Ma cos’è questo jazz ?

  • clouseau57
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10-05-21 11.32

Bella domanda , per l’ascoltatore che si approccia e per il musicista.
Vi diro’ ( sempre che vi interessi ...) cosa ne penso.......
Ebbene , estro, fantasia improvvisazione e tecnica !
Ma se è vero come è vero che certe finezze musicali ( sostituzioni armoniche, tecnica , ecc ) sono apprezzabili a pieno solo da un musicista cosa ascoltano e riescono a distinguere per esprimere un gradimento basato sulla conoscenza musicale i vari pseudo amanti di questo genere ?
Quindi sarebbe una disciplina solo per gli addetti ai lavori o che ?
Per il musicista che invece non riesce a possedere un tale livello tecnico di esecuzione può invece fare come chi inizia la dieta estiva con ritardo: Contare sulla simpatia e l’interpretazione.
Sarei lieto di leggere anche i vostri pareri ... emo
  • divicos
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10-05-21 12.16

Per come la vedo io il jazz è più che altro una lingua. O meglio, un linguaggio.
Un po' come quelle cadenze dialettali, che smascherano senza dubbio la provenienza territoriale anche se parli un italiano perfetto, o un'altra lingua.

clouseau57 ha scritto:
estro, fantasia improvvisazione e tecnica !


Anche, ma non necessariamente. Non serve andare a mille all'ora, in effetti non serve nemmeno una tecnica sopraffina.
Se la hai puoi essere considerato bravo, o straordinario, ma quello che importa più che ciò che dici è COME lo dici.
E una volta acquisito il linguaggio, puoi anche costruire un discorso partendo da un tema (quindi, improvvisare).

Esempio estremo: questa Maple Leaf Rag di Bollani.
Per le logiche del ragtime è tutta sbagliata!! Troppo veloce, non va a tempo, la mano sinistra non fa quello che dovrebbe. Eppure...emo

Ma basta anche molto meno.. Ecco un reperto che ho ritrovato di recente, con l'adolescente me al piano emo
  • paolo_b3
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10-05-21 12.27

@ clouseau57
Bella domanda , per l’ascoltatore che si approccia e per il musicista.
Vi diro’ ( sempre che vi interessi ...) cosa ne penso.......
Ebbene , estro, fantasia improvvisazione e tecnica !
Ma se è vero come è vero che certe finezze musicali ( sostituzioni armoniche, tecnica , ecc ) sono apprezzabili a pieno solo da un musicista cosa ascoltano e riescono a distinguere per esprimere un gradimento basato sulla conoscenza musicale i vari pseudo amanti di questo genere ?
Quindi sarebbe una disciplina solo per gli addetti ai lavori o che ?
Per il musicista che invece non riesce a possedere un tale livello tecnico di esecuzione può invece fare come chi inizia la dieta estiva con ritardo: Contare sulla simpatia e l’interpretazione.
Sarei lieto di leggere anche i vostri pareri ... emo
Ti ringrazio per la domanda (Cit. EELST)

A mio modesto parere, IMHO, my two cents... che dir si voglia, il Jazz è un movimento culturale che si basa su uno stile musicale, ma che affonda le sue radici nella società americana a partire dal 1900 circa fino agli anni 60.
La musica Jazz ha rappresentato un momento di aggregazione sociale soprattutto per i neri, ma non solo, poi grazie alla sua grande energia è uscita dai questi confini ed è diventata patrimonio musicale mondiale.
Il Jazz nasce grazie all'innesto tra la cultura musicale Europea e quella Africana, e si caratterizza per una serie di aspetti innovativi rispetto alla musica precedente, l'improvvisazione in primis, ma anche altri aspetti che conosci sicuramente.
Oggi, al pari di quella società americana, il Jazz è morto. Puoi limitarti a replicare i brani che hanno segnato quell'epoca, puoi riproporli riveduti, puoi utilizzare gli stilemi del Jazz per produrre nuova musica, ma non è Jazz.
  • 1paolo
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10-05-21 12.32

@ clouseau57
Bella domanda , per l’ascoltatore che si approccia e per il musicista.
Vi diro’ ( sempre che vi interessi ...) cosa ne penso.......
Ebbene , estro, fantasia improvvisazione e tecnica !
Ma se è vero come è vero che certe finezze musicali ( sostituzioni armoniche, tecnica , ecc ) sono apprezzabili a pieno solo da un musicista cosa ascoltano e riescono a distinguere per esprimere un gradimento basato sulla conoscenza musicale i vari pseudo amanti di questo genere ?
Quindi sarebbe una disciplina solo per gli addetti ai lavori o che ?
Per il musicista che invece non riesce a possedere un tale livello tecnico di esecuzione può invece fare come chi inizia la dieta estiva con ritardo: Contare sulla simpatia e l’interpretazione.
Sarei lieto di leggere anche i vostri pareri ... emo
"..se non sai cos'è allora è jazz!" dal film La leggenda del pianista sull'oceano (Tornatore/Morricone). Direi comunque: improvvisazione::
  • paolo_b3
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10-05-21 14.02

divicos ha scritto:
Ma basta anche molto meno.. Ecco un reperto che ho ritrovato di recente, con l'adolescente me al piano

Perchè l'hai messo così in fondo, seminascosto? emoemoemo

Grande Divicos!!! emo
  • McFly
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10-05-21 14.07

A prescindere dall'origine o dall'evoluzione del jazz in se, starei più sulla precezione che ne ha la gente.
Come tutte le forme di arte anche il jazz, in musica, è un filone che ha preso il suo spazio e la gente, anche i non addetti ai lavori, anche chi ascolta solo hardcore e trap, riesce a localizzare, seppure non ne capisca gli stilemi o i presupposti.
Penso che questo sia già di per se un grande risultato: ritengo molto più difficile trovare persone, anche già più nel settore, che riescano a disinguere e, soprattutto definire, stili artistici come classicismo, barocco, manierismo o rococò (me compreso).
Il jazz, come qualcuno citava, è esattamente "quella cosa che è, quando non sai cos'è", è quella cosa che tutto il senso comune attribusice ad un certo tipo di atmosfera, il più delle volte anche un in maniera un po' stereotipata. E' vero, anche nel jazz non esiste un filone solo, e si va da cose assolutamente orecchiabili (ruffiane) a cose talmente concettuose che diventano come le "scoregge" che piacciono solo a chi le fa. Ma penso che, chi ascolta musica (qualsiasi) con curiostià non possa che esserne attirato: quello che manca è "educazione" all'ascolto che, però, deve essere dato SOLO se richiesto. Personalmente, per esempio, non capisco nulla di arte contemporanea ma ho partecipato a diverse visite in musei, con guide professionali, che mi hanno fatto apprezzare e capire il senso di quello che stavo vedendo, gnerando in me curiosità e lasciandomi qualcosa di concreto. Pur non sapendo nulla di arte contemporanea ho capito che gli artisti, prima di arrivare a quei livelli che, prima definivo concettuosi, ma ora definisco sintetici, sono passati da un grande studio delle basi, senza il quale non avrebbero potuto fare quello che hanno fatto. Dopo aver potuto approcciarmi al jazz in maniera più organica, ne sono rimasto ancora più affascinato, non pretendo che chiunque possa godere di quello che io sento, mi basta sapere che quelle note generino curiosità ed interesse per un evenutale approfondimento guidato.
Per chiudere per me il jazz è sintesi, consapevolezza ed reinterpretazione.
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10-05-21 14.07

clouseau57 ha scritto:
Ma se è vero come è vero che certe finezze musicali ( sostituzioni armoniche, tecnica , ecc ) sono apprezzabili a pieno solo da un musicista cosa ascoltano e riescono a distinguere per esprimere un gradimento basato sulla conoscenza musicale i vari pseudo amanti di questo genere ?
Quindi sarebbe una disciplina solo per gli addetti ai lavori o che ?

Penso proprio di no.
Se così fosse, il jazz non avrebbe avuto la popolarità che ha avuto e ha tutt'ora.

Forse un non musicista non sa dare i nomi corretti alle tecniche che ascolta, ma le differenze le sente. Ne sono certo.

Faccio invece una osservazione, magari interessante: ci sono questi bravi jazzisti locali, molto richiesti e apprezzati sul territorio, che suonano spesso in locali, rassegne ecc, gente studiata, che si allena anche otto ore al giorno, insegnanti rinomati ecc

Però, quando li sento, bravissimi sì, si sente che ci mettono la vita e tutto il resto, però francamente sento anche che non valgono quanto credono di valere, intendo in paragone con gente famosa, e non parlo di famosi perché paraculati ecc, parlo di musicisti che davvero hanno quel quid in più, che ti fa dire "cazzo, ho speso per vedere questo qui e ne è valsa davvero la pena"... Insomma non so se capite cosa voglio dire, alcuni pur conosciuti nell'ambito underground, non è che siano tutto 'sto genio.
Chiaro, possono sotterrarmi per bravura, velocità, teoria, improvvisazione eccetera, ma alla fine anch'io so ascoltare, e prima di loro ci sono un fottio di altri jazzisti che a parità di capacità e competenze, talvolta anche meno ostentate, generano musica della madonna.

Voi direte: che c'entra tutto ciò? Boh, m'è venuta così, forse per invidia! emo
  • paolo_b3
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10-05-21 14.28

A me pare che il Jazz abbia vissuto il suo apice grosso modo fino ai primi anni 50. Forse simbolicamente con la morte di Charlie Parker è cominciato il lento declino durato circa un decennio, fino a che John Coltrane gli ha dato il colpo di grazia con Ascension.
Da li è diventata musica da museo.
  • Raptus
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10-05-21 16.17

@ markelly2
clouseau57 ha scritto:
Ma se è vero come è vero che certe finezze musicali ( sostituzioni armoniche, tecnica , ecc ) sono apprezzabili a pieno solo da un musicista cosa ascoltano e riescono a distinguere per esprimere un gradimento basato sulla conoscenza musicale i vari pseudo amanti di questo genere ?
Quindi sarebbe una disciplina solo per gli addetti ai lavori o che ?

Penso proprio di no.
Se così fosse, il jazz non avrebbe avuto la popolarità che ha avuto e ha tutt'ora.

Forse un non musicista non sa dare i nomi corretti alle tecniche che ascolta, ma le differenze le sente. Ne sono certo.

Faccio invece una osservazione, magari interessante: ci sono questi bravi jazzisti locali, molto richiesti e apprezzati sul territorio, che suonano spesso in locali, rassegne ecc, gente studiata, che si allena anche otto ore al giorno, insegnanti rinomati ecc

Però, quando li sento, bravissimi sì, si sente che ci mettono la vita e tutto il resto, però francamente sento anche che non valgono quanto credono di valere, intendo in paragone con gente famosa, e non parlo di famosi perché paraculati ecc, parlo di musicisti che davvero hanno quel quid in più, che ti fa dire "cazzo, ho speso per vedere questo qui e ne è valsa davvero la pena"... Insomma non so se capite cosa voglio dire, alcuni pur conosciuti nell'ambito underground, non è che siano tutto 'sto genio.
Chiaro, possono sotterrarmi per bravura, velocità, teoria, improvvisazione eccetera, ma alla fine anch'io so ascoltare, e prima di loro ci sono un fottio di altri jazzisti che a parità di capacità e competenze, talvolta anche meno ostentate, generano musica della madonna.

Voi direte: che c'entra tutto ciò? Boh, m'è venuta così, forse per invidia! emo
In realtà la popolarità è dovuta al fatto che ha fatto da apripista per un sacco di sottogeneri che non sarebbero mai nati se non ci fosse stato.
Non è vero che non è mai stato una musica popolare, con lo Swing il Jazz era il pop degli anni 40... ha fatto la storia e molta musica deve tutto al Jazz (perfino la trap), per questo diciamo che se vuoi suonare musica moderna secondo me studiare Jazz è il top.
Per tornare in topic, cosè il Jazz? Secondo me il Jazz è saper comunicare qualcosa attraverso un uso ultraconsapevole del ritmo.
Il ritmo è la componente fondamentale e forse la più complicata da imparare, per questo chi dice che il Jazz è solo "un linguaggio da imparare" secondo me non sta raccontando tutta la verità emo - mi spiego meglio, io posso imparare una lingua ma se quella lingua per essere parlata necessita di pronunce particolari, ecco non la sai parlare. La pronuncia particolare è il ritmo.

Personalmente, anche se studio Jazz, al Jazz continuo a preferire la musica Blues (sua madre, di fatto). Più immediata, più diretta, meno tecnica (o meno virtuosa se vuoi forse) ma più sentita.
In linea di massima è vero che è una musica da "addetti ai lavori", un po' come tutti i generi dove c'è una grossa enfasi su alcuni aspetti tecnici, come la progressive metal ad esempio, generi in cui il virtuosismo fa quasi parte del genere.

Il che comunque secondo me è stato anche il suo punto debole, scoprire gli standard per me è stato come scoprire un intero mondo che non avevo mai ascoltato, è un peccato che stia diventando sempre più una nicchia.
  • divicos
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10-05-21 17.34

paolo_b3 ha scritto:
Perchè l'hai messo così in fondo, seminascosto?

E' solo un piccolo spezzone..emo
Serviva solo per dire che eravamo dei ragazzini, inesperti e tecnicamente scarsi, ma suonavamo jazz comunque..
Ricordavo un video di quella stessa esibizione con Take Five, intero, ma non lo ritrovoemo

Raptus ha scritto:
Il ritmo è la componente fondamentale e forse la più complicata da imparare, per questo chi dice che il Jazz è solo "un linguaggio da imparare" secondo me non sta raccontando tutta la verità emo - mi spiego meglio, io posso imparare una lingua ma se quella lingua per essere parlata necessita di pronunce particolari, ecco non la sai parlare. La pronuncia particolare è il ritmo.

Hai perfettamente ragione!
La metafora del linguaggio, più che altro, era per rispondere alla presunta necessità di estro e tecnica.
Non credo sia così, si può "pensare" jazz a qualsiasi livello, proprio come una lingua va da "the pen is on the table" allo scrivere "The lord of the Rings"

E poi mi piace ritenerlo una lingua, perché significa anche che travalica il genere: si può calare un po' ovunque, dando vita a trasformazioni e contaminazioni in alcuni casi interessantissime.
Esempio che mi viene in mente subito, Dem Rise, Groundation.
Sfacciatamente roots reggae nella sonorità, ma poi ti accorgi che incastra la canonica chitarra in levare su un tempo dispari. Alla faccia del one drop.
Che roba è? Reggae? Si.
Jazz? Anche! emo
  • markelly2
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10-05-21 17.36

Raptus ha scritto:
In linea di massima è vero che è una musica da "addetti ai lavori", un po' come tutti i generi dove c'è una grossa enfasi su alcuni aspetti tecnici

Ma cosa intendete per "addetti ai lavori"? Se intendete musicista allora non concordo.
Siamo sicuri che non ci si stia confondendo con "persona preparata, acculturata e curiosa, che non si accontenta"?
Io ho cominciato a sentire e amare il jazz, che non avevo ancora la minima idea di quello che i jazzisti stessero suonando. Allo stesso modo ho sviluppato passione per la cosiddetta musica contemporanea (ricordo che nel '97 in un libro lessi di Edgar Varese, e feci carte false per trovate una qualsiasi sua registrazione, pur di capire che musica fosse quella ivi descritta).
Secondo me quello che serve è più cultura (non che io sia chissà chi, basta aver voglia di andare oltre la superficie, e questo chiunque può farlo).
  • giosanta
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10-05-21 18.30

markelly2 ha scritto:
Ma cosa intendete per "addetti ai lavori"? Se intendete musicista allora non concordo.

Concordo integralmente sul "disaccordo" (?!). E ci mancherebbe pure. Allora la pittura parla i pittori, la scultura agli scultori ecc. Quindi quale sarebbe lo scopo dell'arte? Un codice cifrato per iniziati? Ma per carità...
markelly2 ha scritto:
Siamo sicuri che non ci si stia confondendo con "persona preparata, acculturata e curiosa, che non si accontenta"?

Temo di si, ma ho l'impressione valga per tantissime cose, ora come non mai.
markelly2 ha scritto:
Io ho cominciato a sentire e amare il jazz, che non avevo ancora la minima idea di quello che i jazzisti stessero suonando. Allo stesso modo ho sviluppato passione per la cosiddetta musica contemporanea (ricordo che nel '97 in un libro lessi di Edgar Varese, e feci carte false per trovate una qualsiasi sua registrazione, pur di capire che musica fosse quella ivi descritta).

Siamo stati in due. In altri termini affascinato dalla musica mi sono POI dato la briga di leggere e (quantomeno provare a) capire.
markelly2 ha scritto:
Secondo me quello che serve è più cultura (non che io sia chissà chi, basta aver voglia di andare oltre la superficie, e questo chiunque può farlo).

Senza ipocrisie: si! Eventualmente anche per un rifiuto motivato.
  • zaphod
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10-05-21 18.50

paolo_b3 ha scritto:
Oggi, al pari di quella società americana, il Jazz è morto.

parole forti, caro Paolo, che però a volte temo che possano essere vere.
Ma poi, in fondo, credo di no. Perchè dipende da come definiamo il jazz, ed è una definizione talmente sfuggente che diventa come quelle stelle che vedi a occhio nudo solo se non le guardi direttamente, ma un po' di sbieco.
Per me il jazz è uno sgambetto. Quando stai per appoggiare il piede, sicuro della tua camminata, ma ti senti mancare la terra di sotto ai piedi. Quando ti aspetti un accordo, una nota, e invece te ne arriva un'altra, ancora più bella e strana, ma che ci sta. Eccolo.
E' più facile dire cosa NON è jazz: il fox-trot della mutua, un accordo di 13a messo lì per far vedere che so farlo, un piatto swing che tutti sono capaci a fare, ma pochi sanno far interloquire con gli altri strumenti.
Ecco, interloquire: jazz è anche sapere (sentire) dove gli altri vanno a parare e sostenerli, magari spiazzarli per dare loro nuova linfa improvvisativa.
E anche quando il jazz era meno improvvisato, vale sempre il discorso dello sgambetto. Magari studiato a tavolino, però il jazz lo senti in Duke Ellington, non in Benny Goodman.
  • giosanta
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10-05-21 18.56

paolo_b3 ha scritto:
... il Jazz è morto...

Si, ma allora la domanda è: "cosa è vivo"?
  • paolo_b3
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10-05-21 19.10

Carissimi amici!

dicendo che il jazz è morto non ho alcuna intenzione di sminuire il valore di quella musica, che a tutti gli effetti esiste ancora ed è consegnata alla storia per imperituro ricordo.
E' morto come è morto il barocco, o i valzer viennesi, che tuttavia si eseguono ancora, come si esegue ancora il Jazz.

Oggi uno "esegue un repertorio Jazz", mentre invece se lo avessi domandato a Dizzy Gillespie sono sicuro mi avrebbe risposto "eseguo un repertorio".

Il rock è abbastanza vicino alla fine dei suoi giorni emoemoemo
  • giosanta
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10-05-21 19.28

No, guarda che la contestualizzazione della tua affermazione è chiarissima, e proprio per questo che ho risposto con la mia domanda, assolutamente non retorica.
  • markelly2
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10-05-21 19.35

@ paolo_b3
Carissimi amici!

dicendo che il jazz è morto non ho alcuna intenzione di sminuire il valore di quella musica, che a tutti gli effetti esiste ancora ed è consegnata alla storia per imperituro ricordo.
E' morto come è morto il barocco, o i valzer viennesi, che tuttavia si eseguono ancora, come si esegue ancora il Jazz.

Oggi uno "esegue un repertorio Jazz", mentre invece se lo avessi domandato a Dizzy Gillespie sono sicuro mi avrebbe risposto "eseguo un repertorio".

Il rock è abbastanza vicino alla fine dei suoi giorni emoemoemo
Ma siamo sicuri che sia morto?

77 migliori dischi jazz del solo anno 2019
  • paolo_b3
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10-05-21 19.39

@ giosanta
No, guarda che la contestualizzazione della tua affermazione è chiarissima, e proprio per questo che ho risposto con la mia domanda, assolutamente non retorica.
E' una brutta risposta, devi essere preparato. Siediti. emoemoemo
Ascolta i mezzi di comunicazione di massa, guarda quello che balla la gente.
  • paolo_b3
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10-05-21 19.40

@ markelly2
Ma siamo sicuri che sia morto?

77 migliori dischi jazz del solo anno 2019
Perfetto! Dizzy Gillespie non faceva "dischi di Jazz"... emoemoemo
  • giosanta
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10-05-21 19.44

paolo_b3 ha scritto:
E' una brutta risposta, devi essere preparato. Siediti.
Ascolta i mezzi di comunicazione di massa, guarda quello che balla la gente.

"Dio è morto, Marx è morto e anche io non mi sento troppo bene..." (Woody Allen / Eugene Ionesco).