20-02-26 21.21
@ mima85
wildcat80 ha scritto:
Nelle patch normali non si sente così differenza perché il transiente PCM è istantaneo in pratica, si sente dove ci sono i loop.
Inoltre c'è anche qualcosa sul TVF forse. Avevo sentito una comparazione degli Analog Brass del D50 vs D05 ed erano diversi.
Chissà, magari si sono persi il codice e le specifiche del chip di sintesi originale e hanno dovuto ricreare tutto da zero. Sarebbe interessnate sapere se anche il V-Synth avviato con la cartuccia del D-50 presenta le stesse differenze, se si potrebbe voler dire che negli anni '90 è successo qualcosa al materiale del D-50 originale.
wildcat80 ha scritto:
Sicuramente va considerato anche l'apporto dello stadio di conversione D/A: il D50 utilizzava DACs a 16 bit, ma non sono paragonabili ai DACs odierni, la bit depth è solo un parametro che non è sufficiente a spiegare i perché dei vecchi digitali che suonano "meglio".
Ci sono anche gli stadi di uscita analogici dopo il DAC che influiscono su timbrica e dinamica, il loro progetto è figlio di valutazioni specifiche su come lo strumento deve suonare. In questi ultimi due decenni si è cercata linearità e alta fedeltà, negli anni '80 era diverso.
Quello io l'avevo sul V Synth originale. Il difetto era che per accedere al D 50 dovevi spegnere il synth, inserire la scheda e riaccendere, lo strumento si risvegliava esattamente come D 50, ma con molti controlli hardware in più.
La mia memoria a distanza di oltre 20 anni è di un D 50 più brillante.
I suoni erano esattamente gli originali. Al suo interno si caricavano anche un paio di schede suoni originali, ed avendo avuto anche quelle in passato, ricordo che erano esattamente 1:1.
Potrei sbagliarmi ,non so. Ma all'epoca lo confrontai con un D 50 originale, proprietà del negoziante dove comprai il V synth