Ovidio ha scritto:
Se può essere utile, questo documento della BBC è relativo all'articolo che ho linkato in precedenza.
Articolo interessante, che (IMHO) chiarisce il senso della tua precedente affermazione.
Possiamo dunque affermare che Carter non "appoggiò" la rivoluzione khomeinista, nel senso che non la fomentò nè la organizzò di propria iniziativa, non avendo interesse ad abbattere un regime monarchico il quale (ancorchè in una situazione di grave crisi) in quel momento rimaneva pur sempre un alleato strategico degli USA nell'area del Golfo.
Tuttavia, è altamente plausibile - anzi, direi molto probabile - che gli USA abbiano effettivamente avuto delle interlocuzioni segrete con Khomeini, il quale diede rassicurazioni sull'intenzione del futuro governo islamico di rimanere amico degli americani, mantenendo buone relazioni in un clima di stabilità, che avrebbe raffreddato (e normalizzato) la situazione esplosiva che si era venuta a creare in Iran, dove la popolazione ormai era in rivolta quasi permanente contro Reza Pahlavi (il cui regime, va detto, quanto a calpestare i diritti umani non scherzava affatto).
In sostanza, Khomeini - il quale aveva certamente bisogno che gli USA non intervenissero nella questione iraniana (come nel '53) - propose un patto in questi termini: un governo islamico che avrebbe riportato stabilità nel Paese, non proprio "alleato strategico" ma comunque amico degli Stati Uniti, in cambio del via libera americano al "regime change" khomeinista.
Un Ronald Reagan forse (e sottolineo forse) avrebbe risposto negativamente, mentre il più malleabile Jimmy Carter decise di accordarsi e di concedere il "via libera".
In effetti, è certamente ipotizzabile che in quel momento gli USA dovettero affrontare il dilemma se continuare ad appoggiare una monarchia ormai divenuta troppo impopolare e sull'orlo della caduta, ma con un esercito ancora fedele (con tutto il caos che ne sarebbe seguito ed il rischio di una guerra civile dagli esiti imprevedibili) oppure dare l'OK ai rivoluzionari khomeinisti in cambio di una politica comunque "benevola" nei riguardi degli interessi americani.
Carter evidentemente scelse questa seconda strada, il chè sembrerebbe confermato dal fatto che gli USA ebbero un atteggiamento "neutrale", non intervenendo a sostegno di Pahlavi, e inizialmente - fino alla presa degli ostaggi - cercarono di mantenere le relazioni diplomatiche con il nuovo regime, tenendo aperta la propria ambasciata a Teheran.
Con riguardo alla vicenda degli ostaggi, peraltro, c'è chi sostiene la tesi che Khomeini effettivamente, almeno all'inizio, cercò di non avere un atteggiamento troppo ostile verso gli USA , anche perchè il nuovo regime doveva ancora consolidare il proprio potere nelle istituzioni e vi era ancora la presenza di un esercito regolare "lealista" .
Secondo questa tesi, l'iniziativa degli studenti di prelevare gli ostaggi dall'ambasciata USA fu autonoma, probabilmente sponsorizzata dagli ambienti politici più radicali del movimento rivoluzionario ma non autorizzata dal governo e destinata proprio a costringere la Guida Suprema ad assumere definitivamente la posizione anti-USA (e anti-Israele) che conosciamo.