Il suono di una volta,ed il suono di oggi....

  • giosanta
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07-11-19 23.00

maxpiano69 ha scritto:
Io invece dissento, almeno in parte, altrimenti dovremmo porre la stessa questione riguardo ai pianoforti/sax/contrabbassi "di una volta" e quelli moderni? ...

Ci mancherebbe, tuttavia, almeno a mio modo di vedere in realtà il dato sotteso, in nuce è un altro, peraltro pienamente soggettivo, per carità, ed è la musica.
Aspetto che, almeno a mio modo di vedere, rappresenta il convitato di pietra che si palesa ogni volta che, ciclicamente, appaiono discussioni di questo tipo.
In altri termini se nulla ci consente di affermare che lo strumento x del passato sia più interessante dell'y di oggi, resta il fatto che se la musica fatta con x è quella che PER ME rappresenta l'evento significativo, x per me assume un peso, una rilevanza, un fascino che y difficilmente potrà avere. Se a questo aggiungi che grazie alle tecnologie attuali, allo sforzo di certi produttori ecc. ORA posso mettere le mani su strumenti che secoli fa potevo solo sognare sfogliando "Annuario degli strumenti musicali" non c'è praticamente storia...
Nostalgismo? Passatismo? Può essere, ma tant'è.
  • paolo_b3
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07-11-19 23.07

@ giosanta
maxpiano69 ha scritto:
Io invece dissento, almeno in parte, altrimenti dovremmo porre la stessa questione riguardo ai pianoforti/sax/contrabbassi "di una volta" e quelli moderni? ...

Ci mancherebbe, tuttavia, almeno a mio modo di vedere in realtà il dato sotteso, in nuce è un altro, peraltro pienamente soggettivo, per carità, ed è la musica.
Aspetto che, almeno a mio modo di vedere, rappresenta il convitato di pietra che si palesa ogni volta che, ciclicamente, appaiono discussioni di questo tipo.
In altri termini se nulla ci consente di affermare che lo strumento x del passato sia più interessante dell'y di oggi, resta il fatto che se la musica fatta con x è quella che PER ME rappresenta l'evento significativo, x per me assume un peso, una rilevanza, un fascino che y difficilmente potrà avere. Se a questo aggiungi che grazie alle tecnologie attuali, allo sforzo di certi produttori ecc. ORA posso mettere le mani su strumenti che secoli fa potevo solo sognare sfogliando "Annuario degli strumenti musicali" non c'è praticamente storia...
Nostalgismo? Passatismo? Può essere, ma tant'è.
Mi intrometto: infatti questo discorso può avere senso se è limitato a confrontare le tecnologie di oggi con quelle del passato.
In altri termini avrebbe senso confrontare un clone di oggi con un clone di ieri, non una Nord con un Hammond vero.

Poi se dai a me un Hammond vero e a Joey Defrancesco una Nord, non c'è storia... vinco io emoemoemo
  • vin_roma
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07-11-19 23.27

@ maxpiano69
Io invece dissento, almeno in parte, altrimenti dovremmo porre la stessa questione riguardo ai pianoforti/sax/contrabbassi "di una volta" e quelli moderni?

L'Hammond fa magari eccezione in quanto elettromeccanico, quindi ha una sua peculiarità tecnica che (ad oggi) non ha corrispettivi moderni, ma Mini e Prophet sono strumenti elettronici tanto quanto quelli odierni (restando in ambito real analog ovviamente) che, come dice Paolo, sfruttando gli avanzamenti della tecnologia possono generare risultati sonori analoghi o migliori (e qui va a gusti) per quanto diversi, tanto è vero che Moog ha fatto la reissue del Mini (aggiungendo alcuni elementi di tecnologia moderna) e Dave Smith ha prodotto le evoluzioni del suo Prophet (sfruttando i vantaggi delle tecnologie moderne).

Anche il pianoforte suona diverso dal fortepiano da cui deriva... magari per i puristi del fortepiano questo era "male"(?)
Dissento io invece...

Una volta le cose si facevano con un altro spirito/intento. Forse, per certe cose, non essendoci niente prima si aveva il piacere di essere fautori e testimoni di un cambiamento sociale senza eguali e allora la sorella di mia nonna negli anni '50 la wash machine se la portò direttamente da NY dove era emigrata anni e anni prima e funzionò per decenni. Un Hammond era già un clone ma era fatto per durare, era massiccio, "serio", un Minimoog suonava (suona) da paura!!! C'era, a dispetto della reale elevazione qualitativa di oggi, una timbrica che oggi te la sogni, era legata ad una reale esigenza musicale mentre tutte le tastiere di oggi, tecnologicamente certamente migliori, non hanno e non danno un decimo del carattere e spirito musicale degli strumenti di allora perché allora si inventava per aggiungere qualcosa, non per fare solo profitto e il "meccanismo" leale si percepiva e nasceva una simbiosi, tu osavi e lo strumento generosamente dava e così son nati Giuseppe Passalacqua (Joe Pass), Leo Fender, L. Hammond, Rhodes, Moog, Corea, Santana, Pink Floyd, ciascuno al servizio dell'altro perché il principio era, certamente guadagnando, fare cose belle ...oggi no, fanno solo per vendere.
Ve la immaginate l'eloquenza di un J. Smith che nasce su una Kronos? Per me solo cloni umani possono nascere...

Prima c'era un grande vantaggio, non c'era niente e qualunque cosa era saporita. Come portare un indigente in un mega ristorante ...impazzisce, ci portano a noi, oggi, e quello non mi piace, e quello ha troppi grassi, no, grazie, sono a dieta. Oggi le possibilità sonpo più ampie e migliori, ma è lo spirito che manca, io della differenza me ne accorgo, chi ha visto solo l'oggi certamente no. E' un momento di transito, tutta la valanga di tecnologia recente ci ha un po' ubriacati, forse tra un po' sapremo tirarne fuori il meglio.

P-S.:
Sgnt Pepper's l'hanno registrato con un quattro piste.
  • giosanta
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07-11-19 23.31

vin_roma ha scritto:
...Ve la immaginate l'eloquenza di un J. Smith che nasce su una Kronos? Per me solo cloni umani possono nascere...

Stupenda questa!
  • paolo_b3
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07-11-19 23.39

@ vin_roma
Dissento io invece...

Una volta le cose si facevano con un altro spirito/intento. Forse, per certe cose, non essendoci niente prima si aveva il piacere di essere fautori e testimoni di un cambiamento sociale senza eguali e allora la sorella di mia nonna negli anni '50 la wash machine se la portò direttamente da NY dove era emigrata anni e anni prima e funzionò per decenni. Un Hammond era già un clone ma era fatto per durare, era massiccio, "serio", un Minimoog suonava (suona) da paura!!! C'era, a dispetto della reale elevazione qualitativa di oggi, una timbrica che oggi te la sogni, era legata ad una reale esigenza musicale mentre tutte le tastiere di oggi, tecnologicamente certamente migliori, non hanno e non danno un decimo del carattere e spirito musicale degli strumenti di allora perché allora si inventava per aggiungere qualcosa, non per fare solo profitto e il "meccanismo" leale si percepiva e nasceva una simbiosi, tu osavi e lo strumento generosamente dava e così son nati Giuseppe Passalacqua (Joe Pass), Leo Fender, L. Hammond, Rhodes, Moog, Corea, Santana, Pink Floyd, ciascuno al servizio dell'altro perché il principio era, certamente guadagnando, fare cose belle ...oggi no, fanno solo per vendere.
Ve la immaginate l'eloquenza di un J. Smith che nasce su una Kronos? Per me solo cloni umani possono nascere...

Prima c'era un grande vantaggio, non c'era niente e qualunque cosa era saporita. Come portare un indigente in un mega ristorante ...impazzisce, ci portano a noi, oggi, e quello non mi piace, e quello ha troppi grassi, no, grazie, sono a dieta. Oggi le possibilità sonpo più ampie e migliori, ma è lo spirito che manca, io della differenza me ne accorgo, chi ha visto solo l'oggi certamente no. E' un momento di transito, tutta la valanga di tecnologia recente ci ha un po' ubriacati, forse tra un po' sapremo tirarne fuori il meglio.

P-S.:
Sgnt Pepper's l'hanno registrato con un quattro piste.
Un discorso bellissimo che però mescola due concetti: capire se con la tecnologia siamo evoluti od involuti contro gli effetti che la tecnologia a basso costo ha avuto sulle masse.

Ho assistito ad un paio di concerti di Chick Corea Electric Band negli anno 80. Lui aveva queste macchinette della Yamaha che non si discostano tanto dalle tastiere moderne che si trovano in giro al giorno d'oggi. Beh lui, al di la di essere quel musicista in senso classico che conosciamo, con quelle macchinette faceva scintille.

Got a match
  • maxpiano69
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08-11-19 08.12

@ vin_roma
Dissento io invece...

Una volta le cose si facevano con un altro spirito/intento. Forse, per certe cose, non essendoci niente prima si aveva il piacere di essere fautori e testimoni di un cambiamento sociale senza eguali e allora la sorella di mia nonna negli anni '50 la wash machine se la portò direttamente da NY dove era emigrata anni e anni prima e funzionò per decenni. Un Hammond era già un clone ma era fatto per durare, era massiccio, "serio", un Minimoog suonava (suona) da paura!!! C'era, a dispetto della reale elevazione qualitativa di oggi, una timbrica che oggi te la sogni, era legata ad una reale esigenza musicale mentre tutte le tastiere di oggi, tecnologicamente certamente migliori, non hanno e non danno un decimo del carattere e spirito musicale degli strumenti di allora perché allora si inventava per aggiungere qualcosa, non per fare solo profitto e il "meccanismo" leale si percepiva e nasceva una simbiosi, tu osavi e lo strumento generosamente dava e così son nati Giuseppe Passalacqua (Joe Pass), Leo Fender, L. Hammond, Rhodes, Moog, Corea, Santana, Pink Floyd, ciascuno al servizio dell'altro perché il principio era, certamente guadagnando, fare cose belle ...oggi no, fanno solo per vendere.
Ve la immaginate l'eloquenza di un J. Smith che nasce su una Kronos? Per me solo cloni umani possono nascere...

Prima c'era un grande vantaggio, non c'era niente e qualunque cosa era saporita. Come portare un indigente in un mega ristorante ...impazzisce, ci portano a noi, oggi, e quello non mi piace, e quello ha troppi grassi, no, grazie, sono a dieta. Oggi le possibilità sonpo più ampie e migliori, ma è lo spirito che manca, io della differenza me ne accorgo, chi ha visto solo l'oggi certamente no. E' un momento di transito, tutta la valanga di tecnologia recente ci ha un po' ubriacati, forse tra un po' sapremo tirarne fuori il meglio.

P-S.:
Sgnt Pepper's l'hanno registrato con un quattro piste.
Come dice anche Paolo, non confondiamo lo spirito/intento con le possibilità tecnologiche, lo dici anche tu che é quello (il primo) che manca, ma non credo sia "colpa" degli avanzamenti della tecnica, quanto piuttosto un problema socio/culturale.

I vari Hammond, Moog e successivi usavano il meglio di quello (tecnologia) che avevano a disposizione in quel momento, l'elettronica digitale ancora non c'era (o era troppo ingombrante) ma appena ha fatto capolino un certo Dave Smith non ha esitato ad usarla quando ha creato un'altra pietra miliare come il Prophet 5 (idem la Roland e Yamaha)...
  • giosanta
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08-11-19 08.57

Tutto vero caro amico, infatti, almeno per quanto mi riguarda e perlomeno in astratto, della natura della generazione del suono potrei infischiarmene, ignorarli completamente.
A me interessa quell’insieme di suono, interfaccia, materiali, forme (si, non solo il suono).
Cosa ci sia dietro potrebbe essermi del tutto indifferente e/o sconosciuto (adopero il condizionale perché, ad oggi, questo non avviene).
E ti dirò di più. Il peggio non è ora, visto che abbiamo comunque cose (digitali) tipo il Korg Prologue 16, il Virus T12 o lo Sledge ecc., assieme ai piani digitali e ai cloni come Viscount o Crumar, ma è stato quando sono scomparsi dalla scena i Moog, gli ARP ecc., soppiantati da quelle grottesche caricature (digitali) chiamate DX7 e simili. E sai perché sono cosi radicale nel giudizio? Perché la musica che hanno generato mi scivola addosso nella più assoluta indifferenza.
  • mima85
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08-11-19 09.02

giosanta ha scritto:
soppiantati da quelle grottesche caricature (digitali) chiamate DX7 e simili


DX-7 non è una caricatura di un Moog o di un Hammond, anche se ha a bordo un paio di preset che cercano di scimmiottarli (ma due preset non fanno uno strumento). È un sintetizzatore a se stante, con la sua timbrica ed il suo carattere unici.

E la musica non l'ha "generata" lui, ma i musicisti che l'hanno usato, figli del loro momento storico e socioculturale. Se poi questa musica ti scivola addosso nell'assoluta indifferenza è per via dei tuoi gusti personali, perfettamente leciti in quanto tutti abbiamo gusti diversi, ma proprio in quanto gusti non li si possono erigere a giudizi assoluti.
  • maxpiano69
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08-11-19 09.04

giosanta ha scritto:
E ti dirò di più. Il peggio non è ora, visto che abbiamo comunque cose (digitali) tipo il Korg Prologue 16, il Virus T12 o lo Sledge ecc., assieme ai piani digitali e ai cloni come Viscount o Crumar, ma è stato quando sono scomparsi dalla scena i Moog, gli ARP ecc., soppiantati da quelle grottesche caricature (digitali) chiamate DX7 e simili. E sai perché sono cosi radicale nel giudizio? Perché la musica che hanno generato mi scivola addosso nella più assoluta indifferenza.

Ed io capisco e seguo il tuo discorso giosanta, solo che per me il rapporto causa/effetto é ribaltato ovvero continuo a pensare che se gli anni 80/90 sono stati diversi dai 60/70 (in generale, ma limitiamoci qui al musicalmente parlando, anche se la musica é figlia del tempo in cui nasce) non é "colpa" del DX7 (seguendo il tuo esempio), ma della cultura del tempo che ha trovato nel "DX7" lo strumento con cui esprimersi. La storia ha i suoi cicli, gli strumenti sono "strumenti" ma é l'uomo che ne determina i destini, sempre imho.
  • giosanta
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08-11-19 09.09

mima85 ha scritto:
DX-7 non è una caricatura di un Moog o di un Hammond

Mai pensato carissimo.
Semplicente quella sua timbrica e quel suo carattere unico, a me, non piace.
E se ti parso che abbia cercato di proporre le mie personalissime ancorché marginali valutazioni come principi assoluti allora mi sono senz'altro espresso male.
Permettimi tuttavia una chiosa sulla natura del rapporto musica - strumento.
È palese che gli strumenti non suonano da soli (per ora) e non sono quindi rigidamente assegnabili a singoli "generi", tuttavia mi concederei che, ad esempio, difficilmente si associa il clavicembalo (meraviglioso) al jazz (ancorchè fattibile). Diciamo quindi che tutto il pacchetto musica-cultura ecc. dei secondi anni '80, semplicemente IO, lo detesto.
  • mima85
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08-11-19 09.10

giosanta ha scritto:
Mai pensato carissimo.


Beh, l'hai scritto, è li da vedere emo

giosanta ha scritto:
Semplicente quella sua timbrica e quel suo carattere unico, a me, non piace.


Questo è un altro paio di maniche, ognuno chiaramente ha i suoi gusti e guai se non fosse così.
  • giosanta
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08-11-19 09.26

maxpiano69 ha scritto:
...non é "colpa" del DX7 (seguendo il tuo esempio), ma della cultura del tempo che ha trovato nel "DX7" lo strumento con cui esprimersi...

E questo intendevo. Ci mancherebbe pure che gli strumenti avvessero "colpe".

mima85 ha scritto:
Beh, l'hai scritto, è li da vedere

Intendevo soppiantati nell'utilizzo medio, non nell'imitazione sonora.

  • maverplatz
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08-11-19 09.41

giosanta ha scritto:
Semplicente quella sua timbrica e quel suo carattere unico, a me, non piace.


Credo ci sia una generica prevenzione nei confronti del DX7 dovuta per lo più all'abuso dei suoi preset di fabbrica (data la difficoltà della sua programmazione) nel periodo compreso tra gli anni 1983-1986, ma questo synth non è solo un generatore di piani elettrici cristallini e campanelli.
Ad esempio, chiunque lo possieda avrà sicuramente provato almeno una volta ad usarlo in “sintesi additiva”. Dopo aver scelto l'algoritmo 32, abilitate anche solo 4 operatori, impostati rispettivamente con le frequenze (ratio) 0.50, 1.00, 2.00 e 4.00 (ovvero i classici 16”, 8”, 4”, 2”), tutti al massimo volume ed impostando un “release” (par. R4) un po' più lento negli inviluppi od aggiungete esternamente un po' di riverbero: otterrete un organo adatto per il rock psichedelico anni '60, lontanissimo dalle sonorità anni '80.
  • paolo_b3
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08-11-19 10.13

@ giosanta
Tutto vero caro amico, infatti, almeno per quanto mi riguarda e perlomeno in astratto, della natura della generazione del suono potrei infischiarmene, ignorarli completamente.
A me interessa quell’insieme di suono, interfaccia, materiali, forme (si, non solo il suono).
Cosa ci sia dietro potrebbe essermi del tutto indifferente e/o sconosciuto (adopero il condizionale perché, ad oggi, questo non avviene).
E ti dirò di più. Il peggio non è ora, visto che abbiamo comunque cose (digitali) tipo il Korg Prologue 16, il Virus T12 o lo Sledge ecc., assieme ai piani digitali e ai cloni come Viscount o Crumar, ma è stato quando sono scomparsi dalla scena i Moog, gli ARP ecc., soppiantati da quelle grottesche caricature (digitali) chiamate DX7 e simili. E sai perché sono cosi radicale nel giudizio? Perché la musica che hanno generato mi scivola addosso nella più assoluta indifferenza.
La discussione è molto interessante per quanto sia leggermente decentrata rispetto al punto di partenza, come ho già detto, ma spero vada avanti su questi binari.

Il DX7 è certamente stato inflazionato, ma anche il D50, vi ricordate ad esempio Digital Native Dance? Con leggere variazioni capitava qua e la in tantissime produzioni dell'epoca, o Fantasia...

Però chi aveva i numeri li ha tirati fuori anche con la FM, vedi Chick Corea.

Il problema, se vogliamo definirlo tale (ma credo che la Yamaha Corporation la pensi diversamente da te), è che un Model D finiva sui palchi di artisti di altissimo livello, costava come un'automobile, mentre di DX7 ce n'era quasi un'invasione, ed alcuni sono finiti in mano a veri e propri scalzacani. Non mi riferisco a forumers del Piemonte emo

Vogliamo confrontare il pianoforte digitale di RD500 (1990) con quello di RD800 (2010) ? Poi se mi dici che suoni un pianoforte vero allora il discorso è un altro.