Hanon: istruzioni per l'uso

  • keysdream
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27-09-08 15.58

volevo sapere dopo aver eseguito quasi la metà del libro a velocità bassa concentrandomi sulla fluidità e la purezza dell'esecuzione,alla fine cosa si farà di questi esercizi?emo
  • John_Jones
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27-09-08 16.01

Un falò!

emo
  • anonimo

27-09-08 16.16

Li trovo un'utile ginnastica soprattutto se si sta attenti (come dovrebbe essere) di suonare a tempo, senza accentare le note, a volume costante etc etc etc.........
Ma non sono mai andato oltre la parte relativa alle scale maggiori............quello che segue fa paura solo a vederlo scritto..........
  • quartaumentata
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27-09-08 20.28

E' stato già detto molte volte, ma ogni tanto (giustamente) la questione torna a riproporsi.

Le opinioni sull'utilità o meno di tale metodo sono varie. Io direi che tutto è relativo.

Vediamo se riesco, procedendo per gradi, a dire la mia. Prendo in considerazione le prime due parti del libro (vale a dire gli esercizi dal n. 1 al n. 30).

Se uno è molto indietro con la tecnica non può che fare bene. Così come è scontato che fa bene se, avuta una certa tecnica, si è tornati fuori esercizio per aver abbandonato la pratica costante dello strumento (poco tempo o voglia ecc...).
Il problema è che, una volta padroneggiata tale parte, si potrà ripeterla anche una volta o più al giorno ma oltre un certo livello non si va. A pensarci bene è normale, una volta "allenati" ad una certa prestazione fisica, ripetere gli esercizi specifici per tale prestazione, al più aiuta a mantenerla, ma non a progredire.

A questo punto va fatto qualcosa in più. Al riguardo la mia esperienza personale è che la sottovalutata indicazione di trasportare i primi 30 esercizi in altre tonalità (è scritto anche nelle prime pagine dell' hanon stesso) sia un salto notevole, io me ne sono giovato molto.

In fondo i primi 30 esercizi, così come sono, sono una ginnastica sui soli tasti bianchi (non del tutto inutile intendiamoci) ma che è sempre la stessa (le mani fanno lo stesso movimento di battuta in battuta, non importa da quale nota partano, le distanze tra i tasti sono uniformi).

Passando ad altre tonalità (es la maggiore) si inseriscono tasti neri il che implica che le mani, di battuta in battuta debbano fare movimenti differenti e che le dita contigue debbano ora passare da un tasto bianco all'altro (sforzo già noto), oppure salire da un tasto bianco ad uno nero e viceversa o suonare due tasti neri consecutivi. Sembra che non cambi molto e invece cambia tantissimo, perché anche il polso e l'avambraccio (statici -non rigidi!- in caso di soli tasti bianchi) devono assecondare. Insomma è un esercizio diverso.

Altro discorso per la seconda metà del libro. Sull'utilità di scale e arpeggi in tutte le tonalità sono convinto (ecco, per chiarire meglio il discorso sui primi 30 esercizi, non si potrebbe certo considerare equivalente allo studio delle scale in tutte le tonalità l'assiduo studio della sola scala di do maggiore).

Poi ci sono un po' di gesti tecnici assortiti, tutti utili ma non certo gli unici possibili ( e qui infatti, quando in un pezzo c'è un passaggio di difficoltà specifica rognosa, entra in gioco la fantasia individuale nel crearsi un esercizio ad hoc per superarla, se la sola ripetizione molte volte del passaggio difficile non basta).

Infine esercizi per ottave, per terze e per seste. Che dire, sono le cose più difficili, ma il poco che c'è va preso come esempio di quelle che sono le prime difficoltà tecniche di livello superiore. Per le seste ad esempio ci sono solo pochi esercizi sui tasti bianchi, un dolore notevole -specie per le mani piccole - già così, ma ovviamente le seste si suonano anche sui tasti neri (vedi ad esempio uno degli studi di Chopin).

Insomma, male non fa. Bene di certo ma bisogna applicarcisi con la mente e non deve essere culturismo. Soprattutto è solo un mezzo, lo si usa per esercizio ma non lo si "suona", serve solo a farci suonare meglio tecnicamente, il che non è nulla senza la comprensione della musica (frase, espressione ecc.)
  • yurirob
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27-09-08 21.25

@ quartaumentata
E' stato già detto molte volte, ma ogni tanto (giustamente) la questione torna a riproporsi.

Le opinioni sull'utilità o meno di tale metodo sono varie. Io direi che tutto è relativo.

Vediamo se riesco, procedendo per gradi, a dire la mia. Prendo in considerazione le prime due parti del libro (vale a dire gli esercizi dal n. 1 al n. 30).

Se uno è molto indietro con la tecnica non può che fare bene. Così come è scontato che fa bene se, avuta una certa tecnica, si è tornati fuori esercizio per aver abbandonato la pratica costante dello strumento (poco tempo o voglia ecc...).
Il problema è che, una volta padroneggiata tale parte, si potrà ripeterla anche una volta o più al giorno ma oltre un certo livello non si va. A pensarci bene è normale, una volta "allenati" ad una certa prestazione fisica, ripetere gli esercizi specifici per tale prestazione, al più aiuta a mantenerla, ma non a progredire.

A questo punto va fatto qualcosa in più. Al riguardo la mia esperienza personale è che la sottovalutata indicazione di trasportare i primi 30 esercizi in altre tonalità (è scritto anche nelle prime pagine dell' hanon stesso) sia un salto notevole, io me ne sono giovato molto.

In fondo i primi 30 esercizi, così come sono, sono una ginnastica sui soli tasti bianchi (non del tutto inutile intendiamoci) ma che è sempre la stessa (le mani fanno lo stesso movimento di battuta in battuta, non importa da quale nota partano, le distanze tra i tasti sono uniformi).

Passando ad altre tonalità (es la maggiore) si inseriscono tasti neri il che implica che le mani, di battuta in battuta debbano fare movimenti differenti e che le dita contigue debbano ora passare da un tasto bianco all'altro (sforzo già noto), oppure salire da un tasto bianco ad uno nero e viceversa o suonare due tasti neri consecutivi. Sembra che non cambi molto e invece cambia tantissimo, perché anche il polso e l'avambraccio (statici -non rigidi!- in caso di soli tasti bianchi) devono assecondare. Insomma è un esercizio diverso.

Altro discorso per la seconda metà del libro. Sull'utilità di scale e arpeggi in tutte le tonalità sono convinto (ecco, per chiarire meglio il discorso sui primi 30 esercizi, non si potrebbe certo considerare equivalente allo studio delle scale in tutte le tonalità l'assiduo studio della sola scala di do maggiore).

Poi ci sono un po' di gesti tecnici assortiti, tutti utili ma non certo gli unici possibili ( e qui infatti, quando in un pezzo c'è un passaggio di difficoltà specifica rognosa, entra in gioco la fantasia individuale nel crearsi un esercizio ad hoc per superarla, se la sola ripetizione molte volte del passaggio difficile non basta).

Infine esercizi per ottave, per terze e per seste. Che dire, sono le cose più difficili, ma il poco che c'è va preso come esempio di quelle che sono le prime difficoltà tecniche di livello superiore. Per le seste ad esempio ci sono solo pochi esercizi sui tasti bianchi, un dolore notevole -specie per le mani piccole - già così, ma ovviamente le seste si suonano anche sui tasti neri (vedi ad esempio uno degli studi di Chopin).

Insomma, male non fa. Bene di certo ma bisogna applicarcisi con la mente e non deve essere culturismo. Soprattutto è solo un mezzo, lo si usa per esercizio ma non lo si "suona", serve solo a farci suonare meglio tecnicamente, il che non è nulla senza la comprensione della musica (frase, espressione ecc.)
Quoto e straquoto.
  • GIANNIRW
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28-09-08 05.43

Sono di parte emo
  • quartaumentata
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28-09-08 14.11

Ho avuto delle richieste di precisazioni via email e le posto qui affinché siano d'utilità per tutti.

L'Hanon contiene in totale 60 esercizi, tra brevi (una pagina come i primi venti, due pagine, come quelli dal 21 al 30) e più lunghi.

Però occhio! Ci sono alcuni esercizi di 2 righe (di massima sono quelli relativi a ciò che chiamavo nel mio post precedente "gesti tecnici particolari") o esercizi che paiono lunghissimi ma che in realtà racchiudono interi generi di esercizio: mi pare che tutte le scale maggiori e minori siano riunite sotto un solo numero (esercizio n. xx); lo stesso per gli arpeggi, le scale in terza (di queste ultime, tra l'altro, ce ne sono solo alcune, delle tonalità principali, al buon cuore dello studente affrontare, da solo, le altre);
idem per le scale in ottava.

Infine: hanon non è l'unico metodo per la tecnica di base, è solo il più diffuso.
  • GIANNIRW
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30-09-08 00.36

Io lo odio l' Hanon emo
  • quartaumentata
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30-09-08 11.51

GIANNIRW ha scritto:
Io lo odio l' Hanon emo


Anch'io. Indubbiamente può risultare noiosissimo. emo

02-10-08 16.12

Se dedicassi almeno la metà del tempo che dedichi ad Hanon, per imparare studi di Cramer 60, Pozzoli, Czerny 50 o qualche preludio dal clavicembalo ben temperato di Bach, sai quanto guadagneresti in piacere e tecnica? emo
  • quartaumentata
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02-10-08 17.51

igiardinidimarzo ha scritto:
Se dedicassi almeno la metà del tempo che dedichi ad Hanon, per imparare studi di Cramer 60, Pozzoli, Czerny 50 o qualche preludio dal clavicembalo ben temperato di Bach, sai quanto guadagneresti in piacere e tecnica? emo


Io ho dedicato altrettanto tempo agli studi di Pozzoli Czerny e Cramer. Per quanto riguarda Bach (o altra musica "vera" che mi piace e eseguire), credo ci averci dedicato non la metà del tempo dato ad hanon ma circa il triplo.
  • GIANNIRW
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03-10-08 15.27

Io anche se sono un misero tastierista casalingo, ho deciso di non guardare mai più l'hanon e dicarmi ha impare pezzzi almeno qualcosa combino alla fine. emo
  • Aslan
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05-10-08 14.25

@ igiardinidimarzo
Se dedicassi almeno la metà del tempo che dedichi ad Hanon, per imparare studi di Cramer 60, Pozzoli, Czerny 50 o qualche preludio dal clavicembalo ben temperato di Bach, sai quanto guadagneresti in piacere e tecnica? emo
esatto...dovremmo dividere le "sessioni di allenamento" come si fa in palestra emo
aggiungerei - mi permetto - nel tempo libero, un po' di improvvisazione...in senso globale, non esclusivamente jazz emo
  • Aslan
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05-10-08 14.26

@ John_Jones
Un falò!

emo
buhàhàhà...!!! emoemoemo
  • ruggero
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09-10-08 13.55

l'Hanon miha fatto fare salti strepitosi in termini di robustezza delle dita.
Anche io ho cominciato una volta rifatti primi 30 esercizi su scala di DO a trasportarli in Re e così via.

Per lo studio dei passaggi tra tasti neri e bianchi è utilissimo anche LE SCALE di Mannino.

13-10-08 11.58

Secondo me l'Hanon è utile, se suonato bene.
Importante anche trasportare gli esercizi in altre tonalità.
  • stf_paul
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30-10-08 14.07

Ciao a tutti
personalmente ho studiato sull'hanon...lo fatto in gran parte e devo dire che secondo me è utilissimo...penso che questo tipo di esercizi seppur noiosi abbiano un'utilità incredibile. Secondo me non ci accorgiamo di questo, sono capacità che si acquisiscono e che al momento di utilizzarle saltano fuori e non ci rendiamo conto che sono frutto di questi esercizi ripetitivi. Concordo su un paio di aspetti: provare ad eseguire gli esercizi in altre tonalità e ...sinceramente quando affrontate l'argomento scale, tralasciate quelle dell'hanon e utilizzate un metodo a parte...magari quelle del MANNINO....completo e ottimo!!!

un caro saluto
  • dolego
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31-10-08 01.38

Ricomicia dal primo esercizio e rifai tutti gli esercizi in tutte le tonalità con la stessa cura che ha i usato fin ora... Vedrai che poi per te suona in C o in Abm non ti cambia nulla (o quasi...)emo
  • ani_wave
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09-11-08 02.03

puoi studiare i migliori libri di tecnica del mondo, ma se sbagli tecnica non è che vai molto avanti. mi spiego: non è importante quali esercizi e quali libri studi, ma come li studi. I miei esercizi di tecnica sono questi:
4 dita, 5 dita, scale, doppie terze, scale di ottave (ogni tanto) in tutte le tonalità. Il resto sono per lo più seghe mentali emo
magari puoi cercarti qualche esercizio più interessante su Tausig