23-01-26 11.50
@ mima85
Il mio cervello, come il tuo e quello di tutti noi esseri umani, è in grado di ragionare in modo astratto e molto più in profondità rispetto ad un LLM, che accosta elementi solo sulla base della probabilità statistica che questi siano affiancati nel modello con cui è stato addestrato. Inoltre un cervello umano lo fa non solo in funzione delle nozioni che ha in memoria, ma anche dello stato d'animo, degli ideali e dell'ambiente, sia naturale che socioculturale, in cui quella persona è inserita.
Il cervello umano è in grado di creare cose completamente nuove: è quello che hanno fatto nei primi decenni del secolo scorso i pionieri della musica elettronica, hanno creato qualcosa che prima semplicemente non esisteva. Idem per pittori, filosofi e artisti in tanti altri campi che nel corso dei secoli hanno creato opere e correnti di pensiero completamente nuove, mai viste ne sentite prima.
Un cervello umano inoltre può arrivare a delle conclusioni per deduzione o addirittura per intuizione, osservando un fenomeno e cercando di capirne i meccanismi anche senza possedere a priori informazioni su quel fenomeno. È così che è nata e si è evoluta la scienza, nel corso di millenni. È così che si è evoluto l'intero genere umano, dalla preistoria fino ad oggi. Non fosse così, saremmo ancora sugli alberi a grattarci in mezzo alle chiappe.
Un LLM che "ragiona" solo sulla base di statistiche create su un dataset, per quanto enorme questo sia, potrà per definizione creare prodotti rientranti esclusivamente nei confini del dataset che gli è stato fornito. Non è in grado di inventare da zero nulla.
A riguardo della musica e tante altre proprietà intellettuali rubate: gli LLM sono stati addestrati prelevando in massa la maggior parte dei prodotti dello scibile umano disponibili su Internet, molti dei quali coperti da diritto d'autore. E i gestori dei grossi LLM come OpenAI, agli autori di questi prodotti non hanno corrisposto nulla, mentre dall'altra parte li sfruttano per fare (o cercare di fare) utili miliardari. Per non parlare della banda che hanno succhiato ai gestori dei vari siti Internet da cui si sono serviti gratuitamente, spesso pure causandogli dei costi aggiuntivi o peggiorando la fruizione di quei siti ad altri visitatori mentre i loro spider ne trangugiavano i contenuti. Questa non è roba inventata, ma sono dati di fatto per cui molti dei suddetti gestori si sono lamentati (
esempio). Direi che i termini per definirlo "furto" ci sono tutti e non è un caso se ci sono state associazioni di categoria, avvocati ed esponenti della politica che si sono mossi in tal senso. O quantomeno ci provano, perché andare contro entità come OpenAI è come cercare di trapanare il muro di una diga con un trapanino a manovella.
Io, per inventarmi un brano originale ispirandomi e traendo spunto dai miei generi musicali preferiti, non ho rubato nulla ne consumato risorse a nessuno. Inoltre quella musica che ho usato come ispirazione l'ho ascoltata, e con ogni probabilità se l'ho fatto è perché ne ho acquistato i dischi o gli MP3, o l'ho ascoltata in streaming, pagando io dei soldi e quindi dando un contributo all'autore. E se mi azzardo a plagiare un brano violando il copyright dell'autore, mi arriva la SIAE o l'equivalente di altri stati ad aprirmi il posteriore con una trivella, cosa che invece le big tech dell'intelligenza artificiale a quanto pare non devono temere sempre per il discorso del muro della diga e del trapanino.
Continuare a pensare che le AI di oggi siano semplicemente un sistema probabilistico che associa ad una parola la parola successiva piu' probabile e' estremamente semplicistico.
Un tale sistema non sarebbe in grado di prevedere alcunche' di utile, di nuovo, di sensato.
Sarebbe come pensare di ottenere la divina commedia usando sempre la prossima parola proposta da swiftkey... anche se dopo IF al 98% segue sempre un THEN prova a far uscire un programma sensato usando semplicemente le probabilita', dopo 4 parole il sistema deraglia e ti comincia a tirare fuori roba senza senso.
Le ai odierne sono capaci di affrontare problemi complessi in programmazione tirando fuori soluzioni ingegnose, bypassando problemi legati a limiti del linguaggio di programmazione, e te lo dico per averlo piu' volte sperimentato in prima persona.
D'altra parte anche il nostro cervello e' formato da singole unita' stupide, i neuroni, che sono poco piu' di transistor. Ma miliardi di neuroni hanno prodotto michelangelo e bach.
Allo stesso modo le ai sono formate da unita' semplici, i percettroni, ma miliardi di queste unita' semplici formano qualcosa che va oltre la semplice somma delle parti.
Poi quando dici che il nostro cervello ragiona in base allo stato d'animo. Definisci stato d'animo. Indicami esattamente il componente fisico all'interno del cervello che contiene lo stato d'animo. Non esiste. Lo stato d'animo e' semplicemente lo stato fisico, l'unione degli stati di miliardi di neuroni. Potremmo chiamarlo il contesto. Contesto che hanno anche le AI. Gemini 3.0 ad esempio tiene conto di un milione di token. Non siamo ovviamente ai numeri di un cervello umano ma a mio parere non c'e' niente di speciale o magico in un cervello umano, che e' fatto da componenti che rispondono a leggi fisiche e non metafisiche.
Quanto al discorso della proprieta' intellettuale e' un discorso a latere che mi interessa relativamente. Il pagare royalties ai parenti di gente morta 70 anni fa o non pagarle sinceramente non mi cambia la giornata di una virgola. Anzi, io rivedrei la proprieta' intellettuale e la limiterei all'arco di vita dell'autore, morto lui va tutto nell'open source.
Vent’anni fa si pensava che il test di Turing non sarebbe mai stato superato da una macchina; oggi le AI sono in grado di farlo in molti contesti senza difficoltà.
Il loro tasso di miglioramento non è lineare ma esponenziale, e il vero punto di discontinuità arriverà quando un sistema sarà in grado di progettare una versione migliore di sé stesso.
A quel punto la questione non sarà più se le AI “pensano” come noi, ma se i loro obiettivi resteranno allineati ai nostri. Se cosi' non fosse... beh... credo che ce ne accorgeremmo e non sarebbe un bel giorno.