Rispolvero basi pianoforte (esercizi)

  • FranzBraile
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05-11-20 18.36

Ciao a tutti
cominciamo dall'inizio.. poi vengo alla domanda emo
Io sono più un tastierista (autodidatta) che un pianista e fin qui non ci piove. Per essere un tastierista che si voglia o no una piccola infarinatura del piano devi averla.
Quindi, ai tempi, resomi conto che mancava qualcosa suonando la mia prima tastiera... una Farfisa 2 manuali che non ricordo il nome, andai da un insegnante (quelli da dietro l'angolo che insegnano ai ragazzini emo)
In ogni modo fra un po' di Hanon, qualche esercizio facile, le scale maggiori ecc dopo qualche mese notai chiaramente qualche miglioramento (parlo sempre di livello amatoriale). Per un po di anni strimpellai prima da solo e poi con qualche gruppo di Cover, finché non mi capitò un gruppo Jazz, andai a far una prova e il risultato potete immaginarlo emo.
Ok.. il giorno dopo ero da un'insegnante tosto (jazzista) a circa 70€ all'ora. Ho fatto un anno da lui, ritornai dal gruppo Jazz che ancora non avevano il pianista, feci la classica prova e questa volta l'audition andò perfettamente (figuratevi il mio ego alle stelle emo). 2 bellissimi anni con bei concerti (piccoli ehhhhhh).
Le cose nel tempo cambiano, i gruppi si sciolgono....
Passato diversi gruppi ora mi trovo perfettamente a mio agio con ben due gruppi, uno miserello (blues) e l'altro ben avviato... concerti in piazza ecc.
Veniamo al dunque della domanda...emo
Causa COVID, non si prova e non si suona. Mi sono rimesso al pianoforte, passo due ore al giorno suddivisi fra: 10' Hanon, 10' tecnica, 10' scale maggiori, 10' scale minori armoniche, 10' scale minori melodiche, 10' Arpeggi, 30' ripetizione pezzi repertorio, 30' Bach. (Tutte le scale in tutte le tonalità cosi come gli arpeggi).
Facendo le scale minori armoniche e melodiche (cosa che non avevo MAI fatto a differenza di tutti gli altri esercizi) il mio orecchio inizialmente le ha rifiutate... ora le accetta perché se sono li vanno fatte.
Ma la domanda è... dove e perché mi servono le scale minori armoniche e melodiche?
  • simondrake
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05-11-20 20.41

@ FranzBraile
Ciao a tutti
cominciamo dall'inizio.. poi vengo alla domanda emo
Io sono più un tastierista (autodidatta) che un pianista e fin qui non ci piove. Per essere un tastierista che si voglia o no una piccola infarinatura del piano devi averla.
Quindi, ai tempi, resomi conto che mancava qualcosa suonando la mia prima tastiera... una Farfisa 2 manuali che non ricordo il nome, andai da un insegnante (quelli da dietro l'angolo che insegnano ai ragazzini emo)
In ogni modo fra un po' di Hanon, qualche esercizio facile, le scale maggiori ecc dopo qualche mese notai chiaramente qualche miglioramento (parlo sempre di livello amatoriale). Per un po di anni strimpellai prima da solo e poi con qualche gruppo di Cover, finché non mi capitò un gruppo Jazz, andai a far una prova e il risultato potete immaginarlo emo.
Ok.. il giorno dopo ero da un'insegnante tosto (jazzista) a circa 70€ all'ora. Ho fatto un anno da lui, ritornai dal gruppo Jazz che ancora non avevano il pianista, feci la classica prova e questa volta l'audition andò perfettamente (figuratevi il mio ego alle stelle emo). 2 bellissimi anni con bei concerti (piccoli ehhhhhh).
Le cose nel tempo cambiano, i gruppi si sciolgono....
Passato diversi gruppi ora mi trovo perfettamente a mio agio con ben due gruppi, uno miserello (blues) e l'altro ben avviato... concerti in piazza ecc.
Veniamo al dunque della domanda...emo
Causa COVID, non si prova e non si suona. Mi sono rimesso al pianoforte, passo due ore al giorno suddivisi fra: 10' Hanon, 10' tecnica, 10' scale maggiori, 10' scale minori armoniche, 10' scale minori melodiche, 10' Arpeggi, 30' ripetizione pezzi repertorio, 30' Bach. (Tutte le scale in tutte le tonalità cosi come gli arpeggi).
Facendo le scale minori armoniche e melodiche (cosa che non avevo MAI fatto a differenza di tutti gli altri esercizi) il mio orecchio inizialmente le ha rifiutate... ora le accetta perché se sono li vanno fatte.
Ma la domanda è... dove e perché mi servono le scale minori armoniche e melodiche?
Franz ti dico la mia pur sapendo di essere più ignorante di te. A me la minore melodica é servita per capire ed usare la superlocria. La minore armonica per capire alcuni brani pop del passato, per esempio Pierre dei Pooh.

05-11-20 22.07

FranzBraile ha scritto:
Mi sono rimesso al pianoforte, passo due ore al giorno suddivisi fra: 10' Hanon, 10' tecnica, 10' scale maggiori, 10' scale minori armoniche, 10' scale minori melodiche, 10' Arpeggi, 30' ripetizione pezzi repertorio, 30' Bach. (Tutte le scale in tutte le tonalità cosi come gli arpeggi).


davvero non comprendo come si possa dedicare un'ora su 2 alla tecnica: tieni conto che eseguire studi (e in ogni caso qualsiasi brano) ti permette di fare 'tecnica' con maggiore soddisfazione...
  • paolo_b3
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05-11-20 22.53

@ igiardinidimarzo
FranzBraile ha scritto:
Mi sono rimesso al pianoforte, passo due ore al giorno suddivisi fra: 10' Hanon, 10' tecnica, 10' scale maggiori, 10' scale minori armoniche, 10' scale minori melodiche, 10' Arpeggi, 30' ripetizione pezzi repertorio, 30' Bach. (Tutte le scale in tutte le tonalità cosi come gli arpeggi).


davvero non comprendo come si possa dedicare un'ora su 2 alla tecnica: tieni conto che eseguire studi (e in ogni caso qualsiasi brano) ti permette di fare 'tecnica' con maggiore soddisfazione...
Straquotone!
  • FranzBraile
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05-11-20 23.31

@ igiardinidimarzo
FranzBraile ha scritto:
Mi sono rimesso al pianoforte, passo due ore al giorno suddivisi fra: 10' Hanon, 10' tecnica, 10' scale maggiori, 10' scale minori armoniche, 10' scale minori melodiche, 10' Arpeggi, 30' ripetizione pezzi repertorio, 30' Bach. (Tutte le scale in tutte le tonalità cosi come gli arpeggi).


davvero non comprendo come si possa dedicare un'ora su 2 alla tecnica: tieni conto che eseguire studi (e in ogni caso qualsiasi brano) ti permette di fare 'tecnica' con maggiore soddisfazione...
Beh... se hai sottovalutato la tecnica per anni a favore dei pezzi da "cover-band", magari ora è giunto il momento di "ricominciare".
Prendiamo p.es. le scale minori... MAI FATTE PRIMA! Mi fa male farle? (non so a cosa servano ma mi fa male farle?) emo
Pensa... ora riesco a fare una scala su 2 ottave con 2 mani avanti e indietro e non solo.. ma anche in moto contrario, fino a qualche settimana fa... MAI FATTI.. vabbè non ci ho messo molto, in una sessione ci sono riuscito comunque.... (grazie "come dici tu" ai brani)
Oppure.. prendiamo gli arpeggi anch'essi sottovalutati e qui SI CHE SI SENTE la mancanza.... li faccio ma non sono veloce abbastanza... allora ho incominciato da 60bpm (2 note per tic) e la cosa sta migliorando.
E' chiaro che spingo dove ho più problemi... magari col tempo modifico il programma delle 2 ore...
  • d_phatt
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06-11-20 00.14

FranzBraile ha scritto:
Mi fa male farle?

Male no di sicuro! A meno che non le fai rigido e ti fai venire i dolori, altrimenti ti posso assicurare che tutti i grandi pianisti hanno fatto le scale minori...insieme a tutta una lunga serie di altre cose ovviamente.
Non è di certo un caso se le scale hanno sempre fatto parte dei programmi di conservatorio, sia semplici, che per moto contrario, che per terze, seste, e poi doppie terze e doppie seste (anche se da quanto ho capito queste ultime ufficialmente non fanno più ufficialmente parte dei programmi...qualcuno può confermare o smentire?).
Riguardo a quelle minori...prova per esempio a fare la minore melodica per moto contrario e ti accorgerai subito della differenza con le altre.
Le scale sono fondamentali, per la corretta gestione del passaggio del pollice, per il legato, la quadratura ritmica, la scioltezza, tutto.
E discorsi simili valgono per gli arpeggi.
(E in effetti se ci pensi ogni melodia può essere espressa come una combinazione di frammenti di scale e di arpeggi).
Quelle minori sono importanti anche per un discorso di sonorità (pensa a fare solo quelle maggiori per tutta la vita, che noia), e tra le altre cose anche perché ti permettono di provare diteggiature e combinazioni che poi ritrovi nei brani in tonalità minore.
In definitiva secondo me un periodo di "risistemazione tecnica" ci sta, specialmente se sei in quella situazione mentale in cui quel tipo di studio puramente tecnico ti dà gusto e soddisfazione. L'importante è approcciarvisi facendo attenzione alla tecnica corretta, al rilassamento, al legato, al suono e a cercare il contatto con lo strumento. Ti può essere utile variare gli accenti sulla stessa scala, fare le scale per terze e per seste, ovviamente variando tonalità e bpm.
Questo ovviamente lo devi integrare col resto dello studio, in base al tempo che hai e a quello che ti serve e piace fare.
  • d_phatt
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06-11-20 00.22

Un'altra cosa, se da una parte è utile suddividere lo studio in sezioni di una certa lunghezza...dall'altra è pericoloso e per certi versi utopico, nel senso che spesso per trovare confidenza con la tastiera o con un determinato problema da risolvere ci vuole tempo, insomma penso di stare dicendo una cosa ovvia ma la dico per sicurezza, meglio sforare e occuparsi nel dettaglio di una cosa piuttosto che correre da una cosa all'altra senza riuscire a mettere radici. Ma insomma questo credo sia abbastanza ovvio per tutti.
  • MiLord
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06-11-20 01.36

FranzBraile ha scritto:
perché mi servono le scale minori armoniche

Per suonare i Deep Purple! emoemoemo
  • FranzBraile
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06-11-20 04.33

@ MiLord
FranzBraile ha scritto:
perché mi servono le scale minori armoniche

Per suonare i Deep Purple! emoemoemo
veramente?????? emo
  • orange1978
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06-11-20 04.48

FranzBraile ha scritto:
Ma la domanda è... dove e perché mi servono le scale minori armoniche e melodiche?


ma come a che servonooooo daaaaaaai.

musicalmente servono perche la scala armonica ha la "sensibile" ossia un semitono tra il settimo e l'ottavo grado, il che permette armonicamente parlando l'accordo di dominante sul quinto grado, se per esempio andiamo a prendere il do maggiore, qual'è l'accordo costruito sul quinto grado che permette di "modulare" in do maggiore, es una semplice cadenza V-I? .....la settima di prima specie, ossia l'accordo maggiore di settima dominante, nel caso che ci troviamo in do maggiore o dobbiamo finirci per una modulazione, il SOL7.

....ma se prendessimo la scala naturale? ossia ad esempio la sua relativa minore, che è composta dai medesimi intervalli ossia TTSTTTS...però partendo dal sesto grado, quindi TSTTSTT....come vedi a differenza del do maggiore tra il settimo e l'ottavo grado (sensibile e tonica) abbiamo UN TONO, non un semitono come nel caso del do maggiore, e infatti si chiama sottotonica e non sensibile nel caso delle tonalità minori.

con la scala minore armonica si è ricorsi a uno stratagemma, ossia avere quel tono e mezzo, nel caso di la minore fa - sol diesis - la, che permette di avere un semitono tra la tonica e la sottotonica, che nel caso della scala naturale sarebbe un sol appunto, ma come sappiamo il sol essendo un tono sotto non ha un forte potere magnetico di spinta verso la tonica, cosi come nel caso del si naturale verso il do nella tonalità di do maggiore.
ma avendo messo il sol diesis è possibile ora costruire sul quinto grado della tonalità minore un accordo di settima di prima specie anziche come normalmente di seconda specie (accordo minore con settima minore), che sarà un nel caso ci trovassimo in la minore, un mi maggiore! ....che nota ha sul terzo grado il mi maggiore? il sol diesis appunto, che permette come se fossimo nella tonalità maggiore di La, di spingere il suo terzo grado verso la tonica e fare la modulazione!

....sarebbe possibile farla anche senza? ossia usare un la minore naturale quindi un accordo di settima minore (mi minore)? certamente....però questa cosa non è musicalmente diffusa nel classicismo europeo, dove invece si è sviluppata una musicalità diversa, in certi brani che appartengono a musiche piu tradizionali basate ad esempio sul modo dorico, si passa tranquillamente se sei in re minore da do maggiore o la minore in re minore senza alcun potere attrattivo del semitono tra sensibile e tonica, essendoci nel modo dorico appunto un tono tra tonica e il settimo grado, e infatti nella musica modale non si modula quasi mai, spesso le progressioni sono lente.

quindi la scala minore armonica è di importanza fondamentale nella funzionalità armonica, permette di costruire un accordo di settima di dominante indispensabile (o quasi...) per modulare.
  • FranzBraile
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06-11-20 04.54

Grazie Orange e grazie a tutti... sto imparando più in queste settimane dalle vacanze in poi che in tutta la vita..eehehhehhehe
.... devo aggiungere le doppie terze e in seste emo non lo avevo considerato...
quindi o elimino qualcosa del programma, o allungo il tempo giornaliero o posticipo..
Cmq non è che al 10° minuto smetto di colpo e passo ad altro, finisco l'esercizio e ripeto se ho avuto problemi...
Il grande vantaggio è che non mi corre dietro nessuno... non pago nessuna lezione... ho tutto il tempo che voglio emo
  • orange1978
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06-11-20 04.59

perche allora esiste anche la scala melodica? qui entriamo in un campo pratico, l'intervallo fa - sol diesis di un tono e mezzo ossia seconda eccedente è un pochino "difficile" da intonare rispetto a un intervallo di seconda maggiore, la scala melodica risolve questo problema, perche se guardi gli intervalli della scala minore melodica sono gli stessi non della sua relativa maggiore ma della sua "maggiore" per nome, ossia la melodica di la ha gli stessi intervalli della scala di la maggiore ad eccezione della mediante/modale/caratteristica ossia il terzo grado:

la si do re mi fa# sol# la la minore---------la si d# re mi fa# sol# la. la maggiore

questo rende piu facile e melodico il canto della scala, perche si è eliminato quell'intervallo di un tono e mezzo presente nella scala armonica, mantenendo perfettamente la possibilità di avere l'accordo di dominante con la forza attrattiva del semitono tra settimo e ottavo grado.

nella sua discesa la scala minore melodica perde le alterazioni sul sesto e settimo grado, perche non è piu necessaria questa magnitudine tra il settimo e l'ottavo creata dal semitono, la scala melodica quindi in moto discendente è identica alla scala minore naturale.

...ad eccezione di js bach che spesso anzi quasi sempre utilizza la melodica con le alterazioni del sesto e settimo grado della melodica, anche in moto discendente, questa particolare scala viene definita appunto "scala bachiana" o scala minore melodica di bach.


sul discorso tecnica, essa è IMPORTANTISSIMA, i piu grandi concertisti dedicavano alla tecnica pianistica ORE al giorno, soprattuto quando erano studenti, ma non solo, io trovo semplicemente ridicolo sostenere che la tecnica "pura" non serva a un cazzo, 80% di chi la pensa cosi sono sicuramente dopolavoristi.

sarebbe come supporre l'esistenza di un calciatore professionista che non si allena in settimana in palestra, sui fondamentali, sugli allunghi, sulla corsa etc....i grandi campioni quando trascurano gli allenamenti seriamente come ronaldinho (che pare passasse le serate in discoteca negli ultimi tempi e arrivasse agli allenamenti addormentato) guarda a caso diventano irriconoscibili, e parliamo di grandi campioni, gente che ha una tecnica che non disimparerebbe mai, però anche un ronaldinho che era forse il piu grande giocatore di tutti i tempi (tecnicamente) quando non "studiava" e non si allenava era poco efficace, ogni tanto la zampata e la giocata la faceva perche comunque i piedi sono quelli.
altri giocatori come inzaghi hanno giocato ad altissimi livelli fino quasi ai 40, perche anche alla fine della carriera si allenavano di brutto come quando avevano 18 anni.


però è bene precisare una cosa altrettanto importante, tecnica pura non significa tecnica passiva ovvero suonare a caso, o pensando alla figa e alla partita, significa fare esercizi in maniera consapevole e sempre "attiva", cervello attivo....trasporto per esempio, inversioni, cadute, esercizi per il tocco.
la tecnica insomma è la prima cosa che serve però bisogna farla in maniera attenta e consapevole, non come se stessi sollevando un peso mentre telefoni a un amico o segui il telegiornale in tv, o come nelle televendite di quegli arnesi dove si mostra una ragazza fare esercizi mentre guarda la tv, servirebbe a poco nello studio di uno strumento.
  • orange1978
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06-11-20 05.02

FranzBraile ha scritto:
.... devo aggiungere le doppie terze e in seste


...che normalmente si fanno all'ottavo anno! ....prima fai bene lentamente e preciso le scale maggiori/minori per moto contrario, per seste e per terze, poi certo comincia a guardarle, attento alle ditteggiature e al rilassamento della mano.

FranzBraile ha scritto:
Il grande vantaggio è che non mi corre dietro nessuno... non pago nessuna lezione... ho tutto il tempo che voglio

non serve correre però è bene ottimizzare lo studio, organizzarlo, senza esagerare ma consapevoli della solita regola, non è importante la quantità ma la qualità di cio che si conosce, ovvio che avere una grande quantità di conoscenze e di qualità tende a coincidere con cio che si dice una "tecnica di livello professionale" (per quel che puo significare questo termine).
  • d_phatt
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06-11-20 09.40

FranzBraile ha scritto:
devo aggiungere le doppie terze e in seste

Doppie no, quella è una cosa più avanzata, che richiede una tecnica diversa, e adesso non ti servirebbero a nulla anzi farebbero solo danni.
Limitati a quelle per terza e per sesta, dove l'unica cosa che cambia a livello manuale sono gli incastri tra le diteggiature della destra e della sinistra. Una scala a settimana può essere un buon inizio a grandi linee, dove per una scala intendo: scala maggiore e relative minori, per moto retto e contrario, e terze e seste "singole".
Inoltre un bel +1 a Orange, specialmente per quanto riguarda le parole sulla consapevolezza e sulla qualità del lavoro.
  • FranzBraile
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06-11-20 10.08

@ d_phatt
FranzBraile ha scritto:
devo aggiungere le doppie terze e in seste

Doppie no, quella è una cosa più avanzata, che richiede una tecnica diversa, e adesso non ti servirebbero a nulla anzi farebbero solo danni.
Limitati a quelle per terza e per sesta, dove l'unica cosa che cambia a livello manuale sono gli incastri tra le diteggiature della destra e della sinistra. Una scala a settimana può essere un buon inizio a grandi linee, dove per una scala intendo: scala maggiore e relative minori, per moto retto e contrario, e terze e seste "singole".
Inoltre un bel +1 a Orange, specialmente per quanto riguarda le parole sulla consapevolezza e sulla qualità del lavoro.
Ciao, grazie dell'info.
Ma... per terza... (MAI FATTE) uso 2 dita o 4, hai un link dove vedo la diteggiatura?
.
Si, quando faccio gli esercizi "scale" giornalieri includono le maggiori, le 2 minori e gli arpeggi..
.
Orange è un genio, lo leggerei per ore, ma ho difficoltà a rispondergli con altrettanti poemi emo
.
Si, fra qualche giorno dò i Thanks a tutti altrimenti se lo faccio ora perdo il conteggio.... emo
  • FranzBraile
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06-11-20 10.14

Ho cambiato titolo al Thread...... mi sembra più mirato
Se avete altre idee pregasi sottoporle emo
  • cecchino
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06-11-20 10.17

d_phatt ha scritto:
Inoltre un bel +1 a Orange, specialmente per quanto riguarda le parole sulla consapevolezza e sulla qualità del lavoro.

Sì, ne ho aggiunto uno pure io emo
  • d_phatt
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06-11-20 10.51

FranzBraile ha scritto:
Ma... per terza... (MAI FATTE) uso 2 dita o 4, hai un link dove vedo la diteggiatura?

Ciao. Non capisco bene cosa intendi, quindi mi spiego del tutto: fare una scala per terze significa che la mano sinistra suona la scala partendo dalla tonica e la destra partendo dalla mediante, una terza sopra, e poi proseguono insieme a una terza di distanza.
Esempio, scala di Do maggiore: la sinistra parte da Do, e prosegue con la sua usuale diteggiatura 5 4 3 2 1 3 2 1 4 3 2 1 e così via, la destra parte dal Mi subito sopra a quel Do e va con la diteggiatura 3 1 2 3 4 1 2 3 1 2 3 4 ecc. Ovviamente salendo in contemporanea.
In maniera simile si fa la discesa.
Il discorso è analogo per le scale per seste.
Ora non ho link da consigliarti perché sicuramente si troverà una marea di roba ma dovrei controllare tutte le scale e la loro diteggiatura per verificarne la correttezza, un lavoro che richiederebbe ore...ti consiglio invece un libro, "Silvestri, Le scale per pianoforte, volume I", che è quello che usavo io, ha tutte le scale che ti servono con le diteggiature esplicitate, propone anche le diteggiature alternative per le scale che le prevedono.
Ripeto parlo del Volume I, ce n'è anche un secondo che non è quello che ti serve.
Mentre le fai devi stare particolarmente attento a suonarle legatissime, iniziando dal lento, evitando tensioni inutili e cercando di rilassare il piu possibile. Il tutto tenendo la mano "ordinata" sempre ben pronta sui tasti e cercando di ottimizzare il più possibile i passaggi del pollice. Cercando di farla diventare una cosa naturale, liscia, fluida.
Non è proprio facile spiegare queste cose per iscritto (anzi per certi versi è letteralmente impossibile), però spero di darti spunti e idee utili che ti mandino il più possibile nella direzione giusta.
Edit: le scale per terze e seste (e anche quelle per moto contrario), dato che basano le loro diteggiature su quelle delle scale "normali", vanno studiate soltanto dopo che si hanno ben presenti le diteggiature e i movimenti di queste ultime.
Quindi se per esempio devi fare la scala di Re Maggiore, prima la farai per moto retto, poi quando la avrai sicura passerai al moto contrario, poi per terze, poi per seste. E analogamente lo stesso lavoro va fatto per le due relative minori.
Uno studio attento e consapevole di esercizi di questo tipo può aiutare moltissimo a trovare il contatto diretto col suono dello strumento e a sentire "i tasti sotto le dita".
  • FranzBraile
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06-11-20 11.31

d_phatt ha scritto:
fare una scala per terze significa che la mano sinistra suona la scala partendo dalla tonica e la destra partendo dalla mediante, una terza sopra, e poi proseguono insieme a una terza di distanza

Adesso è chiaro!!!
Mille grazie emo
  • FranzBraile
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06-11-20 11.34

Ho messo i vari Thanks a tutti, ma non per abitudine... Mi avete "veramente" aiutato

Orange... hai superato i 700 Thanks!!!