Behringer: tutto e il contrario di tutto...

  • wildcat80
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17-01-26 08.05

JN80 in vendita?
  • maxpiano69
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  • greg
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17-01-26 16.24

@ MarioSynth
Avanti un altro: Behringer 2-XM, clone Oberheim
Eh no, col polychain altro che 2 voci.
I produttori sono, spesso, più furbi, pragmatici.......intelligenti...? dei consumatori....
Il motivo per cui non servirà produrre un 4 voices 4-XM, a parer mio.
  • piattica
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17-01-26 17.28

https://www.behringerjn80.com
  • greg
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17-01-26 17.33

@ piattica
https://www.behringerjn80.com
Molto carino, ma ha un oscillatore in più rispetto all'originale.
Tanta roba
  • greg
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20-01-26 20.46

Ma alla fine Behringer non presenta nulla?
  • Sbaffone
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20-01-26 20.48

Sarebbe ora presentasse finalmente un synth
  • greg
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20-01-26 20.55

@ Sbaffone
Sarebbe ora presentasse finalmente un synth
E' voluta che non si vede niente?
  • wildcat80
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20-01-26 22.14

@ greg
Molto carino, ma ha un oscillatore in più rispetto all'originale.
Tanta roba
Così scrivono, ma se ti ingrandisci le immagini, trovi il solito DCO della serie Juno.
Bisogna vedere quando sarà realmente disponibile.
  • stesgarbi
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20-01-26 22.16

Ok.... domani parte il reso dell'UB-XA desktop.
Motivo: suona molto bene, ma alla fine è sempre la "stessa solfa", basico e limitato.
Ho già il Take 5 e il Voyager e devo dire che Deepmind mi "suona meglio" dell' UB-XA (IMHO), analogico ma più deciso e molto rolandiano.
Al limite faccio prima a tenermi il Pro-800 (lo venderei a pochissimo sull'usato), basico anch'esso, ma sempre analogico ed utile come "coltellino svizzero" all'occorrenza.

E poi..... mi sto letteralmente innamorando del nuovo ASM Leviasynth che, dai video, ha caratteristiche pazzesche, molto diverse dall'Hydrasynth Deluxe (che mi terrò comunque), oltre alla possibilità di sfruttare la versatilità dei molti filtri digitali presenti indirizzandoli poi ad un filtro analogico con pre distorsore sempre analogico..
Costa un botto, quindi potrà essere un acquisto nel medio termine.
  • greg
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20-01-26 22.16

@ wildcat80
Così scrivono, ma se ti ingrandisci le immagini, trovi il solito DCO della serie Juno.
Bisogna vedere quando sarà realmente disponibile.
Si, ho notato. Bellissimo il mio ex Juno 6, senza midi
  • MarioSynth
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22-01-26 15.09

JT-2

Mah, ennesimo inutilsynth.
  • greg
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22-01-26 21.18

@ MarioSynth
JT-2

Mah, ennesimo inutilsynth.
per mantenere l'attenzione?........
La cosa strana che negli ultimi anni sono riusciti a portare a termine pochissimi progetti di quelli annunciati, parlo di polysynth cloni che conosciamo tutti.
Tranne UBX, mancano all'appello una decina di quegli antichi mostri.
Io, ad esempio, attendevo BX1 e JN80......
  • stesgarbi
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22-01-26 22.06

@ greg
per mantenere l'attenzione?........
La cosa strana che negli ultimi anni sono riusciti a portare a termine pochissimi progetti di quelli annunciati, parlo di polysynth cloni che conosciamo tutti.
Tranne UBX, mancano all'appello una decina di quegli antichi mostri.
Io, ad esempio, attendevo BX1 e JN80......
Dopo avere acquistato e rivalutato il Deepmind 12 (che a mio avviso è il più riuscito dei polifonici Behringer per versatilità e grinta) sono giunto alla conclusione che alla Casa "sino-tedesca", per fare veramente un "goal" dal punto di vista delle prestazioni, basterebbe riprendere il progetto del Deepmind ed ampliarlo come segue:
1) implementare le forme d'onda triangolare e sinusoidale nell'oscillatore 1 (che fa solo il dente di sega), oltre a rendere autonomo il volume del PWM.;
2) aggiungere un secondo oscillatore uguale al primo;
3) aggiungere un overdrive analogico
4) aggiungere un chorus analogico (modellato su quello del Juno) .
5) renderlo effettivamente bitimbrico.(6 voci su 2 layers).

Per il resto, rimarrebbe tutto uguale, inclusi effetti e sub oscillatore variabile modulabile.
In fondo si tratta di tecnologia già in possesso di Behringer, che comporterebbe la necessità di ingrandire lo chassis e, ovviamente, un'aumento di prezzo.

Con queste 5 mosse, ne verrebbe fuori un "mostriciattolo", un synth paragonabile alla serie JX con prestazioni quasi da Jupiter e personalità "junesca" davvero ben suonante e completo, che potrebbe essere venduto in versione monotimbrica a 8 note di polifonia (con tastiera a 4 ottave) oppure bitimbrica a 12 note (magari con tastiera a 5 ottave) per un prezzo stimabile dai 900 ai 1.300 euro..
  • greg
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22-01-26 22.15

@ stesgarbi
Dopo avere acquistato e rivalutato il Deepmind 12 (che a mio avviso è il più riuscito dei polifonici Behringer per versatilità e grinta) sono giunto alla conclusione che alla Casa "sino-tedesca", per fare veramente un "goal" dal punto di vista delle prestazioni, basterebbe riprendere il progetto del Deepmind ed ampliarlo come segue:
1) implementare le forme d'onda triangolare e sinusoidale nell'oscillatore 1 (che fa solo il dente di sega), oltre a rendere autonomo il volume del PWM.;
2) aggiungere un secondo oscillatore uguale al primo;
3) aggiungere un overdrive analogico
4) aggiungere un chorus analogico (modellato su quello del Juno) .
5) renderlo effettivamente bitimbrico.(6 voci su 2 layers).

Per il resto, rimarrebbe tutto uguale, inclusi effetti e sub oscillatore variabile modulabile.
In fondo si tratta di tecnologia già in possesso di Behringer, che comporterebbe la necessità di ingrandire lo chassis e, ovviamente, un'aumento di prezzo.

Con queste 5 mosse, ne verrebbe fuori un "mostriciattolo", un synth paragonabile alla serie JX con prestazioni quasi da Jupiter e personalità "junesca" davvero ben suonante e completo, che potrebbe essere venduto in versione monotimbrica a 8 note di polifonia (con tastiera a 4 ottave) oppure bitimbrica a 12 note (magari con tastiera a 5 ottave) per un prezzo stimabile dai 900 ai 1.300 euro..
MI tiri in ballo,e io, alla Peppino e Totò
Ballo.
Io sono maligno.
Alla Behringer hanno saputo di Leviasynth e hanno tolto di mezzo la BX1-----un filtro analogico e multifiltro digitale, 8 operatori FM e mille altre cose,
Hanno tolto altri analogigi di mezzo, per ora, causa XP60, più di un clone di Xpander OB.
Credo che siano andati con la.....pipì fuori dal vasino.....
Spionaggio industriale........?
  • stesgarbi
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22-01-26 23.08

greg ha scritto:
Credo che siano andati con la.....pipì fuori dal vasino.....

Concordo.

In effetti, credo che alla base di queste "retromarce" di Behringer ci sia stato un eccesso di "fiutar del vento" del mercato, che ha portato ad un errore nella strategia di marketing.

Mi spiego.
Negli anni passati abbiamo assistito ad una vera e propria ondata di ritorno "produttivo" dell' analogico, con ben tre Case blasonatissime (Sequential, Oberheim e Moog) che hanno sfoderato riedizioni dei grandi "mostri" del passato insieme a proposte più "moderne" .
Behringer, avendo letteralmente "sniffato" questo vento, si è "lanciata" in progetti-clone con l'intento di riproporre i più famosi ed amati synth analogici d'epoca a basso costo.
Il problema è che quei synth hanno sonorità magnifiche ma limitate, considerando che:
1) a partire dagli anni '80 e nei decenni successivi vi è stata una "rivoluzione digitale" che ha prodotto sintetizzatori dai suoni innovativi, capaci di integrare la sintesi tradizionale e la riproduzione di campioni o wavetables.
2) i V.A. non si sono limitati a "sostituire" l' analogico "reale", ma alcuni di essi (Supernova, AN1X, Nord, Virus, per fare solo alcuni esempi) sono divenuti a loro volta "iconici" per caratteristiche sonore proprie.
3) Alcune case (ad esempio Sequential con il Prophet 08 e il successore Rev2) hanno prodottoi polifonici analogici moderni, dalle possibilità di modulazione molto superiori rispetto a quelle dei loro predecessori.
4) Infine, più recentemente, sono usciti anche analogici "economici", ma "di marca" (Take 5 e Teo 5) dal suono e caratteristiche costruttive ancora "pro", con limiti ad esempio nella polifonia, a prezzi che non sono poi così distanti da quelli proposti da Behringer.

In ogni caso, Il "true analog" in ambito polifonico (nel campo dei monofonici e dei modulari il discorso è un po' diverso) ha si vissuto una "seconda giovinezza", instaurando un epoca in cui sembrava che dovesse riprendere il "dominio assoluto".... ma.... rimane il fatto che le sonorità alla fine sono "sempre quelle", almeno per quanto riguarda i tradizionali polifonici del passato.

Ed è proprio questo, a mio parere, l'errore fondamentale di Behringer.
Paradossalmente, la casa tedesca aveva progettato come suo primo poly-synth il Deepmind, che era si nato come un "clone" del Juno 106 (peraltro ben riuscito) ma che è andato parecchio oltre le "limitazioni" del vecchio Roland, acquistando una personalità (e versatilità) tutta sua.
Un buon synrh, che aveva ottenuto anche una recensione positiva da SOS.
Se avessero continuato nello sviluppo di questa macchina, magari con una "versione 2" potenziata, forse sarebbero entrati a pieno titolo nel "club" dei produttori di synth analogici di buona qualità, con una macchina dalle caratteristiche molto performanti ed anche dotata di una sua specifica personalità, ad un prezzo competitivo.
Il punto di partenza Roland, oltretutto, era buono perchè la Casa giapponese pare proprio aver rinunciato a produrre un suo polifonico realmente analogico.

Invece, Behringer ha probabilmente creduto di poter cavalcare indefinitamente l'onda, imbarcandosi in una miriade di progetti ormai "obsoleti" dal punto di vista sonoro.

Questa, ovviamente, è una mia personalissima analisi (IMHO).
  • greg
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23-01-26 00.20

@ stesgarbi
greg ha scritto:
Credo che siano andati con la.....pipì fuori dal vasino.....

Concordo.

In effetti, credo che alla base di queste "retromarce" di Behringer ci sia stato un eccesso di "fiutar del vento" del mercato, che ha portato ad un errore nella strategia di marketing.

Mi spiego.
Negli anni passati abbiamo assistito ad una vera e propria ondata di ritorno "produttivo" dell' analogico, con ben tre Case blasonatissime (Sequential, Oberheim e Moog) che hanno sfoderato riedizioni dei grandi "mostri" del passato insieme a proposte più "moderne" .
Behringer, avendo letteralmente "sniffato" questo vento, si è "lanciata" in progetti-clone con l'intento di riproporre i più famosi ed amati synth analogici d'epoca a basso costo.
Il problema è che quei synth hanno sonorità magnifiche ma limitate, considerando che:
1) a partire dagli anni '80 e nei decenni successivi vi è stata una "rivoluzione digitale" che ha prodotto sintetizzatori dai suoni innovativi, capaci di integrare la sintesi tradizionale e la riproduzione di campioni o wavetables.
2) i V.A. non si sono limitati a "sostituire" l' analogico "reale", ma alcuni di essi (Supernova, AN1X, Nord, Virus, per fare solo alcuni esempi) sono divenuti a loro volta "iconici" per caratteristiche sonore proprie.
3) Alcune case (ad esempio Sequential con il Prophet 08 e il successore Rev2) hanno prodottoi polifonici analogici moderni, dalle possibilità di modulazione molto superiori rispetto a quelle dei loro predecessori.
4) Infine, più recentemente, sono usciti anche analogici "economici", ma "di marca" (Take 5 e Teo 5) dal suono e caratteristiche costruttive ancora "pro", con limiti ad esempio nella polifonia, a prezzi che non sono poi così distanti da quelli proposti da Behringer.

In ogni caso, Il "true analog" in ambito polifonico (nel campo dei monofonici e dei modulari il discorso è un po' diverso) ha si vissuto una "seconda giovinezza", instaurando un epoca in cui sembrava che dovesse riprendere il "dominio assoluto".... ma.... rimane il fatto che le sonorità alla fine sono "sempre quelle", almeno per quanto riguarda i tradizionali polifonici del passato.

Ed è proprio questo, a mio parere, l'errore fondamentale di Behringer.
Paradossalmente, la casa tedesca aveva progettato come suo primo poly-synth il Deepmind, che era si nato come un "clone" del Juno 106 (peraltro ben riuscito) ma che è andato parecchio oltre le "limitazioni" del vecchio Roland, acquistando una personalità (e versatilità) tutta sua.
Un buon synrh, che aveva ottenuto anche una recensione positiva da SOS.
Se avessero continuato nello sviluppo di questa macchina, magari con una "versione 2" potenziata, forse sarebbero entrati a pieno titolo nel "club" dei produttori di synth analogici di buona qualità, con una macchina dalle caratteristiche molto performanti ed anche dotata di una sua specifica personalità, ad un prezzo competitivo.
Il punto di partenza Roland, oltretutto, era buono perchè la Casa giapponese pare proprio aver rinunciato a produrre un suo polifonico realmente analogico.

Invece, Behringer ha probabilmente creduto di poter cavalcare indefinitamente l'onda, imbarcandosi in una miriade di progetti ormai "obsoleti" dal punto di vista sonoro.

Questa, ovviamente, è una mia personalissima analisi (IMHO).
Hai centrato il discorso alla grande.
Accendi altre fiammelle.
IL primo clone superdotato che andò ben aldilà dell'originale, ma capito e fiutato da non molti fu il MIO Voyager Minimoog, tutti coloro che non lo scelsero o non se lo poterono permettere lo criticarono in mille modi assurdi al punto che Bob Moog partì col produrre la versione OLD senza memorie per i criticoni che dicevano male di Voyager poichè possedeva la capacità di memorizzare. Poi produsse per poco tempo la versione 61 tasti con inglobati i due moduli che lo resero un semimodulare, CV e VX . Aveva già immesso sul mercato la versione rack priva del pad touch per le varie modulazioni assegnabili....
Strano, quando ha riprodotto il feticcio del Moded D i prezzi sono schizzati alle stelle.
IO mi privai,del dopo 15 anni di onorata carriera del mio causa dover intervenire presso un centro assistenza quando avevo già dismesso la mia attività di palco, ma se mi chiedessero di quale modello mi affrancherei oggi giorno, non avrei dubbi, per motivi di spazio, trasportabilità, qualità sonora Voyager module. Il Minimoog classico lo lascio a chi è in grado al volo di cambiare suoni in poche mosse su un palco, quando oggi giorno batteristi e chitarristi ti danno due secondi per cambi suoni tra un brano e l'altro.....
Infatti, e torniamo in tema Behringer, non mi dispiacciono affatto Model D o Poly D, e potrei anche permettermeli (emo), ma non li prenderei neanche sotto tortura poichè privi di memorizzazione patches.
Resta il fatto che una cosa è se a fare il clone è Crumar con Spirit e spara 4000 euro di prezzo, ma è il progetto originale ( bel suono, ma credo che 2500 euro sarebbero più equilibrati al giorno d'oggi), un'altra cosa è che il Model D suona eccome, costa poco più di 200 euro, eppure non credo ne abbiano venduti quanto se ne aspettavano (peraltro va anche in polychain).
Strategicamente hanno toppato parecchio. Un Poly D con anche solo 128 memorie a 1000 euro io ci avrei fatto più di un pensiero, è anche carino esteticamente. Anche Ms5 ad esempio con 64 memorie ne venderebbero a iosa....
  • wildcat80
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23-01-26 06.35

stesgarbi ha scritto:
Paradossalmente, la casa tedesca aveva progettato come suo primo poly-synth il Deepmind, che era si nato come un "clone" del Juno 106 (peraltro ben riuscito) ma che è andato parecchio oltre le "limitazioni" del vecchio Roland, acquistando una personalità (e versatilità) tutta sua.


Sì, il primo che hanno fatto è stato probabilmente il migliore.
Però non è assolutamente paragonabile al Juno 60, perché nonostante l'affinità di base sia molto alta, gli manca completamente quello che lo caratterizzava: low end, velocità degli inviluppi, e il chorus. L'unica cosa che riprende pari dal 60 è la possibilità di modulare la PWM con l'inviluppo, cosa che il 106 non fa.
Cosimi che è stato il papà italiano del Deepmind non a caso lo ha ribattezzato il Juno 106 sotto steroidi, perché è davvero molto più simile al 106 che al 60 (e c'è tanta differenza fra le 2 macchine, il 60 ha molto più in comune con l'SH101 come carattere)
Il Deepmind è spettacolare nel creare sonorità di fondo o sonorità ambient, grazie alle sue possibilità di modulazione (prova a modulare l'LFO con cui moduli la PWM con il keytracking e tiri fuori degli strings molto realistici ad esempio), e ha un multieffetto che dovrebbero riproporre come prodotto a sé.
Il nuovo clone secondo me ovviamente, potrebbe essere molto interessante se riesce a ricreare tutto il carattere del Juno 60 ma con velocity, aftertouch e MIDI potrebbe veramente fare il botto, perché ancora oggi i Juno 60 sono molto ricercati, e hanno prezzi folli.
Io per inciso non comprerò più nulla di Behringer per quanto riguarda i sintetizzatori polifonici perché ho già abbondantemente dato con scarsa soddisfazione: se proprio proprio dovessi dire, l'unico polifonico con un rapporto qualità prezzo eccezionale e tutto sommato accettabile come suono è il Pro800 adeguatamente equalizzato.
  • greg
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23-01-26 09.49

@ wildcat80
stesgarbi ha scritto:
Paradossalmente, la casa tedesca aveva progettato come suo primo poly-synth il Deepmind, che era si nato come un "clone" del Juno 106 (peraltro ben riuscito) ma che è andato parecchio oltre le "limitazioni" del vecchio Roland, acquistando una personalità (e versatilità) tutta sua.


Sì, il primo che hanno fatto è stato probabilmente il migliore.
Però non è assolutamente paragonabile al Juno 60, perché nonostante l'affinità di base sia molto alta, gli manca completamente quello che lo caratterizzava: low end, velocità degli inviluppi, e il chorus. L'unica cosa che riprende pari dal 60 è la possibilità di modulare la PWM con l'inviluppo, cosa che il 106 non fa.
Cosimi che è stato il papà italiano del Deepmind non a caso lo ha ribattezzato il Juno 106 sotto steroidi, perché è davvero molto più simile al 106 che al 60 (e c'è tanta differenza fra le 2 macchine, il 60 ha molto più in comune con l'SH101 come carattere)
Il Deepmind è spettacolare nel creare sonorità di fondo o sonorità ambient, grazie alle sue possibilità di modulazione (prova a modulare l'LFO con cui moduli la PWM con il keytracking e tiri fuori degli strings molto realistici ad esempio), e ha un multieffetto che dovrebbero riproporre come prodotto a sé.
Il nuovo clone secondo me ovviamente, potrebbe essere molto interessante se riesce a ricreare tutto il carattere del Juno 60 ma con velocity, aftertouch e MIDI potrebbe veramente fare il botto, perché ancora oggi i Juno 60 sono molto ricercati, e hanno prezzi folli.
Io per inciso non comprerò più nulla di Behringer per quanto riguarda i sintetizzatori polifonici perché ho già abbondantemente dato con scarsa soddisfazione: se proprio proprio dovessi dire, l'unico polifonico con un rapporto qualità prezzo eccezionale e tutto sommato accettabile come suono è il Pro800 adeguatamente equalizzato.
Stamane sul tubo mi è comparsa la presentazione del JN 80, ma non ho capito se sarà commercializzato a breve
  • stesgarbi
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23-01-26 09.51

greg ha scritto:
il MIO Voyager Minimoog

Il NOSTRO emo..... Lo comprai anch'io, nel 2004, perchè era ciò che più si avvicinava al grande (ed irrealizzato) "sogno" da tastierista squattrinato degli anni '70.
Ce l'ho ancora e Ti dirò che suona come un vero Minimoog..
E' diverso dal Model D? qualche differenza c'è ma è davvero "residua". Del resto, bazzicando nei vari forum sui minimoog vintage, trovavo gente che "litigava" sul "migliore/peggiore" tra "annate" del model D, in base ai numeri di serie (usatissima la frase "Not even close to" emo )
La verità, come molti ammettono, è che non esistono due minimoog che suonano esattamente "identici".

greg ha scritto:
torniamo in tema Behringer, non mi dispiacciono affatto Model D o Poly D

Il Model D sopr (attutto.
L'ho avuto per qualche tempo in prestito, affiancato al Voyager e ti dico che mi ha lasciato letteralmente "di sasso" per come suona.... assolutamente nella categoria dei veri Minimoog d'epoca (c'è un video di Starsky, al riguardo).
Avevo anche pensato di comprarmene uno, ma poi ho capito che si trattava solo di un riflesso della "fame" del passato e che, alla fine, rispetto al Voyager (che suona anche lui come un vero minimoog, ancorchè più moderno, rientrando a pieno titolo in quella "famiglia") alla fine il Behringer sarebbe stato sostanzialmente un "downgrade".

greg ha scritto:
Strategicamente hanno toppato parecchio. Un Poly D con anche solo 128 memorie a 1000 euro io ci avrei fatto più di un pensiero, è anche carino esteticamente. Anche Ms5 ad esempio con 64 memorie ne venderebbero a iosa....

Concordo pienamente.emo