anumj ha scritto:
Il piano digitale deve essere usato in questo modo, secondo me, sfruttando la sua versatilità timbrica e pensandolo più come ad un sintetizzatore o una chitarra elettrica che come ad un piano acustico.
c'è del vero in quello che dici.
Ma non è nemmeno così semplice.
C'è di sicuro un errore di fondo in che pensa di poter rimpiazzare un acustico con un digitale. Al giorno d'oggi, non è possibile. Per studiare e suonare
certe cose, l'acustico è necessario. E sufficiente.
Ma poi, allontanandosi da questa linea netta, le cose si fanno indistinte. Come sempre.
Io ci provo, a cercare sonorità differenti, magari ispirevoli. Magari ne trovo, ma è un fuoco di paglia che dura mezz'ora. Poi finisco sempre ad utilizzare i suoni di piano "canonici". Limite mio? Sicuramente. Ma il fatto è che per quello che suono, per quelli che sono i miei arrangiamenti, non riesco a sentire niente che suona meglio rispetto ad un "semplice" pianoforte.
Fermo restando che ho bene in mente cosa ho sotto le dita: cioè un surrogato.
Difficile dimenticarsene!
Infatti credo che non troverò pace finchè non mi sarò messo in casa un acustico.