Si può sbagliare in Italia?

giannirsc 01-06-26 06.51
@ Raptus
Ciao,
altro post tanto per parlare (ma se non lo facciamo qui e tra di noi chi lo fa? Su Facebook tra un complottista e un troll? -torniamo a noi emo)
Secondo voi in Italia un artista può permettersi di sbagliare? E' una semplice riflessione. Per sbagliare intendo, fare una gaffe, anche una cavolata.
Vi propongo questo video spezzone di una intervista a Francesca Michielin che secondo me lo spiega bene.
Lei lo ha detto come spunto per giustificare il suo pensiero ma io lo estenderei sia al maschile che al femminile... non vale solo per le donne.
Secondo me in Italia siamo tutti dei gran cagacazzi (termine specifico e scientifico emo), se una cosa non rispetta perfettamente certi canoni che ci siamo dati allora ci sentiamo sempre tutti giustificati non solo a colpirla ma proprio a raderla al suolo.
Non è che questo modo di fare e di pensare sia un tantino... tossico? E che magari, indirettamente, abbia contribuito anch'esso alla decadenza non solo della musica ma dell'intero sistema almeno in Italia?

Poco fa parlavamo di Sonny Rollins e della qualità della musica che c'era al tempo, in cui lui era addirittura solo "uno dei tanti", ci si stupisce sempre in questo forum di come sia cambiato tutto... ma secondo voi non è che il mondo è peggiorato anche perché certi atteggiamenti tossici invece di combatterli o arginarli li abbiamo interiorizzati e resi parte della normalità? Ad esempio l'apparenza al posto della sostanza (cioè attaccare la Michielin perché ha fatto una gaffe e magari nessuna critica sul piano musicale).
Forse ho bevuto troppi caffè... e sono solo le 9 e mezza emo Lascio a voi i commenti emo
..il vero problema è che su Spotify ( e compagnia bella) ci sono centinaia di artisti che hanno milioni di ascolti e che sono artisti inventati dall'intelligenza artificiale che in realtà non esistono e il 90% degli ascoltatori non lo sa... Quindi un artista non sì confronterà più con altri artisti ma sarà come "competere contro Dio"... Se tu artista impiegherai sei mesi per fare un album musicale ad esempio, l'intelligenza artificiale in un giorno si carica 1000 brani contro i quali dovrei competere per emergere.
L'artista è finito...
mima85 01-06-26 08.25
@ WTF_Bach
Si può sbagliare. Ma prima bisogna saper suonare 4 chorus di blues e completare 16 misure di basso numerato con rivolti e settime.
Ciao Ale, ben tornato!

giannirsc ha scritto:
il vero problema è che su Spotify ( e compagnia bella) ci sono centinaia di artisti che hanno milioni di ascolti e che sono artisti inventati dall'intelligenza artificiale che in realtà non esistono e il 90% degli ascoltatori non lo sa


Spotify è un'altra di quelle piattaforme che andrebbero boicottate, la brodaglia AI di cui parli sono riusciti a generarla perché hanno usato la musica caricata sui loro server per addestrare la loro intelligenza artificiale. L'hanno deciso unilateralmente, il loro contratto dice chiaro e tondo che la musica caricata verrà usata anche per quello scopo e senza compensazione per gli autori, in barba a qualsiasi copyright.

Alcuni ipotizzano che il fine ultimo sia quello di eliminare completamente gli artisti umani dalla piattaforma per sostituirli in toto con la musica generata dall'intelligenza artificiale, che per loro costa molto meno mentre gli utenti sono confrontati con continui aumenti dei prezzi degli abbonamenti. Forse è un'ipotesi un tantinello complottistica, però non mi stupirei se qualcuno nelle alte sfere di Spotify stesse accarezzando l'idea. E tecnicamente la cosa è perfettamente fattibile, gli strumenti per farlo li hanno tutti e appunto sono già in funzione.

Come giustamente dici, se alla maggior parte della gente non fregherà nulla della provenienza della musica, per gli artisti sarà impossibile competere. Il non fare errori, per tornare sull'argomento del thread, non basterà più.
Raptus 01-06-26 11.26
@ mima85
Ciao Ale, ben tornato!

giannirsc ha scritto:
il vero problema è che su Spotify ( e compagnia bella) ci sono centinaia di artisti che hanno milioni di ascolti e che sono artisti inventati dall'intelligenza artificiale che in realtà non esistono e il 90% degli ascoltatori non lo sa


Spotify è un'altra di quelle piattaforme che andrebbero boicottate, la brodaglia AI di cui parli sono riusciti a generarla perché hanno usato la musica caricata sui loro server per addestrare la loro intelligenza artificiale. L'hanno deciso unilateralmente, il loro contratto dice chiaro e tondo che la musica caricata verrà usata anche per quello scopo e senza compensazione per gli autori, in barba a qualsiasi copyright.

Alcuni ipotizzano che il fine ultimo sia quello di eliminare completamente gli artisti umani dalla piattaforma per sostituirli in toto con la musica generata dall'intelligenza artificiale, che per loro costa molto meno mentre gli utenti sono confrontati con continui aumenti dei prezzi degli abbonamenti. Forse è un'ipotesi un tantinello complottistica, però non mi stupirei se qualcuno nelle alte sfere di Spotify stesse accarezzando l'idea. E tecnicamente la cosa è perfettamente fattibile, gli strumenti per farlo li hanno tutti e appunto sono già in funzione.

Come giustamente dici, se alla maggior parte della gente non fregherà nulla della provenienza della musica, per gli artisti sarà impossibile competere. Il non fare errori, per tornare sull'argomento del thread, non basterà più.
Ed è qui che il "non fare errori" si rivela come arma a doppio taglio, quale effettivamente è.

Se in quanto artista non posso sbagliare, chi non sbaglierà mai se non una macchina?
Abbiamo così tanto eliminato la possibilità di apprezzare anche i difetti dell'essere umano che ora ci troviamo a dover combattere contro esseri perfetti che abbiamo creato noi.

Il fatto stesso che diciate che "agli ascoltatori non interessa" è segno che anche voi avete interiorizzato il fatto che in generale alle persone interessi solamente quel tipo di esecuzione musicale, che non guardi alla sostanza ma alla forma, che si aspetti che quei 4/4 siano perfetti e non rallentati, che quel solo sia breve e in quel preciso istante etc.
Qui mi riallaccio al pensiero iniziale, il fatto di ragionare per paradigmi (funzionali al proprio ambiente chiuso), è tossico e infatti ha prodotto un mondo tossico.
mima85 01-06-26 11.49
Raptus ha scritto:
Il fatto stesso che diciate che "agli ascoltatori non interessa" è segno che anche voi avete interiorizzato il fatto che in generale alle persone interessi solamente quel tipo di esecuzione musicale, che non guardi alla sostanza ma alla forma, che si aspetti che quei 4/4 siano perfetti e non rallentati, che quel solo sia breve e in quel preciso istante etc.


Più che interiorizzare, è constatare un fatto. E raddoppio dicendo che l'aspettarsi che quel 4/4 sia perfetto e non rallenti implica che quel brano lo si sta ascoltando attentamente, ma in realtà la soglia di attenzione e l'interesse verso la musica in generale sono ancora più bassi di così. Sarebbe già qualcosa se qualcuno si lamentasse delle sbavature.

Presupposto che stiamo sempre parlando di mainstream, oggi la musica è considerata come rumore di sottofondo, qualcosa che deve accompagnare la vita di tutti i giorni o peggio ancora qualche filmato idiota su TikTok, e non da ascoltare ed apprezzare attivamente. Se c'è una sbavatura la maggior parte delle persone probabilmente manco se ne accorge. Viene prodotta musica che nella testa del pubblico se dura due mesi è già tanto, per poi venir dimenticata perché sostituita da qualcos'altro che dovrà durare per i due mesi successivi, e via così. È anche per questo che c'è un terreno molto fertile per la musica generata da AI, semplicemente perché al grande pubblico alla fine importa molto poco della musica e di chi l'ha prodotta.

Tu dici che ragionare per paradigmi ha portato a un mondo tossico: hai ragione, ma mettendomi nei panni di chi con queste cose ci campa, cioè i musicisti, purtroppo deve per forza ragionare secondo questi paradigmi perché il sistema del mainstream e delle major discografiche glielo impone. Se no non vende e fa la fame. È brutto da dire, ma oggi chi può permettersi di fare musica che abbia veramente un valore artistico sono soprattutto quelli che hanno un altro lavoro e la musica la fanno per passione, e sono molto pochi quelli che riescono ad uscire dalla loro nicchia ed a farsi conoscere al grande pubblico, magari perché gli è andata di culo che qualcuno li ha fatti diventare virali sui social.

Magari sono troppo pessimista, ma questo è l'andazzo che vedo.
giosanta 01-06-26 12.00
mima85 ha scritto:
Magari sono troppo pessimista, ma questo è l'andazzo che vedo.

No. Pragmatico realismo.
Ilaria_Villa 01-06-26 17.01
@ wildcat80
Non è corretto di parlare di esclusivamente Italia.
Il contesto giusto non è delimitato in ambito geografico, il contesto è il metaverso: i social.
Certe dinamiche social sono comuni e diffuse ovunque, tuttavia noi siamo forse quelli più proni a questo tipo di logica, perché mediamente siamo molto più provinciali e attaccati al campanile rispetto ad altre nazioni.
I social sono il terreno ideale dove emergono al meglio le varie fazioni, che possono essere fazioni storiche (partiti, squadre, etc etc) oppure, e qui sta la vera perversione, nascere sul momento, con il risultato di produrre vere e proprie tempeste di merda, cacce alle streghe, processi mediatici... In questo, pur un un contesto molto più ampio, siamo imbattibili.
emo
Ilaria_Villa 01-06-26 17.09
@ WTF_Bach
Si può sbagliare. Ma prima bisogna saper suonare 4 chorus di blues e completare 16 misure di basso numerato con rivolti e settime.
Che gioia, bentornato!
paolo_b3 01-06-26 18.08
@ WTF_Bach
Si può sbagliare. Ma prima bisogna saper suonare 4 chorus di blues e completare 16 misure di basso numerato con rivolti e settime.
Bello leggerti qui, nasone!
Sbaffone 01-06-26 19.25
@ WTF_Bach
Si può sbagliare. Ma prima bisogna saper suonare 4 chorus di blues e completare 16 misure di basso numerato con rivolti e settime.
emo
max_65 01-06-26 21.07
@ Raptus
Ciao,
altro post tanto per parlare (ma se non lo facciamo qui e tra di noi chi lo fa? Su Facebook tra un complottista e un troll? -torniamo a noi emo)
Secondo voi in Italia un artista può permettersi di sbagliare? E' una semplice riflessione. Per sbagliare intendo, fare una gaffe, anche una cavolata.
Vi propongo questo video spezzone di una intervista a Francesca Michielin che secondo me lo spiega bene.
Lei lo ha detto come spunto per giustificare il suo pensiero ma io lo estenderei sia al maschile che al femminile... non vale solo per le donne.
Secondo me in Italia siamo tutti dei gran cagacazzi (termine specifico e scientifico emo), se una cosa non rispetta perfettamente certi canoni che ci siamo dati allora ci sentiamo sempre tutti giustificati non solo a colpirla ma proprio a raderla al suolo.
Non è che questo modo di fare e di pensare sia un tantino... tossico? E che magari, indirettamente, abbia contribuito anch'esso alla decadenza non solo della musica ma dell'intero sistema almeno in Italia?

Poco fa parlavamo di Sonny Rollins e della qualità della musica che c'era al tempo, in cui lui era addirittura solo "uno dei tanti", ci si stupisce sempre in questo forum di come sia cambiato tutto... ma secondo voi non è che il mondo è peggiorato anche perché certi atteggiamenti tossici invece di combatterli o arginarli li abbiamo interiorizzati e resi parte della normalità? Ad esempio l'apparenza al posto della sostanza (cioè attaccare la Michielin perché ha fatto una gaffe e magari nessuna critica sul piano musicale).
Forse ho bevuto troppi caffè... e sono solo le 9 e mezza emo Lascio a voi i commenti emo
De Andrè fu pesantemente contestato nel tour con la PFM specialmente nei concerti all'EUR di Roma perchè venne tacciato di essere un mercenario, Venditti venne criticato aspramente dalla frangia più antica dei suoi fans dopo l'uscita di "Buona Domenica" ritenendolo un lavoro minore e vennero boicottati molti suoi concerti, Baglioni è stato fischiato sonoramente al concerto per Amnesty, e poi non me ne vengono altri. Tre errori madornali da mettere a rischio la loro carriera ma a tutti e tre la cosa non li scalfì più di tanto. La domanda è: se c'erano i social ai loro tempi ne avrebbero risentito maggiormente o no? E tutto il vociare che c'è oggigiorno amplificato proprio dai social non fa parte della grande massima "male o bene purchè se ne parli"?
Raptus 02-06-26 15.39
@ max_65
De Andrè fu pesantemente contestato nel tour con la PFM specialmente nei concerti all'EUR di Roma perchè venne tacciato di essere un mercenario, Venditti venne criticato aspramente dalla frangia più antica dei suoi fans dopo l'uscita di "Buona Domenica" ritenendolo un lavoro minore e vennero boicottati molti suoi concerti, Baglioni è stato fischiato sonoramente al concerto per Amnesty, e poi non me ne vengono altri. Tre errori madornali da mettere a rischio la loro carriera ma a tutti e tre la cosa non li scalfì più di tanto. La domanda è: se c'erano i social ai loro tempi ne avrebbero risentito maggiormente o no? E tutto il vociare che c'è oggigiorno amplificato proprio dai social non fa parte della grande massima "male o bene purchè se ne parli"?
Mentre prima queste notizie apparivano sulle riviste di settore o trafiletti della sezione musica di giornali come "TV Sorrisi e canzoni", "Oggi" o "Gente", ora hai uno smartphone che 24h al giorno fa vedere post sempre nuovi che insultano, sparlano, commentano.
Insomma non c'è solo l'articolo ma è come se tutti i lettori delle riviste del tempo invece di commentare al bar avessero pubblicato al mondo intero le proprie idee, infamando gratuitamente l'artista e questo di continuo, giorno e notte, sempre.
No non è la stessa cosa.