Creazione di brani con l'A.I., considerazioni.

  • stesgarbi
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18-01-26 10.48

Leggendo i vari posts, temo che pochi tra noi abbiano colto, a livello concettuale, le reali implicazioni dell'Intelligenza Artificiale, rimanendo ancorati alla situazione presente, o ai primi esperimenti del passato, senza considerare ciò che di innovativo l'A.I. rappresenta e quali conseguenze potrebbe (il condizionale è d'obbligo) avere sul nostro futuro.
Se ci limitiamo a guardare al presente, l'A:I: viene ancora percepita come un potente "strumento" a disposizione dell' intelletto umano.
Se, invece, pensiamo alla possibile evoluzione futura, la questione cambia radicalmente.

L'A.I., infatti, rappresenta un fondamentale passaggio innovativo rispetto ai computer, ovvero lo sviluppo "imitativo" delle sinapsi e dei circuiti neurali umani, al fine di sviluppare un' "intelligenza" sempre più capace di giungere a conclusioni autonome, basate sulle informazioni in suo possesso.
Ciò non è diverso, in linea concettuale, da quanto avviene nel nostro modo di ragionare e di giungere a conclusioni individuali, poichè tali "conclusioni", a ben vedere, si basano anch'esse sulle informazioni acquisite dal nostro cervello nel corso della vita.
Letture, studi, educazione, esperienze quotidiane, esempi provenienti da altri soggetti, scambi di opinioni, notizie provenienti dai media ecc. ecc., altro non sono che "informazioni" sulle quali ciascuno di noi basa il proprio ragionamento, le proprie opinioni, scelte, decisioni.... in sostanza, le "conclusioni " .

Ed è proprio questo il passaggio fondamentale, il "salto di qualità" che differenzia l'attuale sviluppo dell' A.I., rispetto ai computer.
Se volevamo rispondere ad una domanda, fino pochissimo tempo fa utilizzavamo il computer unicamente come "raccoglitore di informazioni".
Digitavamo le parole chiave per la ricerca su Google (o altri motori ) e ci compariva tutta una serie di siti che trattavano della materia.
Stava poi a noi "selezionare" i siti che sembravano più pertinenti, leggerli, coglierne l'informazione essenziale, ragionarci su e giungere ad una "conclusione", ovvero alla risposta che cercavamo,.
In sostanza, il PC forniva le informazioni e noi le elaboravamo con il NOSTRO, ragionamento sinaptico.

Nella pratica, se dovevo dare un parere legale ad un cliente, o impostare una difesa, anni fa utilizzavo il PC per consultare banche dati della Cassazione su C.D. Rom, poi sui più capaci DVD, poi su banche dati online fornite da editori specializzati.
Oggi utilizzo anche le ricerche su internet.
Digito parole chiave e trovo una serie di sentenze (o articoli di commento) tra cui estraggo quelle che ritengo - con il MIO ragionamento - più attinenti al caso ed elaboro - sempre con il MIO ragionamento - il parere o l'impostazione della causa.
Ultimamente, ho scoperto che con motori A.I. mi basta digitare la domanda (ad esempio: "si può fare questo tipo di accordo contrattuale?") e l'A.I. elabora autonomamente la risposta, "ragionando" al mio posto sulla base delle informazioni che essa stessa acquisisce e seleziona, fornendomi direttamente la risposta articolata e motivata con riferimenti a precedenti giurisprudenziali.

OVVIAMENTE, NON UTILIZZO UN TALE METODO.
Continuo a ragionare con la mia testa, sfruttando l'A.I. come semplice strumento informativo, a disposizione della MIA .... intelligenza naturale. emo
Oltretutto ho scoperto che, a seconda di come si pone la domanda, l'Intelligenza Artificiale può dare risposte in senso diametralmente opposto.emoemoemo.

E tuttavia, il "salto di qualità" rimane lì, tutto da vedere: un meccanismo "sinaptico" che non si limita a raccogliere informazioni, ma è anche capace di selezionarle, di elaborarle e di fornire risposte senza alcun intervento umano (se non nella fase iniziale della proposizione della domanda).

E gli evidenti limiti dell'attuale A.I: vanno visti un po' come "errori fisiologici" di un'intelligenza ancora "bambina".

SEGUE......
  • MarioSynth
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18-01-26 11.31

@ paolo_b3
Posti un articolo di Marx?!?! Sei solo un povero comunista. emo

Però effettivamente il passaggio sulla perdita di valore offensivo del termine "commerciale" fai il paio con la perdita di valore del termine "qualunquista".
Marx ha sempre ragione! Il capitalismo crollerà e gli operai (robot, ovviamente) domineranno il mondo pacificamente. emoemo

Tornando all’AI, mi è venuto in mente un utilizzo terrificante. Piccolo antefatto: un caro amico coetaneo andrà a vedere mi pare il mese prossimo l’ultimo concerto dei Pooh con il figlio di 10 o 11 anni mi pare che suona la batteria e per qualche strana ragione si è innamorato di questo gruppo.

Lo scenario è questo: non solo non sarà l’ultimo concerto, ma verrà creata apposta un AI per creare nuove canzoni dei Pooh per l’eternità! PoohIA si chiamerà emo, che tra l’altro, in dialetto genovese significa “paura” emoemo
  • Sbaffone
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18-01-26 11.39

Sto organizzano i primi concerti per i robot, quando i locali mi chiederanno quanta gente porti diró una cinquantina di robot, quelli amano vedere gli umani suonare
  • gobert4
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18-01-26 11.52

@ MarioSynth
Marx ha sempre ragione! Il capitalismo crollerà e gli operai (robot, ovviamente) domineranno il mondo pacificamente. emoemo

Tornando all’AI, mi è venuto in mente un utilizzo terrificante. Piccolo antefatto: un caro amico coetaneo andrà a vedere mi pare il mese prossimo l’ultimo concerto dei Pooh con il figlio di 10 o 11 anni mi pare che suona la batteria e per qualche strana ragione si è innamorato di questo gruppo.

Lo scenario è questo: non solo non sarà l’ultimo concerto, ma verrà creata apposta un AI per creare nuove canzoni dei Pooh per l’eternità! PoohIA si chiamerà emo, che tra l’altro, in dialetto genovese significa “paura” emoemo
  • gobert4
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18-01-26 11.53

@ MarioSynth
Marx ha sempre ragione! Il capitalismo crollerà e gli operai (robot, ovviamente) domineranno il mondo pacificamente. emoemo

Tornando all’AI, mi è venuto in mente un utilizzo terrificante. Piccolo antefatto: un caro amico coetaneo andrà a vedere mi pare il mese prossimo l’ultimo concerto dei Pooh con il figlio di 10 o 11 anni mi pare che suona la batteria e per qualche strana ragione si è innamorato di questo gruppo.

Lo scenario è questo: non solo non sarà l’ultimo concerto, ma verrà creata apposta un AI per creare nuove canzoni dei Pooh per l’eternità! PoohIA si chiamerà emo, che tra l’altro, in dialetto genovese significa “paura” emoemo
Amici PER SEMPRE!!!
  • paolo_b3
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18-01-26 11.57

@ Sbaffone
Sto organizzano i primi concerti per i robot, quando i locali mi chiederanno quanta gente porti diró una cinquantina di robot, quelli amano vedere gli umani suonare
Anzi meglio ancora, con 50 robot sai quante persone riesco a prelevare di peso e portarli al locale?
  • stesgarbi
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18-01-26 12.06

SEGUE DAL PRECEDENTE

l' Intelligenza Artificiale non nasce oggi.
Esistono già programmi che, in un certo senso, potremmo definire "intelligenti": si pensi, ad esempio alle elaborazioni di certi plugins di effetti, che richiedono solo un'istruzione iniziale per fornirci il risultato sonoro voluto.
Oppure si pensi ai navigatori satellitari, in grado di proporre autonomamente percorsi alternativi basati sulle informazioni ottenute in tempo reale.
Qui, tuttavia, rimaniamo nell'ambito concettuale dello "strumento" a disposizione della nostra intelligenza, cui viene lasciato il "ragionamento creativo" e la decisione finale sull'opportunità di scegliere o meno quel tipo di effetto (o il percorso alternativo).

Alla fine dei '90, alcuni amici tedeschi mi fecero ascoltare un CD con la DECIMA sinfonia di Beethoven.
Si trattava di un' elaborazione al computer di appunti dello stesso musicista, creata attraverso algoritmi statistici e probabilistici di melodie, progressioni armoniche, orchestrazione et cetera, basati sulle informazioni ricavate dalla produzione musicale dell'Autore.
Qui siamo già nell'ambito di un processo decisionale lasciato interamente all' "intelligenza", che ci offre un risultato finale senza alcun intervento umano (ad eccezione delle sole informazioni/istruzioni iniziali).
Tale "risultato finale" può piacerci o non piacerci, ma non lo possiamo modificare "in corso d'opera", per cui volendo un risultato differente, dobbiamo ripartire dalle istruzioni iniziali.
In fondo, questo non è molto diverso dal committente che richiede, ad esempio, la realizzazione di un progetto architettonico (fornendo istruzioni su tipologia, finalità e quant'altro) che viene presentato "fatto e finito", interamente elaborato dall'architetto.
Qualora il progetto non risulti conforme alle aspettative, al committente non resta che riformulare le "istruzioni", che tuttavia riguardano soltanto il risultato finale voluto, mentre l'elaborazione delle modifiche rimane affidata interamente all'architetto.

Attualmente, questo "stadio decisionale" risulta notevolmente potenziato, lasciando intravedere meglio quali siano le reali potenzialità dell' A.I. in un futuro più o meno prossimo.

Il "nodo di svolta" è rappresentato dall'intenzione (ormai dichiarata) di sviluppare questa tecnologia non più come mero strumento a disposizione dei nostri processi decisionali, bensì come "entità" in grado di produrre risultati finali in autonomia, sostituendo l'essere umano in tali processi..
La tendenza ad imitare sinapsi e circuiti neurali umani denota l'intenzione di arrivare un giorno a poter creare "soggetti artificiali pensanti" in grado di svolgere funzioni sempre più complesse, sostituendosi all'essere umano.

Ma è possibile "imitare fedelmente" l'intelligenza umana?.
Oggi certamente no.
E tuttavia, se consideriamo l'intelligenza umana da un punto di vista prettamente "materiale", constatiamo come essa in fondo sia il risultato di un "processo produttivo" basato sulla chimica, sull'elettricità, su veri e propri "circuiti" - sia pure fatti di materia organica - su "sensori esterni" (gli organi sensoriali) che ci consentono di acquisire informazioni di varia natura... il tutto alimentato da una fonte energetica (il cibo) a combustione lenta.
Anche i "sentimenti", da un punto di vista materiale, sono frutto di reazioni chimiche (ad esempio, l'adrenalina) che incidono sui nostri circuiti neurali.

Non sarei così stupito, quindi, se in un futuro (non so dire quando) il genere umano fosse in grado di riprodurre artificialmente una forma di intelligenza "a sua immagine e somiglianza".
Oggi, siamo solo agli albori di tale percorso.

Il tutto come sopra, ovviamente IMHJO.
  • stesgarbi
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18-01-26 12.14

paolo_b3 ha scritto:
Anzi meglio ancora, con 50 robot sai quante persone riesco a prelevare di peso e portarli al locale?


Pensa se in un futuro più o meno lontano ricreassero l'Intelligenza artificiale di Stalin..... emoemoemo
  • paolo_b3
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18-01-26 12.55

@ stesgarbi
paolo_b3 ha scritto:
Anzi meglio ancora, con 50 robot sai quante persone riesco a prelevare di peso e portarli al locale?


Pensa se in un futuro più o meno lontano ricreassero l'Intelligenza artificiale di Stalin..... emoemoemo
Significherebbe che l'intelligenza artificiale fa anche delle cose buone! emo
  • Sbaffone
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18-01-26 13.55

@ paolo_b3
Anzi meglio ancora, con 50 robot sai quante persone riesco a prelevare di peso e portarli al locale?
Una decina di questi e vedi come si riempie il locale
  • Tastiero74
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18-01-26 14.01

@ Sbaffone
Una decina di questi e vedi come si riempie il locale
… ecco come rivitalizzare le vendite del settore arranger con l'intelligenza artificiale! emo Compri la tastiera e in bundle ottieni quella roba lì, che notoriamente tira più di un carro di buoi emo
  • wildcat80
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18-01-26 14.49

@ stesgarbi
SEGUE DAL PRECEDENTE

l' Intelligenza Artificiale non nasce oggi.
Esistono già programmi che, in un certo senso, potremmo definire "intelligenti": si pensi, ad esempio alle elaborazioni di certi plugins di effetti, che richiedono solo un'istruzione iniziale per fornirci il risultato sonoro voluto.
Oppure si pensi ai navigatori satellitari, in grado di proporre autonomamente percorsi alternativi basati sulle informazioni ottenute in tempo reale.
Qui, tuttavia, rimaniamo nell'ambito concettuale dello "strumento" a disposizione della nostra intelligenza, cui viene lasciato il "ragionamento creativo" e la decisione finale sull'opportunità di scegliere o meno quel tipo di effetto (o il percorso alternativo).

Alla fine dei '90, alcuni amici tedeschi mi fecero ascoltare un CD con la DECIMA sinfonia di Beethoven.
Si trattava di un' elaborazione al computer di appunti dello stesso musicista, creata attraverso algoritmi statistici e probabilistici di melodie, progressioni armoniche, orchestrazione et cetera, basati sulle informazioni ricavate dalla produzione musicale dell'Autore.
Qui siamo già nell'ambito di un processo decisionale lasciato interamente all' "intelligenza", che ci offre un risultato finale senza alcun intervento umano (ad eccezione delle sole informazioni/istruzioni iniziali).
Tale "risultato finale" può piacerci o non piacerci, ma non lo possiamo modificare "in corso d'opera", per cui volendo un risultato differente, dobbiamo ripartire dalle istruzioni iniziali.
In fondo, questo non è molto diverso dal committente che richiede, ad esempio, la realizzazione di un progetto architettonico (fornendo istruzioni su tipologia, finalità e quant'altro) che viene presentato "fatto e finito", interamente elaborato dall'architetto.
Qualora il progetto non risulti conforme alle aspettative, al committente non resta che riformulare le "istruzioni", che tuttavia riguardano soltanto il risultato finale voluto, mentre l'elaborazione delle modifiche rimane affidata interamente all'architetto.

Attualmente, questo "stadio decisionale" risulta notevolmente potenziato, lasciando intravedere meglio quali siano le reali potenzialità dell' A.I. in un futuro più o meno prossimo.

Il "nodo di svolta" è rappresentato dall'intenzione (ormai dichiarata) di sviluppare questa tecnologia non più come mero strumento a disposizione dei nostri processi decisionali, bensì come "entità" in grado di produrre risultati finali in autonomia, sostituendo l'essere umano in tali processi..
La tendenza ad imitare sinapsi e circuiti neurali umani denota l'intenzione di arrivare un giorno a poter creare "soggetti artificiali pensanti" in grado di svolgere funzioni sempre più complesse, sostituendosi all'essere umano.

Ma è possibile "imitare fedelmente" l'intelligenza umana?.
Oggi certamente no.
E tuttavia, se consideriamo l'intelligenza umana da un punto di vista prettamente "materiale", constatiamo come essa in fondo sia il risultato di un "processo produttivo" basato sulla chimica, sull'elettricità, su veri e propri "circuiti" - sia pure fatti di materia organica - su "sensori esterni" (gli organi sensoriali) che ci consentono di acquisire informazioni di varia natura... il tutto alimentato da una fonte energetica (il cibo) a combustione lenta.
Anche i "sentimenti", da un punto di vista materiale, sono frutto di reazioni chimiche (ad esempio, l'adrenalina) che incidono sui nostri circuiti neurali.

Non sarei così stupito, quindi, se in un futuro (non so dire quando) il genere umano fosse in grado di riprodurre artificialmente una forma di intelligenza "a sua immagine e somiglianza".
Oggi, siamo solo agli albori di tale percorso.

Il tutto come sopra, ovviamente IMHJO.
Ma non è assolutamente vero, ad oggi il vero scopo dell'intelligenza artificiale non è quella di sostituire il lavoro, fisico ed intellettuale, dell'uomo, quanto di lavorare a supporto, potenziando le capacità creative e velocizzando i processi.
Alcuni step intermedi, che sono quelli che più o meno sono di comune parlare, possono dare l'idea che l'orientamento sia quello di sviluppare un qualcosa di sostitutivo, ma la realtà è che tutte le tecnologie professionali oggi sono volte al supporto umano e non vicariare il ruolo umano.
In campo medico abbiamo diverse tecnologie anche piuttosto avanzate, che sono esclusivamente supportive.
Questo è il vero futuro.
  • Raptus
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18-01-26 16.31

@ stesgarbi
Deckard ha scritto:
per fortuna c’è tutto quello fatto prima a cui attingere e consolarsi (io in realtà già lo faccio da anni, ma questo è un altro discorso)

D' accordissimo. emo

Peraltro, ci ho fatto caso e sto scoprendo che alcune radio importanti trasmettono sempre più spesso successi degli anni '80, a differenza di qualche tempo fa, quando si sentivano prevalentemente "canzonette" suonate sugli stessi tre accordi, sulle stesse ritmiche.....
Parlate così perché siete musicisti.

Sapete a cosa frega alla gente comune sapere che un brano che sta ascoltando non è stato realizzato da esseri umani? ZERO.

Come dice sbaffone il problema arriva da molto più lontano, l'IA lo sta semplicemente estremizzando ma il problema è nato molto prima.

Il problema arriva dalle risposte che diamo alla domanda "cos'è che vuol davvero ascoltare la gente"?

In linea di massima la musica mainstream per come la conosciamo cambierà radicalmente.





  • Raptus
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18-01-26 16.36

Mi spiego meglio: il motivo per cui l'IA è pericolosa non è il fatto del riuscire a fare un brano credibile in pochi minuti.

E' il fatto che basandosi su modelli addestrati con la musica esistente, è bravissima a replicare musica esistente.

Dato che la maggior parte della gente ormai vuole ascoltare solo per nostalgia o ha una propria idea di musica (o non ne ha proprio nessuna), il vero rischio è che l'IA venga usata per colmare questa "voglia" a discapito dell'uso migliore che se ne potrebbe fare, cioè quello di creare qualcosa di nuovo.
  • Tastiero74
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18-01-26 16.38

wildcat80 ha scritto:
la realtà è che tutte le tecnologie professionali oggi sono volte al supporto umano e non vicariare il ruolo umano.
In campo medico abbiamo diverse tecnologie anche piuttosto avanzate, che sono esclusivamente supportive

Interessante punto di vista che combacia con il mio, anche nel campo dell'istruzione siamo messi più o meno così come hai detto tu. Per curiosità a inizio anno scolastico ho provato a istruire un'intelligenza artificiale per creare un'Unità Didattica di storia e filosofia per i miei studenti. Ho lavorato 4 ore per scrivere un prompt dettagliatissimo affinché Gemini avesse tutte le istruzioni necessarie a svolgere il lavoro correttamente. Il risultato? Una dozzina di pagine di spunti, alcuni dei quali utili e altri banali, che ho impiegato diversi giorni di lavoro per rielaborare completamente mettendoci del mio.
Il bilancio? Alla fine l'Unità Didattica è venuta bene, è stata apprezzata sia dagli studenti che dai colleghi. L'I.A. mi è stata utile? Si, probabilmente se avessi lavorato "alla vecchia maniera" ci avrei messo più tempo per selezionare il materiale di partenza da fonti attendibili sul web e su libri cartacei; in questo senso l'intelligenza artificiale mi ha permesso di avere un semilavorato di discreta qualità dal quale attingere alcuni spunti interessanti. Però non avrei mai potuto proporre ai miei studenti l'Unità Didattica così come era stata preparata da Gemini. Perché? Perché allo stato attuale l'intelligenza artificiale non è intelligente (almeno non lo è nel senso in cui noi intendiamo l'intelligenza). Mi spiego meglio: quando preparo una lezione, io attingo a delle fonti che poi rielaboro per creare delle attività personalizzate per gli studenti che ho davanti. Per questo motivo oggi per me Gemini è solo un utile "Assistente Artificiale", una tecnologia "esclusivamente supportiva" come l'hai definita tu, che istruisco di volta in volta per farmi cercare fonti e materiali, che poi però devo ricontrollare minuziosamente e rielaborare in maniera personale per creare le attività che propongo ai miei studenti durante lezioni, attività personalizzate per le persone che ho davanti. Persone che l'intelligenza artificiale non conosce. Chiudo facendo un esempio che ho rubato ad un collega, e che ho trovato illuminante: l'intelligenza artificiale non sa che l'acqua è bagnata: sa solo che statisticamente la parola "acqua" di solito compare accanto alla parola "bagnata".
  • Raptus
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18-01-26 16.48

@ Tastiero74
wildcat80 ha scritto:
la realtà è che tutte le tecnologie professionali oggi sono volte al supporto umano e non vicariare il ruolo umano.
In campo medico abbiamo diverse tecnologie anche piuttosto avanzate, che sono esclusivamente supportive

Interessante punto di vista che combacia con il mio, anche nel campo dell'istruzione siamo messi più o meno così come hai detto tu. Per curiosità a inizio anno scolastico ho provato a istruire un'intelligenza artificiale per creare un'Unità Didattica di storia e filosofia per i miei studenti. Ho lavorato 4 ore per scrivere un prompt dettagliatissimo affinché Gemini avesse tutte le istruzioni necessarie a svolgere il lavoro correttamente. Il risultato? Una dozzina di pagine di spunti, alcuni dei quali utili e altri banali, che ho impiegato diversi giorni di lavoro per rielaborare completamente mettendoci del mio.
Il bilancio? Alla fine l'Unità Didattica è venuta bene, è stata apprezzata sia dagli studenti che dai colleghi. L'I.A. mi è stata utile? Si, probabilmente se avessi lavorato "alla vecchia maniera" ci avrei messo più tempo per selezionare il materiale di partenza da fonti attendibili sul web e su libri cartacei; in questo senso l'intelligenza artificiale mi ha permesso di avere un semilavorato di discreta qualità dal quale attingere alcuni spunti interessanti. Però non avrei mai potuto proporre ai miei studenti l'Unità Didattica così come era stata preparata da Gemini. Perché? Perché allo stato attuale l'intelligenza artificiale non è intelligente (almeno non lo è nel senso in cui noi intendiamo l'intelligenza). Mi spiego meglio: quando preparo una lezione, io attingo a delle fonti che poi rielaboro per creare delle attività personalizzate per gli studenti che ho davanti. Per questo motivo oggi per me Gemini è solo un utile "Assistente Artificiale", una tecnologia "esclusivamente supportiva" come l'hai definita tu, che istruisco di volta in volta per farmi cercare fonti e materiali, che poi però devo ricontrollare minuziosamente e rielaborare in maniera personale per creare le attività che propongo ai miei studenti durante lezioni, attività personalizzate per le persone che ho davanti. Persone che l'intelligenza artificiale non conosce. Chiudo facendo un esempio che ho rubato ad un collega, e che ho trovato illuminante: l'intelligenza artificiale non sa che l'acqua è bagnata: sa solo che statisticamente la parola "acqua" di solito compare accanto alla parola "bagnata".
State davvero dicendo che l'IA in campo artistico verrà usata a supporto come nei campi scientifici?

State davvero sopravvalutando la gente emo
  • stesgarbi
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18-01-26 18.00

wildcat80 ha scritto:
ad oggi il vero scopo dell'intelligenza artificiale non è quella di sostituire il lavoro, fisico ed intellettuale, dell'uomo, quanto di lavorare a supporto, potenziando le capacità creative e velocizzando i processi.

Tu scrivi "ad oggi" e fin qui ti seguo.
Ma non siamo in grado di sapere oggi quale sarà nel futuro il "vero scopo" dell'intelligenza artificiale.

Certò, ad oggi, la motivazione "ufficiale" è quella che tu hai esposto.
E tuttavia, credo che in certi ambiti esista già ora la tentazione di valicare quella "linea rossa", quel non così ben definito confine tra finalità puramente strumentali a finalità anche decisionali.
Certamente, in campo medico, il nostro istinto di autoconservazione ci porta a vedere con ripugnanza l'ipotesi di essere operati, o anche solo visitati, da un "medico artificiale".
In ambito militare, però, quel confine potrebbe essere varcato (paradossalmente proprio "in nome del risparmio di vite umane al fronte") creando ad esempio intelligenze artificiali in grado non solo di far volare cacciabombardieri privi di pilota umano e di difenderli con contromisure varie, ma anche di decidere in piena autonomia chi, cosa, come e quando colpire.
E se si tratta di occupare un territorio nemico, che lo facciano dei robot ben addestrati (hai presente i nexus 6 di Blade Runner?) o soldati umani cambia poco, a parte il risparmio di vite umane.
All'inizio l'intelligenza artificiale risponderebbe fedelmente alle istruzioni tattiche e strategiche date dagli umani.... ma.... se queste "facoltà decisionali" venissero ampliate oltre una certa misura, estendendole anche agli ambiti strategici, gli effetti (e le conseguenze) potrebbero essere imprevedibili.
Insomma, il rischio che in futuro si arrivi a "giocare con il fuoco" a mio parere (IMHO) esiste eccome.

In ambito civile, non è dato oggi sapere se in futuro esisteranno, ad esempio, "CEO artificiali" istruiti per definire le strategie di intere divisioni aziendali, magari con facoltà di decidere una "riduzione del personale".
E' tutto da vedere.... ma le potenzialità dell'intelligenza artificiale si intravedono già oggi.

Anche con riguardo alla "creatività" esiste una sottile "linea rossa".
Nella Storia, il progresso scientifico, tecnologico e culturale ha tratto impulso proprio dalle sfide che l'essere umano ha dovuto affrontare, costringendolo a sforzare la propria capacità creativa di inventare soluzioni sempre nuove (ad esempio, si è passati dai segnalatori luminosi al telegrafo, poi al telefono, poi al telegrafo senza fili, alla radio ricetrasmittente fino all'odierna messaggistica via internet.... lo stesso vale in tutti i campi).
E se è vero che il contadino non aveva tempo se non per pensare al campetto ed alla marra, mentre il benestante poteva dedicarsi agli studi, alla letteratura all'arte o alla scienza, è altresì vero che un eccessivo benessere generalizzato ed "immobilistico" ha spesso prodotto un "impigrimento creativo" di intere società, causandone la decadenza (penso che in Europa si inizi a vederlo).

E in ambito musicale, il limes che separa la finalità "strumentale" da quella "sostitutiva" mi pare abbastanza evidente.
Come tastierista che non sa suonare la chitarra, mi piacerebbe molto avere a disposizione un "chitarrista artificiale" capace di suonare riffs e assoli decidendo autonomamente come eseguirli, in base a mie istruzioni di massima.
In questo caso, il brano resterebbe comunque affidato alla mia creatività nella sua essenza artistica, laddove il chitarrista artificiale svolgerebbe il tipico ruolo del "turnista" umano, rimanendo vincolato alle mie indicazioni (e decisioni).

Altra cosa, invece, se io ordinassi ad un' A.I. di costruirmi un brano interamente, in ogni sua parte, limitandomi ad indicare un genere, una velocità e poco altro.
Il risultato non mi apparterrebbe..... non sarebbe "farina del mio sacco" ..
  • paolo_b3
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18-01-26 18.07

stesgarbi ha scritto:
laddove il chitarrista artificiale svolgerebbe il tipico ruolo del "turnista" umano, rimanendo vincolato alle mie indicazioni (e decisioni).

E finalmente se gli dico "abbassa" lo fa! emo
  • paolo_b3
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18-01-26 18.15

@ stesgarbi
wildcat80 ha scritto:
ad oggi il vero scopo dell'intelligenza artificiale non è quella di sostituire il lavoro, fisico ed intellettuale, dell'uomo, quanto di lavorare a supporto, potenziando le capacità creative e velocizzando i processi.

Tu scrivi "ad oggi" e fin qui ti seguo.
Ma non siamo in grado di sapere oggi quale sarà nel futuro il "vero scopo" dell'intelligenza artificiale.

Certò, ad oggi, la motivazione "ufficiale" è quella che tu hai esposto.
E tuttavia, credo che in certi ambiti esista già ora la tentazione di valicare quella "linea rossa", quel non così ben definito confine tra finalità puramente strumentali a finalità anche decisionali.
Certamente, in campo medico, il nostro istinto di autoconservazione ci porta a vedere con ripugnanza l'ipotesi di essere operati, o anche solo visitati, da un "medico artificiale".
In ambito militare, però, quel confine potrebbe essere varcato (paradossalmente proprio "in nome del risparmio di vite umane al fronte") creando ad esempio intelligenze artificiali in grado non solo di far volare cacciabombardieri privi di pilota umano e di difenderli con contromisure varie, ma anche di decidere in piena autonomia chi, cosa, come e quando colpire.
E se si tratta di occupare un territorio nemico, che lo facciano dei robot ben addestrati (hai presente i nexus 6 di Blade Runner?) o soldati umani cambia poco, a parte il risparmio di vite umane.
All'inizio l'intelligenza artificiale risponderebbe fedelmente alle istruzioni tattiche e strategiche date dagli umani.... ma.... se queste "facoltà decisionali" venissero ampliate oltre una certa misura, estendendole anche agli ambiti strategici, gli effetti (e le conseguenze) potrebbero essere imprevedibili.
Insomma, il rischio che in futuro si arrivi a "giocare con il fuoco" a mio parere (IMHO) esiste eccome.

In ambito civile, non è dato oggi sapere se in futuro esisteranno, ad esempio, "CEO artificiali" istruiti per definire le strategie di intere divisioni aziendali, magari con facoltà di decidere una "riduzione del personale".
E' tutto da vedere.... ma le potenzialità dell'intelligenza artificiale si intravedono già oggi.

Anche con riguardo alla "creatività" esiste una sottile "linea rossa".
Nella Storia, il progresso scientifico, tecnologico e culturale ha tratto impulso proprio dalle sfide che l'essere umano ha dovuto affrontare, costringendolo a sforzare la propria capacità creativa di inventare soluzioni sempre nuove (ad esempio, si è passati dai segnalatori luminosi al telegrafo, poi al telefono, poi al telegrafo senza fili, alla radio ricetrasmittente fino all'odierna messaggistica via internet.... lo stesso vale in tutti i campi).
E se è vero che il contadino non aveva tempo se non per pensare al campetto ed alla marra, mentre il benestante poteva dedicarsi agli studi, alla letteratura all'arte o alla scienza, è altresì vero che un eccessivo benessere generalizzato ed "immobilistico" ha spesso prodotto un "impigrimento creativo" di intere società, causandone la decadenza (penso che in Europa si inizi a vederlo).

E in ambito musicale, il limes che separa la finalità "strumentale" da quella "sostitutiva" mi pare abbastanza evidente.
Come tastierista che non sa suonare la chitarra, mi piacerebbe molto avere a disposizione un "chitarrista artificiale" capace di suonare riffs e assoli decidendo autonomamente come eseguirli, in base a mie istruzioni di massima.
In questo caso, il brano resterebbe comunque affidato alla mia creatività nella sua essenza artistica, laddove il chitarrista artificiale svolgerebbe il tipico ruolo del "turnista" umano, rimanendo vincolato alle mie indicazioni (e decisioni).

Altra cosa, invece, se io ordinassi ad un' A.I. di costruirmi un brano interamente, in ogni sua parte, limitandomi ad indicare un genere, una velocità e poco altro.
Il risultato non mi apparterrebbe..... non sarebbe "farina del mio sacco" ..
Però tu stai facendo passare un concetto secondo il quale IA si "impossesserà delle nostre identità", inteso come si sostituirà a noi fino ai più alti vertici sociali, ma qualcuno (più di uno) che ha ideato questa strategia, investendoci tanti soldi, quindi cautelandosi sui possibili esiti e volendosene avvantaggiare ci sarà. Oppure siamo in balia della filosofia "Highlander": alla fine ne rimarrà solo uno? Per inciso il "grande vecchio" emoemoemo
  • stesgarbi
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18-01-26 18.31

@ Tastiero74
wildcat80 ha scritto:
la realtà è che tutte le tecnologie professionali oggi sono volte al supporto umano e non vicariare il ruolo umano.
In campo medico abbiamo diverse tecnologie anche piuttosto avanzate, che sono esclusivamente supportive

Interessante punto di vista che combacia con il mio, anche nel campo dell'istruzione siamo messi più o meno così come hai detto tu. Per curiosità a inizio anno scolastico ho provato a istruire un'intelligenza artificiale per creare un'Unità Didattica di storia e filosofia per i miei studenti. Ho lavorato 4 ore per scrivere un prompt dettagliatissimo affinché Gemini avesse tutte le istruzioni necessarie a svolgere il lavoro correttamente. Il risultato? Una dozzina di pagine di spunti, alcuni dei quali utili e altri banali, che ho impiegato diversi giorni di lavoro per rielaborare completamente mettendoci del mio.
Il bilancio? Alla fine l'Unità Didattica è venuta bene, è stata apprezzata sia dagli studenti che dai colleghi. L'I.A. mi è stata utile? Si, probabilmente se avessi lavorato "alla vecchia maniera" ci avrei messo più tempo per selezionare il materiale di partenza da fonti attendibili sul web e su libri cartacei; in questo senso l'intelligenza artificiale mi ha permesso di avere un semilavorato di discreta qualità dal quale attingere alcuni spunti interessanti. Però non avrei mai potuto proporre ai miei studenti l'Unità Didattica così come era stata preparata da Gemini. Perché? Perché allo stato attuale l'intelligenza artificiale non è intelligente (almeno non lo è nel senso in cui noi intendiamo l'intelligenza). Mi spiego meglio: quando preparo una lezione, io attingo a delle fonti che poi rielaboro per creare delle attività personalizzate per gli studenti che ho davanti. Per questo motivo oggi per me Gemini è solo un utile "Assistente Artificiale", una tecnologia "esclusivamente supportiva" come l'hai definita tu, che istruisco di volta in volta per farmi cercare fonti e materiali, che poi però devo ricontrollare minuziosamente e rielaborare in maniera personale per creare le attività che propongo ai miei studenti durante lezioni, attività personalizzate per le persone che ho davanti. Persone che l'intelligenza artificiale non conosce. Chiudo facendo un esempio che ho rubato ad un collega, e che ho trovato illuminante: l'intelligenza artificiale non sa che l'acqua è bagnata: sa solo che statisticamente la parola "acqua" di solito compare accanto alla parola "bagnata".
Quanto affermi è vero, allo stato attuale.
Tuttavia, le considerazioni valgono solo per l' oggi.

Le ricerche e lo sviluppo scientifico-tecnologico dell' Intelligenza artificiale hanno un contenuto innovativo fondamentale: si sta cercando di "imitare" i processi sinaptici e neurali dell'intelligenza umana.

Oggi siamo ancora agli inizi.
E il limiti che Tu giustamente hai evidenziato nel tuo post, a mio parere dipendono essenzialmente dal fatto che l' A.I. si trovi ad uno stadio paragonabile a quello di un neonato.

Se poi consideri quale sia stata l'evoluzione dell'intelligenza umana, non dovresti partire dal genere homo sapiens, bensì considerare che la specie (e l'intelligenza) umana è a sua volta il frutto dell'evoluzione di precedenti specie di ominidi, a loro volta frutto della generale evoluzione della vita sulla terra, a partire dai primi organismi.
Analogamente, un percorso evolutivo (sia pure con caratteristiche e modalità diverse) sarà necessario ed ipotizzabile anche per l'Intelligenza artificiale.

Dunque, oggi, la "poppante" A.I. non sa che l'acqua è bagnata.... come il bimbo che raffigura il mondo con aste e tondi e crede alle fate ed alle streghe..
Tuttavia non è oggi dato sapere quale sarà l'evoluzione dell'Intelligenza artificiale.... inclusa l'ipotetica (ma non teoricamente impossibile) capacità di incrementare ii propri processi di auto-apprendimento, arrivando magari in un futuro ad evolversi facendo a meno dei "prompt" umani.