma avevano qualcosa in piu'... Talvolta diventavano rugose, altre volte erano dinamiche e con forme "strane" che conferivano al suono caratteristiche inedite. (nell'Hydra questa caratteristica e' ancora piu' evoluta)
Confrontando cio' che succedeva smanettando a caso, con i preset belli (quelli da vero synth), mi son fatto un'idea piu' approfondita dei punti forti di questo strumento, ma anche dei punti deboli, arrivando alla conclusione che stavo esplorando qualcosa di nuovo in versione hardware (in versione VSTi ci sara' sicuramente qualcosa di simile).

A casa ho poi scaricato le app, provando sia la gestione da cellulare (si puo' controllare sia da android che da iOS), che da Tablet (gia' piu' comodo) , che dal mio computer portatile windows10 touchscreen (comodissimo).. Qui non hai piu' i tasti con doppia funzione, ma hai la piena padronanza dello strumento : sia da app che da computer, con la differenza che su PC puoi anche fare il dump dei dati nei due sensi (ricevere, trasmettere).

Se si e' abituati alla classica sottrattiva, all'inizio si rimane un po' disorientati, poi si comprende che agendo sui quattro controlli (Due per oscillatore), si ha un'interazione con la forma d'onda di partenza, che diventa piu' complessa (come forma non come gestione) di quella originale, e che puo' anche essere articolata dinamicamente nel tempo (come si farebbe facendo modulare un oscillatore da un LFO). La risultante di tutto cio', produce sonorita' particolari, che se associate al secondo macro oscillatore, portano poi alla base timbrica da dare in pasto ai generatori di inviluppo.

A me affascina questo modo di gestire le forme d'onda, che esce dagli schemi di tanti VA, rendendo questo synth esclusivo anche in alcune sonorita'.. Non e' la macchina perfetta, e come ho scritto in post precedenti, tende a sedersi su alcuni timbri (i pad li trovo poco dinamici, e talvolta anche meno armonici : ma magari devo approfondire di piu')

Non sono d'accordo su una recensione che dice che il Cobalt8 "si ripropone di ricreare ed espandere i suoni tipici dei polysynth analogici" : non ci trovo sapore di Juno, Jupiter, oberheim ecc (Dei lead moog in versione moderna si, ed anche molto presenti) Ci trovo sapore di cobalt8 : o piace oppure lo si detesta, quindi meglio provare per bene prima di farsi prendere dalla gas o cose simili.

Se si vuole avere qualcosa che emuli ci sono altri VA, e magari un Blofeld, o uno sledge e perfino un KingKorg con la sua bella valvola che scalda il suono (se non avesse avuto quella tastiera scricchiolante !) sono piu' adatti a fare i "Gigi Sabani" degli analogici (non e' ironico, era un grande imitatore).
pentatonic ha scritto:
da questo punto di vista cercare una macchina con potenzialità più aperte regala sicuramente orizzonti più ampi e forse qualche soddisfazione creativa maggiore. Più che ricreare suoni di un passato cui non sono poi particolarmente legato.


E' la mia stessa filosofia. E' come avere una tavolozza con nuovi colori : ispira ancora di piu' la creativita'.
  • pentatonic
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11-01-21 23.10

thanks dovuto. Grazie ancora!