Synth-Yamaha ma perché?

Arci66 22-05-17 20.07
Ultimamente mi sono andato a rifare un po' di storia della sintesi sonora dove Yamaha è senza dubbio stata fra quelli che hanno dato i più importanti contributi.
Qui gli ultimi 40 anni http://usa.yamaha.com/products/music-production/synthesizers/synth_40th/chronology/
che passano attraverso delle pietre miliari come: CS-80, DX7, SY, VL1/VL-70, FS1, An1x, EX5 questi i primi 20 anni poi dal 2000 ad oggi motif/montage e mini vari...
Capisco che all'inizio della "learning curve" si produce grande innovazione e poi mano mano le tecnologie dopo estrema ottimizzazione si stabilizzano, pur vero che il progresso a fatto si che una qualità sonora che 30 fa costava cifre non spendibili dalle masse (Il GX-1 penso che sia stato prodotto in poche decine di unità) oggi la trovi un Montage a 3-4000 euro, caro ma raggiungibile dalle masse, ma a livello di ricerca per lo sviluppo della sintesi sonora i campioni lo hanno azzoppato al punto di decidere di stabilizzare quasi 20 anni di produzione solo su rompler e derivati.
Il mercato ha acclamato il ritorno di prodotti synth anche analogici facendo ulteriore passo indietro negli anni, vedi DSI ed altri che stanno seguendo.
Ma Yamaha quando mi rifà un VL1 o un SY o un AN1X aggiornato? Anziché costringere chi vorrebbe un synth così a trovarne uno in condizioni decenti usato e poi curarlo negli anni visto che tali strumenti hanno e avranno bisogno di manutenzione.
Che peccato.....emo
michelet 22-05-17 20.47
Se nel tuo nickname è compreso l'anno di nascita, posso dire che siamo coetanei. In linea di massima la penso come te, Yamaha ha prodotto sintetizzatori che hanno fatto la storia, ma con l'andare del tempo, nonostante i reparti R&D lavorino a pieno regime, i risultati sono stati tutt'altro che lusinghieri.
L'altro giorno, giusto per giocare, ho voluto effettuare il ricalcolo del prezzo di una Yamaha DX7mkI del 1984 attualizzandolo ad oggi... Beh, costerebbe come una Montage a 88 note. Di fatto il progresso tecnologico e l'abbassamento dei prezzi c'è stato, perché è evidente come una Montage sia più versatile di una DX7mkI, però il prezzo è sempre abbastanza elevato per le nostre tasche.
Sul fatto che ad esempio Yamaha non voglia produrre un sintetizzatore polifonico a modelli fisici come un VL-1 o AN1x, però polifonico a 128 voci, questo è un mistero. Da ultimo non è comprensibile come in Montage, che per la parte FM-X ricalca visibilmente FS1R, siano state tolte le formanti.
A mio modesto avviso, il modello matematico era pronto da un pezzo, perché non implementarlo ancora?
Il mio sospetto è che, a parte il musicista professionista (endorser) attorno a cui girano programmatori altrettanto esperti, la tipologia dell'utente medio di uno strumento di fascia alta Yamaha è cambiato molto nel corso degli anni. Costui si aspetta che lo strumento suoni già bene e sia dotato di materiale di pronto consumo, tale da poter fare musica immediatamente.
Insomma, per riassumere - o sintetizzare - all'utente medio interessa avere la pappa pronta, un po' perchè é pigro, un po' perché non ha il tempo di addentrarsi nella selva dei menù e scoprire, magari, che lo strumento suona meglio di quanto si pensi.
Da un certo punto di vista faccio anch'io parte della fascia degli utenti medi, visto che non ho più 20 anni ed il tempo va utilizzato sapientemente: o programmo o compongo. Entrambe le cose non riesco.
anonimo 22-05-17 21.14
michelet ha scritto:
Il mio sospetto è che, a parte il musicista professionista (endorser) attorno a cui girano programmatori altrettanto esperti, la tipologia dell'utente medio di uno strumento di fascia alta Yamaha è cambiato molto nel corso degli anni. Costui si aspetta che lo strumento suoni già bene e sia dotato di materiale di pronto consumo, tale da poter fare musica immediatamente.


Credo che il punto sia proprio questo.
L'FS1R (che da nuovo non costava carissimo) fu quasi ignorato, per essere riscoperto da pochi appassionati, quando oramai era fuori produzione.

Quando furono tolte le schede PLG dal motif, in questo forum prevalevano coloro che erano d'accordo perche' dicevano che non avevano piu' senso, giustificando le motivazioni di Yamaha che all'epoca disse "i campioni del Motif XS sono cosi' perfetti da non aver bisogno di altri tipi di sintesi".
Con il Montage Yamaha ha smentito se stessa, ma anche chi a suo tempo inebriato dal Motif XS non voleva sentire le ragioni di chi invece apprezzava la multi sintesi (come il sottoscritto).

Per me che non faccio piu' live, alla fine e' stata un'opportunita' : ho differenziato il mio set con sintetizzatori di diverso tipo (VA), dove yamaha ovviamente non e' presente perche' non ha strumenti con tali caratteristiche.
Secondo me la casa dei diapason ci ha rimesso, lasciando fette di mercato in mano ai produttori di sintetizzatori VA e simili (ed ultimamente analogici).
Questo spiegherebbe il suo passo indietro con la FM sul montage, ma non e' sufficiente.

Sarebbe bastato migliorare le plg, e rendere il Montage modulare : col tempo ognuno poteva scegliere come farcirlo, e sarebbe stato perfetto : FM, AN, VL e magari anche cose nuove.


michelet 22-05-17 21.17
valenciano ha scritto:
Sarebbe bastato migliorare le plg, e rendere il Montage modulare : col tempo ognuno poteva scegliere come farcirlo, e sarebbe stato perfetto : FM, AN, VL e magari anche cose nuove.

Come ho già detto, l'utente medio non è così intelligente, o Yamaha ci considera minus habens, non certo nel portafoglio.
vin_roma 22-05-17 21.41
A me viene un pensiero... Ci si preoccupa tanto delle nuove uscite, si osannano i vecchi progetti, si sbava per un piano Fender, si aspetta sempre la novità che sconvolga tutto... Boh. Ma lo scopo è avere i mezzi per fare musica o sono i mezzi stessi il centro delle attenzioni? Si parla del forte impulso Yamaha nei primi 15/20 anni e poi... copia della copia della copia. Ok, che c' è da inventare? Può la musica essere asservita allo strumento? In parte si e la vera rivoluzione, se così vogliamo definirla, dopo l' arcaico flauto, l' arpa e la chitarra, il violino e il pianoforte l' ha fatta l' oscillatore controllato in tensione ...con tutte le derivazioni. L' attacco di Birdland Zawinoul lo fece con l' ARP 2600 ma se non ci fosse stato l' avrebbe fatto con un' altra cosa ...perché era la musica a parlare. Per me la novità è il Moog e similari e il suo perfezionamento polifonico (cioé qualsiasi synth moderno nato da quella intuizione). Tutto il resto è solo minestra riscaldata buona solo per mantenere in piedi le aziende che hanno frotte di dipendenti che non vogliono licenziare. Cioè, la musica si fa con le intenzioni, un El. Piano della DX7 può aiutare un ballad americana anni '80 ma non è che tocca aspettare il Montage per scrivere musica. Sono aiuti, ma non tocca dargli troppa importanza perché sono sempre surrogati del vecchio oscillatore controllato in tensione (ma anche FM...) che per me ha la stessa dignità di un violino o di un fagotto...
anonimo 22-05-17 21.51
michelet ha scritto:
Come ho già detto, l'utente medio non è così intelligente


Piu' che altro tende a guardare solo alle sue esigenze del momento, senza pensare che ci siano quelle di altri, o esigenze future diverse.
Come gia' detto, ai tempi dell'eliminazione delle plg ci fu un quorum a favore di tale scelta, da parte di una nutrita maggioranza dei forumers dell'epoca.
A loro andava bene, quindi era giusto per tutti, eppure avere la possibilita' di espandere lo strumento lo avrebbe reso non solo piu' flessibile, ma anche piu' longevo.
Lo strumento stesso avrebbe conservato maggior valore nel tempo, mentre con l'uscita dell'XF, con un solo cambio di lettera (per esagerare un po') i motif XS hanno subito perso una fetta di valore.

Quindi anche chi non sentiva la necessita' della multisintesi avrebbe tratto vantaggi da una configurazione cosi' flessibile, pero' (come spesso succede) ognuno pensava al proprio recinto di esigenze facendo cosi' il gioco del costruttore.
michelet ha scritto:
Yamaha ci considera minus habens, non certo nel portafoglio.


Certo ! e non solo Yamaha.
Loro cercano di imporre il mercato, poi sta a noi sapere se stare a quel gioco o meno.

Personalmente ho smesso con Yamaha, ed ho differenziato gli strumenti in modo separato (non facendo live non ho l'esigenza di trasporto).

A conti fatti, ho un set piu' stabile perche' i VA non li cambi per un bel po', ed i Rompler ultima generazione pure.
Se mi serve la FM mi cerco nell'usato lo strumento (expander) piu' appropriato, ed evito di svenarmi su una sola workstation destinata magari ad essere sorpassata da quella successiva.

Alla fine chi ci ha rimesso (con me) e' proprio yamaha, che si e' persa molti consumatori con esigenze simili alle mie, che si sono direzionati verso VA, o addirittura verso software Synth.

maxpiano69 22-05-17 22.28
@ vin_roma
A me viene un pensiero... Ci si preoccupa tanto delle nuove uscite, si osannano i vecchi progetti, si sbava per un piano Fender, si aspetta sempre la novità che sconvolga tutto... Boh. Ma lo scopo è avere i mezzi per fare musica o sono i mezzi stessi il centro delle attenzioni? Si parla del forte impulso Yamaha nei primi 15/20 anni e poi... copia della copia della copia. Ok, che c' è da inventare? Può la musica essere asservita allo strumento? In parte si e la vera rivoluzione, se così vogliamo definirla, dopo l' arcaico flauto, l' arpa e la chitarra, il violino e il pianoforte l' ha fatta l' oscillatore controllato in tensione ...con tutte le derivazioni. L' attacco di Birdland Zawinoul lo fece con l' ARP 2600 ma se non ci fosse stato l' avrebbe fatto con un' altra cosa ...perché era la musica a parlare. Per me la novità è il Moog e similari e il suo perfezionamento polifonico (cioé qualsiasi synth moderno nato da quella intuizione). Tutto il resto è solo minestra riscaldata buona solo per mantenere in piedi le aziende che hanno frotte di dipendenti che non vogliono licenziare. Cioè, la musica si fa con le intenzioni, un El. Piano della DX7 può aiutare un ballad americana anni '80 ma non è che tocca aspettare il Montage per scrivere musica. Sono aiuti, ma non tocca dargli troppa importanza perché sono sempre surrogati del vecchio oscillatore controllato in tensione (ma anche FM...) che per me ha la stessa dignità di un violino o di un fagotto...
Ti quoto perché hai espresso un pensiero che é sovente anche il mio, lo "strumento" in quanto tale dovrebbe essere "strumentale" all'obiettivo (artistico e musicale), poi per caritá uno strumento innovativo (il pianoforte, il sax, il sintetizzatore) di sicuro apre nuove strade, nondimeno i grandi hanno fatto grande musica con quello che avevano a loro disposizione in quel dato momento, non certo aspettando uno strumento quale "novitá ispiratrice", se poi arriva tanto meglio ma... e poi oggi veramente c'é molto di piú di quel che umanamente si riesce a sfruttare (parlo per me, almeno)...
paolo_b3 22-05-17 22.52
Premetto che sono sullo stesso avviso di Vin e di Max. Credo che dobbiamo renderci conto che dopo la sintesi sottrattiva, quella additiva e il PCM il resto è stato solo un "rimescolare del mazzo" e le case produttrici giocano al "ditino grasso" di Hansel e Gretel. Questa ci azzecca di più, l'altra meno e noi ci spendiamo la paghetta.
Io in 20 giorni ho scaricato circa 200 VST freeware, nel 2025, quando avrò ben capito che possibilità mi offrono probabilmente opterò per acquistarne uno. Ma mi diverto da matti emo
Arci66 22-05-17 23.50
Io ne facevo un discorso di marketing e tecnologico...non perché mi manchi una novità, figuriamoci hanno veramente inventato tutto, ma anzi il mio punto era la voglia di recuperare quanto già fatto e bene..perchè interromperne la produzione? Perché non continuare a fare un paio di synth che non siano una WS, non che debbano essere per forza una innovazione ma semplicemente dei synth che non usano campioni o non li usano come viene fatto nelle WS.
Maestro Vin e Max io condivido i vostri commenti e amo sentire una ragazza che suona meravigliosamente un arpa e trovo curiosità pure in quelli che suonano i bidoni, non ne faccio un discorso musicale o mirato al fatto che abbiamo bisogno di altre false novità, ma solo circoscritto al discorso sintetizzatori e progetti connessi.
La musica è ben altra cosa ed un vero musicista rispetto a me è altra cosa ancora emo
Arci66 22-05-17 23.57
michelet ha scritto:
Insomma, per riassumere - o sintetizzare - all'utente medio interessa avere la pappa pronta, un po' perchè é pigro, un po' perché non ha il tempo di addentrarsi nella selva dei menù e scoprire, magari, che lo strumento suona meglio di quanto si pensi.

Chiaramente è un discorso di marketing attuale, dove per il nome e la storia non si fa nemmeno più uscire qualcosa del genere ogni 5 anni, per i numeri di Yamaha ne venderebbero troppi pochi per essere compatibili con le loro linee produttive.
Non possono più diversificare come facevano un tempo...hanno compresso il business synth/tastiere in un mono prodotto con 2-3 derivati economici. Fine della fantasia pura standardizzazione.
Arci66 23-05-17 00.01
maxpiano69 ha scritto:
oggi veramente c'é molto di piú di quel che umanamente si riesce a sfruttare (parlo per me, almeno)...

Per me pure, e ne avanza anche dell'altro, la musica è per me pura divagazione.
Chi deve riempire i pentagrammi potrebbe anche non servirgli lo strumento...Bach scriveva in carrozza.emo
maxpiano69 23-05-17 06.58
Arci66 ha scritto:
Io ne facevo un discorso di marketing e tecnologico...non perché mi manchi una novità, figuriamoci hanno veramente inventato tutto, ma anzi il mio punto era la voglia di recuperare quanto già fatto e bene..perchè interromperne la produzione? Perché non continuare a fare un paio di synth che non siano una WS, non che debbano essere per forza una innovazione ma semplicemente dei synth che non usano campioni o non li usano come viene fatto nelle WS.


É puramente un discorso di marketing, non tecnologico, perché con la potenza di calcolo disponibiel oggi fRe un synth digitale multisintesi (senza dover ricorrere a board aggiuntive) lo si fa facilmente (Kronos docet). Evidentemente Yamaha punta ad un tipo di utente target che non apprezzerebbe quel tipo di funzionalitá e giá si perde nelle possibilitá di sintesi di un semplice rompler (o meglio, si guarda bene dal metterci mano e compra librerie di preset e campioni).
anonimo 23-05-17 07.42
vin_roma ha scritto:
L' attacco di Birdland Zawinoul lo fece con l' ARP 2600 ma se non ci fosse stato l' avrebbe fatto con un' altra cosa


e se non ci fosse stata la chitarra elettrica, il rock'nroll sarebbe stato suonato con le chitarre classiche spagnole e le nacchere...

vin_roma ha scritto:
Cioè, la musica si fa con le intenzioni,


Nei film degli anni 80, il futuro e' stato raccontato grazie al suono, che ha ispirato le intenzioni.
Le sole intenzioni, senza mezzi non portano a nulla e se per anni si e' fatta ricerca in tal senso, arrivando anche a strumenti concettualmente "strambi" come il mellotron, e' perche' negli anni d'oro (prima delle musichette preconfezionate), il suono era tutto.
La colonna sonora di Blade Runner, suonata da un orchestra, avrebbe raccontato il Barocco non di certo il futuro.

Oggi siamo tutti li a far cover e a scimmiottare il passato anche negli stili piu' moderni, ed e' per questo che ci si accontenta di una tastiera con 5000 preset di suoni gia' fatti da altri.
Certo che c'e' tutto : perche' non si vuole andare oltre : costa tempo e fatica.

Non vedremo piu' dei nuovi Alan Parsons e simili : oramai si fa collage di cose gia' fatte.


Molto booleana come risposta..

anonimo 23-05-17 08.00
Noto risposte molto booleane, che provengono dalla singola pancia.

Visioni legate alle esigenze del singolo, e poco ampliate al discorso musica in generale.

"Io suono rock, jazz, smooth jazz, blues, pop ecc, quindi c'e' tutto e non c'e' da inventare piu' nulla, perche' per le cose che faccio non serve altro."

Pero' poi si ascoltano i Pink Floyd, i Tangerine Dream, Alan Parsons, Vangelis e chichessia, estasiandosi di tutta la ricerca sul suono, fatta in tempi dove si guardava al futuro anziche' continuare a pensare al passato (cover, repliche di stili e scimmiottamenti vari).

(non abbiatene a male, sono volutamente provocatorio per stimolare le riflessioni...emo )
maxpiano69 23-05-17 08.13
valenciano ha scritto:
e se non ci fosse stata la chitarra elettrica, il rock'nroll sarebbe stato suonato con le chitarre classiche spagnole e le nacchere.


O semplicemente non sarebbe esistito nella forma in cui noi lo conosciamo, che é tale grazie alle chitarre elettriche.

Siamo al dilemma dell'uovo e della gallina, tra progresso tecnico e evoluzione delle arti (quale stimola quale per primo, ovvero si stimolano a vicenda?)

PS: Giulio Verne scriveva ottime trame di fantascienza prima dell'avvento dei synth e i film di fantascienza dei primi decenni del 900 scruttavano quel che c'era, senza per questo essere meno suggestivi (se ben fatti) per chi li guardava.

Tornando IT: se Yamaha ritiene che certe strade del passato siano poco redditizie o non piú interessanti oggi, amen e per fortuna il mercato offre quel che si vuole.

Io rimango del parere che, quando si parla di sintesi digitale, oggi i Virtual Instruments siano la risposta e forse anche il motivo per il quale case come Yamaha fanno certe scelte e non altre.
anonimo 23-05-17 08.39
maxpiano69 ha scritto:
PS: Giulio Verne scriveva ottime trame di fantascienza prima dell'avvento dei synth e i film di fantascienza dei primi decenni del 900 scruttavano quel che c'era, senza per questo essere meno suggestivi (se ben fatti) per chi li guardava.


E qui casca l'asino Max..

Gli strumenti musicali stanno al musicista, come la stampa, la penna ed internet stanno allo scrittore.
Se non fossero esistiti questi strumenti, le opere di Verne, sarebbero rimaste nella sua mente, oppure sarebbero state scolpite nella pietra e fruite in forma ridotta da poche persone.

Cio' che c'e' nella mente, ha bisogno dei giusti mezzi per diventare qualcosa di concreto : vale nella musica, nella letteratura, nell'arte figurativa e cosi' via.

maxpiano69 ha scritto:
Tornando IT: se Yamaha ritiene che certe strade del passato siano poco redditizie o non piú interesanti oggi, amen e per fortuna il mercato offre quel che si vuole.

No : offre cio' che vuole la maggioranza dei musicisti.

Anche i mezzi di diffusione di musica offrono cio' che si vuole : pulcino pio, come nelle favole, rap da sbarbini di talent e cosi' via... : puro marketing redditizio.

maxpiano69 ha scritto:
Io rimando del parere che, quando si paral di sintesi digitale, oggi i Virtual Instruments siano la risposta e forse anche il motivo per il quale case come Yamaha fanno certe scelte e non altre.


Infatti per non perdere coloro che si stavano orientando verso quegli strumenti (che yamaha non produce), ha aggiunto la FM sul Montage, giusto perche' i motif ribolliti cominciavano ad essere pesanti da digerire.



maxpiano69 23-05-17 08.43
valenciano ha scritto:
No : offre cio' che vuole la maggioranza dei musicisti.

Se parli di Yamaha OK, ma io intendevo il mercato nel suo complesso, inclusi tutti gli altri, fino ai piccoli produttori di moduli Eurorack iperspecialistici. Se Yamaha ha abbandonato la sintesi AN ad esempio, possiamo dire "peccato" ma non mancano alternative (anche migliori) e tu nel tuo setup nei hai alcune ad esempio.

La mossa della FM sul Montage la vedo come te, dovevano fare qualche cosa per differenziarsi dal Motif ed hanno scelto quella.

PS: Omero non aveva la penna ed era pure cieco emo (certo che forse solo su SM riusciamo a mettere in uno stesso post Yamaha, Verne ed Omero) emo
anonimo 23-05-17 09.34
maxpiano69 ha scritto:
Se parli di Yamaha OK


Si, parlo di yamaha (che e' il tema del thread). Gli altri per fortuna hanno proposto tante alternative, mentre la "3 diapason" ormai va avanti a rompler con le relative versioni light.
Come me, tanti altri hanno di fatto abbandonato yamaha, e secondo me ha perso delle opportunita'. Il Motif XS in multisintesi PLG sarebbe stato perfetto.
Non siamo gli unici a pensare che la FM sia stata uno specchietto per moatrare un luccichio di novita', ma alla fine la zuppa e' sempre quella, solo che viene venduta al prezzo dell'aragosta.

michelet 23-05-17 10.07
@ anonimo
maxpiano69 ha scritto:
Se parli di Yamaha OK


Si, parlo di yamaha (che e' il tema del thread). Gli altri per fortuna hanno proposto tante alternative, mentre la "3 diapason" ormai va avanti a rompler con le relative versioni light.
Come me, tanti altri hanno di fatto abbandonato yamaha, e secondo me ha perso delle opportunita'. Il Motif XS in multisintesi PLG sarebbe stato perfetto.
Non siamo gli unici a pensare che la FM sia stata uno specchietto per moatrare un luccichio di novita', ma alla fine la zuppa e' sempre quella, solo che viene venduta al prezzo dell'aragosta.

Solamente per curiosità, visto che come utenti/acquirenti almeno nel mercato locale, non abbiamo molta forza per determinare il successo o meno di uno strumento (il mercato italiano degli strumenti musicali conta meno di un soldo di cacio), sarebbe interessante conoscere come mai Yamaha abbia abbandonato lo sviluppo di certe tecnologie a servizio della sintesi del suono.
La motivazione prettamente economica è ovviamente uno dei motivi, pensando poi che gli strumenti disponibili oggi sono stati pensati, realizzati qualche anno fa, anche se poi il beta testing talvolta lo fanno gli utenti.
Quindi la domanda che sarebbe da porre a Yamaha R&D è perché, con tutta la potenza e velocità di elaborazione che hanno oggi i computer, abbiano abbandonato la sintesi VL e AN.
L'unica ipotesi che riesco a fare è relativa al fatto che Yamaha sviluppa in proprio le componentistiche, almeno quelle principali. Di conseguenza, diversamente da come ha fatto Korg per Kronos la quale equipaggia un "volgare" processore Atom su cui gira un sofisticatissimo software, Yamaha preferisce avere tutto sotto controllo e quindi si spinge solo dove sa di poter arrivare.
Ogni spiegazione è un'ipotesi come diceva Wittgenstein.
anonimo 23-05-17 13.28
michelet ha scritto:
(il mercato italiano degli strumenti musicali conta meno di un soldo di cacio)


Su questo non ci sono dubbi, ed e' ampiamente dimostrato dalle difficolta' di reperire alcuni strumenti, anche ad un anno dalla loro uscita sul mercato (vedi prodotto particolare Akai)

michelet ha scritto:
pensando poi che gli strumenti disponibili oggi sono stati pensati, realizzati qualche anno fa


Se si osserva l'architettura di un Mox (o di motif) conserva tratti di dna derivati dalla serie EX, ed ancor prima dai TG/SY.
Di fatto, eliminando processori di sintesi, hanno creato involucri dove bastava cambiare il CD interno (wavetables) ed altre piccole cose, per fare il nuovo modello.
Un bel risparmio in termini di costi di sviluppo ecc.

Personalmente ho seguito l'evoluzione dalla EX, passando al motif classic e poi all'ES. Fino a questa fase perlomeno c'era un miglioramento netto dei suoni campionati (e comunque la multisintesi).
Quando e' uscito il motif XS ho tagliato i ponti : svendere un ES per comprarne un'altro con il "CD di suoni" diverso, mi sembrava una follia.

Mi sono accontentato (per altri motivi) di un Mox usato, pagato poco e da utilizzare prevalentemente come master.
Quando ho preso il Mox mi sembrava di aver ricomprato tutti i Motif e gli EX, a meno della multisintesi.

Una formina e tanti prodotti : pero' il cliente e' contento perche' dice che c'e' tutto.. una genialata di marketing da parte di yamaha !!...