wildcat80 ha scritto:
La citazione di Vulture Culture secondo me andrebbe ascoltata e contestualizzata.
Sono d'accordo.
Il personaggio è un po' "particolare", non sempre sono d'accordo con le sue valutazioni, ma è certamente uno che i sintetizzatori li conosce bene.
Al solito, quando si discute di plugins, si arriva alla solita "tifoseria" e alla critica personale di chi li critica
wildcat80 ha scritto:
Avendo utilizzato per qualche mese Astrolab, effettivamente la resa dei virtual Arturia sul suo hardware proprietario, inclusa interfaccia audio con conversione D/A di alta qualità, è notevole se paragonata all'interfaccia Core Audio del mio MacBook M3.
Il problema non è il codice con cui vengono modellati i filtri, ma la qualità dei DACs: probabilmente con un'interfaccia di alta gamma la resa dei virtual sarebbe magari anche migliore rispetto ad Astrolab.
Pienamente d'accordo sul discorso Astrolab.
Da tempo, infatti, sostengo che le riproduzioni software interamente ITB (salvo pochissime eccezioni) hanno qualcosa che "manca", rispetto agli stessi software riprodotti su hardware dedicato
La cosa è evidente quando ascolti il suoni in uscita.
In registrazione, tuttavia, la questione dei DAC centra fino ad un certo punto.
Il Plugin, infatti, quando viene registrato in un mix ITB non ha bisogno di uscire dalla scheda audio, ma elabora direttamente il suono all'interno della DAW, senza utilizzare alcun convertitore esterno.
Il risultato è che nel mix il suono tende a risultare un pochino "piatto", come se appunto gli mancasse qualcosa, il chè richiede un certo lavoro per "collocarlo" all'interno del nix..
Lo stesso plugin, suonato attraverso un hardware dedicato (come nel caso di Astrolab) ha un impatto sonoro diverso, diciamo più "tridimensionale" e tende ad inserirsi con più facilità nel mix. E in questo, come giustamente affermi, la qualità dei DAC assume una grande importanza.
wildcat80 ha scritto:
Questo discorso peraltro non ha nulla a che vedere con quanto diceva Dxmat, cioè che tutti i virtual Arturia hanno un qualcosa di comune e uniforme che li rende riconoscibili e anche un po' troppo omogenei da punto di vista timbrico.
D'accordo anche su questo.
Va riconosciuto che, nelle successive versioni di aggiornamento, Arturia ha molto migliorato i suoi prodotti "classici", ma quella omogeneità di fondo, quel "marchio di fabbrica" rimane.
Il Memorymoog che all'epoca ho posseduto per poco tempo (restituito per i numerosi problemi di "vetustà") poteva suonare "cattivo", oppure morbido, a secondo di come mixavi gli oscillatori.
Tuttavia tendeva a distorcere con facilità, quindi bisognava prestare un po' di attenzione nei "dosaggi".
Punto.
Il problema della riproduzione Arturia non è tanto la distorsione in sè, quanto la qualità sonora della stessa.
La distorsione In ambito digitale, applicata ai suoni di synth non ha ancora raggiunto la compattezza e la corposità "organica" di quella analogica, per cui funziona bene fino a certi livelli, per poi diventare financo fastidiosa se portata agli estremi.
Tornando ai plugins della Arturia, possiedo il Prophet V da tempo immemore, tenuto sempre aggiornato. Sentito in singolo suona bene ma, confrontato con il Take 5 (pur nella diversità della struttura degli oscillatori e del tipo di filtro), la differenza sonora si sente eccome..
Punto.