Consiglio su acquisto usato...

  • TheHopeIHave
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13-02-20 22.55

Salve forumers, vorrei affidarmi alla vostra saggezza e competenza per acquistare più serenamente in una situazione apparentemente vantaggiosa...

Volevo un Minilogue ed ho trovato un tipo che me lo venderebbe a 390.
Non sarebbe un gran prezzo se non fosse che lo strumento ha una garanzia residua di 2 anni e 10 mesi circa.
Qual è il fatto?

Il fatto è che lui sembra un tipo affidabile ed il synth sembra tenuto bene. Nell'annuncio scriveva che lo ha da due mesi e che era in garanzia fino a al 2021, acquistato sul famoso negozio online tedesco. Questa cosa mi ha insospettito perché tutto il mondo si accorgerebbe del "3 anni in garanzia" scritto a caratteri cubitali, mentre lui -avendolo sentito su whatsapp- mi ha detto che non sapeva di questa estensione, infatti era convinto che avesse la garanzia standard italiana di due anni. Comunque, mi ha inviato la documentazione dell'acquisto con tutti i dati e quindi problema risolto.

Poi è uscito fuori che il synth lui lo ha preso a 440 euro perché era un Bstock...un primo tizio lo aveva infatti comprato e reso entro i trenta giorni e lui ha approfittato. Poi però, dopo due mesi, ha deciso di rivenderlo perché -glie l'ho chiesto- non gli piaceva il suono.

Allora io vi allego le foto avute da lui, la documentazione e dei video dimostratori (per modo di dire)...vorrei dei pareri sulla sicurezza dell'acquisto e sui rischi; magari io non sto pensando a qualcosa di importante e voi mi aprite gli occhi.

La mia paura è che il prodotto sia difettoso, mal suonante per qualche motivo "di fabbrica", e che avendo capito ciò se lo stia rivendendo. Perché ci può stare il reso del primo proprietario che lo ha fatto entro i 30 giorni (il prodotto viene revisionato da Thomann che ne stabilisce il perfetto funzionamento e lo rimette in vendita come Bstock) ma la sua seconda restituzione potrebbe sembrare strana...acquisti un Minilogue, non ti piace il suono: perché non restituirlo entro i 30 giorni e avere indietro i soldi? Certo magari può averci messo più di un mese a decidere che non gli andava bene il synth e quindi ha perso l'occasione...chissà. O forse io non so che Thomann non accetta indietro i Bstock? Non credo, c'è scritto che hanno tutte le garanzie di un prodotto nuovo...

Dunque, mi chiedevo cosa ne pensate un po' di tutto...io purtroppo ho paura di non accorgermi di qualche difetto che poi non sarebbe coperto dalla garanzia. Non avrei questo problema se si trattasse di stage piano o altro simile, ma sono un neofita dei synth e non posso quindi portare a termine una prova che confermi a fondo lo stato funzionale del synth perché non so utilizzarlo se non in maniera molto superficiale (sia chiaro, ho provato a lungo lo strumento in negozio ed ho letto e visto molte recensioni più e meno tecniche, so di cosa si parla in questo senso; ma non sono un utilizzatore capace che può mettere sotto torchio lo strumento). Posso verificarne alcuni aspetti ma vorrei sapere se avete qualche dritta. Cosa andare a provare nello specifico, con verificare, a cosa prestare attenzione nell'acquisto di un analogico?

Grazie in anticipo per l'aiuto che mi darete, vorrei addentrarmi nel mondo della sintesi, ma senza traumi emo

P.S. Ora linko il materiale

Materiale
  • paolo_b3
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13-02-20 23.02

@ TheHopeIHave
Salve forumers, vorrei affidarmi alla vostra saggezza e competenza per acquistare più serenamente in una situazione apparentemente vantaggiosa...

Volevo un Minilogue ed ho trovato un tipo che me lo venderebbe a 390.
Non sarebbe un gran prezzo se non fosse che lo strumento ha una garanzia residua di 2 anni e 10 mesi circa.
Qual è il fatto?

Il fatto è che lui sembra un tipo affidabile ed il synth sembra tenuto bene. Nell'annuncio scriveva che lo ha da due mesi e che era in garanzia fino a al 2021, acquistato sul famoso negozio online tedesco. Questa cosa mi ha insospettito perché tutto il mondo si accorgerebbe del "3 anni in garanzia" scritto a caratteri cubitali, mentre lui -avendolo sentito su whatsapp- mi ha detto che non sapeva di questa estensione, infatti era convinto che avesse la garanzia standard italiana di due anni. Comunque, mi ha inviato la documentazione dell'acquisto con tutti i dati e quindi problema risolto.

Poi è uscito fuori che il synth lui lo ha preso a 440 euro perché era un Bstock...un primo tizio lo aveva infatti comprato e reso entro i trenta giorni e lui ha approfittato. Poi però, dopo due mesi, ha deciso di rivenderlo perché -glie l'ho chiesto- non gli piaceva il suono.

Allora io vi allego le foto avute da lui, la documentazione e dei video dimostratori (per modo di dire)...vorrei dei pareri sulla sicurezza dell'acquisto e sui rischi; magari io non sto pensando a qualcosa di importante e voi mi aprite gli occhi.

La mia paura è che il prodotto sia difettoso, mal suonante per qualche motivo "di fabbrica", e che avendo capito ciò se lo stia rivendendo. Perché ci può stare il reso del primo proprietario che lo ha fatto entro i 30 giorni (il prodotto viene revisionato da Thomann che ne stabilisce il perfetto funzionamento e lo rimette in vendita come Bstock) ma la sua seconda restituzione potrebbe sembrare strana...acquisti un Minilogue, non ti piace il suono: perché non restituirlo entro i 30 giorni e avere indietro i soldi? Certo magari può averci messo più di un mese a decidere che non gli andava bene il synth e quindi ha perso l'occasione...chissà. O forse io non so che Thomann non accetta indietro i Bstock? Non credo, c'è scritto che hanno tutte le garanzie di un prodotto nuovo...

Dunque, mi chiedevo cosa ne pensate un po' di tutto...io purtroppo ho paura di non accorgermi di qualche difetto che poi non sarebbe coperto dalla garanzia. Non avrei questo problema se si trattasse di stage piano o altro simile, ma sono un neofita dei synth e non posso quindi portare a termine una prova che confermi a fondo lo stato funzionale del synth perché non so utilizzarlo se non in maniera molto superficiale (sia chiaro, ho provato a lungo lo strumento in negozio ed ho letto e visto molte recensioni più e meno tecniche, so di cosa si parla in questo senso; ma non sono un utilizzatore capace che può mettere sotto torchio lo strumento). Posso verificarne alcuni aspetti ma vorrei sapere se avete qualche dritta. Cosa andare a provare nello specifico, con verificare, a cosa prestare attenzione nell'acquisto di un analogico?

Grazie in anticipo per l'aiuto che mi darete, vorrei addentrarmi nel mondo della sintesi, ma senza traumi emo

P.S. Ora linko il materiale

Materiale
Non conosco il Minilogue, so che Korg fa delle belle macchinette, ma se vuoi addentrarti nel mondo della sintesi sottrattiva perchè non provi una Novation? X station, Xio, le prendi a 100 - 150 € e suonano alla grande.
  • TheHopeIHave
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13-02-20 23.13

@ paolo_b3
Non conosco il Minilogue, so che Korg fa delle belle macchinette, ma se vuoi addentrarti nel mondo della sintesi sottrattiva perchè non provi una Novation? X station, Xio, le prendi a 100 - 150 € e suonano alla grande.
Perché cercavo qualcosa di analogico, bello in toto e con tutto i comandi fuori e ben organizzati. Il Minilogue (al di là del fatto che mi piace come suona e che per quel che voglio fare non ha grandi limitazioni) mi sembra ottimo a livello didattico con il oscilloscopio e la disposizione del pannello.

Poi è davvero una chicca, storicamente ha un suo ruolo.

Inoltre, è vero che le Novation sono più versatili e imbattibili in q/p...ma cercavo anche qualcosa che mi desse l'idea di essere uno strumento vero, analogico e diverso da tutto il resto. Ci ho ragionato molto...
  • wildcat80
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14-02-20 08.19

Il Minilogue ha alcune caratteristiche che nell'immediato magari tolleri, e che dopo qualche settimana non sopporti più.
Ad esempio:
- la tastiera slim
- il delay analogico piuttosto rumoroso
- il potenziometro del cutoff iper reattivo
- le limitazioni nel routing dell'LFO
- gli inviluppi piuttosto lenti
- l'organizzazione del sequencer
- la mancanza di una modulation wheel
- perché no, l'instabilità di intonazione che richiede un lungo warm up degli oscillatori
Sono cose che magari lì per lì sottovaluti e che dopo un po' non sopporti più.
Io nello specifico mi ero stufato della tastiera slim e del cutoff ingestibile in esecuzioni in tempo reale.
Facile esaltarsi per il synth analogico compatto, economico e pure polifonico, ma bisogna aver ben presenti le eventuali criticità.
  • TheHopeIHave
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14-02-20 08.31

@ wildcat80
Il Minilogue ha alcune caratteristiche che nell'immediato magari tolleri, e che dopo qualche settimana non sopporti più.
Ad esempio:
- la tastiera slim
- il delay analogico piuttosto rumoroso
- il potenziometro del cutoff iper reattivo
- le limitazioni nel routing dell'LFO
- gli inviluppi piuttosto lenti
- l'organizzazione del sequencer
- la mancanza di una modulation wheel
- perché no, l'instabilità di intonazione che richiede un lungo warm up degli oscillatori
Sono cose che magari lì per lì sottovaluti e che dopo un po' non sopporti più.
Io nello specifico mi ero stufato della tastiera slim e del cutoff ingestibile in esecuzioni in tempo reale.
Facile esaltarsi per il synth analogico compatto, economico e pure polifonico, ma bisogna aver ben presenti le eventuali criticità.
Grazie per la lista, alcune cose le sapevo alcune no emo
Hai sicuramente ragione, ma restando sulle caratteristiche che cerco c'è poco altro anche se volessi cercare ancora. Il Deepmind corrisponde in parte descrizione e su certi versanti è pure meglio (tasti standard, polifonia a 6 voci, effetti) però documentandomi ha finito per non entusiasmarmi più...per via della molte operazioni da fare da menù (che rendono più oscuro e meno didattico l'apprendimento), per via della debolezza su alcuni fronti sonori...(non che il Minilogue non ne abbia eh, anzi) ecc...
  • mima85
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14-02-20 08.51

TheHopeIHave ha scritto:
Cosa andare a provare nello specifico, con verificare, a cosa prestare attenzione nell'acquisto di un analogico?


A parte le cose ovvie come funzionalità di pannello e tastiera, condizioni fisiche generali, eccetera, negli analogici è molto importante verificare l'uniformità delle voci, sia per ciò che concerne l'intonazione degli oscillatori sia per il comportamento del filtro e degli inviluppi. Queste verifiche vanno fatte dopo aver lasciato scaldare lo strumento per almeno 10 minuti, e prima di procedere con le prove bisogna fargli fare l'auto accordatura (i polifonici a VCO di solito hanno un tastino od una funzione nel menù denominati "TUNE" o "AUTOTUNE", che riaccorda gli oscillatori nel caso siano andati troppo in deriva termica).

Il Minilogue ha quattro voci di polifonia, quindi la cosa si può verificare premendo e tenendo premuti in sequenza quattro tasti (per esempio componendo un accordo di settima) ed ascoltare che per ogni tasto la nota prodotta suoni in modo ragionevolmente uguale alle altre, sia come timbro che come articolazione del suono. Le cose da verificare in particolare sono:

1) Che il battimento tra i VCO dovuto al detune non abbia eccessive variazioni tra una voce e l'altra. Leggere differenze tra voce e voce sono normali sui poly analogici, anzi addirittura desiderate perché sono queste che danno il famoso "suono organico" tipico dei synth a VCO, ma devono restare leggere altrimenti da "suono organico" si sconfina nel "suono stonato". Se su una voce il battimento degli oscillatori è lento e su quella successiva è parecchio più veloce ed un giro di auto accordatura non risolve la cosa, c'è un problema sull'intonazione dei VCO.

2) Che il filtro apra con la stessa frequenza di taglio su tutte le voci. Anche qui qualche lieve variazione può essere accettabile se non addirittura desiderata, ma se su una voce il filtro apre tot e sulla successiva apre molto di più o molto di meno, c'è qualcosa che non va. Questa prova però va fatta azzerando tutti i parametri di velocity legati al filtro ed agli inviluppi ed anche il keytrack del filtro va messo a zero, altrimenti è normale sentire delle variazioni tra voce e voce.

3) Che tutte le modulazioni (cross/ring mod, sync, LFO, inviluppi, eccetera) siano funzionanti per tutto ciò che devono modulare tra oscillatori, filtro ed amp e si comportino in modo simile su tutte le voci.

4) Che su ogni voce gli inviluppi abbiano le stesse temporizzazioni sugli stadi di attack, decay e release. Anche questa prova va fatta azzerando tutti gli eventuali parametri di velocity e keytrack che dovessero influenzare artificialmente la velocità degli inviluppi. C'è da dire che sugli analogici moderni gli inviluppi la maggior parte delle volte sono generati digitalmente dalla CPU, quindi perlomeno per questi non ci possono essere componenti guasti o scalibrati, e lo stesso vale per gli LFO. Attenzione però che talvolta possono esserci dei parametri che inducono artificialmente delle lievi differenze di temporizzazione degli inviluppi tra una voce e l'altra, proprio per simulare il comportamento dei polifonici con gli inviluppi analogici, nel caso bisogna disattivare/azzerare anche queste funzioni. Discorso diverso invece per i synth che hanno inviluppi ed LFO analogici (ma si tratta più che altro di strumenti di qualche decennio fa, quindi non è il tuo caso), perché qui possono esserci singoli componenti guasti o fuori calibrazione e nel caso bisogna farli saltar fuori.

Queste quattro sono le verifiche essenziali da fare per assicurarsi che le "corde vocali" di un analogico siano in salute.
  • wildcat80
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14-02-20 08.53

Guarda, ho avuto il Minilogue ed ho tutt'ora il DeepMind.
La navigazione menu è molto più agevole nel DM che nel Minilogue (dove diversi parametri sono raggiungibili solo via menu o peggio ancora con gli shortcut), perché ogni elemento della catena di sintesi ha il suo menù dedicato.
  • wildcat80
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14-02-20 08.57

Sono due strumenti molto diversi, in parte sovrapponibili e in parte no.
Poi le sole 2 voci di differenza si sentono eccome.
Sono anche strumenti complementari: il Minilogue più che un polifonico a mio avviso va interpretato come un monofonico potenziato, con cui poter fare ANCHE accordi.
  • TheHopeIHave
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14-02-20 09.08

@ wildcat80
Sono due strumenti molto diversi, in parte sovrapponibili e in parte no.
Poi le sole 2 voci di differenza si sentono eccome.
Sono anche strumenti complementari: il Minilogue più che un polifonico a mio avviso va interpretato come un monofonico potenziato, con cui poter fare ANCHE accordi.
Si sono d'accordo e consapevole...in realtà io non ho nessuna esigenza precisa se non quella di farmi qualche suono prettamente monofonico da utilizzare (ma gli slim keys non mi infastidiscono, ho visto gente farci di tutto).
Le mie necessità sono semplicemente un pannello chiaro, un case compatto e di buoni materiali (non ho molto spazio in camera, anzi), una leggera polifonia giusto per non essere limitato dell'apprendimento dei fondamentali (altrimenti avrei comprato il SubPhatty) ed un suono analogico con un'identità.

Ah, ovviamente un prezzo non oltre i 400 (già pesantucci per me) emo
  • TheHopeIHave
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14-02-20 09.12

@ mima85
TheHopeIHave ha scritto:
Cosa andare a provare nello specifico, con verificare, a cosa prestare attenzione nell'acquisto di un analogico?


A parte le cose ovvie come funzionalità di pannello e tastiera, condizioni fisiche generali, eccetera, negli analogici è molto importante verificare l'uniformità delle voci, sia per ciò che concerne l'intonazione degli oscillatori sia per il comportamento del filtro e degli inviluppi. Queste verifiche vanno fatte dopo aver lasciato scaldare lo strumento per almeno 10 minuti, e prima di procedere con le prove bisogna fargli fare l'auto accordatura (i polifonici a VCO di solito hanno un tastino od una funzione nel menù denominati "TUNE" o "AUTOTUNE", che riaccorda gli oscillatori nel caso siano andati troppo in deriva termica).

Il Minilogue ha quattro voci di polifonia, quindi la cosa si può verificare premendo e tenendo premuti in sequenza quattro tasti (per esempio componendo un accordo di settima) ed ascoltare che per ogni tasto la nota prodotta suoni in modo ragionevolmente uguale alle altre, sia come timbro che come articolazione del suono. Le cose da verificare in particolare sono:

1) Che il battimento tra i VCO dovuto al detune non abbia eccessive variazioni tra una voce e l'altra. Leggere differenze tra voce e voce sono normali sui poly analogici, anzi addirittura desiderate perché sono queste che danno il famoso "suono organico" tipico dei synth a VCO, ma devono restare leggere altrimenti da "suono organico" si sconfina nel "suono stonato". Se su una voce il battimento degli oscillatori è lento e su quella successiva è parecchio più veloce ed un giro di auto accordatura non risolve la cosa, c'è un problema sull'intonazione dei VCO.

2) Che il filtro apra con la stessa frequenza di taglio su tutte le voci. Anche qui qualche lieve variazione può essere accettabile se non addirittura desiderata, ma se su una voce il filtro apre tot e sulla successiva apre molto di più o molto di meno, c'è qualcosa che non va. Questa prova però va fatta azzerando tutti i parametri di velocity legati al filtro ed agli inviluppi ed anche il keytrack del filtro va messo a zero, altrimenti è normale sentire delle variazioni tra voce e voce.

3) Che tutte le modulazioni (cross/ring mod, sync, LFO, inviluppi, eccetera) siano funzionanti per tutto ciò che devono modulare tra oscillatori, filtro ed amp e si comportino in modo simile su tutte le voci.

4) Che su ogni voce gli inviluppi abbiano le stesse temporizzazioni sugli stadi di attack, decay e release. Anche questa prova va fatta azzerando tutti gli eventuali parametri di velocity e keytrack che dovessero influenzare artificialmente la velocità degli inviluppi. C'è da dire che sugli analogici moderni gli inviluppi la maggior parte delle volte sono generati digitalmente dalla CPU, quindi perlomeno per questi non ci possono essere componenti guasti o scalibrati, e lo stesso vale per gli LFO. Attenzione però che talvolta possono esserci dei parametri che inducono artificialmente delle lievi differenze di temporizzazione degli inviluppi tra una voce e l'altra, proprio per simulare il comportamento dei polifonici con gli inviluppi analogici, nel caso bisogna disattivare/azzerare anche queste funzioni. Discorso diverso invece per i synth che hanno inviluppi ed LFO analogici (ma si tratta più che altro di strumenti di qualche decennio fa, quindi non è il tuo caso), perché qui possono esserci singoli componenti guasti o fuori calibrazione e nel caso bisogna farli saltar fuori.

Queste quattro sono le verifiche essenziali da fare per assicurarsi che le "corde vocali" di un analogico siano in salute.
Grazie di cuore! Ora mi studio quello che questo commento contiene, così da arrivare preparato.

Suppongo che dal materiale linkato non puoi evincere molto nemmeno tu...a me aveva fatto un effetto strano il filtro, da quei video (tant'è che il secondo me lo ha mandato su mia richiesta essendo il primo poco chiaro per via del sequencer). Ma sono video che lasciano il tempo che trovano...
  • mima85
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14-02-20 09.19

TheHopeIHave ha scritto:
Suppongo che dal materiale linkato non puoi evincere molto nemmeno tu...


Esatto, non se ne può evincere molto. Così a prima vista sembrerebbe tutto a posto, ma in mezzo a tutte quelle sequenze è facile perdersi dei dettagli.
  • wildcat80
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14-02-20 09.53

Il Minilogue va fatto scaldare molto bene.
Appena si accende si autocalibra gli oscillatori, per cui suona tutto intonato, sul diapason, poi la temperatura dentro al case sale e si deve ricalibrare una volta stabilizzata, e se stai suonando viene fuori un macello.
Per cui, per fare un buon test, lascialo acceso un 15/20 minuti prima di provarlo.
Sul manuale la cosa era poco chiara, per cui al primo uso mi è capitato e sono impazzito, perché sembrava che avessi innescato la PWM quando invece erano semplicemente gli oscillatori completamente scordati.
  • mima85
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14-02-20 10.11

@ wildcat80
Il Minilogue va fatto scaldare molto bene.
Appena si accende si autocalibra gli oscillatori, per cui suona tutto intonato, sul diapason, poi la temperatura dentro al case sale e si deve ricalibrare una volta stabilizzata, e se stai suonando viene fuori un macello.
Per cui, per fare un buon test, lascialo acceso un 15/20 minuti prima di provarlo.
Sul manuale la cosa era poco chiara, per cui al primo uso mi è capitato e sono impazzito, perché sembrava che avessi innescato la PWM quando invece erano semplicemente gli oscillatori completamente scordati.
Gioie e dolori degli analogici a VCO emo

Non solo, anche dopo che un analogico si è scaldato capita che di tanto in tanto vada dato un colpetto al tastino dell'autotune, perché al variare della temperatura varia anche l'intonazione dei VCO.

Quando registro col Jupiter 6, faccio sempre una passata di autotune prima di registrare la traccia. Ha gli oscillatori che sono un po' "ballerini" al variare della temperatura, ma dato che ci mette una frazione di secondo a fare l'auto-accordatura e dopo sono molto ben accordati (a volte pure fin troppo) non è un grosso problema.

L'OB-8 invece è diverso, dopo averlo fatto scaldare per bene e avergli fatto fare un ciclo di autotune mi sembra che sia meno in balìa della temperatura rispetto al Jupiter, anche se c'è da dire che nel mio studio non ci sono grossi sbalzi (sarebbe interessante vedere come si comporta su un palco). Per contro, perlomeno sul mio esemplare, l'autotune è un po' meno preciso rispetto al Roland, quindi resta un po' di quella variabilità tra voce e voce che è il tratto tipico degli analogici.

Peccato che nei prossimi tempi l'Oberheim dovrà finire di nuovo sul tavolo di lavoro, ma questa è un'altra storia...
  • wildcat80
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14-02-20 10.40

Comunque l'instabilità del Minilogue è una caratteristica abbastanza nota.
Forse il motivo per cui se ne vedono tanti in vendita, e ed è semplice capirne il motivo: è spesso il primo polifonico analogico di persone abituate al virtual analog e al colore analogico dato dall'oscillatore drift che mai ti porta ad avere il synth insuonabile, quindi se ne liberano.
Comunque shift+rec e passa la paura: calibrazione rapida e via.
  • TheHopeIHave
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14-02-20 10.44

@ wildcat80
Comunque l'instabilità del Minilogue è una caratteristica abbastanza nota.
Forse il motivo per cui se ne vedono tanti in vendita, e ed è semplice capirne il motivo: è spesso il primo polifonico analogico di persone abituate al virtual analog e al colore analogico dato dall'oscillatore drift che mai ti porta ad avere il synth insuonabile, quindi se ne liberano.
Comunque shift+rec e passa la paura: calibrazione rapida e via.
Ovviamente ho ringraziato anche te con un thanks! Sto trovando utile tutto qurllo che scrivete.

È.proprio questo il punto, la mia unica necessità è avere a che fare con un vero analogico nel bene e nel male. Ben vengano la cura e le attenzioni dovute al synth se sono normale routine per un prodotto simile.
Basta che non sia proprio un difetto/mancanza di riuscita del prodotto
  • wildcat80
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14-02-20 11.22

@ TheHopeIHave
Ovviamente ho ringraziato anche te con un thanks! Sto trovando utile tutto qurllo che scrivete.

È.proprio questo il punto, la mia unica necessità è avere a che fare con un vero analogico nel bene e nel male. Ben vengano la cura e le attenzioni dovute al synth se sono normale routine per un prodotto simile.
Basta che non sia proprio un difetto/mancanza di riuscita del prodotto
Se proprio devo trovargli un difetto reale comunque è la matrice di modulazione inesistente: l'LFO lo puoi indirizzare solo a un parametro alla volta.
È veramente limitante.
Per il resto, conscio delle varie peculiarità, puoi fare la scelta giusta perché è un synth molto didattico.