Mercato in flessione

  • fulezone
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30-08-21 18.58

@ paolo_b3
Spiegami meglio, cosa intendi per una macchina innovativa? Ti aspetti che salti fuori una generazione sonora nuova?
Dopo la generazione PCM che risale a 30 anni fa ed oltre quali sarebbero state le grandi innovazioni nel mondo delle tastiere?
Grandi innovazioni, Roland Vsynt mi sembra abbia portato roba nuova, Korg Trinity, Kursweill K2500 mi pare, con innovazione intendo qualcosa che prima non si poteva fare o era molto difficile, come diceva qualcuno una workstation immediata, un controllo diretto della gestione dello strumento senza perdersi in milioni di menù, dico, la mia auto se mi distraggo mi gira da sola il volante e mi rimette in carreggiata questa mi sembra innovazione che prima non esisteva,

Tu la chiami innovazione fare uno strumento nuovo per emularne il suono di uno di 30 anni fa?
  • wildcat80
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30-08-21 19.13

@ WTF_Bach
Talvolta però mi viene il dubbio che molti sintetizzatori odierni siano molto poco differenziabili… penso al Prophet 6 ed all’OB6, ed anche al Prologue ed altri…

Chissà se in un blindfold test riusciremmo a distinguerli…
Mah, alla fine credo che a parte alcune sfumature, sia veramente difficile farlo.
E' più per una questione di nome e interfaccia, nonché di mode del momento.
Frequentando certi ambienti virtuali mi rendo conto di come la brandizzazione e l'hype del momento vadano oltre ogni logica umana, anche oltre la logica di dormire davanti all'Apple Store per l'uscita del iPhone ventordici (che al considero l'anticamera della morte dell'essere umano).
Qualche mese fa se non avevi un Arturia Microfreak non eri nessuno. Tutti a comprare Microfreak. Tempo qualche settimana, perché si parla di settimane non di mesi, fioccavano gli annunci di vendita del Microfreak. Arturia di conseguenza ha rialzato il prezzo. Adesso il Microfreak è passato di moda e Arturia l'ha messo out of stock: moda, hype, morte del prodotto.
NB: l'hardaware Arturia è veramente povero qualitativamente, poi si fanno le pulci a Roland perché il pannello del JD Xa si riga, vabbé...

Una delle critiche più accese verso il Prologue è che non ha il filtro a 4 poli.
Posso garantirti che con il Prologue certi suoni nati con synth con filtro a 4 poli li fai molto simili, con una sfumatura che nel mix non senti manco morto.
Sega mentale tecnica: questo perché il Prologue ha una caratteristica, che esce sempre da un doppio stadio A/D D/A anche a effetti disabilitati, perde armoniche acute e di conseguenza il suo 2 poli non suona come un 2 poli sugli stessi oscillatori senza l'impiccio di conversione (per questo ho dichiarato che mi suona più come un 3 poli che come un 2).
Poi ovvio che se invece programmi una patch in VPM/FM con l'user oscillator, e ci metti pure il filtro, allora inizia a diventare abbastanza caratteristico, e lo diventa ancora di più se spari la risonanza.

Ma un OB6 e un Prophet Rev2 con il filtro settato a 2 poli suonano così lontani? Non credo, però un Prophet 08 suona molto diverso se il filtro è settato su 4 poli piuttosto che 2, ma se nel mix metto suoni che utilizzando entrambe le modalità di filtraggio e non sparo la risonanza del 4 poli difficilmente si distingue.

Il Blofeld, synth etichettato come freddo e digitale per via di una serie di factory patch agghiaccianti, la peggiore della storia (seconda solo al DeepMind credo), è rinato come virtual analog grazie al giochetto di Don Solaris su Gearslutz (quando si chiamava ancora così): quasi nessuno riusciva a distinguere se una data patch era stata programmata sul Juno 60 o sul Blofeld.
Il Blofeld ancora oggi viene etichettato, largamente a torto, come una macchina di merda, mentre il Juno 60 si vende a 3 mila euro.

Però se si parla di strumenti che si basano su campioni secondo me c'è maggior concretezza: pianoforti, piani elettrici, strumenti acustici, non suonano uguali da tutte le parti, perché soprattutto su strumenti dotati di gamma dinamica estesa i costruttori scendono a compromessi: layer, filtri...
Nel mix magari non distingui un Prologue da un OB6, ma il pianoforte di un MKS 20, di un Korg M1, di un Nord Stage o di Yamaha, forse lo riconosci.

Sono di guardia e non ho molto da fare emo
  • keyboard7
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30-08-21 19.17

secondo me lo strumento più originale degli ultimi anni è stato il Crumar Seven, perché ha avuto il coraggio di inserire il piano in una scocca molto simile al vero Rhodes, rischiando prevedibili critiche per il peso e la trasportabilità dello strumento.
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30-08-21 19.50

wildcat80 ha scritto:
Il Blofeld, synth etichettato come freddo e digitale per via di una serie di factory patch agghiaccianti, la peggiore della storia (seconda solo al DeepMind credo), è rinato come virtual analog grazie al giochetto di Don Solaris su Gearslutz (quando si chiamava ancora così): quasi nessuno riusciva a distinguere se una data patch era stata programmata sul Juno 60 o sul Blofeld.


Confermo. Io amo riprogrammare i sintetizzatori che metto nel setup, e se ci si mette mano sono tanti i sintetizzatori che riprogrammati ex novo mostrano il loro vero volto (e il blofeld non e' da meno).

Putroppo i costruttori tendono a mettere sui loro synth una quantita' di banchi esagerata,
e per riempirli finiscono con il farcire i loro prodotti con suoni di tendenza, ma anche con timbri inutili e insuonabili.

Sono pochi i sintetizzatori che si salvano (benedico Roland che sul Jupiter x, ha messo in forte minoranza i timbri unzi unzi)..

Virus TI, Blofeld, Summit, mininova e ultranova, deepmind, Hydrasynth, cobalt8 (quest'ultimo se riprogrammato diventa praticamente un analogico puro !.. : non sa di essere digitale) ... potrei proseguire l'elenco fino a riempire la pagina...

Tutti strumenti che se programmati a dovere, possono produrre timbri da capogiro, e decisamente piu' caldi rispetto alle "lamette" technodance unzi unzi bombardate di effetti e sequencer (ma insuonabili), predisposte dal costruttore.

Dalla notte dei tempi, ho imparato che quando entra un synth nuovo, occorre fare pulizia (ma che fatica !) e rifare tutto da capo, salvando perlomeno i suoni factory di buona qualita' (ci sono anche quelli).

Ultimamente per risparmiare tempo non mi faccio scrupoli a comprare banchi gia' programmati da altri.. Per Hydrasynth ho trovato banchi che stravolgono completamente la sonorita' del sintetizzatore ASM. Poi a fare i miei c'e' sempre tempo, e lo faccio a seconda dell'ispirazione.
  • wildcat80
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30-08-21 21.07

@ keyboard7
secondo me lo strumento più originale degli ultimi anni è stato il Crumar Seven, perché ha avuto il coraggio di inserire il piano in una scocca molto simile al vero Rhodes, rischiando prevedibili critiche per il peso e la trasportabilità dello strumento.
Qualche anno fa è uscito il Waldorf Zarenbourg, che era sfacciatamente ispirato al Wurlitzer A200.
Come design l'antesignano del Seven, quantomeno come ispirazione vintage.
Seven vince per i modelli fisici più che per il design, comunque strepitoso.
  • MicheleJD
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30-08-21 21.24

@ wildcat80
Qualche anno fa è uscito il Waldorf Zarenbourg, che era sfacciatamente ispirato al Wurlitzer A200.
Come design l'antesignano del Seven, quantomeno come ispirazione vintage.
Seven vince per i modelli fisici più che per il design, comunque strepitoso.
parlando del wardorf: bellissimo ma con un prezzo assurdo…peccato.
non credo ne abbiano venduti molti.
in tutti questi anni ne ho visto uno solo usato (e non credo perché chi ce l ha se lo tiene, perché se un prodotto è diffuso qualcuno in vendita ogni tanto salta fuori)
  • michelet
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30-08-21 21.53

La recente pandemia non ha fatto che peggiorare ulteriormente la situazione sia a livello di approvvigionamento dei materiali che di procedimenti costruttivi. Non so quale settore industriale abbia tratto giovamento da una crisi internazionale così profonda. Forse solo le imprese di pompe funebri, che non sono un settore industriale anche se visti i volumi di decessi potrebbero diventarlo, e le attività commerciali che ruotano loro attorno.
È evidente che tutti i reparti R&D delle marche più importanti hanno tirato i remi in barca, destinano pochi fondi, quelli strettamente indispensabili alla ricerca ed allo sviluppo, continuano ad appoggiarsi a tecnologie a costo basso o zero. È evidente che in prodotti come gli Yamaha CP e YC, come del resto per Korg Nautilus ci sia un avanzamento tecnologico infinitesimale. A voler essere obiettivi, anche Fantom non è tutta questa stratosferica rivoluzione, per il semplice fatto che Roland dà poco per volta, quello che una workstation moderna dovrebbe già fornire fin da subito. Si capisce che anche Roland è impegnata in tantissimi progetti contemporaneamente (forse tra i marchi più blasonati, è quella che risulta più dinamica al momento) e come tale dà anche l'impressione di annaspare un po'. Ad esempio il rilascio di editor per Jupiter X, il portare avanti una politica massiccia per Roland Cloud, che sarebbe potuto essere un elegante editor per Fantom, contestualmente alla "brutale chiusura" dello stesso software verso Fantom.
La carenza di disponibilità economica si ripercuote pesantemente sulla possibilità di innovare, di trovare nuove strade alla sintesi del suono, emulativa e non, in particolare all'interno degli strumenti hardware. C'è anche da dire che proporre nuove tipologie di sintesi, può rappresentare un ostacolo per la maggior parte degli utenti. Chiediamoci, ad esempio, perché la vecchia ma sempre validissima Yamaha PLG-150VL (versione ridotta di VL-1) ha "solamente" TRE (si, tre) locazioni di memoria USER, dove l'utente può memorizzare le proprie creazioni. Perché è talmente complessa da programmare, che riuscire a creare tre timbri personalizzati è un miracolo.
In conclusione, ritengo che di strumenti validi al momento ce ne siano già abbastanza. Le limitazioni alla fruizione degli spazi ed ambienti adibiti allo spettacolo sono ancora troppe.
  • MicheleJD
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30-08-21 23.55

michelet ha scritto:
contestualmente alla "brutale chiusura" dello stesso software verso Fantom.

per curiosità, cosa è successo?
  • michelet
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31-08-21 07.06

@ MicheleJD
michelet ha scritto:
contestualmente alla "brutale chiusura" dello stesso software verso Fantom.

per curiosità, cosa è successo?
È una storia un po’ lunga. In breve è successo che un geniale ingegnere informatico italiano aveva scoperto come utilizzare Roland Cloud per editare Fantom, grazie ad un lavoro sofisticato con i messaggi esclusivi di sistema. Roland si è infastidita e ha “bloccato” una certa comunicazione dati tra software e hardware.
QUI c’è la spiegazione di quanto, genialmente, aveva scoperto il buon Benedetto S. e che Roland ha fermato.
In realtà ci sarebbe anche una pagina su Facebook, dove lo stesso spiega, però non so se sia ancora reperibile.
  • MicheleJD
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31-08-21 08.20

@ michelet
È una storia un po’ lunga. In breve è successo che un geniale ingegnere informatico italiano aveva scoperto come utilizzare Roland Cloud per editare Fantom, grazie ad un lavoro sofisticato con i messaggi esclusivi di sistema. Roland si è infastidita e ha “bloccato” una certa comunicazione dati tra software e hardware.
QUI c’è la spiegazione di quanto, genialmente, aveva scoperto il buon Benedetto S. e che Roland ha fermato.
In realtà ci sarebbe anche una pagina su Facebook, dove lo stesso spiega, però non so se sia ancora reperibile.
Interessantissimo! Thanks anche per avermi fatto conoscere questo sito, ho visto anche altri articoli interessanti!
non ho strumenti con questa nuova tecnologia di Roland - e quindi non sono sicuro di aver compreso tutto al meglio - ma effettivamente credo che se tale “scoperta” possa portare alla creazione di model bank personalizzati - di fatto clonando e modificando un model bank - possa essere visto come un entrata molto ingombrante da parte di Roland…
Roland mi sembra puntare ormai molto su suoni, espansioni software e strumenti virtuali in genere come fonte di reddito… un po’ troppo per i miei gusti (e lo dico da storico grande amante dei loro prodotti, tra l altro)
invece che introdurre dei blocchi, avrebbero dovuto valorizzare tale “scoperta” come un punto di forza di fantom e zen core..
  • Steruny
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31-08-21 12.04

@ MicheleJD
Interessantissimo! Thanks anche per avermi fatto conoscere questo sito, ho visto anche altri articoli interessanti!
non ho strumenti con questa nuova tecnologia di Roland - e quindi non sono sicuro di aver compreso tutto al meglio - ma effettivamente credo che se tale “scoperta” possa portare alla creazione di model bank personalizzati - di fatto clonando e modificando un model bank - possa essere visto come un entrata molto ingombrante da parte di Roland…
Roland mi sembra puntare ormai molto su suoni, espansioni software e strumenti virtuali in genere come fonte di reddito… un po’ troppo per i miei gusti (e lo dico da storico grande amante dei loro prodotti, tra l altro)
invece che introdurre dei blocchi, avrebbero dovuto valorizzare tale “scoperta” come un punto di forza di fantom e zen core..
Valorizzano il
Loro conto in banca non le paturnie del forum
Insieme a Yamaha in questi anni hanno guadagnato miliardi.
  • michelet
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01-09-21 09.45

@ Steruny
Valorizzano il
Loro conto in banca non le paturnie del forum
Insieme a Yamaha in questi anni hanno guadagnato miliardi.
Da quando Yamaha, Roland, Korg e tante altre prestigiose marche sono società filantropiche?
Il problema, piuttosto, è nostro che, spesso, essendo hobbisti evoluti, sacrifichiamo somme anche consistenti per acquistare strumenti destinati all'obsolescenza programmata.
Per assurdo, trovo maggiormente interessanti gli strumenti musicali elettronici andati ormai fuori produzione di quelli recentissimi. A parte la complessità d'uso sempre maggiore, l'obbligatorietà di avere spesso e volentieri un PC con DAW pena la perdita di numerose e preziose funzioni, quello che trovo pazzesca è la vorticosa velocità di ricambio, senza un vero ed effettivo progresso tecnologico.
Di conseguenza ho capito a mie spese, ed in realtà è proprio così, che per avere un salto tecnologico apprezzabile, bisogna acquistare ogni lustro o anche più. Il rovescio della medaglia è il dover aggiornare, talvolta anche pesantemente, la dotazione hardware dei propri computer.
  • claudio101
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01-09-21 10.33

michelet ha scritto:
Di conseguenza ho capito a mie spese, ed in realtà è proprio così, che per avere un salto tecnologico apprezzabile, bisogna acquistare ogni lustro o anche più. Il rovescio della medaglia è il dover aggiornare, talvolta anche pesantemente, la dotazione hardware dei propri computer.

Non potrei essere più d'accordo. emo
  • Raptus
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01-09-21 10.54

@ michelet
Da quando Yamaha, Roland, Korg e tante altre prestigiose marche sono società filantropiche?
Il problema, piuttosto, è nostro che, spesso, essendo hobbisti evoluti, sacrifichiamo somme anche consistenti per acquistare strumenti destinati all'obsolescenza programmata.
Per assurdo, trovo maggiormente interessanti gli strumenti musicali elettronici andati ormai fuori produzione di quelli recentissimi. A parte la complessità d'uso sempre maggiore, l'obbligatorietà di avere spesso e volentieri un PC con DAW pena la perdita di numerose e preziose funzioni, quello che trovo pazzesca è la vorticosa velocità di ricambio, senza un vero ed effettivo progresso tecnologico.
Di conseguenza ho capito a mie spese, ed in realtà è proprio così, che per avere un salto tecnologico apprezzabile, bisogna acquistare ogni lustro o anche più. Il rovescio della medaglia è il dover aggiornare, talvolta anche pesantemente, la dotazione hardware dei propri computer.
Mia personalissima e umile opinione: non ha senso aggiornare il PC con DAW per colpa di uno strumento hardware... io li considero in antitesi... o usi PC o usi lo strumento ma deve funzionare a sé, sennò il gioco non vale la candela.

Di solito se parliamo di workstation l'integrazione col PC è un plus fatto per farti registrare meglio....