Si può sbagliare in Italia?

giosanta 30-05-26 00.01
mima85 ha scritto:
Questo discorso andava bene 10 e rotti anni fa, quando TikTok non esisteva e Facebook, Instagram e compagnia erano più ridimensionati. Era lo stesso discorso che facevo io, non è lo strumento il male ma l'uso che se ne fa.

Concordo. La "logica" stessa dell'anonimato è fatta apposta per tirare fuori il peggio dalle persone. Poi certo non si può generalizzare ne per tipologia di "social" ne per età, ma Faccialibro sempre fatto apposta per le farneticazioni.
Raptus 30-05-26 09.46
@ markelly2
Raptus ha scritto:
l'apparenza al posto della sostanza (cioè attaccare la Michielin perché ha fatto una gaffe e magari nessuna critica sul piano musicale).

Mi aggancio specificamente all'episodio della Michielin, che avevo seguito all'epoca.
Il mio pensiero è che quella volta hanno esagerato con le critiche, solamente perché a fare la gaffe è stata una cantante che viene considerata incapace e corresponsabile del degrado culturale ecc. (secondo me viene molto criticata anche nella sostanza).
In realtà ritengo la ragazza una delle meno peggio. Ma il bello è che il popolo del web avrebbe attaccato anche artisti mostri sacri per la stessa gaffe, magari con altri toni, ma non avrebbero risparmiato neanche quelli (tipo che avrebbero detto: fai musica ma lascia perdere la conduzione, sei stato un grande artista ma è ora che vai in pensione, e simili).
Insomma ce n'è per tutti.
I pavidi frustrati ignoranti inconcludenti si scatenano, ma pure l'intellighenzia non si tira indietro, dimostrando insofferenza, invidia, incapacità di dialogo.
L'aspetto peggiore è che se fai parte del clan "amico" sei scusato, se sei del clan "nemico" preparati a ricevere le mazzate...
In questi ultimi anni c'è anche un abuso del termine ironia che viene spesso usata in realtà come scusa per offendere in maniera libera e gratuita.
Un escamotage per dribblare il politically correct e molto spesso anche il buon senso.
wildcat80 30-05-26 11.44
Non è corretto di parlare di esclusivamente Italia.
Il contesto giusto non è delimitato in ambito geografico, il contesto è il metaverso: i social.
Certe dinamiche social sono comuni e diffuse ovunque, tuttavia noi siamo forse quelli più proni a questo tipo di logica, perché mediamente siamo molto più provinciali e attaccati al campanile rispetto ad altre nazioni.
I social sono il terreno ideale dove emergono al meglio le varie fazioni, che possono essere fazioni storiche (partiti, squadre, etc etc) oppure, e qui sta la vera perversione, nascere sul momento, con il risultato di produrre vere e proprie tempeste di merda, cacce alle streghe, processi mediatici... In questo, pur un un contesto molto più ampio, siamo imbattibili.
d_phatt 30-05-26 14.40
@ wildcat80
Non è corretto di parlare di esclusivamente Italia.
Il contesto giusto non è delimitato in ambito geografico, il contesto è il metaverso: i social.
Certe dinamiche social sono comuni e diffuse ovunque, tuttavia noi siamo forse quelli più proni a questo tipo di logica, perché mediamente siamo molto più provinciali e attaccati al campanile rispetto ad altre nazioni.
I social sono il terreno ideale dove emergono al meglio le varie fazioni, che possono essere fazioni storiche (partiti, squadre, etc etc) oppure, e qui sta la vera perversione, nascere sul momento, con il risultato di produrre vere e proprie tempeste di merda, cacce alle streghe, processi mediatici... In questo, pur un un contesto molto più ampio, siamo imbattibili.
Concordo. Il fenomeno è internazionale.
1paolo 30-05-26 17.32
Diciamo che siamo particolarmente bravi a crearci gruppi e gruppetti autoreferenziali entro i quali ci si sente nella “confort zone”, nella vita reale come nei social e facciamo fatica ad uscire dal pensiero condiviso ..
Raptus 30-05-26 18.23
@ 1paolo
Diciamo che siamo particolarmente bravi a crearci gruppi e gruppetti autoreferenziali entro i quali ci si sente nella “confort zone”, nella vita reale come nei social e facciamo fatica ad uscire dal pensiero condiviso ..
Ottima considerazione, esatto emo
Sbaffone 30-05-26 20.39
Sui social sono tutti fenomeni, poi davanti ad un pianoforte le cose cambiano emo
1paolo 31-05-26 14.17
@ Raptus
Ottima considerazione, esatto emo
emo
Sbaffone 31-05-26 15.33
@ mima85
Sbaffone ha scritto:
poi il discorso social dipende sempre da come li usi possono essere una cosa utilissima come essere una cosa negativa, però io li uso tranquillamente e Devo dire che per quanto mi riguarda sono utili


Questo discorso andava bene 10 e rotti anni fa, quando TikTok non esisteva e Facebook, Instagram e compagnia erano più ridimensionati. Era lo stesso discorso che facevo io, non è lo strumento il male ma l'uso che se ne fa.

Oggi i social, per via di tutta la profilazione, la diffusione della disinformazione e i meccanismi psicologici che si sono inventati per tenertici incollato più tempo possibile a scapito della tua salute mentale, fanno più danni che bene. Poi uno può usarli in modo costruttivo come fai tu, ma:

1) Ci vuole una grandissima forza di volontà che non tutti hanno, e la colpa non è di chi non ce l'ha perché queste piattaforme sono letteralmente predatorie nei confronti della nostra mente.

2) Pochi casi non fanno statistica e sui grandi numeri, i social stanno combinando più danni che altro.

Li si possono usare bene e in modo limitato, ma i social per come sono fatti oggi, per le pratiche ingannevoli e manipolatorie che adottano, sono qualcosa che in un mondo normale verrebbe messo fuori legge.
Basta poco per risolvere molte situazioni social, eliminare l’anonimato, vedi come la gente cambia registro.

Però come dice zeri bisogna fare selezione e insegnare a farlo anche alla prole, cercare le persone valide e imparare da quelle, lamentarsi serve a poco.

Ilaria_Villa 31-05-26 16.13
@ mima85
Mi accontento dei proverbiali 92 minuti di applausi emo

Scherzi a parte, il problema è serio. L'umanità da sempre è andata avanti sbagliando e imparando dai propri errori, anche se guardando lo stato attuale del mondo qualcosa dev'essere andato decisamente storto a riguardo dell'imparare dagli errori passati. Ma non è l'argomento di questo thread.

Però se oggi non si consente più alle persone di sbagliare o più semplicemente di essere se stesse, se si condizionano i giovani a pensare che tutto debba essere sempre giusto e perfetto fin dall'inizio e che il "fuori dagli schemi" è sbagliato, chi in futuro si esporrà con nuova arte, nuove idee, nuove scoperte in vari ambiti, eccetera? Chi è che accetterà di prendersi il rischio di vedersi le dita puntate addosso nel mondo social e di riflesso anche in quello reale, dopo anni e anni di lavaggio del cervello in questo senso?

Forse è un dubbio troppo filosofico, magari pure troppo pretenzioso, forse i tempi non sono ancora maturi per domande del genere perché ancora oggi di gente che si espone per fortuna ce n'è. Ma tra qualche decennio, se le nuove generazioni continueranno a nascere in una società che ha questa mentalità del cazzo, chi avrà il coraggio di scoprire e inventare cose nuove? Chi è che insomma farà si che l'umanità possa continuare il suo progresso?

Questa mentalità tra l'altro non è cosa di questi ultimi tempi e non è una prerogativa italiana, è sempre esistita in tutto il mondo e riguarda tutti gli ambiti, non solo la musica (per questo sono un po' partito per la tangente rispetto all'argomento del thread). Solo che oggi ha a disposizione mezzi potentissimi per diffondersi nella società come un cancro, e lo sta facendo insieme a tutta un'enorme massa di marciume intellettivo di svariati tipi. Questa robaccia va combattuta adesso, perché tra venti o trent'anni se va avanti così sarà troppo tardi.
Sono d'accordo.
Ilaria_Villa 31-05-26 16.22
@ zerinovic
in italia viene criticato tutto e tutti..da sempre...buono o brutto che sia..un popolo di rompip@lle. con ovvie eccezioni, ci sono anche tante persone valide, cercare quelle e fare progressi, ci vuole tanta passione anche. che serve per non farsi abbattere,quando un ragazzo incontrerà uno di questi "cani" ad intralciarli il suo cammino. il carattere è fondamentale.
emo
mima85 31-05-26 16.48
Sbaffone ha scritto:
Basta poco per risolvere molte situazioni social, eliminare l’anonimato, vedi come la gente cambia registro.


L'anonimato su Internet in particolare in questi tempi turbolenti va preservato, non eliminato, e questa è una cosa su cui parecchi ricercatori e professionisti nell'ambito della sicurezza informatica concordano. Con tutta la brutta gente che gira online tra spammer, truffatori e criminali di vario genere, voglio che su Internet il mio nome e cognome si conoscano il meno possibile. D'altra parte, tu andresti in giro per la città con addosso un cartello che riporta il tuo nome e cognome in maniera da permettere a chiunque incroci per strada di sapere chi sei? Poi beninteso, se uno vuole rivelare il proprio nome e cognome è sempre libero di farlo, però deve rimanere una scelta e non un obbligo.

Comunque togliere l'anonimato non servirebbe a nulla. Primo perché la gente che sui social insulta e bullizza la maggior parte delle volte ha il profilo pieno di loro fotografie e informazioni personali ma nonostante ciò si comportano in quel modo, quindi già il discorso dell'anonimato viene a cadere. Secondo perché uno può benissimo iscriversi alle piattaforme con un nome e cognome fasulli, e non veniamo a tirar fuori l'idea di dover fornire un documento d'identità a ogni sito a cui ci si iscrive perché dal punto di vista della protezione dei dati personali è un'aberrazione totale.

Sbaffone ha scritto:
Però come dice zeri bisogna fare selezione e insegnare a farlo anche alla prole, cercare le persone valide e imparare da quelle, lamentarsi serve a poco.


Questo invece è fondamentale, educazione e sensibilizzazione sono le uniche armi veramente efficaci contro le schifezze che succedono su Internet.
Sbaffone 31-05-26 17.31
@ mima85
Sbaffone ha scritto:
Basta poco per risolvere molte situazioni social, eliminare l’anonimato, vedi come la gente cambia registro.


L'anonimato su Internet in particolare in questi tempi turbolenti va preservato, non eliminato, e questa è una cosa su cui parecchi ricercatori e professionisti nell'ambito della sicurezza informatica concordano. Con tutta la brutta gente che gira online tra spammer, truffatori e criminali di vario genere, voglio che su Internet il mio nome e cognome si conoscano il meno possibile. D'altra parte, tu andresti in giro per la città con addosso un cartello che riporta il tuo nome e cognome in maniera da permettere a chiunque incroci per strada di sapere chi sei? Poi beninteso, se uno vuole rivelare il proprio nome e cognome è sempre libero di farlo, però deve rimanere una scelta e non un obbligo.

Comunque togliere l'anonimato non servirebbe a nulla. Primo perché la gente che sui social insulta e bullizza la maggior parte delle volte ha il profilo pieno di loro fotografie e informazioni personali ma nonostante ciò si comportano in quel modo, quindi già il discorso dell'anonimato viene a cadere. Secondo perché uno può benissimo iscriversi alle piattaforme con un nome e cognome fasulli, e non veniamo a tirar fuori l'idea di dover fornire un documento d'identità a ogni sito a cui ci si iscrive perché dal punto di vista della protezione dei dati personali è un'aberrazione totale.

Sbaffone ha scritto:
Però come dice zeri bisogna fare selezione e insegnare a farlo anche alla prole, cercare le persone valide e imparare da quelle, lamentarsi serve a poco.


Questo invece è fondamentale, educazione e sensibilizzazione sono le uniche armi veramente efficaci contro le schifezze che succedono su Internet.
Su X e forum vari chi insulta è quasi sempre anonimo, vengono denunciati solo raramente perché la procedura spesso è inutile e costosa, qualcuno lo beccano e poi si mette a piangere quando deve pagare multe, l’anonimato per me è una delle cause maggiori di odio e insulti via web
mima85 31-05-26 18.28
Sbaffone ha scritto:
l’anonimato per me è una delle cause maggiori di odio e insulti via web


Sicuramente è un grosso incentivo, non lo nego, ma l'unica maniera per togliere in modo effettivo l'anonimato è far si che ogni sito a cui ci si iscrive richieda i documenti d'identità e che al momento dell'iscrizione la loro validità sia verificata mediante la trasmissione di una richiesta al sistema di un ente statale. Perché come già detto, semplicemente mettere nome e cognome non è sufficiente, dato che uno può inventarseli di sana pianta.

Risultato: lo stato ha l'identità precisa di qualsiasi iscritto a qualsiasi servizio web e la può associare immediatamente a qualsiasi post venga pubblicato su qualunque piattaforma. Una manna dal cielo per i governi a cui piace la sorveglianza di massa, una spada di Damocle sulla libertà di espressione di tutti noi. I progetti che hanno molti stati a riguardo della cosiddetta "protezione dei minori sul web" vanno esattamente in questa direzione, e la protezione dei minori è solo la scusa per far si che le persone, prese sul lato emotivo, accettino queste leggi. Perché parliamoci chiaro, nei piani alti ai politici e alle lobby che li manovrano dei minori non gliene frega un accidente, Epstein insegna.

Quello degli insulti protetti dall'anonimato non è un problema facile da districare, è lo scotto da pagare per avere Internet (ancora) minimamente libero e la soluzione perfetta probabilmente non esiste. Ed un web ipercontrollato non è tra le soluzioni.
Raptus 31-05-26 18.50
@ mima85
Sbaffone ha scritto:
l’anonimato per me è una delle cause maggiori di odio e insulti via web


Sicuramente è un grosso incentivo, non lo nego, ma l'unica maniera per togliere in modo effettivo l'anonimato è far si che ogni sito a cui ci si iscrive richieda i documenti d'identità e che al momento dell'iscrizione la loro validità sia verificata mediante la trasmissione di una richiesta al sistema di un ente statale. Perché come già detto, semplicemente mettere nome e cognome non è sufficiente, dato che uno può inventarseli di sana pianta.

Risultato: lo stato ha l'identità precisa di qualsiasi iscritto a qualsiasi servizio web e la può associare immediatamente a qualsiasi post venga pubblicato su qualunque piattaforma. Una manna dal cielo per i governi a cui piace la sorveglianza di massa, una spada di Damocle sulla libertà di espressione di tutti noi. I progetti che hanno molti stati a riguardo della cosiddetta "protezione dei minori sul web" vanno esattamente in questa direzione, e la protezione dei minori è solo la scusa per far si che le persone, prese sul lato emotivo, accettino queste leggi. Perché parliamoci chiaro, nei piani alti ai politici e alle lobby che li manovrano dei minori non gliene frega un accidente, Epstein insegna.

Quello degli insulti protetti dall'anonimato non è un problema facile da districare, è lo scotto da pagare per avere Internet (ancora) minimamente libero e la soluzione perfetta probabilmente non esiste. Ed un web ipercontrollato non è tra le soluzioni.
Per quanto riguarda il controllo dei minori però una soluzione intermedia avrebbe il suo senso, come deterrente intendo.
Nell'internet che avevamo conosciuto noi avevamo i moderatori, quelle entità astratte ormai mitologiche, praticamente assenti da qualsiasi piattaforma moderna.
Se i moderatori fossero le autorità competenti, secondo me potremmo avere una soluzione intermedia.
Figure che non sarebbero subito a conoscenza di chi sono gli utenti ma avrebbero la facoltà di poter intervenire, indagare, individuare e punire anche penalmente e legalmente, in caso di evidenti abusi.
In pratica farei fare il moderatore alla polizia postale ad esempio.
Non esiste che a comandare in uno stato nazionale siano le corporazioni stesse, come è nelle mire di tutti i grandi della tecnologia (Elon Musk ha già un suo esercito non so se lo sapete e degli interi paesi "acquistati" negli USA in barba alle leggi degli States).
Perché le autorità competenti non possono interagire più massicciamente nei social?
Fossimo in un mondo più giusto, un software multi nazionale come Facebook sarebbe sotto il controllo degli stati nazionali per quanto riguarda gli abusi penali che avvengono nella versione nazionale di quel software.
Perché non è così? Perché queste entità corporative (che sono esattamente le stesse dei film di fantascienza, né più né meno) ci tengono ad avere il dominio totale delle proprie risorse.
L'Europa quindi in questo senso non stava sbagliando, secondo me sbaglia nella forma ma non nella sostanza, dovrebbe usare il pugno duro ed imporsi riuscendo a modificare i software presenti ma sappiamo bene che quello che ha è un pugno di burro.
mima85 31-05-26 21.07
Raptus ha scritto:
In pratica farei fare il moderatore alla polizia postale ad esempio.


Potrebbe essere un modo, ma:

1) Le piattaforme e gli utenti da moderare sono semplicemente troppi per le risorse che hanno le autorità, non ci stanno dietro nemmeno i gestori stessi delle piattaforme a quei numeri figuriamoci la polizia, con già tutto quello che ha da fare. Pensa che i gestori dei social per cercare di moderare almeno i post peggiori, quelli che mostrano le scene dei crimini più efferati per esempio, assoldano un sacco di gente nei paesi del terzo mondo pagandoli una cicca per filtrare a mano più post possibile. Peccato che a furia di vedere foto e video di gente mutilata, dilaniata o di pedofilia, molti finiscano in depressione. Qui un esempio di questa storia, è relativo all'AI ma la stessa cosa accade anche per Facebook e compagnia. Per questo sui social la moderazione praticamente non c'è, stiamo parlando di miliardi di post al giorno che è umanamente impossibile filtrare in modo efficiente. E comunque, come ho già detto in un altro post la moderazione è limitata anche perché ai social conviene che la gente litighi e si prenda a male parole, perché così facendo genera ingaggio.

2) Stai comunque includendo nel giro un attore statale che potrebbe avere interessi nell'oscurare determinati post. C'è un forte rischio di censura insomma.

Raptus ha scritto:
Non esiste che a comandare in uno stato nazionale siano le corporazioni stesse, come è nelle mire di tutti i grandi della tecnologia (Elon Musk ha già un suo esercito non so se lo sapete e degli interi paesi "acquistati" negli USA in barba alle leggi degli States).


Non sapevo dell'esercito di Elon Musk, hai qualche link a riguardo? Sono curioso.

Per quanto riguarda le corporazioni sfondi una porta spalancata. Ma qui io userei il pugno ancora più duro: vieterei Facebook/Instagram, TikTok, X, eccetera tout court. Ormai è ampiamente dimostrato che questi siti hanno più lati negativi che positivi, la loro tossicità è certificata da studi scientifici che aumentano di numero di mese in mese. Per me ce ne sarebbe abbastanza per chiedere la loro completa chiusura e seppellire di denunce per crimini contro l'umanità i relativi megadirettorigenerali e tutta la cricca che gli sta sotto. E quando parlo di "crimini contro l'umanità" non sto facendo un'iperbole, perché tenerti il più possibile incollato al sito al costo di consapevolmente spappolarti il cervello, per me è un crimine. E i giovani, col loro cervello ancora in fase di sviluppo e facilmente influenzabili, sono quelli più danneggiati da queste tattiche predatorie, ironicamente proprio quegli stessi giovani per cui i governi chiedono a gran voce misure di controllo come quelle che ho descritto nel post prima. Ma gli stessi governi non fanno nulla contro i giganti dei social network, che stanno attivamente e consapevolmente causando ai giovani danni dai quali gli sarà molto difficile recuperare più in la nella loro vita.
WTF_Bach 31-05-26 22.25
Si può sbagliare. Ma prima bisogna saper suonare 4 chorus di blues e completare 16 misure di basso numerato con rivolti e settime.
simondrake 31-05-26 23.23
@ WTF_Bach
Si può sbagliare. Ma prima bisogna saper suonare 4 chorus di blues e completare 16 misure di basso numerato con rivolti e settime.
Ciao Alessandro che bello tornare a leggerti!!!
1paolo 31-05-26 23.28
@ WTF_Bach
Si può sbagliare. Ma prima bisogna saper suonare 4 chorus di blues e completare 16 misure di basso numerato con rivolti e settime.
E beh, come minimo..
cecchino 31-05-26 23.50
@ WTF_Bach
Si può sbagliare. Ma prima bisogna saper suonare 4 chorus di blues e completare 16 misure di basso numerato con rivolti e settime.
Me lo scrivo… emo bentornato Ale!