IRAN

Ilaria_Villa 10-03-26 16.28
@ stesgarbi
Ilaria_Villa ha scritto:
virtualmente, alzavo il dito medio

Mi associo emo

Ilaria_Villa ha scritto:
Anch'io ho partecipato ai sit-in davanti al consolato. Era ora che Khamenei venisse tolto di mezzo!

emoemoemo

E le "femministe" italiane ..... cosa dicono? Sono solidali con le donne iraniane?emo
Le RadFem, ovvero le Femministe Radicali, sono solidali con le donne iraniane, al contrario delle transfemministe di Non una di meno.
Ilaria_Villa 10-03-26 16.32
@ Ovidio
L'Aiea smentisce Usa e Israele: "Non ci sono prove del programma di armi nucleari dell'Iran"

Non ci sono prove di un programma iraniano finalizzato alla costruzione di armi nucleari. A dichiararlo è Rafael Grossi, il direttore generale della Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). Il vertice dell’organizzazione autonoma delle Nazioni Unite smentisce così le affermazioni di Israele e Stati Uniti che hanno giustificato l’attacco a Teheran rispolverando il rischio atomico.

Grossi ha spiegato a Nbc News che l’agenzia non ha identificato “elementi di un programma sistematico e strutturato per la produzione di armi nucleari” in Iran. Allo stesso tempo, però, ha confermato che Teheran ha arricchito l’uranio al 60% di purezza, un livello ben oltre il fabbisogno energetico civile. Un livello di arricchimento che “solo i Paesi dotati di armi nucleari hanno”, ha sottolineato.

Fonte: il fatto quotidiano

P.s. per produrre una bomba nucleare il livello di arricchimento dell'uranio deve superare il 90% di purezza.
Non riuscivo a leggere perché ho negato il consenso ai cookies di profilazione.
Ovidio 10-03-26 17.35
Ho un concerto su cassetta di un ensemble israelo-palestinese, datato primi anni '90... un esempio significativo di come la musica possa unire popoli e culture. Se riesco a riversarlo in digitale lo metto a disposizione dei forumer.

Stamani leggevo sul giornale di un gruppo iraniano che suonò all'Arezzo Wave nel 2005, i Collettivo 127... intervista sia alla band, sia al direttore artistico di allora, Mauro Valenti, che li scoprì...
stesgarbi 10-03-26 22.34
Ovidio ha scritto:
Se può essere utile, questo documento della BBC è relativo all'articolo che ho linkato in precedenza.

Articolo interessante, che (IMHO) chiarisce il senso della tua precedente affermazione.
Possiamo dunque affermare che Carter non "appoggiò" la rivoluzione khomeinista, nel senso che non la fomentò nè la organizzò di propria iniziativa, non avendo interesse ad abbattere un regime monarchico il quale (ancorchè in una situazione di grave crisi) in quel momento rimaneva pur sempre un alleato strategico degli USA nell'area del Golfo.
Tuttavia, è altamente plausibile - anzi, direi molto probabile - che gli USA abbiano effettivamente avuto delle interlocuzioni segrete con Khomeini, il quale diede rassicurazioni sull'intenzione del futuro governo islamico di rimanere amico degli americani, mantenendo buone relazioni in un clima di stabilità, che avrebbe raffreddato (e normalizzato) la situazione esplosiva che si era venuta a creare in Iran, dove la popolazione ormai era in rivolta quasi permanente contro Reza Pahlavi (il cui regime, va detto, quanto a calpestare i diritti umani non scherzava affatto).
In sostanza, Khomeini - il quale aveva certamente bisogno che gli USA non intervenissero nella questione iraniana (come nel '53) - propose un patto in questi termini: un governo islamico che avrebbe riportato stabilità nel Paese, non proprio "alleato strategico" ma comunque amico degli Stati Uniti, in cambio del via libera americano al "regime change" khomeinista.

Un Ronald Reagan forse (e sottolineo forse) avrebbe risposto negativamente, mentre il più malleabile Jimmy Carter decise di accordarsi e di concedere il "via libera".
In effetti, è certamente ipotizzabile che in quel momento gli USA dovettero affrontare il dilemma se continuare ad appoggiare una monarchia ormai divenuta troppo impopolare e sull'orlo della caduta, ma con un esercito ancora fedele (con tutto il caos che ne sarebbe seguito ed il rischio di una guerra civile dagli esiti imprevedibili) oppure dare l'OK ai rivoluzionari khomeinisti in cambio di una politica comunque "benevola" nei riguardi degli interessi americani.
Carter evidentemente scelse questa seconda strada, il chè sembrerebbe confermato dal fatto che gli USA ebbero un atteggiamento "neutrale", non intervenendo a sostegno di Pahlavi, e inizialmente - fino alla presa degli ostaggi - cercarono di mantenere le relazioni diplomatiche con il nuovo regime, tenendo aperta la propria ambasciata a Teheran.

Con riguardo alla vicenda degli ostaggi, peraltro, c'è chi sostiene la tesi che Khomeini effettivamente, almeno all'inizio, cercò di non avere un atteggiamento troppo ostile verso gli USA , anche perchè il nuovo regime doveva ancora consolidare il proprio potere nelle istituzioni e vi era ancora la presenza di un esercito regolare "lealista" .
Secondo questa tesi, l'iniziativa degli studenti di prelevare gli ostaggi dall'ambasciata USA fu autonoma, probabilmente sponsorizzata dagli ambienti politici più radicali del movimento rivoluzionario ma non autorizzata dal governo e destinata proprio a costringere la Guida Suprema ad assumere definitivamente la posizione anti-USA (e anti-Israele) che conosciamo.
Ilaria_Villa 11-03-26 15.50
@ Ovidio
Ho un concerto su cassetta di un ensemble israelo-palestinese, datato primi anni '90... un esempio significativo di come la musica possa unire popoli e culture. Se riesco a riversarlo in digitale lo metto a disposizione dei forumer.

Stamani leggevo sul giornale di un gruppo iraniano che suonò all'Arezzo Wave nel 2005, i Collettivo 127... intervista sia alla band, sia al direttore artistico di allora, Mauro Valenti, che li scoprì...
emo
stesgarbi 11-03-26 20.55
Ilaria_Villa ha scritto:
al contrario delle transfemministe di Non una di meno.

Sono proprio queste ultime, le più "gettonate" dai media (purtroppo).
E proprio non riesco a comprendere come possano girare la testa dall'altra parte, di fronte alla condizione della donna in Iran e, più in generale, nelle comunità islamiche (anche da noi)...... a meno che non siano attiviste politiche travestite da femministe emo
Ilaria_Villa 12-03-26 15.27
@ stesgarbi
Ilaria_Villa ha scritto:
al contrario delle transfemministe di Non una di meno.

Sono proprio queste ultime, le più "gettonate" dai media (purtroppo).
E proprio non riesco a comprendere come possano girare la testa dall'altra parte, di fronte alla condizione della donna in Iran e, più in generale, nelle comunità islamiche (anche da noi)...... a meno che non siano attiviste politiche travestite da femministe emo
Dissonanza cognitiva (vedi gli striscioni "Queers for Palestine", come se i polli manifestassero a favore di Kentucky Fried Chicken), terzomondismo d'accatto, che sa di stantio, e odio per i valori occidentali, considerati roccaforte del "patriarcato bianco eteronormato". Se tutto è patriarcato, allora nulla è patriarcato. Nel frattempo, silenzio sugli orrori del 7 ottobre, silenzio sulle donne afghane, curde, sudanesi, nigeriane, ucraine, cinesi della minoranza turcofona e così via.