Ultimamente ho fatto due esperimenti sulla creazione di affettati vegetali, nella specie della bresaola.
Il primo tentativo è stato spaziale dal punto di vista del profilo aromatico, ma completamente Caffaro dal punto di vista della struttura dell'impasto: l'impasto di glutine non va piegato ma va compresso.
Il secondo tentativo invece è venuto con una consistenza incredibile da taglio finissimo a coltello, ma il colore e il profilo non sono venuti come avrei voluto: sembra un capocollo. È molto buono, lo dico da carnivoro, sembra davvero per consistenza e complessità degli aromi un capocollo magro o una lonza, e anche il colore ricorda più il magro di una coppa molto stagionata, piuttosto che una bresaola.
Sul profilo aromatico ho già individuato l'errore: la tostatura delle spezie ha esaltato pepe e coriandolo facendo sparire il ginepro, che invece dovrebbe essere l'aroma distintivo.
Sul profilo cromatico invece andava usata più barbabietola in polvere, ed eventuale rinforzo e tra ad esempio con concentrato di pomodoro ed eventuali altri coloranti alimentari.
Ma come si fa un salume vegetale? Non è difficile, ci sono approcci semplici di tipo diretto, e ci sono approcci lunghi con salagioni e stagionature con inoculazione di muffe.
Io mi accontenterei di una produzione diretta volta alla bresaola vegetale, che è il mio affettato preferito, e ci sto arrivando.
La base per me deve essere nutrizionalmente completa: deve avere un profilo molto vicino alla carne.
Questo si ottiene con il mix di farine, glutine puro e farine di legumi, un piccolo rinforzo da proteine isolate del pisello, e dall'utilizzo dell'estratto di lievito o meglio ancora il lievito alimentare, che fornisce altre proteine e un concentrato di vitamine direi quasi di tipo animale, perché arricchito con la B12.
Io sono onnivoro e non mi pongo il problema, ma chi segue una dieta vegana invece è giusto che stia attento anche a questi aspetti.
Il profilo lipidico invece cambia molto, può essere vicino allo zero, ma per consistenza una componente grassa è utile.
Generalmente si consiglia di non usare olio extravergine per via del suo aroma spinto, vengono invece consigliati olii di semi o di cocco deodorato.
Poi serve la componente aromatica: si deve creare una base che riporti il sapore della carne stagionata.
Il primo sapore, derivante dall'idrolisi parziale delle proteine muscolari, è l'umami, come dico io il sapor... sapore.
Molto semplice, io ho trovato un buon risultato mescolando muso di riso e lievito alimentare.
Poi servirebbe un sentore fermentato lattico, e quello si può ottenere in due modi: o con una breve lievitazione (aggiungendo lievito madre all'impasto), oppure, visto che produco yogurt e kefir colato, con la sostituzione di una parte dell'acqua con il siero filtrato da yogurt o kefir.
Umani e note lattiche rendono un perfetto sapore di base, che fa letteralmente sparire il sentire di legume e grano.
Infine la vera è propria concia di spezie: pepe, ginepro, coriandolo, macis o pochissima noce moscata, aglio in polvere.
Una piccola quantità di paprika affumicata o una punta di fumo liquido aiutano a creare il sentire dello stagionato.
In questi primi esperimenti ho trascurato una componente molto importante: il vino.
Sostituire parte dell'acqua con il siero e il vino contribuisce non poco: il vino è impiegato nella concia della bresaola.
Una volta impastato senza piegare come un croissant la base glutinica, si forma il pezzo e si cuoce: in vaporiera, in forno con umidità alta (pentolino d'acqua bollente sul fondo) o in bollitura.
La tempera al cuore necessaria è bassa, 85°C, quindi utile anche a non deteriorare i grassi polinsaturi se utilizzati: serve un termometro a sonda, e soprattutto serve una perfetta formatura del pezzo, legato in un cannovaccio stretto, o come preferisco fare io, in un doppio involucro di carta da forno e pellicola di alluminio o pellicola per cottura (dipende da cosa si ha in casa).
Continua
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