L'idea quindi di usare un programma esterno al campionatore per editare i samples e trovare i punti di loop se in apparenza poteva sembrare scomoda (e rappresentava una spesa aggiuntiva al già costoso campionatore hardware) era in realtà vincente, perchè se da un lato dovevi passare il sample dal campionatore al computer e viceversa (e non eravamo come oggi ai tempi dell'usb 3.1 o cose tipo thunderbolt quindi tutto questo avveniva con grande lentezza, compensata però dal fatto che i samples erano di dimensioni ridotte nell'ordine magari di 1 mega o meno cadauno) dall'altro lato guadagnavi molto tempo nella fase di ottimizzazione grazie alle avanzate funzioni che il software ti metteva a disposizione, e con algoritmi in grado di eseguire delle operazioni che il tuo campionatore hardware nemmeno si sognava, aumentando quindi la tua produttività...pensiamo non solo alla dimensione del compositore nel suo project studio ma anche alle varie case produttrici di librerie di campionamenti su cd, che dovevano gestire migliaia di samples nella produzione di una singola library commerciale.
quindi più velocità a trovare i loop points e sopratutto un migliore risultato finale grazie alle funzioni dsp avanzate AI powered delle quali disponeva il software, tutto questo mi ricorda gli algoritmi pure dsp introdotti da motu sul digital performer a metà anni novanta, che permettevano per l'epoca una qualità di time stretching e pitch shifiting (con controllo delle formanti) assai superiore alla maggior parte dei software ed hardware disponibili sul mercato, nulla a che vedere con la scarsa qualità delle funzioni integrate di time compression/expansion dei sampler akai S1000/1100/3000.
ora, in tutto questo potremmo chiederci, cosa c'entra korg trinity? c'entra eccome, perchè all'epoca korg fece uso proprio di infinity per l'ottimizzazione del materiale sonoro della macchina! e questo ci permette di ricordare quanto l'ottimizzazione fosse importante non solo in studio/casa ma anche nella costruzione degli strumenti elettronici digitali pcm based.
le memorie costavano molto, e quindi era necessario trovare dei sistemi per stoccare più dati possibili all'interno di una rom di pochi mega, più forme d'onda riuscivi a metterci più lo strumento diventava appetibile e competitivo, ma tutto questo andava mediato con la qualità nel senso che va bene tanto materiale ma deve suonare bene, ed ecco quindi che uno strumento come infinity ha permesso probabilmente di poter stoccare nella trinity ben 24 mega di multisamples a 48 Khz, oltre 600...ovviamente usando anche algoritmi di compressione, ma comunque l'ottimizzazione fu sicuramente una delle cose di maggior importanza nel design di questa meravigliosa linea di strumenti.
per chi volesse approfondire l'argomento esiste un articolo recensione su Sound On Sound, e il link lo potete trovare
qui.
e su questa rivista sono apparsi tra l'altro articoli molto interessanti all'epoca, riguardo ai più disparati argomenti e che spesso come in questo caso fotografano un momento particolare della tecnologia applicata alla musica, un fotogramma evanescente la cui durata è nell'ordine della frazione di secondo se calcolata con percettività temporale alla quale siamo abituati a pensare normalmente, e poi ricordiamoci sempre che ciò che siamo oggi lo dobbiamo al passato...e il passato erano anche queste cose qui.
(...e troppo spesso oggi ci si dimentica che le enormi possibilià che mettono a disposizione i softwares moderni non sono cose cadute dal cielo dal giorno alla notte o tirate fuori dal cilindro di un mago, ma sono l'evoluzione di un percorso iniziato molto tempo fa e passato attraverso importanti tappe che solo chi le ha percorse e vissute può davvero comprendere in toto).