18-01-26 10.48
Leggendo i vari posts, temo che pochi tra noi abbiano colto, a livello concettuale, le reali implicazioni dell'Intelligenza Artificiale, rimanendo ancorati alla situazione presente, o ai primi esperimenti del passato, senza considerare ciò che di innovativo l'A.I. rappresenta e quali conseguenze potrebbe (il condizionale è d'obbligo) avere sul nostro futuro.
Se ci limitiamo a guardare al presente, l'A:I: viene ancora percepita come un potente "strumento" a disposizione dell' intelletto umano.
Se, invece, pensiamo alla possibile evoluzione futura, la questione cambia radicalmente.
L'A.I., infatti, rappresenta un fondamentale passaggio innovativo rispetto ai computer, ovvero lo sviluppo "imitativo" delle sinapsi e dei circuiti neurali umani, al fine di sviluppare un' "intelligenza" sempre più capace di giungere a conclusioni autonome, basate sulle informazioni in suo possesso.
Ciò non è diverso, in linea concettuale, da quanto avviene nel nostro modo di ragionare e di giungere a conclusioni individuali, poichè tali "conclusioni", a ben vedere, si basano anch'esse sulle informazioni acquisite dal nostro cervello nel corso della vita.
Letture, studi, educazione, esperienze quotidiane, esempi provenienti da altri soggetti, scambi di opinioni, notizie provenienti dai media ecc. ecc., altro non sono che "informazioni" sulle quali ciascuno di noi basa il proprio ragionamento, le proprie opinioni, scelte, decisioni.... in sostanza, le "conclusioni " .
Ed è proprio questo il passaggio fondamentale, il "salto di qualità" che differenzia l'attuale sviluppo dell' A.I., rispetto ai computer.
Se volevamo rispondere ad una domanda, fino pochissimo tempo fa utilizzavamo il computer unicamente come "raccoglitore di informazioni".
Digitavamo le parole chiave per la ricerca su Google (o altri motori ) e ci compariva tutta una serie di siti che trattavano della materia.
Stava poi a noi "selezionare" i siti che sembravano più pertinenti, leggerli, coglierne l'informazione essenziale, ragionarci su e giungere ad una "conclusione", ovvero alla risposta che cercavamo,.
In sostanza, il PC forniva le informazioni e noi le elaboravamo con il NOSTRO, ragionamento sinaptico.
Nella pratica, se dovevo dare un parere legale ad un cliente, o impostare una difesa, anni fa utilizzavo il PC per consultare banche dati della Cassazione su C.D. Rom, poi sui più capaci DVD, poi su banche dati online fornite da editori specializzati.
Oggi utilizzo anche le ricerche su internet.
Digito parole chiave e trovo una serie di sentenze (o articoli di commento) tra cui estraggo quelle che ritengo - con il MIO ragionamento - più attinenti al caso ed elaboro - sempre con il MIO ragionamento - il parere o l'impostazione della causa.
Ultimamente, ho scoperto che con motori A.I. mi basta digitare la domanda (ad esempio:
"si può fare questo tipo di accordo contrattuale?") e l'A.I. elabora autonomamente la risposta, "ragionando" al mio posto sulla base delle informazioni che essa stessa acquisisce e seleziona, fornendomi direttamente la risposta articolata e motivata con riferimenti a precedenti giurisprudenziali.
OVVIAMENTE, NON UTILIZZO UN TALE METODO.
Continuo a ragionare con la mia testa, sfruttando l'A.I. come semplice
strumento informativo, a disposizione della MIA .... intelligenza naturale.
Oltretutto ho scoperto che, a seconda di come si pone la domanda, l'Intelligenza Artificiale può dare risposte in senso diametralmente opposto.



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E tuttavia, il "salto di qualità" rimane lì, tutto da vedere: un meccanismo "sinaptico" che non si limita a raccogliere informazioni, ma è anche capace di selezionarle, di elaborarle e di fornire risposte senza alcun intervento umano (se non nella fase iniziale della proposizione della domanda).
E gli evidenti limiti dell'attuale A.I: vanno visti un po' come "errori fisiologici" di un'intelligenza ancora "bambina".
SEGUE......