I bar di mattina

  • benjomy
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05-11-19 11.23

@ Cyrano
Alzandomi di norma piuttosto presto, è difficile che io esca di casa dopo le sette di mattina, e avendo l'abitudine di recarmi al lavoro a piedi (una bella camminata di circa quarantacinque minuti, che fa bene tanto al fisico quanto allo spirito) mi capita sovente di passare davanti a qualche bar appena aperto.

Ah come sono tristi i baretti mattutini nelle grigie giornate d'autunno e d'inverno! Fiacche luci giallastre che sbadigliano pigramente fuori dalle vetrine polverose ed appannate, pochi clienti silenziosi ed ingobbiti con gli occhi ancora pieni di sonno, quel silenzio triste e disperato di chi non vorrebbe abbandonare gli ultimi scampoli di sogno per buttarsi a malavoglia nella falsa allegria di una giornata piena di inutili attività.

Li guardo bene, questi naufraghi della vita, li guardo senza che loro se ne accorgano, e mi si riempie il cuore di compassione e malinconia...chissà da dove vengono, chissà dove andranno, chissà come fanno a stare a galla, fragili barchette più volte rappezzate, nell'oceano rabbioso dell'esistenza.

E loro trangugiano il loro primo caffè, gli occhi bassi, le labbra strette, la testa incassata tra le spalle quasi a voler cacciare il freddo che già ha preso possesso delle loro ossa e del loro cuore; già sta svanendo la breve pausa consolatoria del sonno, quella parentesi che per poche ore lenisce la sofferenza di vivere.

Tacciono, e tace il barista, entrambi assorti in chissà quale fantasticheria senza nome, tacciono ed il loro silenzio è quasi una melodia triste che narra di speranze ormai dimenticate, di sogni infranti, di disillusione e stanchezza.

Resta un baretto mattutino d'autunno, un caffè che brucia ma non scalda, e la voglia disperata di tornare a letto e dormire, forse per sempre.
hai preso la pillola blu invece della rossa emoemo
  • wildcat80
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05-11-19 11.24

@ Cyrano
Ti ricordi che anche qui a Genova spesso si vedeva far colazione con focaccia e vin bianco...
La cosa fantastica è stata la risposta.
Al mattino solo bianco fermo.
  • Cyrano
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05-11-19 11.24

@ benjomy
hai preso la pillola blu invece della rossa emoemo
direi la rossa invece dalla blu, piuttosto...emoemoemo
  • BB79
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05-11-19 11.24

@ Cyrano
a guardar bene oggigiorno spesso è triste la gente...solo che non vuole farlo vedere

ma alla mattina, quando ancora si indugia sul bordo dell'inconsapevolezza, la vera natura dell'anima si mostra
se ciascun interno affanno
sulla fronte fosse scritto
quanti mai che invidia fanno
ci farebbero pietà
  • Cyrano
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05-11-19 11.25

@ wildcat80
La cosa fantastica è stata la risposta.
Al mattino solo bianco fermo.
sì, in quel dettaglio c'è tutta una cultura della sbronza...emo
  • Cyrano
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05-11-19 11.26

@ BB79
se ciascun interno affanno
sulla fronte fosse scritto
quanti mai che invidia fanno
ci farebbero pietà
esatto...quanta compassione che provo talvolta per gli sconosciuti
  • PandaR1
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05-11-19 11.29

@ Cyrano
Alzandomi di norma piuttosto presto, è difficile che io esca di casa dopo le sette di mattina, e avendo l'abitudine di recarmi al lavoro a piedi (una bella camminata di circa quarantacinque minuti, che fa bene tanto al fisico quanto allo spirito) mi capita sovente di passare davanti a qualche bar appena aperto.

Ah come sono tristi i baretti mattutini nelle grigie giornate d'autunno e d'inverno! Fiacche luci giallastre che sbadigliano pigramente fuori dalle vetrine polverose ed appannate, pochi clienti silenziosi ed ingobbiti con gli occhi ancora pieni di sonno, quel silenzio triste e disperato di chi non vorrebbe abbandonare gli ultimi scampoli di sogno per buttarsi a malavoglia nella falsa allegria di una giornata piena di inutili attività.

Li guardo bene, questi naufraghi della vita, li guardo senza che loro se ne accorgano, e mi si riempie il cuore di compassione e malinconia...chissà da dove vengono, chissà dove andranno, chissà come fanno a stare a galla, fragili barchette più volte rappezzate, nell'oceano rabbioso dell'esistenza.

E loro trangugiano il loro primo caffè, gli occhi bassi, le labbra strette, la testa incassata tra le spalle quasi a voler cacciare il freddo che già ha preso possesso delle loro ossa e del loro cuore; già sta svanendo la breve pausa consolatoria del sonno, quella parentesi che per poche ore lenisce la sofferenza di vivere.

Tacciono, e tace il barista, entrambi assorti in chissà quale fantasticheria senza nome, tacciono ed il loro silenzio è quasi una melodia triste che narra di speranze ormai dimenticate, di sogni infranti, di disillusione e stanchezza.

Resta un baretto mattutino d'autunno, un caffè che brucia ma non scalda, e la voglia disperata di tornare a letto e dormire, forse per sempre.
Io invece vorrei scoprire cosa sanno che io non so quelli che li vedi al bar alle 11 di mattina o alle 3 di pomeriggio...
  • Bassoforte
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05-11-19 11.34

@ Cyrano
Alzandomi di norma piuttosto presto, è difficile che io esca di casa dopo le sette di mattina, e avendo l'abitudine di recarmi al lavoro a piedi (una bella camminata di circa quarantacinque minuti, che fa bene tanto al fisico quanto allo spirito) mi capita sovente di passare davanti a qualche bar appena aperto.

Ah come sono tristi i baretti mattutini nelle grigie giornate d'autunno e d'inverno! Fiacche luci giallastre che sbadigliano pigramente fuori dalle vetrine polverose ed appannate, pochi clienti silenziosi ed ingobbiti con gli occhi ancora pieni di sonno, quel silenzio triste e disperato di chi non vorrebbe abbandonare gli ultimi scampoli di sogno per buttarsi a malavoglia nella falsa allegria di una giornata piena di inutili attività.

Li guardo bene, questi naufraghi della vita, li guardo senza che loro se ne accorgano, e mi si riempie il cuore di compassione e malinconia...chissà da dove vengono, chissà dove andranno, chissà come fanno a stare a galla, fragili barchette più volte rappezzate, nell'oceano rabbioso dell'esistenza.

E loro trangugiano il loro primo caffè, gli occhi bassi, le labbra strette, la testa incassata tra le spalle quasi a voler cacciare il freddo che già ha preso possesso delle loro ossa e del loro cuore; già sta svanendo la breve pausa consolatoria del sonno, quella parentesi che per poche ore lenisce la sofferenza di vivere.

Tacciono, e tace il barista, entrambi assorti in chissà quale fantasticheria senza nome, tacciono ed il loro silenzio è quasi una melodia triste che narra di speranze ormai dimenticate, di sogni infranti, di disillusione e stanchezza.

Resta un baretto mattutino d'autunno, un caffè che brucia ma non scalda, e la voglia disperata di tornare a letto e dormire, forse per sempre.
Non ti conosco e magari sbaglio, ma nella suggestione di queste immagini che sanno di autunno e scoramento mi pare di percepire molto di ciò che tu stai sentendo in questo momento della tua vita.
Credo che la musica possa aiutare un cuore pesante, ma è il raccogliere da terra i pezzi di ciò che si è rotto della propria vita e il provare a rimetterli insieme al meglio di come si può che alla fine farà vedere l'inizio di un giorno di inverno felici di esserci e aver ricominciato qualunque cosa sia stata. Magari nel sapore nero e intenso di quel caffè guaderemo quelle brutte cicatrici più o meno rimarginate, come dici tu rappezzate, che allora saranno solo il racconto di ciò che abbiamo fatto e che il nostro vivere ci ha procurato.
  • Cyrano
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05-11-19 11.35

@ Bassoforte
Non ti conosco e magari sbaglio, ma nella suggestione di queste immagini che sanno di autunno e scoramento mi pare di percepire molto di ciò che tu stai sentendo in questo momento della tua vita.
Credo che la musica possa aiutare un cuore pesante, ma è il raccogliere da terra i pezzi di ciò che si è rotto della propria vita e il provare a rimetterli insieme al meglio di come si può che alla fine farà vedere l'inizio di un giorno di inverno felici di esserci e aver ricominciato qualunque cosa sia stata. Magari nel sapore nero e intenso di quel caffè guaderemo quelle brutte cicatrici più o meno rimarginate, come dici tu rappezzate, che allora saranno solo il racconto di ciò che abbiamo fatto e che il nostro vivere ci ha procurato.
grazie di cuore emo
  • Cyrano
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05-11-19 11.49

Pensandoci bene, ciò che mi colpisce di questi baretti autunnali è la solitudine...mai come oggi, in mazzo ad una società convulsa e fracassona, l'uomo vive una solitudine sempre più straziante

Poi cerca di nasconderla, di evitarla con mille stratagemmi e mille astuzie...ma in certi momenti (e il baretto mattutino è, forse, uno di quelli), questa realtà si mostra in tutta la sua impietosa evidenza
  • benjomy
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05-11-19 11.54

Cyrano ha scritto:
.mai come oggi, in mazzo ad una società convulsa e fracassona, l'uomo vive una solitudine sempre più straziante

vero...ci si può accasciare in mezzo alla strada e la gente ti passa sopra incurante..
  • vin_roma
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05-11-19 11.55

@ Cyrano
beh insomma, un po' di iperbole per stigmatizzare l'inutilità di molte cose che riempiono la vita odierna...e la malinconia profonda che alcune anime sensibili ancora sanno provare....emo
Mah, io sto capendo una cosa:
C'è chi la usa la vita e chi si sforza di dargli un significato. Ma non sono scelte, son proprio tagli mentali fatti così, così come ci sono le formiche operaie e ci sono i ragni solitari ed ingegnosi.
Prenderla o donarla, la vita?

Mio suocero è una bravissima persona, onesta e affidabile ma il suo ruolo è quello, da sempre, di mettersi giù a testa bassa e lavorare, lavorare, di quelli che "datemi" un impegno (perché non lo crea ma ne usa uno già confezionato) e lo onora con dedizione. Tutto per avere la casa, la famiglia, quel luogo dove puoi chiudere la porta e non entra il terrorismo, non entrano i tramonti, gli esseri strani, le stelle la notte. Un luogo piccolo ma adatto a garantire che quel pezzo del tempo infinito che ci hanno obbligato a vivere passi senza scossoni.
È inutile chiedergli di ragionare sul discorso del vescovo di domenica scorsa, ti dirà che gli sta bene così, non vuol sapere se sia inganno o verità, non vuole smontare la "casa" scegliendo strade incerte.
Operaio della vita.

C'è poi quello che si fa domande, che cerca il senso della vita, che cerca risposte per se e per gli altri e spesso si ritrova affacciato nel vuoto infinito, ed ha sconcerto.
Nei baretti della mattina presto, quando ancora è buio e fa freddino, quelli pieni di operai fisiologici con le labbra di caffè con grappa, uno che che si preoccupa di pensare avanti come te è visto come un alieno.

Il mondo è fatto di operai e pensatori.
C'è chi pensa per crescere e costruire e chi vuole solo eseguire la costruzione in cambio di un'effimera tranquillità.

Ma poi il tempo scade per tutti...


  • Cyrano
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05-11-19 12.01

@ vin_roma
Mah, io sto capendo una cosa:
C'è chi la usa la vita e chi si sforza di dargli un significato. Ma non sono scelte, son proprio tagli mentali fatti così, così come ci sono le formiche operaie e ci sono i ragni solitari ed ingegnosi.
Prenderla o donarla, la vita?

Mio suocero è una bravissima persona, onesta e affidabile ma il suo ruolo è quello, da sempre, di mettersi giù a testa bassa e lavorare, lavorare, di quelli che "datemi" un impegno (perché non lo crea ma ne usa uno già confezionato) e lo onora con dedizione. Tutto per avere la casa, la famiglia, quel luogo dove puoi chiudere la porta e non entra il terrorismo, non entrano i tramonti, gli esseri strani, le stelle la notte. Un luogo piccolo ma adatto a garantire che quel pezzo del tempo infinito che ci hanno obbligato a vivere passi senza scossoni.
È inutile chiedergli di ragionare sul discorso del vescovo di domenica scorsa, ti dirà che gli sta bene così, non vuol sapere se sia inganno o verità, non vuole smontare la "casa" scegliendo strade incerte.
Operaio della vita.

C'è poi quello che si fa domande, che cerca il senso della vita, che cerca risposte per se e per gli altri e spesso si ritrova affacciato nel vuoto infinito, ed ha sconcerto.
Nei baretti della mattina presto, quando ancora è buio e fa freddino, quelli pieni di operai fisiologici con le labbra di caffè con grappa, uno che che si preoccupa di pensare avanti come te è visto come un alieno.

Il mondo è fatto di operai e pensatori.
C'è chi pensa per crescere e costruire e chi vuole solo eseguire la costruzione in cambio di un'effimera tranquillità.

Ma poi il tempo scade per tutti...


Mi è capitato, talora, di invidiare queste persone semplici, pratiche, impermeabili...purtroppo, a nessuno è dato di scegliere la sua natura

Te la ritrovi, e devi vivere secondo essa
  • BB79
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05-11-19 12.14

@ Cyrano
esatto...quanta compassione che provo talvolta per gli sconosciuti
questa sensibilità, che è assieme la tua croce e la tua virtù, fa di te un buon uomo Alessandro...io questo credo di apprezzare
  • Cyrano
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05-11-19 12.29

@ BB79
questa sensibilità, che è assieme la tua croce e la tua virtù, fa di te un buon uomo Alessandro...io questo credo di apprezzare
Grazie
  • BB79
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05-11-19 12.39

@ Cyrano
Grazie
grazie a te per gli spunti di discussione, anche extra musicaliemo
  • tsuki
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05-11-19 12.49

Considerate che la vita ha le sue dinamiche,inevitabili.Tutti fanno finta di essere felici,ma non la danno a bere a nessuno...Esistono alcuni momenti di una certa gioiosita',un po' rari,un po' brevi...E poi il resto. Un grande autore scrisse: "la vita è una cosa faticosa,e difficile;prova ne sia il fatto che NESSUNO ne è mai uscito vivo" emo.....Secondo mè è importante sopra di tutto dare importanza proprio a cio' che questa societa' sta' cercando in ogni modo di annullare: i Valori umani.....Con quelli,anche il malinconico baretto di periferia,male illuminato e nella nebbia,diventa un luogo pieno di calore...N'est pas?
  • Cyrano
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05-11-19 19.10

tsuki ha scritto:
Con quelli,anche il malinconico baretto di periferia,male illuminato e nella nebbia,diventa un luogo pieno di calore...N'est pas?


Certamente sì...ma raramente prima delle 8,30 del mattino emo
  • markelly2
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06-11-19 07.32

I bar hanno senso solo per andarci a bere in solitaria, e affogare i dispiaceri.
Non c'è nulla di peggio di gente felice e caciarona seduta in un bar. emo
  • Cyrano
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06-11-19 08.14

@ markelly2
I bar hanno senso solo per andarci a bere in solitaria, e affogare i dispiaceri.
Non c'è nulla di peggio di gente felice e caciarona seduta in un bar. emo
Come si potrebbe essere in disaccordo....