Arturia Memory V

ideare1 26-05-26 20.11
Ilaria_Villa 27-05-26 16.07
Grazie mille, video molto interessante, anche se suono chitarra e liuto.
dxmat 27-05-26 22.25
@ ideare1
Mica male !!!
Vado controcorrente : a me gli Arturia sembrano suonare tutti troppo simili.
Sarò sordo.
wildcat80 28-05-26 07.22
@ dxmat
Vado controcorrente : a me gli Arturia sembrano suonare tutti troppo simili.
Sarò sordo.
No, è molto vero. Ha una cifra sonora piuttosto distinguibile dagli altri produttori e piuttosto simile fra i vari modelli emulati.
greg 29-05-26 08.56
@ wildcat80
No, è molto vero. Ha una cifra sonora piuttosto distinguibile dagli altri produttori e piuttosto simile fra i vari modelli emulati.
Capita anche con i prodotti AIR, la distinguibilità, intendo. Capita coi prodotti IK Multimedia...
Su Arturia devo ammettere che inizialmente mi impressionò il System modulare Moog. Non lo presi poichè andavo in giro, per le serate 'buone' con Voyager Minimoog e Microkorg, in layers potentissimi....Negli anni '0000 non usavo quasi mai il pc dal vivo.
Questo Memory non è affatto male, comunque, secondo me.
Con le spese recenti non mi interessa dover investire ancora su certe sonorità. Comunque per allargare la tavolozza punterò sui nuovi prodotti Air per Akai MPC, ma dovranno tornare ad un prezzo digeribile' peril portafoglio.
Penso che Arturia ancora una volta non sarà la base delle mie sonorità principali.
gobert4 29-05-26 11.08
Personalmente, da possessore della V11, io li sento suonare tutti diversi.
Il mini non ha nulla a che vedere con il Juno, piuttosto che con il Prophet 5 o VS e via dicendo.

Che poi una software house abbia una sua identità sonora è comunque vero (i prodotti Spectrasonics ad esempio hanno un loro marchio di fabbrica che campionino una forma d’onda di un synth o uno Yamaha C7) e vale anche per quei plugin che non suonano ma che processano un segnale.
Waves suonano diversi da UAD o da IK, ecc ecc. (a parità di hardware emulato)
greg 29-05-26 12.28
@ gobert4
Personalmente, da possessore della V11, io li sento suonare tutti diversi.
Il mini non ha nulla a che vedere con il Juno, piuttosto che con il Prophet 5 o VS e via dicendo.

Che poi una software house abbia una sua identità sonora è comunque vero (i prodotti Spectrasonics ad esempio hanno un loro marchio di fabbrica che campionino una forma d’onda di un synth o uno Yamaha C7) e vale anche per quei plugin che non suonano ma che processano un segnale.
Waves suonano diversi da UAD o da IK, ecc ecc. (a parità di hardware emulato)
Ma quello era il senso, almenobper me
C'è una identità sonora di fondo, chiamiamolo marchio di fabbrica.
Arturia si avvantaggia su altri produttori grazie all'impressiobante hardware che produce.
E con un Polybrute 12 mette tutti a tacere.
Ma anche con un Minifreak riesce ad essere assolutamente distindiva e di qualità
dxmat 29-05-26 15.07
greg ha scritto: Arturia si avvantaggia su altri produttori grazie all'impressionante hardware che produce.
E con un Polybrute 12 mette tutti a tacere.
Ma anche con un Minifreak riesce ad essere assolutamente distindiva e di qualità


Le mie impressioni su Arturia si riferiscono esclusivamente alle emulazioni software.
Certamente Pigment, Minifreak (qui in software) hanno una loro identità, tuttavia le altre emulazioni continuo a sentirle
molto simili con un denominatore comune ben avvertibile, molto probabilmente frutto della comune tecnologia di emulazione adottata dalla Casa. E' una mia percezione e ovviamente del tutto personale che non toglie valore alla suite.
stesgarbi 29-05-26 19.42
@ dxmat
Vado controcorrente : a me gli Arturia sembrano suonare tutti troppo simili.
Sarò sordo.
La penso allo stesso modo.
Non ho mai amato troppo gli Arturia
Ai tempi li ho utilizzati, ma alla fine nel mix li trovavo un po' "piatti" .
Al riguardo, c'è un interessante video di Vulture Culture il quale sostiene che le riproduzioni dei filtri "in the box", nei plugins, non raggiungono la corposità di quelli hardware. E io sono piuttosto d'accordo.

Comunque QUI c'è un interessante video sul nuovo "Memorymoog" dell'Arturia.
gobert4 01-06-26 12.54
@ stesgarbi
La penso allo stesso modo.
Non ho mai amato troppo gli Arturia
Ai tempi li ho utilizzati, ma alla fine nel mix li trovavo un po' "piatti" .
Al riguardo, c'è un interessante video di Vulture Culture il quale sostiene che le riproduzioni dei filtri "in the box", nei plugins, non raggiungono la corposità di quelli hardware. E io sono piuttosto d'accordo.

Comunque QUI c'è un interessante video sul nuovo "Memorymoog" dell'Arturia.

Io li trovavo difficili da piazzare nel mix, nelle versioni più vecchie.
Ora onestamente trovo siano migliorati sotto diversi punti di vista.

Ho visto anche io quel video e…meh…
Lui mi piace poco ed a mio avviso “esaspera” i concetti e li tira molto dalla propria parte.
Preferisco le prove di Starsky Carr per certe valutazioni.

wildcat80 02-06-26 06.12
La citazione di Vulture Culture secondo me andrebbe ascoltata e contestualizzata.
Avendo utilizzato per qualche mese Astrolab, effettivamente la resa dei virtual Arturia sul suo hardware proprietario, inclusa interfaccia audio con conversione D/A di alta qualità, è notevole se paragonata all'interfaccia Core Audio del mio MacBook M3.
Il problema non è il codice con cui vengono modellati i filtri, ma la qualità dei DACs: probabilmente con un'interfaccia di alta gamma la resa dei virtual sarebbe magari anche migliore rispetto ad Astrolab.
Questo discorso peraltro non ha nulla a che vedere con quanto diceva Dxmat, cioè che tutti i virtual Arturia hanno un qualcosa di comune e uniforme che li rende riconoscibili e anche un po' troppo omogenei da punto di vista timbrico.
gobert4 02-06-26 10.06
Il digitale può creare artefatti…
Sta anche all’utente, cercare di minimizzarli.

Lavorare al giusto sample rate in relazione ai propri convertitori, usare dac di qualità, dare importanza alla gestione del clock, impostare un corretto gain staging, ecc ecc.
Bisogna trovare il giusto sweetspot.
Molto spesso si vedono video sul tubo con comparative che mostrano risultati molto diversi, poi quando fai tutto a modo, le differenze si riducono e di molto.

Sul fatto dell’impronta timbrica, come già detto, ogni software house ce la mette sia lato processori audio che virtual instruments.
Ma per quanto mi riguarda, che si parli di Arturia, Roland, Softube, UAD o altro, ogni emulazione ha comunque le caratteristiche che la differenziano dall’altra.

Per quanto riguarda VultureCulture boh…
Stavo guardando il video sul Memorymoog.
A circa 1 ora parla del filtro….
Non gli piace la saturazione che ha…
Ci passa minuti a fare note su note ed a far sweeppare il filtro a diversi valori di risonanza…Si lamenta che sopra il 50% satura troppo e sostiene che l’originale non suona così, pur non avendone mai provato uno.
Ora…
Ma come cavolo si fa a non rendersi conto che hai il mixer a chiodo?!?!
3 oscillatori al massimo del volume, che suonano contemporaneamente, detunati tra loro con tutti i battimenti del caso, dentro il filtro con il 70% di risonanza che ovviamente satura abbestia!!!
Ma manco RTFM?!?!L’abc…
Si sta entro il 50% con i livelli nel mixer sul Moog; oltre saturi sempre più e credo Arturia abbia emulato questo aspetto anche perché lo faceva già sul Minimoog e sul Modulare.

Tipico atteggiamento americano, tipica fuffa americana!
Questo il mio modestissimo punto di vista.
dxmat 02-06-26 16.57
gobert4 ha scritto: 3 oscillatori al massimo del volume, che suonano contemporaneamente, detunati tra loro con tutti i battimenti del caso, dentro il filtro con il 70% di risonanza che ovviamente satura abbestia!!!


Uno dei motivi per cui sono sempre molto scettico davanti ai vari esperti (=marchettari?) di turno su YouTube.
E non credo che Arturia abbia cannato codice su un particolare così importante.




mima85 02-06-26 17.16
gobert4 ha scritto:
Ma come cavolo si fa a non rendersi conto che hai il
mixer a chiodo?!?!
3 oscillatori al massimo del volume, che suonano contemporaneamente, detunati tra loro con tutti i battimenti del caso, dentro il filtro con il 70% di risonanza che ovviamente satura abbestia!!!
Ma manco RTFM?!?!L’abc…


Che era una cosa che faceva pure l'originale tra l'altro, infatti una delle critiche che gli muovevano ai tempi era che era impossibile farlo suonare morbido... salvo poi scoprire appunto che sul pannello esiste apposta un mixer per gli oscillatori, e che se li abbassi al 50% o giù di li magicamente ecco che puoi fare il pad morbido ed etereo.

Su Youtube tutti esperti di 'stocazzo.
Deckard 02-06-26 17.45
@ mima85
gobert4 ha scritto:
Ma come cavolo si fa a non rendersi conto che hai il
mixer a chiodo?!?!
3 oscillatori al massimo del volume, che suonano contemporaneamente, detunati tra loro con tutti i battimenti del caso, dentro il filtro con il 70% di risonanza che ovviamente satura abbestia!!!
Ma manco RTFM?!?!L’abc…


Che era una cosa che faceva pure l'originale tra l'altro, infatti una delle critiche che gli muovevano ai tempi era che era impossibile farlo suonare morbido... salvo poi scoprire appunto che sul pannello esiste apposta un mixer per gli oscillatori, e che se li abbassi al 50% o giù di li magicamente ecco che puoi fare il pad morbido ed etereo.

Su Youtube tutti esperti di 'stocazzo.
Certo smerdarsi su una cosa così ovvia…mah…
dxmat 02-06-26 18.20
Deckard ha scritto: Certo smerdarsi su una cosa così ovvia…mah…


La superficialità (ignoranza?) è di moda, ultimamente.
stesgarbi 03-06-26 04.49
wildcat80 ha scritto:
La citazione di Vulture Culture secondo me andrebbe ascoltata e contestualizzata.

Sono d'accordo.
Il personaggio è un po' "particolare", non sempre sono d'accordo con le sue valutazioni, ma è certamente uno che i sintetizzatori li conosce bene.
Al solito, quando si discute di plugins, si arriva alla solita "tifoseria" e alla critica personale di chi li critica emo
wildcat80 ha scritto:
Avendo utilizzato per qualche mese Astrolab, effettivamente la resa dei virtual Arturia sul suo hardware proprietario, inclusa interfaccia audio con conversione D/A di alta qualità, è notevole se paragonata all'interfaccia Core Audio del mio MacBook M3.
Il problema non è il codice con cui vengono modellati i filtri, ma la qualità dei DACs: probabilmente con un'interfaccia di alta gamma la resa dei virtual sarebbe magari anche migliore rispetto ad Astrolab.

Pienamente d'accordo sul discorso Astrolab.
Da tempo, infatti, sostengo che le riproduzioni software interamente ITB (salvo pochissime eccezioni) hanno qualcosa che "manca", rispetto agli stessi software riprodotti su hardware dedicato
La cosa è evidente quando ascolti il suoni in uscita.
In registrazione, tuttavia, la questione dei DAC centra fino ad un certo punto.
Il Plugin, infatti, quando viene registrato in un mix ITB non ha bisogno di uscire dalla scheda audio, ma elabora direttamente il suono all'interno della DAW, senza utilizzare alcun convertitore esterno.
Il risultato è che nel mix il suono tende a risultare un pochino "piatto", come se appunto gli mancasse qualcosa, il chè richiede un certo lavoro per "collocarlo" all'interno del nix..
Lo stesso plugin, suonato attraverso un hardware dedicato (come nel caso di Astrolab) ha un impatto sonoro diverso, diciamo più "tridimensionale" e tende ad inserirsi con più facilità nel mix. E in questo, come giustamente affermi, la qualità dei DAC assume una grande importanza.
wildcat80 ha scritto:
Questo discorso peraltro non ha nulla a che vedere con quanto diceva Dxmat, cioè che tutti i virtual Arturia hanno un qualcosa di comune e uniforme che li rende riconoscibili e anche un po' troppo omogenei da punto di vista timbrico.

D'accordo anche su questo.
Va riconosciuto che, nelle successive versioni di aggiornamento, Arturia ha molto migliorato i suoi prodotti "classici", ma quella omogeneità di fondo, quel "marchio di fabbrica" rimane.

Il Memorymoog che all'epoca ho posseduto per poco tempo (restituito per i numerosi problemi di "vetustà") poteva suonare "cattivo", oppure morbido, a secondo di come mixavi gli oscillatori.
Tuttavia tendeva a distorcere con facilità, quindi bisognava prestare un po' di attenzione nei "dosaggi".
Punto.
Il problema della riproduzione Arturia non è tanto la distorsione in sè, quanto la qualità sonora della stessa.
La distorsione In ambito digitale, applicata ai suoni di synth non ha ancora raggiunto la compattezza e la corposità "organica" di quella analogica, per cui funziona bene fino a certi livelli, per poi diventare financo fastidiosa se portata agli estremi.

Tornando ai plugins della Arturia, possiedo il Prophet V da tempo immemore, tenuto sempre aggiornato. Sentito in singolo suona bene ma, confrontato con il Take 5 (pur nella diversità della struttura degli oscillatori e del tipo di filtro), la differenza sonora si sente eccome..
Punto.
fefepa 03-06-26 07.44
stesgarbi ha scritto:
Pienamente d'accordo sul discorso Astrolab.
Da tempo, infatti, sostengo che le riproduzioni software interamente ITB (salvo pochissime eccezioni) hanno qualcosa che "manca", rispetto agli stessi software riprodotti su hardware dedicato

ITB ? cosa significa ?
stesgarbi 03-06-26 08.07
fefepa ha scritto:
ITB ? cosa significa ?

In The Box.

Molto tempo fa fa vendetti quasi tutto il mio hardware e cominciai a produrre musica utilizzando esclusivamente plugins.
Da qualche anno, però, mi sono "riconvertito" ai synth hardware (indifferentemente digitali e analogici) con maggiore soddisfazione dal punto di vista della resa sonora.
gobert4 03-06-26 11.04
@stesgarbi

Al solito, quando si discute di plugins, si arriva alla solita "tifoseria" e alla critica personale di chi li critica
Qui non si tratta di tifoseria da stadio.
Si tratta di commentare uno youtuber che fa un video lamentandosi, senza nemmeno sapere cosa sta suonando.
Allora divulghiamo cultura o basta mettere dei bei led sullo sfondo ed un muro di synth per dire cose ad cazzum?
Cavolo ma nemmeno un minimo di preparazione sullo strumento sotto test?
In questo caso ha preso una cantonata, ed è un dato oggettivo.
Il tifo lasciamolo agli imbecilli, io vivo sereno sia con i vst che con i synth hardware.

Lo stesso plugin, suonato attraverso un hardware dedicato (come nel caso di Astrolab) ha un impatto sonoro diverso, diciamo più "tridimensionale" e tende ad inserirsi con più facilità nel mix. E in questo, come giustamente affermi, la qualità dei DAC assume una grande importanza.
E qui allora il problema è del plugin o dei DAC dell’utente?
Perché magari suonare dei VI con una schedina da 80€ non è una buona soluzione (supponendo che il problema stia lì).

Scusate i quote ma da telefonino non riesco a farli.