IRAN

wildcat80 08-03-26 14.38
@ markelly2
Secondo me non si può pensare di aver capito tutta la complessità di un Paese come l'Iran solo perché si conoscono uno, dieci o cento iraniani che lavorano fuori dall'Iran.
Detto ciò, non credo che Israele e soprattutto Stati Uniti avessero il diritto di bombardarlo, con la conseguenza di destabilizzare tutti gli equilibri già precari di uellà zona e dell'Europa.
Comunque anch'io ovviamente ne condanno il governo.
Concordo, quello che volevo dire molto semplicemente è che un paese dipinto come il male assoluto in tema di libertà è assai improbabile che lasci muovere liberamente i propri concittadini,.
Da quanto mi è stato riportato il paese è molto diviso per quanto riguarda l'impatto della polizia religiosa nella vita di tutti i giorni, molto a macchia di leopardo.
In generale le aree metropolitane sono paradossali: sono quelle dove la gente vive più libera e svincolata dal retaggio integralista, ma sono quelle dove invece il dissenso politico viene represso più duramente, perché sempre paradossalmente sono le aree dove è più facile manifestare il dissenso sperando di farla franca, creando grosse manifestazioni popolari.
Nelle aree rurali, nelle piccole città invece è molto più complesso liberarsi dalle regole, se non si è membri delle elite locali, ed in generale manifestare apertamente il dissenso è un buon viatico per finire male.
Recentemente, prima della guerra, la compagna di un amico mi diceva che il vero problema dell'Iran per chi è spesso fuori è che è molto difficile sapere come comportarsi al rientro, perché cambia tutto molto rapidamente: posti in cui lei doveva vestire in un certo modo e accompagnarsi a certe persone diventano nuove Manhattan, ma anche l'esatto contrario, posti storicamente liberali in cui si colpo l'osservanza diviene più rigida.
Una delle cose più inquietanti che mi è stato raccontato è lo status delle persone transessuali, che sono prevalente M to F.
Una fatwa di Khomeini consente la transizione di genere, caso unico nei paesi dell'area, e anzi, lo Stato si può sobbarcare i costi.
Ma c'è un retroscena piuttosto importante: è una forma di correzione dell'omosessualità, che è invece illegale e può comportare la pena di morte.
Inoltre, pur essendo riconosciuta dal regime, difficilmente le persone transessuali vengono accettate, vivono in stato di emarginazione e campano di "matrimoni temporanei" che sono una porcata che serve a legalizzare la prostituzione.
Ovidio 08-03-26 16.49
Il motivo dell'aggressione, ovvero il pericolo imminente di un armamento nucleare iraniano, è stato successivamente smentito persino dagli stessi americani.

Ammesso che in Iran ci siano violazioni dei diritti umani, allora perché esportare la democrazia solo lì? Per la stessa ragione dovremmo radere al suolo il 95% delle terre emerse (non sto a fare la lista degli Stati ché sarebbe troppo lunga).

Il problema è che se si incazzano Cina e Russia (ché sono i principali obiettivi dell'accerchiamento Usa, di cui l'Iran rappresenta un ostacolo intermedio) il rischio è quello di entrare in una spirale di guerra irreversibile.
Ilaria_Villa 08-03-26 17.09
@ Ovidio
Il motivo dell'aggressione, ovvero il pericolo imminente di un armamento nucleare iraniano, è stato successivamente smentito persino dagli stessi americani.

Ammesso che in Iran ci siano violazioni dei diritti umani, allora perché esportare la democrazia solo lì? Per la stessa ragione dovremmo radere al suolo il 95% delle terre emerse (non sto a fare la lista degli Stati ché sarebbe troppo lunga).

Il problema è che se si incazzano Cina e Russia (ché sono i principali obiettivi dell'accerchiamento Usa, di cui l'Iran rappresenta un ostacolo intermedio) il rischio è quello di entrare in una spirale di guerra irreversibile.
Gli esperti dell'AIEA, a giugno 2025, avevano notato quantitativi abnormi di uranio arricchito al 60%, una percentuale per usi militari, non certo per usi civili.
Più che esportare la democrazia, parlerei della necessità di tagliare le teste dell'Idra (una delle fatiche di Ercole), visto che la cleptocrazia degli ayatollah ha finanziato il terrorismo di matrice islamista: Hezbollah in Libano, Houthi nello Yemen, Hamas a Gaza e tantissime altre sigle. Ripeto: spero che il popolo iraniano possa liberarsi, una volta per tutte da un regime fra i più sanguinari.
Ovidio 08-03-26 17.24
@ Ilaria_Villa
Gli esperti dell'AIEA, a giugno 2025, avevano notato quantitativi abnormi di uranio arricchito al 60%, una percentuale per usi militari, non certo per usi civili.
Più che esportare la democrazia, parlerei della necessità di tagliare le teste dell'Idra (una delle fatiche di Ercole), visto che la cleptocrazia degli ayatollah ha finanziato il terrorismo di matrice islamista: Hezbollah in Libano, Houthi nello Yemen, Hamas a Gaza e tantissime altre sigle. Ripeto: spero che il popolo iraniano possa liberarsi, una volta per tutte da un regime fra i più sanguinari.
Ilaria, permettimi di dissentire. Lo stesso Grossi ha smentito qualche giorno fa con una supercazzola.

Link

Per ora esistono narrazioni, tifoserie e nessuna prova. Ma soprattutto nessuna logica.

Trovo assurdo che si parli di diritti delle donne e poi si bombardino scuole elementari femminili con centinaia di bambine uccise.
wildcat80 08-03-26 18.42
@ Ovidio
Il motivo dell'aggressione, ovvero il pericolo imminente di un armamento nucleare iraniano, è stato successivamente smentito persino dagli stessi americani.

Ammesso che in Iran ci siano violazioni dei diritti umani, allora perché esportare la democrazia solo lì? Per la stessa ragione dovremmo radere al suolo il 95% delle terre emerse (non sto a fare la lista degli Stati ché sarebbe troppo lunga).

Il problema è che se si incazzano Cina e Russia (ché sono i principali obiettivi dell'accerchiamento Usa, di cui l'Iran rappresenta un ostacolo intermedio) il rischio è quello di entrare in una spirale di guerra irreversibile.
Ci sono anche motivazioni di politiche trumpiane interne, è ai minimi storici, vorrebbe un terzo mandato, insomma, sta sparigliando le carte dopo lo scandalo dell'ICE a Minneapolis.
Ovidio 08-03-26 19.06
@ wildcat80
Ci sono anche motivazioni di politiche trumpiane interne, è ai minimi storici, vorrebbe un terzo mandato, insomma, sta sparigliando le carte dopo lo scandalo dell'ICE a Minneapolis.
Sicuramente è un'azione volta a rafforzare la sua leadership e quella dei suoi finanziatori. Anche se io non credo che un'aggressione su così vasta scala sia stata decisa da poche settimane, per me è pianificata da parecchio tempo.
Ovidio 08-03-26 19.30
@ wildcat80
Ci sono anche motivazioni di politiche trumpiane interne, è ai minimi storici, vorrebbe un terzo mandato, insomma, sta sparigliando le carte dopo lo scandalo dell'ICE a Minneapolis.
Un'annotazione: Iran, Russia, Cina e USA non sono semplici stati, sono imperi. Mentre i primi tre cooperano, il quarto è sempre più isolato. Persino il fido ex impero britannico sembra voltargli le spalle. Siamo vicini a un epocale colpo di coda? E quali saranno le conseguenze?
igiardinidimarzo 08-03-26 20.50
Ilaria_Villa ha scritto:
Ripeto: spero che il popolo iraniano possa liberarsi, una volta per tutte da un regime fra i più sanguinari


Magari con l'intervento di Trump...
wildcat80 09-03-26 06.17
@ Ovidio
Un'annotazione: Iran, Russia, Cina e USA non sono semplici stati, sono imperi. Mentre i primi tre cooperano, il quarto è sempre più isolato. Persino il fido ex impero britannico sembra voltargli le spalle. Siamo vicini a un epocale colpo di coda? E quali saranno le conseguenze?
C'è da dire che il vento verso gli USA può cambiare nel giro di poco tempo.
Il problema non è tanto il fatto di essere repubblicani piuttosto che democratici, il punto è proprio Trump nei suoi deliri politici a 360°: interni, economici, esteri... Non è una persona normale. Io onestamente non pensavo che potesse essere questo, visto come era andata nel primo mandato, dove non aveva mosso un dito sul fronte internazionale (rispetto alle ingerenze statunitensi a cui siamo abituati da sempre).
Io sono assolutamente convinto che dietro all'aggressione all'Iran ci siamo motivazioni molto folli quali il recupero del consenso interno, superare il Midterm indenne e provare a forzare la mano sul terzo mandato.
Ilaria_Villa 09-03-26 15.07
@ Ovidio
Ilaria, permettimi di dissentire. Lo stesso Grossi ha smentito qualche giorno fa con una supercazzola.

Link

Per ora esistono narrazioni, tifoserie e nessuna prova. Ma soprattutto nessuna logica.

Trovo assurdo che si parli di diritti delle donne e poi si bombardino scuole elementari femminili con centinaia di bambine uccise.
Non riesco ad aprire il link.
stesgarbi 09-03-26 15.50
Ilaria_Villa ha scritto:
virtualmente, alzavo il dito medio

Mi associo emo

Ilaria_Villa ha scritto:
Anch'io ho partecipato ai sit-in davanti al consolato. Era ora che Khamenei venisse tolto di mezzo!

emoemoemo

E le "femministe" italiane ..... cosa dicono? Sono solidali con le donne iraniane?emo
Ovidio 09-03-26 16.05
@ Ilaria_Villa
Non riesco ad aprire il link.
Strano, a me funziona... riprova, forse era temporaneamente irraggiungibile.
Ovidio 09-03-26 16.24
L'Aiea smentisce Usa e Israele: "Non ci sono prove del programma di armi nucleari dell'Iran"

Non ci sono prove di un programma iraniano finalizzato alla costruzione di armi nucleari. A dichiararlo è Rafael Grossi, il direttore generale della Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). Il vertice dell’organizzazione autonoma delle Nazioni Unite smentisce così le affermazioni di Israele e Stati Uniti che hanno giustificato l’attacco a Teheran rispolverando il rischio atomico.

Grossi ha spiegato a Nbc News che l’agenzia non ha identificato “elementi di un programma sistematico e strutturato per la produzione di armi nucleari” in Iran. Allo stesso tempo, però, ha confermato che Teheran ha arricchito l’uranio al 60% di purezza, un livello ben oltre il fabbisogno energetico civile. Un livello di arricchimento che “solo i Paesi dotati di armi nucleari hanno”, ha sottolineato.

Fonte: il fatto quotidiano

P.s. per produrre una bomba nucleare il livello di arricchimento dell'uranio deve superare il 90% di purezza.
stesgarbi 09-03-26 16.56
Ovidio ha scritto:
1979: il presidente Carter appoggia la rivoluzione di Khomeini.

Gli USA in realtà cercarono di contrastare la rivoluzione iraniana e appoggiarono il regime dello Shah, che consideravano un alleato strategico nel medioriente (sia pure non facile da gestire), per via degli interessi delle multinazionali petrolifere americane.
La monarchia Pahlavi, inoltre, era considerata un "asset" strategico occidentale nell'area del Golfo, in contrapposizione al blocco socialista.
Già nel 1953, la CIA e i servizi segreti britannici avevano riportato Reza Pahlavi (fuggito all'estero) al potere, organizzando un colpo di stato contro il primo ministro Mossadeq, che aveva nazionalizzato l'industria petrolifera iraniana.

La rivoluzione islamica iraniana si poneva chiaramente in contrapposizione con l'Occidente, definito corrotto e perverso, dichiarandosi nemica del "grande satana" americano ed aveva fin dall'inizio, tra i suoi obbiettivi dichiarati, la cancellazione dello Stato di Israele (alleato degli USA fin dalla "guerra dei 6 giorni" del 1967) tant'è che ancora oggi a Teheran c'è una piazza con un'orologio che conta i giorni mancanti alla fine di Israele.
L'avvento di Khomeini segnò la rottura dei rapporti diplomatica tra i due paesi.
La vicenda degli ostaggi americani è nota.
Nel 1980, Carter ordinò un'operazione militare, denominata "Eagle Claw", per liberare gli ostaggi (che fu un fallimento)..
Il regime degli Ayatollah entrò fin dall'inizio nell'orbita politica dell'Unione Sovietica (ed ancora oggi della Federazione Russa).
stesgarbi 09-03-26 18.35
wildcat80 ha scritto:
Io sono assolutamente convinto che dietro all'aggressione all'Iran ci siamo motivazioni molto folli quali il recupero del consenso interno, superare il Midterm indenne e provare a forzare la mano sul terzo mandato.

Mah....a me pare che questo "interventismo" trumpiano potrebbe rappresentare per Trump piuttosto un problema, nel rapporto con una parte della sua base elettorale (MAGA).contraria al dispendio di energie e risorse (anche di vite umane) necessario per mantenere il "predominio" geopolitico globale.

Che poi Trump soffra di un "disturbo di personalità" patologico, mi pare abbastanza evidente dai suoi atteggiamenti.

Già all'epoca lo avevo definito un "Crazy Reagan", ed oggi mi pare di vedere alcune "analogie" (ovviamente fatte le debite differenze... ) tra l'attuale "postura" statunitense e il periodo reaganiano, in cui gli USA uscirono dal torpore seguito alla sconfitta subita nel Viet Nam (nonchè all'umiliazione subita proprio dal regime iraniano con la vicenda degli ostaggi e all'invasione sovietica dell'Afghanistan).
Nella seconda metà degli anni '70, fino al 1981, gli Usa apparivano come "rinchiusi in sè stessi", in un periodo in cui l'opinione pubblica americana era ancora scottata dal drammatico abbandono di Saigon (così simile, nelle immagini, a quello di Kabul del 2021).
Fu un periodo di declino geopolitico e militare non solo degli Stati Uniti, ma della stessa NATO al punto che, secondo molti analisti, il Patto di Varsavia aveva ormai acquisito una superiorità strategica.
Per non parlare di quegli "esperti" che, in ambito economico, preconizzavano addirittura un "sorpasso" del Giappone sugli USA (emblematico l'acquisto giapponese del famoso Palazzo Pan-Am a NY).
l'URSS di allora, proprio in quel periodo in cui in Europa si parlava di "distensione", iniziò il dispiegamento dei missili SS20, (con gittata destinata esclusivamente ai paesi europei) cui gli americani risposero proponendo il dispiegamento del Pershing II e dei Cruise nelle nostre basi..... incontrando l'opposizione di "pacifisti", per l'occasione magicamente spuntati dal nulla.
A partire dal 1983 Reagan inaugurò una nuova politica "interventista" (Grenada, coinvolgimento in Libano, bombardamenti in Libia del 1986...) ed una ripresa del riarmo americano, cui l'URSS non riuscì a stare dietro.
La politica trumpiana fu abbastanza "aggressiva" anche nei toni (l'Unione sovietica venne definita "impero del male").
Reagan, tuttavia, seppe comunque mantenere un buon equilibrio tra atteggiamenti da "cow-boy" e diplomazia, nonchè una sostanziale coerenza nella sua azione politica, anche nei riguardi degli alleati occidentali.

A differenza di Trump, i cui atteggiamenti appaiono così ondivaghi (e talvolta assurdi, come nel caso della Groenlandia) da far venire il mal di mare.
Tuttavia, anche in questa fase l'amministrazione USA sembra perseguire l'obbiettivo di uscire dal "torpore" caratteristico dell'era bideniana, segnato dai fallimenti delle politiche interventiste USA (da attribuire anche alle precedenti amministrazioni) nel medioriente, dall'indubbio avanzamento della Cina nell'importanza economica e geopolitica globale, dalla politica "neo imperiale" avviata dalla Russia di Putin (che in fondo sta perseguendo un obbiettivo analogo, tentando di far uscire l'Impero Russo dal declino provocato dalla caduta del muro) e dal formarsi di un primo nucleo (i BRICS) di paesi che stanno progettando l'abbandono del dollaro come moneta di riferimento negli scambi internazionali.
Ed in effetti, anche in questa fase molti analisti parlano di "declino USA".

Quanto all'Iran. si tratta di un popolo con una tradizione storica plurimillenaria, che (al pari dei Russi e dei Cinesi) non ha mai conosciuto la democrazia nel senso occidentale del termine, passando da una monarchia assolutista e repressiva, di stampo ottocentesco ad un regime teocratico al cui confronto il "Papalini" di Pio IX erano Liberali
stesgarbi 09-03-26 19.26
Ilaria_Villa ha scritto:
Gli esperti dell'AIEA, a giugno 2025, avevano notato quantitativi abnormi di uranio arricchito al 60%, una percentuale per usi militari, non certo per usi civili.

L'informazione è corretta.
Che l'IRAN stia perseguendo l'obbiettivo di dotarsi dell'arma atomica è un fatto, ormai provato oltre ogni ragionevole dubbio e riconosciuto anche dagli organismi internazionali.
Il dubbio, semmai, può sorgere sul "quanto vicino" sia il regime a realizzare le prime testate.

La propaganda di certi media nostrani non va neppure presa in considerazione, in quanto obnubilata da esigenze di mera politica interna.
Basti vedere le evidenti contraddizioni in cui certi organi di informazione cadono, senza neppure rendersene conto.
All'epoca del bombardamento USA del 2025, le testate anti-Trump titolavano (sulla base di un video) che gli Iraniani erano riusciti a mettere al sicuro l'uranio arricchito, sottolineando il fallimento dell'operazione voluta da Trump (e dai suoi "amici sionisti").
Oggi, invece, per "dare contro" a Trump, le stesse testate dicono che l'Iran non ha uranio arricchito.
Le due cose, evidentemente, non stanno insieme.
Purtroppo, il dibattito politico oggi ha varcato una certa "linea rossa" ed ormai non si fa neppure scrupolo di valersi di argomenti e notizie palesemente non veritieri e contraddittori.

E, sai, la cosa che mi preoccupa di più è l'esplosione in Italia di movimenti islamisti radicali, appoggiati per opportunistiche ragioni di voto da una certa classe politica, che sembra non comprendere il reale pericolo che questi movimenti in realtà rappresentano per la nostra stessa democrazia e per i nostri diritti civili.
La sete di potere di questa classe politica è talmente cinica da rischiare di aprire un vero e proprio "vaso di pandora", scatenando un miscuglio di antioccidentalismo, antisemitismo, antiliberalismo.
Un vero e proprio "cocktail", o meglio una "maionese impazzita" in cui vi è tutto ed il suo contrario.
Ad esempio, gli omosessuali che un giorno sfilano al Gay-Pride e il giorno dopo scendono in piazza in difesa di un regime che gli omosessuali li condanna alla tortura o a morte.
Oppure le "femministe" che sfilano in piazza contro il "patriarcato occidentale", ma letteralmente cacciano dal corteo le donne iraniane che invocano la fine del regime degli Ayatollah.
Per non parlare dei Pro-pal (che equiparano Hamas alla nostra Resistenza Partigiana) il cui idolo è quella Francesca Albanese che ha prima redarguito e poi "perdonato" un Sindaco sol perchè aveva osato auspicare la liberazione degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas.
E che dire dei "pacifisti"? Non se ne è visto uno in piazza, quando Putin ha invaso l'Ucraina.... ed anzi, mi capita sempre più spesso di sentirli affermare che in fondo la Russia si è difesa e che il vero "guerrafondaio" è l'Ucraina, per cui l'Europa dovrebbe smettere di aiutarla militarmente.
Non parliamo poi degli "ambientalisti", i quali si riempiono la bocca con "energie rinnovabili", salvo poi organizzare proteste contro gli impianti eolici e solari..... e adesso addirittura invocano il ritorno all'acquisto del gas russo (sic!).

Il tutto (ed il suo contrario) come una banderuola che cambia direzione a seconda del vento..... con costoro che cambiano slogan a seconda dell' "imbeccata" del media di turno.
Ovidio 09-03-26 20.00
@ stesgarbi
Ovidio ha scritto:
1979: il presidente Carter appoggia la rivoluzione di Khomeini.

Gli USA in realtà cercarono di contrastare la rivoluzione iraniana e appoggiarono il regime dello Shah, che consideravano un alleato strategico nel medioriente (sia pure non facile da gestire), per via degli interessi delle multinazionali petrolifere americane.
La monarchia Pahlavi, inoltre, era considerata un "asset" strategico occidentale nell'area del Golfo, in contrapposizione al blocco socialista.
Già nel 1953, la CIA e i servizi segreti britannici avevano riportato Reza Pahlavi (fuggito all'estero) al potere, organizzando un colpo di stato contro il primo ministro Mossadeq, che aveva nazionalizzato l'industria petrolifera iraniana.

La rivoluzione islamica iraniana si poneva chiaramente in contrapposizione con l'Occidente, definito corrotto e perverso, dichiarandosi nemica del "grande satana" americano ed aveva fin dall'inizio, tra i suoi obbiettivi dichiarati, la cancellazione dello Stato di Israele (alleato degli USA fin dalla "guerra dei 6 giorni" del 1967) tant'è che ancora oggi a Teheran c'è una piazza con un'orologio che conta i giorni mancanti alla fine di Israele.
L'avvento di Khomeini segnò la rottura dei rapporti diplomatica tra i due paesi.
La vicenda degli ostaggi americani è nota.
Nel 1980, Carter ordinò un'operazione militare, denominata "Eagle Claw", per liberare gli ostaggi (che fu un fallimento)..
Il regime degli Ayatollah entrò fin dall'inizio nell'orbita politica dell'Unione Sovietica (ed ancora oggi della Federazione Russa).
Suggerisco questa lettura: link
stesgarbi 09-03-26 21.00

Ovidio ha scritto:
Suggerisco questa lettura: link

E io suggerisco questa.
Ovidio 09-03-26 22.56
@ stesgarbi

Ovidio ha scritto:
Suggerisco questa lettura: link

E io suggerisco questa.
Terrapiattismo? Non l'ho capita.
Ovidio 09-03-26 23.27
Se può essere utile, questo documento della BBC è relativo all'articolo che ho linkato in precedenza.