La storia di Dyrne Carol

  • wildcat80
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16-02-26 18.56

Diciamo che fra dimenticarsi le cose e l'ADHD c'è di mezzo l'oceano.
Sicuramente alcune applicazioni tecnologiche tipo lo scrolling tendono a disregolare alcuni circuiti nervosi in maniera simile all'ADHD, con il risultato di avere una capacità di concentrazione e una memoria s breve termine ballerine, ma l'ADHD non è questo, o meglio, non è solo questo.
L'ADHD si manifesta in maniera estremamente eterogenea, anche nella stessa famiglia possono esserci manifestazioni lontanissime, così lontane che uno può non essere neppure riconosciuto come tale di primo acchito.
L'ADHD medio è quello del soggetto che non combina niente, problematico, difficoltà relazionali, difficoltà nello studio e nel lavoro, rischio di dipendenze secondarie, vita sentimentale a rotoli, etc etc.
Nel mio caso in realtà il problema è molto semplice: in fase di compenso non sono capace di andare a bassi regimi.
Io cerco costantemente emozione, performance, adrenalina (che in realtà non è adrenalina ma dopamina, ma nel parlare comune adrenalina rende bene), e quando non ci riesco impazzisco.
Non sono capace a rilassarmi veramente.
Non sono capace ad annoiarmi.
I miei momenti in cui non faccio nulla non sono relax, sono stato di blocco esecutivo, di procrastinazione.
E sono rarissimi.
Io ho sperimentato recentemente tutti i sintomi tipici esploso tutti assieme perché ero completamente disregolato, erano saltati meccanismi di regolazione, e posso garantirvi che una vita così è impossibile da vivere.
Questo per quanto riguarda la componente ADHD, per il resto... L'alto potenziale cognitivo e l'ADHD sono come due bambini che si fanno i dispetti, uno istiga ed amplifica l'altro, il risultato è andare sempre a filo del fuori giri, perché avere il pensiero superveloce, imparato sulla mia pelle, crea delle situazioni antipatiche in cui passi per quello che vuole primeggiare e farsi vedere, mentre in realtà è solo il mio modo di funzionare normale.
Il tratto ASD lo devo ancora esplorare a fondo, ed è quello che da un certo punto di vista serra le fila alle intemperanze dell'ADHD, la struttura che incansla una mente esplosiva ma è anche quello che mi fa vivere male tutto ciò che è relazione sociale profonda.
E qui mi fermo.
  • jacus78
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16-02-26 19.09

wildcat80 ha scritto:
difficoltà relazionali

se è inteso che preferisco la solitudine, ok mi trovo in questo punto.
wildcat80 ha scritto:
difficoltà nello studio

presente
wildcat80 ha scritto:
rischio di dipendenze secondarie

presente
wildcat80 ha scritto:
vita sentimentale a rotoli

presente


A quanto ne so ci sono due tipi di ADHD: io potrei rientrare in quello "inattentivo" (ADD)
"L'ADHD di tipo disattento (precedentemente noto come ADD) è un profilo neurodivergente caratterizzato da marcata difficoltà nel mantenere l'attenzione, disorganizzazione e sogni a occhi aperti, spesso senza iperattività fisica. Spesso sotto-diagnosticato, comporta distrazione facile, dimenticanze quotidiane e difficoltà a completare compiti, con una "mente sempre in movimento" ma con scarsa capacità di restare sul "qui e ora". Copiato/incollato da google.

Ecco io credo di rientrarci in pieno. Per questo dico che molti di noi potrebbero essere in tua bella compagnia, e anche se non diagnosticati rientrano comunque nello spettro, chi più chi meno.
  • mima85
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16-02-26 19.45

jacus78 ha scritto:
A quanto ne so ci sono due tipi di ADHD: io potrei rientrare in quello "inattentivo" (ADD)
"L'ADHD di tipo disattento (precedentemente noto come ADD) è un profilo neurodivergente caratterizzato da marcata difficoltà nel mantenere l'attenzione, disorganizzazione e sogni a occhi aperti, spesso senza iperattività fisica. Spesso sotto-diagnosticato, comporta distrazione facile, dimenticanze quotidiane e difficoltà a completare compiti, con una "mente sempre in movimento" ma con scarsa capacità di restare sul "qui e ora".


Hai dipinto il mio ritratto di quando ero più giovane. Con gli anni ho imparato (a fatica) ad organizzare la mia mente, coi risvolti negativi però di essere diventato troppo perfezionista e pignolo spesso a scapito dei miei nervi e di aver sotterratto una parte della mia personalità sotto una coltre di "filtri comportamentali", che ho tirato su dopo continue auto-analisi dei miei comportamenti del passato per individuare quelli che non ritenevo opportuni. È un processo continuo che dura ancora oggi.

Mi sono rimasti tic, a volte pensieri ossessivo-compulsivi che tento con fatica di tenere a bada, sbalzi d'umore, ipersensibilità (anche questa faticosa da tenere a bada) eccetera eccetera, come raccontato nel mio lungo post all'inizio.

Nei periodi d'umore negativi a volte rimpiango di non essere neurotipico.
  • wildcat80
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16-02-26 20.40

@ jacus78
wildcat80 ha scritto:
difficoltà relazionali

se è inteso che preferisco la solitudine, ok mi trovo in questo punto.
wildcat80 ha scritto:
difficoltà nello studio

presente
wildcat80 ha scritto:
rischio di dipendenze secondarie

presente
wildcat80 ha scritto:
vita sentimentale a rotoli

presente


A quanto ne so ci sono due tipi di ADHD: io potrei rientrare in quello "inattentivo" (ADD)
"L'ADHD di tipo disattento (precedentemente noto come ADD) è un profilo neurodivergente caratterizzato da marcata difficoltà nel mantenere l'attenzione, disorganizzazione e sogni a occhi aperti, spesso senza iperattività fisica. Spesso sotto-diagnosticato, comporta distrazione facile, dimenticanze quotidiane e difficoltà a completare compiti, con una "mente sempre in movimento" ma con scarsa capacità di restare sul "qui e ora". Copiato/incollato da google.

Ecco io credo di rientrarci in pieno. Per questo dico che molti di noi potrebbero essere in tua bella compagnia, e anche se non diagnosticati rientrano comunque nello spettro, chi più chi meno.
Messa così effettivamente il discorso cambia.
Sei comunque in buona compagnia emo
  • jacus78
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16-02-26 21.00

mima85 ha scritto:
Con gli anni ho imparato (a fatica) ad organizzare la mia mente

Si, pure io.
  • Ilaria_Villa
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17-02-26 16.30

Grazie a tutti per gli splendidi post, vi sono vicina e vi abbraccio.
  • wildcat80
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18-02-26 11.29

La cosa incredibile all'apparenza è la convivenza di comportamenti apparentemente impossibili da conciliare, ma che è anche l'espressione più tipica.
Questo rende estremamente difficile essere compresi, soprattutto quando i contesti si fondono.
Si può essere disordinati e precisi allo stesso tempo, ma in contesti diversi, ad esempio avere una camera in cui sembra sia esplosa una bomba e fare lavori di altissima precisione e responsabilità.
Si può essere considerati ottimi comunicatori o addirittura chiacchieroni in un contesto, ma essere chiusi ed ermetici in altri, tipicamente i più intimi e personali.
Nello occasioni sociali si può essere i mattatori della serata se il contesto è giusto, oppure essere dei disadattati a disagio che mettono i disagio gli altri se il contesto è sbagliato.
Si può stare male (frase infelice, ma che non saprei come rendere altrimenti) senza apparenti motivazioni, e scoprire che il motivo è stato funzionare perfettamente in una situazione fuori scala per il proprio modo di essere.
È un gran casino, io peraltro posso parlare principalmente per me, per il mio modo di funzionare: statistica alla mano ogni 100 persone ne potremmo conoscere 2 o 3 che sono ADHD da sempre, e 1 o 2 che cresce fo hanno avuto una regressione dei sintomi, per cui non è così immediato farne esperienza diretta, perché molto spesso l'ADHD adulto è l'amico che c'è sempre, che magari è un po' incasinato ma sei sei nel bisogno c'è, oppure quello che alle feste è l'anima, o quello che è sempre a rischio ritiro della patente... Cose che lì per lì non danno motivo di pensare che dietro non ci sia solo una personalità esuberante.
Viceversa nella famiglia di un soggetto ADHD è praticamente scontato avere un consanguineo neurodivergente, ma soprattutto se la questione non è mai stata affrontata, non è così immediato ritrovarsi nella definizione, perché le manifestazioni possono essere lontanissime.
Io ho questa consapevolezza e ora mi torna tutto, ed è tutto assurdo osservando la mia famiglia da fuori.
Nessuna tragedia, semplicemente confusioni e fraintendimenti derivanti dal non aver mai affrontato la questione (parliamo della fine degli anni 80 in cui la definizione ADHD era stata appena coniata, ma i criteri sono stato definiti chiaramente anni dopo).
  • Ilaria_Villa
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20-02-26 19.26

@ wildcat80
La cosa incredibile all'apparenza è la convivenza di comportamenti apparentemente impossibili da conciliare, ma che è anche l'espressione più tipica.
Questo rende estremamente difficile essere compresi, soprattutto quando i contesti si fondono.
Si può essere disordinati e precisi allo stesso tempo, ma in contesti diversi, ad esempio avere una camera in cui sembra sia esplosa una bomba e fare lavori di altissima precisione e responsabilità.
Si può essere considerati ottimi comunicatori o addirittura chiacchieroni in un contesto, ma essere chiusi ed ermetici in altri, tipicamente i più intimi e personali.
Nello occasioni sociali si può essere i mattatori della serata se il contesto è giusto, oppure essere dei disadattati a disagio che mettono i disagio gli altri se il contesto è sbagliato.
Si può stare male (frase infelice, ma che non saprei come rendere altrimenti) senza apparenti motivazioni, e scoprire che il motivo è stato funzionare perfettamente in una situazione fuori scala per il proprio modo di essere.
È un gran casino, io peraltro posso parlare principalmente per me, per il mio modo di funzionare: statistica alla mano ogni 100 persone ne potremmo conoscere 2 o 3 che sono ADHD da sempre, e 1 o 2 che cresce fo hanno avuto una regressione dei sintomi, per cui non è così immediato farne esperienza diretta, perché molto spesso l'ADHD adulto è l'amico che c'è sempre, che magari è un po' incasinato ma sei sei nel bisogno c'è, oppure quello che alle feste è l'anima, o quello che è sempre a rischio ritiro della patente... Cose che lì per lì non danno motivo di pensare che dietro non ci sia solo una personalità esuberante.
Viceversa nella famiglia di un soggetto ADHD è praticamente scontato avere un consanguineo neurodivergente, ma soprattutto se la questione non è mai stata affrontata, non è così immediato ritrovarsi nella definizione, perché le manifestazioni possono essere lontanissime.
Io ho questa consapevolezza e ora mi torna tutto, ed è tutto assurdo osservando la mia famiglia da fuori.
Nessuna tragedia, semplicemente confusioni e fraintendimenti derivanti dal non aver mai affrontato la questione (parliamo della fine degli anni 80 in cui la definizione ADHD era stata appena coniata, ma i criteri sono stato definiti chiaramente anni dopo).
Grazie mille!