Supporti gastronomici

Ilaria_Villa 14-01-26 18.15
@ paolo_b3
Dev'essere stata veramente dura emoemoemo
emo
wildcat80 15-01-26 18.24
@ paolo_b3
Dev'essere stata veramente dura emoemoemo
Dura ma non durissima, nel senso che quando gioco a carte.... Bevo (poco) ma faccio bere (tanto) gli altri emo
paolo_b3 24-06-26 13.49
Boys che magnate con questo caldazzo?
Ilaria_Villa 24-06-26 15.53
@ paolo_b3
Boys che magnate con questo caldazzo?
Insalate di riso e di pasta, verdura cruda e cotta, tantissime insalate miste, frutta. Forno chiuso per ferie già dai primi caldi assurdi di maggio, se ne riparla ad ottobre.
Ilaria_Villa 24-06-26 15.55
@ paolo_b3
Boys che magnate con questo caldazzo?
Insalate di riso e di pasta, verdure varie, frutta e formaggi freschi.
paolo_b3 26-06-26 20.29
Ilaria_Villa ha scritto:
Insalate di riso e di pasta, verdure varie, frutta e formaggi freschi.


Un bel zola dolce? emoemoemo
Ilaria_Villa 28-06-26 09.55
@ paolo_b3
Ilaria_Villa ha scritto:
Insalate di riso e di pasta, verdure varie, frutta e formaggi freschi.


Un bel zola dolce? emoemoemo
Giusto un assaggino.
WTF_Bach 04-07-26 21.57
Cous cous freddo. Riso basmati con curry. Insalata di tonno fagioli mais piccante.
paolo_b3 05-07-26 19.08
@ WTF_Bach
Cous cous freddo. Riso basmati con curry. Insalata di tonno fagioli mais piccante.
Come metti il piccante nell'insalata?
wildcat80 07-07-26 20.12
@ paolo_b3
Boys che magnate con questo caldazzo?
Praticamente tutti i giorni a pranzo cous cous o bulgur a freddo con pomodori, cetrioli, erbette del terrazzo, olive e poca feta.
A colazione una bowl di frutta accompagnata da un paio di etti di kefir colato autoprodotto o un poco di meno di yogurt greco autoprodotto.
Ilaria_Villa 08-07-26 14.34
@ wildcat80
Praticamente tutti i giorni a pranzo cous cous o bulgur a freddo con pomodori, cetrioli, erbette del terrazzo, olive e poca feta.
A colazione una bowl di frutta accompagnata da un paio di etti di kefir colato autoprodotto o un poco di meno di yogurt greco autoprodotto.
emo
wildcat80 12-07-26 11.01
Ultimamente ho fatto due esperimenti sulla creazione di affettati vegetali, nella specie della bresaola.
Il primo tentativo è stato spaziale dal punto di vista del profilo aromatico, ma completamente Caffaro dal punto di vista della struttura dell'impasto: l'impasto di glutine non va piegato ma va compresso.
Il secondo tentativo invece è venuto con una consistenza incredibile da taglio finissimo a coltello, ma il colore e il profilo non sono venuti come avrei voluto: sembra un capocollo. È molto buono, lo dico da carnivoro, sembra davvero per consistenza e complessità degli aromi un capocollo magro o una lonza, e anche il colore ricorda più il magro di una coppa molto stagionata, piuttosto che una bresaola.
Sul profilo aromatico ho già individuato l'errore: la tostatura delle spezie ha esaltato pepe e coriandolo facendo sparire il ginepro, che invece dovrebbe essere l'aroma distintivo.
Sul profilo cromatico invece andava usata più barbabietola in polvere, ed eventuale rinforzo e tra ad esempio con concentrato di pomodoro ed eventuali altri coloranti alimentari.
Ma come si fa un salume vegetale? Non è difficile, ci sono approcci semplici di tipo diretto, e ci sono approcci lunghi con salagioni e stagionature con inoculazione di muffe.
Io mi accontenterei di una produzione diretta volta alla bresaola vegetale, che è il mio affettato preferito, e ci sto arrivando.

La base per me deve essere nutrizionalmente completa: deve avere un profilo molto vicino alla carne.
Questo si ottiene con il mix di farine, glutine puro e farine di legumi, un piccolo rinforzo da proteine isolate del pisello, e dall'utilizzo dell'estratto di lievito o meglio ancora il lievito alimentare, che fornisce altre proteine e un concentrato di vitamine direi quasi di tipo animale, perché arricchito con la B12.
Io sono onnivoro e non mi pongo il problema, ma chi segue una dieta vegana invece è giusto che stia attento anche a questi aspetti.
Il profilo lipidico invece cambia molto, può essere vicino allo zero, ma per consistenza una componente grassa è utile.
Generalmente si consiglia di non usare olio extravergine per via del suo aroma spinto, vengono invece consigliati olii di semi o di cocco deodorato.

Poi serve la componente aromatica: si deve creare una base che riporti il sapore della carne stagionata.
Il primo sapore, derivante dall'idrolisi parziale delle proteine muscolari, è l'umami, come dico io il sapor... sapore.
Molto semplice, io ho trovato un buon risultato mescolando muso di riso e lievito alimentare.
Poi servirebbe un sentore fermentato lattico, e quello si può ottenere in due modi: o con una breve lievitazione (aggiungendo lievito madre all'impasto), oppure, visto che produco yogurt e kefir colato, con la sostituzione di una parte dell'acqua con il siero filtrato da yogurt o kefir.
Umani e note lattiche rendono un perfetto sapore di base, che fa letteralmente sparire il sentire di legume e grano.
Infine la vera è propria concia di spezie: pepe, ginepro, coriandolo, macis o pochissima noce moscata, aglio in polvere.
Una piccola quantità di paprika affumicata o una punta di fumo liquido aiutano a creare il sentire dello stagionato.
In questi primi esperimenti ho trascurato una componente molto importante: il vino.
Sostituire parte dell'acqua con il siero e il vino contribuisce non poco: il vino è impiegato nella concia della bresaola.

Una volta impastato senza piegare come un croissant la base glutinica, si forma il pezzo e si cuoce: in vaporiera, in forno con umidità alta (pentolino d'acqua bollente sul fondo) o in bollitura.
La tempera al cuore necessaria è bassa, 85°C, quindi utile anche a non deteriorare i grassi polinsaturi se utilizzati: serve un termometro a sonda, e soprattutto serve una perfetta formatura del pezzo, legato in un cannovaccio stretto, o come preferisco fare io, in un doppio involucro di carta da forno e pellicola di alluminio o pellicola per cottura (dipende da cosa si ha in casa).
Continua
wildcat80 12-07-26 11.06
Io ho sperimentato bollitura per il muscolo di grano da fare lo stracotto, mentre forno umido e vaporiera per i salumi.
Al prossimo giro, visto che ho trovato buoni consigli a riguardo, bollirò anche i salumi.

Dopo la bollitura, si lascia raffreddare sul bancone, e poi si mette a riposare in frigo, scoperto, per 24 ore: serve a far perdere l'umidità in eccesso.

Nel primo esperimento ho aggiunto una marinatura extra e un ripasso in forno ventilato a bassissima temperatura per fare una bella crostina aromatica.
Nel secondo esperimento ho assaggiato.
Ha vinto il secondo caso, ma sono molto convinto che il terzo tentativo sarà quello definitivo.
Ci vorrà qualche giorno perché mi arrivino gli ultimi ingredienti, poi procederò.
wildcat80 13-07-26 21.30
Al momento ho in lavorazione un formaggio a coagulo lattico (con piccolo rinforzo di caglio), una base che devo decidere se fare diventare un caprino o una robiola.
Ora metto la cagliata in fresco per stabilizzarla e domani inizia la colatura, poi deciderò.
Su 1 lt di latte dovrei ricavare circa 250 gr di formaggio, probabilmente poco per dividerlo e destinarlo a due lavorazioni diverse.
Il caprino a fine colatura è pronto.
La robiola va salata e fatta maturare 5/7 gg.
Vedrò il dafarsi.
wildcat80 13-08-26 07.40
Non è una ricetta ma un racconto.
Nei giorni scorsi ero al mare, e durante uno dei miei trail mattutini sulle alture mi sono imbattuto in una enorme lucertola, ma una roba grande come un'iguana.
Mi sono documentato e ho scoperto essere una lucertola occellata, il più grosso sauro europeo (i maschi possono arrivare a 90 cm di lunghezza e 2 kg di peso, quello era almeno un 70/75 cm), peraltro un pochino fuori dal suo areale, che si estende dal Portogallo ed Estremadura sulla costa atlantica, e dell'Andalusia al Ponente ligure sul versante mediterraneo, rari esemplari sono rintracciabili fino alle porte di Genova, e qualche sporadico avvistamento è stato fatto sul monte di Portofino, io ero al confine fra le provincie di Spezia e Genova, quindi decisamente fuori areale di una sessantina di km.
Documentandomi su questo lucertolone, ho scoperto rimanendo parecchio sorpreso che si mangiava! Anbastanza diffusamente anche nel nostro ponente in passato, dove era un piatto di pura sussistenza, mentre in Spagna, nonostante sia protetto, si mangia ancora e si mangia anche il ramarro, soprattutto in Estremadura, ma in circostanze molto particolari: lo mangiano solo gli uomini e non può essere cucinato in casa, qui non era un piatto di sussistenza ma una tradizione ben precisa.
La paella valenciana deriverebbe da un piatto che si chiama arroz de fardacho, un riso asciutto preparato con la lombata di lucertola occellata e di grossi ramarri, che poi, nel tempo, è stata sostituita con il "lagarto ibérico", un taglio del quarto anteriore di maiale, e dalle carni bianche del pollo e soprattutto del coniglio.
Proporre un rettile a tavola, in Europa, non era cosa insomma, anche se personalmente mangerei più volentieri il lucertolone del coniglio, vista la somiglianza col gatto.
paolo_b3 22-10-26 13.21
In attesa dell'autunno (quello meteorologico, non quello da calendario) vi trovate con frasche di basilico deputate al rinsecchimento che precede la morte della pianta?
Una ricetta semplice semplice che fa per voi!
Pesto di pomodori e basilico.
Occorre un frullatore, dove mettete aglio, una frasca di basilico (solo le foglie, ovviamente), pomodori, sale e olio. Una bella frullata e fine della fiera.
Cotta e scolata la pasta, di semola va benissimo, incorporate il pesto e poi aggiungete abbondante parmigiano grattugiato. Si mescola bene e si impiatta. Si può mangiare anche tiepido o freddo come insalata di pasta.

Un chiarimento sui pomodori: l'ideale sarebbero i ciliegini (o i suoi fratelli), ma adesso cominciano ad essere pallidini, per cui consiglio costoluti ben maturi (tipo quelli da fare al forno) scubettati.

Poi notavo l'altro giorno al supermercato, adesso i ciliegini, che peraltro non sanno di niente, viaggiano tra 7 e 8 € al chilo! Sara lo sciopero dei trasportatori...
Ilaria_Villa 22-10-26 16.56
@ wildcat80
Non è una ricetta ma un racconto.
Nei giorni scorsi ero al mare, e durante uno dei miei trail mattutini sulle alture mi sono imbattuto in una enorme lucertola, ma una roba grande come un'iguana.
Mi sono documentato e ho scoperto essere una lucertola occellata, il più grosso sauro europeo (i maschi possono arrivare a 90 cm di lunghezza e 2 kg di peso, quello era almeno un 70/75 cm), peraltro un pochino fuori dal suo areale, che si estende dal Portogallo ed Estremadura sulla costa atlantica, e dell'Andalusia al Ponente ligure sul versante mediterraneo, rari esemplari sono rintracciabili fino alle porte di Genova, e qualche sporadico avvistamento è stato fatto sul monte di Portofino, io ero al confine fra le provincie di Spezia e Genova, quindi decisamente fuori areale di una sessantina di km.
Documentandomi su questo lucertolone, ho scoperto rimanendo parecchio sorpreso che si mangiava! Anbastanza diffusamente anche nel nostro ponente in passato, dove era un piatto di pura sussistenza, mentre in Spagna, nonostante sia protetto, si mangia ancora e si mangia anche il ramarro, soprattutto in Estremadura, ma in circostanze molto particolari: lo mangiano solo gli uomini e non può essere cucinato in casa, qui non era un piatto di sussistenza ma una tradizione ben precisa.
La paella valenciana deriverebbe da un piatto che si chiama arroz de fardacho, un riso asciutto preparato con la lombata di lucertola occellata e di grossi ramarri, che poi, nel tempo, è stata sostituita con il "lagarto ibérico", un taglio del quarto anteriore di maiale, e dalle carni bianche del pollo e soprattutto del coniglio.
Proporre un rettile a tavola, in Europa, non era cosa insomma, anche se personalmente mangerei più volentieri il lucertolone del coniglio, vista la somiglianza col gatto.
emo
Ovidio 23-10-26 16.06
@ paolo_b3
In attesa dell'autunno (quello meteorologico, non quello da calendario) vi trovate con frasche di basilico deputate al rinsecchimento che precede la morte della pianta?
Una ricetta semplice semplice che fa per voi!
Pesto di pomodori e basilico.
Occorre un frullatore, dove mettete aglio, una frasca di basilico (solo le foglie, ovviamente), pomodori, sale e olio. Una bella frullata e fine della fiera.
Cotta e scolata la pasta, di semola va benissimo, incorporate il pesto e poi aggiungete abbondante parmigiano grattugiato. Si mescola bene e si impiatta. Si può mangiare anche tiepido o freddo come insalata di pasta.

Un chiarimento sui pomodori: l'ideale sarebbero i ciliegini (o i suoi fratelli), ma adesso cominciano ad essere pallidini, per cui consiglio costoluti ben maturi (tipo quelli da fare al forno) scubettati.

Poi notavo l'altro giorno al supermercato, adesso i ciliegini, che peraltro non sanno di niente, viaggiano tra 7 e 8 € al chilo! Sara lo sciopero dei trasportatori...
Riguardo alla ricetta: il parmigiano no?
paolo_b3 23-10-26 19.49
@ Ovidio
Riguardo alla ricetta: il parmigiano no?
Secondo me in un pesto un elemento che arricchisce in cremosità occorre. Infatti metto il parmigiano che ha un sapore meno accentuato ad esempio del pecorino romano.
wildcat80 24-10-26 16.38
@ paolo_b3
In attesa dell'autunno (quello meteorologico, non quello da calendario) vi trovate con frasche di basilico deputate al rinsecchimento che precede la morte della pianta?
Una ricetta semplice semplice che fa per voi!
Pesto di pomodori e basilico.
Occorre un frullatore, dove mettete aglio, una frasca di basilico (solo le foglie, ovviamente), pomodori, sale e olio. Una bella frullata e fine della fiera.
Cotta e scolata la pasta, di semola va benissimo, incorporate il pesto e poi aggiungete abbondante parmigiano grattugiato. Si mescola bene e si impiatta. Si può mangiare anche tiepido o freddo come insalata di pasta.

Un chiarimento sui pomodori: l'ideale sarebbero i ciliegini (o i suoi fratelli), ma adesso cominciano ad essere pallidini, per cui consiglio costoluti ben maturi (tipo quelli da fare al forno) scubettati.

Poi notavo l'altro giorno al supermercato, adesso i ciliegini, che peraltro non sanno di niente, viaggiano tra 7 e 8 € al chilo! Sara lo sciopero dei trasportatori...
Ogni volta che ne mangi una forchetta, un genovese muore emo

Stasera compleanno del piccolo, 5 anni.
Ha chiesto polenta e salsiccia.
Io dopo un po' mi stufo, quindi avrei voluto fare un cinghiale alla corsa, con mirto, olive e castagne, ma purtroppo qualcuno dei genitori degli invitati non mangia il cinghiale - che Iddio lo perdoni - quindi ho sostituito il cinghiale con del cappello del prete tagliato a tocchetti.
Indietro nel thread, soarso fra j post, credo di aver già postato la ricetta, però una rinfrescata gliela do volentieri.
Marinatura per una notte con vino rosso (avevo mezza bottiglia di un carmenere cileno, è molto simile a un buon Merlot), cipolla rossa, carote, bacche e foglie di mirto (le bacche derivano dall'ultima produzione di mirto, recuperare a fine macerazione, lo stesso le foglie, essiccate).
Poi, si separano le verdure dalla carne e dagli aromi, e si tritano finemente.
Metà degli aromi di lasciano nel vino e si tengono da parte.
Si prepara un olio aromatico facendo scaldare con l'altra metà delle foglie e delle bacche l'olio extravergine, senza fare soffriggere.
Metà olio si impiega per rosolare la carne: si fa colorire, si mette da parte e si recupera il liquido eventuale, aggiungendolo al vino.
Si soffrigge il trito di cipolle e carote (metteteci anche qualche foglia di mirto, ma assolutamente non le bacche, perché rebeeebbero il tutto estremamente amaro) con il restante olio, dopodiché si unisce la carne, si fa prendere fiamma e si sfuma con il vino con bacche e foglie di mirto allungato con il liquido della prima cottura.
Si aggiungono le castagne, au cui apro una parentesi.
Se sono secche, vanno ammollate per almeno un'ora e aggiunte presto.
Se sono fresche, aspettiamo una mezz'ora.
Se sono precotte, ultimi 10 minuti.
Io ho fatto un bel mix di quel che avevo: secche, fresche e precotte, più aroma.
A 10 minuti dalla fine della cottura, un bel cucchiaio a testa per ogni commensale di olive (taggiasche) sott'olio.
Per 1.5 kg di carne ho usato 2 cipolle rosse grosse, 6 carote medie, circa 400 gr di castagne, 8 cucchiai d'olio.
Il resto a gusto.