21-08-26 16.12
Buon pomeriggio!
Come "promesso", rientrato dalle ferie (troppo corte, sigh!), ho fatto le prove di cui si parlava.
Premetto subito che non sono in possesso di nessuno dei prodotti linkati da berlex65, ma ho riprodotto uno schema di funzionamento attraverso queste due configurazioni tipo:
1- Yamaha P225, M-Audio Oxygen Pro Mini, hub usbC alimentato, smartphone Android con app Midi Connector Free (1bis: variante con pc e software Kushview Element);
2- Yamaha P225, Nord Stage 3 compact e pedale espressione Behringer FCV100, hub usbC alimentato, smartphone Android con app Midi Connector Free (2bis: variante con pc e software Kushview Element).
Nella prima configurazione ho impostato, in un preset del controller, due slider con i CC07 e CC11, in maniera da simulare l'uso di un pedale di espressione o volume; nella seconda ho invece ovviamente utilizzato il pedale di epressione collegato alla Nord Stage, attivando la sezione Extern.
Purtroppo ho fatto subito un'amara scoperta, che credo sia confermata da una lettura più attenta del manuale dello Yamaha P225 e da una consultazione del manuale Midi Reference dello Yamaha P125 (parente stretto del P225): il P225 (così come presumo il P125) riceve CC e PC secondo i canali midi impostati, ma queste informazioni non agiscono sullo strumento “suonato”, bensì su una sorta di “motore sonoro parallelo”.
Mi spiego meglio: se agisco ad esempio sullo slider dell'Oxygen il CC07 cambia il livello di espressione delle note che eventualmente suono sul controller, ma non su quelle che sto suonando sullo Yamaha... ed altrettando succede con la configurazione 2 (il nord stage suona e controlla il motore sonoro dello Yamaha come se fosse un expander, ma qualsiasi azione non modifica quello che sto facendo "fisicamente" sullo Yamaha); e parlo di motore parallelo perché sui controller/master io suono quello che corrisponde al Program Change inviato, che quindi può essere o meno uguale a quello che sto già suonando sul piano (quindi indipendente, parallelo, fino immagino al “consumo” della polifonia).
A conferma di questo comportamento, sul manuale del P225 nel capitolo delle Funzioni Midi è riportata la seguente frase “
I messaggi di Program Change e altri tipi di messaggi ricevuti non influiranno sulle impostazioni del pannello di controllo dello strumento né sulle note suonate sulla tastiera”; questa frase (riportata nella sostanza anche nei sottoparagrafi della sezione) fornisce un altro significato ai "pallini" generici della tabella di implementazione midi.
Il manuale dello Yamaha P125 (il parente stretto, come dicevo) dettaglia ancora meglio perché nelle tabelle di implementazione midi distingue la ricezione “generale” dei messaggi CC e PC (indicata con un pallino) da quella particolare di “main, layer, left” (accumunati da una bella X).
In conclusione direi che non è possibile controllare in real time “dall’esterno” l’espressione (o il livello di volume) del secondo timbro, né di tutto il layer/split, se non tramite l’app Smart Pianist: penso di poter affermare che lo Yamaha P225 sia volutamente castrato in questo senso… e del resto è uno strumento pensato per un uso prevalentemente casalingo (anche se questa estate l’ho visto impiegato in almento due/tre situazioni live, neanche così modeste…).