Piano acustico vs piano digitale...

anumj 11-11-13 16.50
Il piano acustico e piano digitale sono due strumenti differenti, è sciocco metterli a confronto.

Andrebbero sempre suonati con un approccio differente.

Russell Ferrante, per esempio, è un artista che puo' vantare due Grammy Awards (e tantissime nomination) come Best Contemporary Jazz, dimostra come il piano digitale assume il suo ruolo preciso e conquista la sua dignità solo se suonato nel giusto contesto e con il giusto approccio. Basta ascoltarsi Four Corners per capire di cosa stiamo parlando. Ma ci sono tanti altri esempi anche in altri generi musicali.

Detto questo, andate oltre l'ariditià dell'imitazione fine a se stessa.
Evitate di fare i Liszt o i Jarrett a tanto al kilo.
Trovate invece il lato oscuro del vostro piano digitale, scopritene l'originalità timbrica e sfruttatela per suonare in modo originale, sperimentando tecniche nuove o mutuandole da altri strumenti a tastiera.
SavateVoeanti 12-11-13 05.57
Ecco si sono d'accordo! un po come lo è stato per il minimoog che doveva imitare i suoni degli strumenti dell'orchestra, e che però poi alla fine è stato più efficace per fare suoni spaziali, grazie ai quali si è fatta una musica nuova. Col piano digitale è un po più difficile però..
anumj 12-11-13 10.04
@ SavateVoeanti
Ecco si sono d'accordo! un po come lo è stato per il minimoog che doveva imitare i suoni degli strumenti dell'orchestra, e che però poi alla fine è stato più efficace per fare suoni spaziali, grazie ai quali si è fatta una musica nuova. Col piano digitale è un po più difficile però..
Perchè è piu difficile?
Il piano digitale si presta benissimo grazie ai DSP interni a offrire sonorità moderne particolari.
Basti pensare, senza andare troppo nel tecnico dell'editing, di cio che si puo' fare con il processore effetti.
Su un piano acustico è tutto più complicato e... costoso.

Prendete esempio dai grandi. Ci sono suoni di piano elettrico e digitale come lo CP80 e l'RD1000 che in mano a Peter Gabriel o Elton John o il nostro grandissimo Lucio Dalla ... sono diventati suoni leggendari.

Il piano digitale deve essere usato in questo modo, secondo me, sfruttando la sua versatilità timbrica e pensandolo più come ad un sintetizzatore o una chitarra elettrica che come ad un piano acustico.
Dimanga 12-11-13 10.49
Difficile darti torto Anumj, tant'è che mi chiedo se il mio progetto abbia un senso (suonare dal vivo, da solo, parti di pianoforte e di percussioni con l'ausilio di looper, digital piano, daw etc.).
Essendo "solo" percussionista e non avendo la minima idea su come possa suonare diversamente un piano digitale rispetto al mio verticale che, pur essendo uno strumento economico, "vibra" che è una bellezza, ho paura di perdere parecchio feeling durante l'esecuzione.
Prima di spendere il piccolo capitale necessario dovrò chiedere di portare tanta pazienza ai malcapitati negozianti e farmi provare di tutto e di più.
Spero di poter trovare un compromesso soddisfacente.
anumj 12-11-13 12.37
@ Dimanga
Difficile darti torto Anumj, tant'è che mi chiedo se il mio progetto abbia un senso (suonare dal vivo, da solo, parti di pianoforte e di percussioni con l'ausilio di looper, digital piano, daw etc.).
Essendo "solo" percussionista e non avendo la minima idea su come possa suonare diversamente un piano digitale rispetto al mio verticale che, pur essendo uno strumento economico, "vibra" che è una bellezza, ho paura di perdere parecchio feeling durante l'esecuzione.
Prima di spendere il piccolo capitale necessario dovrò chiedere di portare tanta pazienza ai malcapitati negozianti e farmi provare di tutto e di più.
Spero di poter trovare un compromesso soddisfacente.
se il progetto funziona, funziona a prescindere dalla vibrazione di un verticale.
clavia ha prodotto una varietà di campioni di upright notevole, ma clavia costa.
se non puoi/vuoi spendere molto allora sappi che anche da un pessimo campione di pianoforte si possono trarre fuori idee e suoni. L'M1 ha il peggior timbro di piano di sempre, a parte gli spropositi fatti nella dance music, prova a sentire chi come Zawinul l'ha utilizzato nella world music.

Il vero artista è quello che dispone di grandi suoni e di grandi strumenti, ma quello che fa grande musica con suoni e strumenti normali.
zaphod 12-11-13 13.37
anumj ha scritto:
Il piano digitale deve essere usato in questo modo, secondo me, sfruttando la sua versatilità timbrica e pensandolo più come ad un sintetizzatore o una chitarra elettrica che come ad un piano acustico.

c'è del vero in quello che dici.
Ma non è nemmeno così semplice.
C'è di sicuro un errore di fondo in che pensa di poter rimpiazzare un acustico con un digitale. Al giorno d'oggi, non è possibile. Per studiare e suonare certe cose, l'acustico è necessario. E sufficiente.
Ma poi, allontanandosi da questa linea netta, le cose si fanno indistinte. Come sempre.
Io ci provo, a cercare sonorità differenti, magari ispirevoli. Magari ne trovo, ma è un fuoco di paglia che dura mezz'ora. Poi finisco sempre ad utilizzare i suoni di piano "canonici". Limite mio? Sicuramente. Ma il fatto è che per quello che suono, per quelli che sono i miei arrangiamenti, non riesco a sentire niente che suona meglio rispetto ad un "semplice" pianoforte.
Fermo restando che ho bene in mente cosa ho sotto le dita: cioè un surrogato.
Difficile dimenticarsene!
Infatti credo che non troverò pace finchè non mi sarò messo in casa un acustico.
igiardinidimarzo 12-11-13 16.27
Quel che mi riempie di orgoglio è pensare che, fra non molti anni, i piani acustici saranno solo un ricordo...

e questa cosa la pensavo già 10 anni fa...

ogni cosa ha il suo tempo...e il tempo del piano acustico è al tramonto: inesorabilmente...

gesucca 12-11-13 16.33
igiardinidimarzo ha scritto:
il tempo del piano acustico è al tramonto: inesorabilmente...


io c'ero...
jacus78 12-11-13 16.43
giardiniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiemo

ma casomai è il contrario.....tanti ne faranno di digitali per copiare il piano acustico che alla fine non ci riusciranno e gttereranno la spugna....sta finendo l'era dei digitali non delgi acustici...
anonimo 12-11-13 16.47
se qualcuno butta uno steinway lo vengo a prendere io emo
doremi58 12-11-13 16.49
@ igiardinidimarzo
Quel che mi riempie di orgoglio è pensare che, fra non molti anni, i piani acustici saranno solo un ricordo...

e questa cosa la pensavo già 10 anni fa...

ogni cosa ha il suo tempo...e il tempo del piano acustico è al tramonto: inesorabilmente...

sono d'accordo ma passeranno molti e molti anni ancora, nessuno di noi starà più qui, nemmeno i più arzilli

emo
amen
carmol 12-11-13 17.19
ma si parlava di piano digitale, quale alternativa comoda
al piano acustico,per questioni di costi,manutenzione, etc.
NON di stage piano, che è un concerto
abbastanza diverso.

per quelli che usano il digitale come controparte
del piano acustico (e sono tanti),
i dico che suonare un buon acustico, anche verticale,
dà un impatto sonoro imparagonabile al migliore piano digitale.
e lo dico da possessore di kronos, rpx, nord stage (ex)
e, da poco, di un artur forster verticale..
i motivi sono talmente ovvi che nemmeno vale la pena ripeterli.
zaphod 12-11-13 17.20
@ igiardinidimarzo
Quel che mi riempie di orgoglio è pensare che, fra non molti anni, i piani acustici saranno solo un ricordo...

e questa cosa la pensavo già 10 anni fa...

ogni cosa ha il suo tempo...e il tempo del piano acustico è al tramonto: inesorabilmente...

Il piano acustico, se tramonterà, lo farà insieme ad altri strumenti acustici e a una moltitudine di digitali.
Ma succederà quando esisterà un'apparecchiatura interfacciabile direttamente col cervello, che prelevi da esso la musica, i suoni, i colori che vorremo esprimere.
Se mai accadrà, sarà un modo totalmente nuovo di fare musica.
Il vero limite diventerà solo la nostra fantasia.

E i nostri remoti discendenti, su Supporti Musicali 21.0 si lamenteranno del fatto che c'erano più idee e bella musica quando c'erano gli strumenti veri, invece dell'interfaccia iBrain. Si chiederanno perchè ad una maggiore tecnologia corrisponde una minore qualità delle idee, eccetera eccetera.
Insomma, cose già lette.emo
anumj 12-11-13 20.22
dove cazzo la trovo la scarola per la tiella alle 7 e mezza di sera...
theolonius 16-11-13 22.14
ciao...a mio avviso non basterebbero tutti i forum del mondo per metter daccordo tutti, almeno su questo argomento.
c'e un fattore sacrosanto che non da adito a interpretazioni personali - la meccanica, le corde - la cassa armonica - e quello che si può fare con un coda non si potrà mai fare con un digitale (anche col doppio scappamento). dire che il digitale fa schifo lo trovo comunque fuori luogo. io sarei un pianista classico (mi scuso per la presunzione) e conoscendo credo abbastanza bene le specifiche techiche del coda credo che sia uno strumento "vivo"(ma non è che sia farina del mio sacco), al di là delle corde, della cassa armonica ecc. ecc. il suono lo fai tu, se suono io il suono è diverso, se lo suona un tuo amico il suono è diverso, proprio perchè la morbidezza o rigidità dei vari muscoli e la diversa tensione dei nervi sia del braccio che della mano generano sonorità diverse. capisco anche che a chi non è prencipalmente pianista e non ha una adeguata preparazione classica queste cose possano sfuggire. quello che distingue i grandi pianisti dai bravi pianisti è principalmente questo, oltre a una straordinaria capacità tecnica che però è raggiunta ormai da una miriade di pianisti eccezionalmente dotati, anche giovanissimi. comunque...ho amici che hanno preparato il diploma in conservatorio proprio con un digitale. inutile dirVI che la votazione finale non è stata di 10/10, però lo sporco pezzo di carta l' hanno ottenuto lo stesso. io uso sempre un digitale (ameno per imparare i pezzi), poi però li "studio" seriamente sul coda.
essendo due cose diverse, proprio fisicamente, non si potrà mai fare un confronto (ci sono biciclette che costano parecchio di più di una motocicletta e sono oggetti straordinari, ma rimangono pur sempre delle biciclette). si può mediare, sfruttare le possibilità che entrambi offrono. se avessi gli "sghei" comprerei il v-piano anche io, anche se so che con sarà mai un coda, medierei appunto le sue risorse con quelle del mio Bechstein. però io non dirò mai che "il" digitale fa schifo.
un saluto a tutti[:-yay
theolonius 16-11-13 22.49
@ anumj
Il piano acustico e piano digitale sono due strumenti differenti, è sciocco metterli a confronto.

Andrebbero sempre suonati con un approccio differente.

Russell Ferrante, per esempio, è un artista che puo' vantare due Grammy Awards (e tantissime nomination) come Best Contemporary Jazz, dimostra come il piano digitale assume il suo ruolo preciso e conquista la sua dignità solo se suonato nel giusto contesto e con il giusto approccio. Basta ascoltarsi Four Corners per capire di cosa stiamo parlando. Ma ci sono tanti altri esempi anche in altri generi musicali.

Detto questo, andate oltre l'ariditià dell'imitazione fine a se stessa.
Evitate di fare i Liszt o i Jarrett a tanto al kilo.
Trovate invece il lato oscuro del vostro piano digitale, scopritene l'originalità timbrica e sfruttatela per suonare in modo originale, sperimentando tecniche nuove o mutuandole da altri strumenti a tastiera.

daccordo con te...sul fatto di doverli quasi sempre mettere a confronto, però vorrei fare una piccola precisazione: ferrante come pure corea, jarret, hancok e altri ancora hanno provato ad avvicinarsi alla musica classica, ma sono rimasti molto lontani dai pianisti classici veri, ottenendo a volte risultati negativi, proprio perchè pur essendo straordinari musicisti che mi piacciono e che stimo non sono veri pianisti. (il pianoforte è cultura, la musica classica è cultura, col suo "protocollo" (concedimi il termine...) la sua secolare storia didattica. il Jazz o affini hanno una radice popolare (nel termine non classista, ben inteso...) theolonius monk ad esempio è un mostro sacro della storia del jazz, eppure nonostante abbia composto dei capolavori anche per piano (lui era contrabbassista, no?) non ha mai imparato a suonarlo bene (se per esempio avesse avuto la possibilita di regolare la velocity a suo piacimento e corregere le note che "scivolava" proprio per mancanza di tecnica....). questo dimostra già che acustico e digitale sono pianeti diversi anche se a volte non sembra perchè siamo abituati a sentirli interagire nella musica pop. possono coesistre però con i dovuti distinguo. l' originalità timbrica con un piano acustico la ottieni con la tua capacità tecnica, fisica intendo. con il digitale con la tua capacità tecnologica, che è molto diverso. io giro in questo forum proprio per cercare di imparare, carpire qualche nozione proprio per usare il digitale (pensa un pò), perchè ho notato che siete in molti, e bravissimi anche, ad usare tecnologia musicale.
ciao... a risentirci.emo
xenakis 18-11-13 22.26
Se accettiamo questo dato di fatto :
il piano acustico è lo strumento vero, il piano digitale è il surrogato tecnologico che lo vuole imitare ad un costo inferiore ,ma anche dal suono inferiore.
Siamo tutti d'accordo ? io dico di sì, perchè dico di sì ?
Perchè se un piano acustico costa uguale al piano digitale, quello digitale chi se lo compra ? suona peggio ...
compro il piano acustico...
Quindi ,poichè permettersi un piano acustico non è da tutti,perchè portarlo in giro è semplice..,perchè tenerlo in ordine non occorre...
ecco che la tecnologia ci permette di avere un VALIDO sostituto, non identico, MA ACCETTABILE.
Siamo contenti ?
orange1978 19-11-13 01.21
Secondo me conviene averli entrambi, un acustico di qualità, e un digitale che per studiare ha dei grossi vantaggi, puoi suonarlo a tutte le ore del giorno e della notte, e per xhi lavora e ha poco tempo libero magari alla sera e non vive isolato nel nulla é indispensabile.....poi puoi registrarti facilmrnte premendo un REC e riascoltarti, esercizio tutt'altro che inutile, anche se cmq con un acustico oggi puoi farlo lo stesso grazie ai nuovi portable digital recorder che hanno due o quattro mic in ab o xy array e anche di buona qualitá, e non costano una follia, solo dieci anno fa era piu complicato.

Tralscerei invece strumenti tipo rhodes, wurli, hammomd, clavinet....essi sono un evoluzione moderna del secolo 1900 delle loro controparti classiche, nati per sostituire a basso costo lo strumento originale, sono finiti per diventare essi stessi degli strumenti con una propria anima e personalitá, e non c'entrano quasi piu nulla con le loro controparti (difficilmente oggi una scuola o un ospedale x esempio comprerebbe un rhodes per sostituire a basso costo un vero pianoforte, come invece accadeva un tempo)

Il piano digitale tuttavia puo avere un ruolo ben piu nobile che quello di "strumento didattico furbo", la varietá di samples prodotti dai primi anni 80 a oggi puo servire per dare a certi arrangiamenti un suono originale, e sono tanti I casi i casi per cui in studio durante una produzione per certe parti si preferisce un campione meno realistico ma con una certa espressivitá, pur avendo a disposizione un coda e due verticali in sala di ripresa, a volte é per fare prima, altre no.

in un intervista per esempio, toby smith dei jamiroquai durante le sessioni di registrazione per il brano virtual insanity, disse che provó il brano su tre diversi pianoforti dello studio, uno steinway a coda, un bechstein verticale mi sembra, e infine su uno stage piano yamaha clavinova p-200, e la scelta finale cadde su quest'ultimo perché rendeva meglio gli accenti e il groove.
mima85 19-11-13 09.25
@ igiardinidimarzo
Quel che mi riempie di orgoglio è pensare che, fra non molti anni, i piani acustici saranno solo un ricordo...

e questa cosa la pensavo già 10 anni fa...

ogni cosa ha il suo tempo...e il tempo del piano acustico è al tramonto: inesorabilmente...

Se lo dici te...
anonimo 19-11-13 09.44
@ mima85
Se lo dici te...
sono d'accordo con te, gli ibridi sono però delle macchine interessanti