22-01-26 23.08
greg ha scritto:
Credo che siano andati con la.....pipì fuori dal vasino.....
Concordo.
In effetti, credo che alla base di queste "retromarce" di Behringer ci sia stato un eccesso di "fiutar del vento" del mercato, che ha portato ad un errore nella strategia di marketing.
Mi spiego.
Negli anni passati abbiamo assistito ad una vera e propria ondata di ritorno "produttivo" dell' analogico, con ben tre Case blasonatissime (Sequential, Oberheim e Moog) che hanno sfoderato riedizioni dei grandi "mostri" del passato insieme a proposte più "moderne" .
Behringer, avendo letteralmente "sniffato" questo vento, si è "lanciata" in progetti-clone con l'intento di riproporre i più famosi ed amati synth analogici d'epoca a basso costo.
Il problema è che quei synth hanno sonorità magnifiche ma limitate, considerando che:
1) a partire dagli anni '80 e nei decenni successivi vi è stata una "rivoluzione digitale" che ha prodotto sintetizzatori dai suoni innovativi, capaci di integrare la sintesi tradizionale e la riproduzione di campioni o wavetables.
2) i V.A. non si sono limitati a "sostituire" l' analogico "reale", ma alcuni di essi (Supernova, AN1X, Nord, Virus, per fare solo alcuni esempi) sono divenuti a loro volta "iconici" per caratteristiche sonore proprie.
3) Alcune case (ad esempio Sequential con il Prophet 08 e il successore Rev2) hanno prodottoi polifonici analogici moderni, dalle possibilità di modulazione molto superiori rispetto a quelle dei loro predecessori.
4) Infine, più recentemente, sono usciti anche analogici "economici", ma "di marca" (Take 5 e Teo 5) dal suono e caratteristiche costruttive ancora "pro", con limiti ad esempio nella polifonia, a prezzi che non sono poi così distanti da quelli proposti da Behringer.
In ogni caso, Il "true analog"
in ambito polifonico (nel campo dei monofonici e dei modulari il discorso è un po' diverso) ha si vissuto una "seconda giovinezza", instaurando un epoca in cui sembrava che dovesse riprendere il "dominio assoluto".... ma.... rimane il fatto che le sonorità alla fine sono "sempre quelle", almeno per quanto riguarda i tradizionali polifonici del passato.
Ed è proprio questo, a mio parere, l'errore fondamentale di Behringer.
Paradossalmente, la casa tedesca aveva progettato come suo primo poly-synth il Deepmind, che era si nato come un "clone" del Juno 106 (peraltro ben riuscito) ma che è andato parecchio oltre le "limitazioni" del vecchio Roland, acquistando una personalità (e versatilità) tutta sua.
Un buon synrh, che aveva ottenuto anche una recensione positiva da SOS.
Se avessero continuato nello sviluppo di questa macchina, magari con una "versione 2" potenziata, forse sarebbero entrati a pieno titolo nel "club" dei produttori di synth analogici di buona qualità, con una macchina dalle caratteristiche molto performanti ed anche dotata di una sua specifica personalità, ad un prezzo competitivo.
Il punto di partenza Roland, oltretutto, era buono perchè la Casa giapponese pare proprio aver rinunciato a produrre un suo polifonico realmente analogico.
Invece, Behringer ha probabilmente creduto di poter cavalcare indefinitamente l'onda, imbarcandosi in una miriade di progetti ormai "obsoleti" dal punto di vista sonoro.
Questa, ovviamente, è una mia personalissima analisi (IMHO).