Ricominciare a studiare il pianoforte

  • drmacchius
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09-12-18 17.35

Chiedo qui per un consiglio. Vorrei riprendere a studiare il piano.
Da ragazzo avevo preso lezioni ed avevo raggiunto un livello paragonabile al vecchio quarto anno di conservatorio più terzo di solfeggio. Poi una decina di anni solo blues, rock e principi di jazz (che mi hanno aiutato a sviluppare ritmicità e musicalità anche se non progredendo tecnicamente) e poi ho iniziato a lavorare smesso praticamente completamente per una decina d‘anni.
Adesso vorrei rimettermi a suonare (raggiungere un livello tecnico pianistico classico paragonabile a un livello intermedio tra quinto e ottavo anno del vecchio comservatorio) , almeno sino a quando non avrò raggiunto il mio vecchio livello pensavo di prepararmi da autodidatta, anche per questioni di tempo visto che coi miei orari di lavoro su un pianoforte digitale Kawai potrei esercitarmi di notte, ma prendere lezioni no.

Volevo seguire i programmi dei conservatori italiani dei corsi predidattici (a 15 anni il livello b lo avrei superato senza problemi). Da quanto vedo gli esami attuali sembrano più semplici, dal punto di vista del programma, del vecchio esame di quinto anno in conservatorio.

La domanda è se da un punto di vista didattico è più utile focalizzarsi su pochi pezzi e studiarli a „ livello d’esame“ come se fossero pezzi da concerto o magari è meglio mettersi a dare una „lettura“ più superficiale a più brani di un livello passare a studiare quelle del livello successivo (suonare senza grossi errori tutte le invenzioni a due voci, le suite francesi, gli studi facili di Pozzoli e le sonstige di clementi prima di mettersi a studiare le invenzioni a tre voci, le suite inglesi e le sonate di Beethoven) e solo dopo aver messo da parte un discreto bagaglio musicale mettersi a studiare „sul serio“ focalizzando i dettagli, perfezionando i passaggi, la tecnica e memorizzando i pezzi“ sudiando come si dovesse preparare un saggio dei pezzi scelti?
  • anonimo
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09-12-18 19.17

@ drmacchius
Chiedo qui per un consiglio. Vorrei riprendere a studiare il piano.
Da ragazzo avevo preso lezioni ed avevo raggiunto un livello paragonabile al vecchio quarto anno di conservatorio più terzo di solfeggio. Poi una decina di anni solo blues, rock e principi di jazz (che mi hanno aiutato a sviluppare ritmicità e musicalità anche se non progredendo tecnicamente) e poi ho iniziato a lavorare smesso praticamente completamente per una decina d‘anni.
Adesso vorrei rimettermi a suonare (raggiungere un livello tecnico pianistico classico paragonabile a un livello intermedio tra quinto e ottavo anno del vecchio comservatorio) , almeno sino a quando non avrò raggiunto il mio vecchio livello pensavo di prepararmi da autodidatta, anche per questioni di tempo visto che coi miei orari di lavoro su un pianoforte digitale Kawai potrei esercitarmi di notte, ma prendere lezioni no.

Volevo seguire i programmi dei conservatori italiani dei corsi predidattici (a 15 anni il livello b lo avrei superato senza problemi). Da quanto vedo gli esami attuali sembrano più semplici, dal punto di vista del programma, del vecchio esame di quinto anno in conservatorio.

La domanda è se da un punto di vista didattico è più utile focalizzarsi su pochi pezzi e studiarli a „ livello d’esame“ come se fossero pezzi da concerto o magari è meglio mettersi a dare una „lettura“ più superficiale a più brani di un livello passare a studiare quelle del livello successivo (suonare senza grossi errori tutte le invenzioni a due voci, le suite francesi, gli studi facili di Pozzoli e le sonstige di clementi prima di mettersi a studiare le invenzioni a tre voci, le suite inglesi e le sonate di Beethoven) e solo dopo aver messo da parte un discreto bagaglio musicale mettersi a studiare „sul serio“ focalizzando i dettagli, perfezionando i passaggi, la tecnica e memorizzando i pezzi“ sudiando come si dovesse preparare un saggio dei pezzi scelti?
Sto studiando da due anni il piano "seriosamente" seguendo i programmi preaccademici, che più o meno sono uguali per qualsiasi conservatorio. Il mio consiglio è di guardare le prove degli esami per ciascun anno e prepararti solo su quello, perlomeno io faccio così. Per esempio: 3° anno, sono richieste tutte le scale maggiori e minori in tutte le tonalità, compresi gli arpeggi; due sonate o 4 sonatine a scelta tra autori Clementi, Heller, Czerny, etc. ... una volta imparate bene, magari con la conferma del maestro, passi alle prove d'esame del 4° anno, poi al 5°... Senza tralasciare ciò che hai studiato prima.

Purtroppo, da par mio, ho dei periodi annuali di 2-3 mesi in cui mollo tutto e poi ricomincio, più per demotivazione temporanea (o forse overload di studio) che per impegni extra... ma poi riprendo coraggio e riparto. Che ti devo dì, questione di carattere, ognuno ha il suo.
Ovviamente ho affiancato allo studio del piano quello del solfeggio cantato (Voll. Poltronieri) e dell'armonia complementare (Rimskji-Korsakov + Piston che sto studiando in questo periodo).
  • drmacchius
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09-12-18 20.09

@ anonimo
Sto studiando da due anni il piano "seriosamente" seguendo i programmi preaccademici, che più o meno sono uguali per qualsiasi conservatorio. Il mio consiglio è di guardare le prove degli esami per ciascun anno e prepararti solo su quello, perlomeno io faccio così. Per esempio: 3° anno, sono richieste tutte le scale maggiori e minori in tutte le tonalità, compresi gli arpeggi; due sonate o 4 sonatine a scelta tra autori Clementi, Heller, Czerny, etc. ... una volta imparate bene, magari con la conferma del maestro, passi alle prove d'esame del 4° anno, poi al 5°... Senza tralasciare ciò che hai studiato prima.

Purtroppo, da par mio, ho dei periodi annuali di 2-3 mesi in cui mollo tutto e poi ricomincio, più per demotivazione temporanea (o forse overload di studio) che per impegni extra... ma poi riprendo coraggio e riparto. Che ti devo dì, questione di carattere, ognuno ha il suo.
Ovviamente ho affiancato allo studio del piano quello del solfeggio cantato (Voll. Poltronieri) e dell'armonia complementare (Rimskji-Korsakov + Piston che sto studiando in questo periodo).
Quindi studiare subito e bene il programma d‘esame e non preparare tanto repertorio e poi, più avanti, studiare bene solo i pezzi d‘esame.
  • Asterix
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09-12-18 20.23

@ drmacchius
Quindi studiare subito e bene il programma d‘esame e non preparare tanto repertorio e poi, più avanti, studiare bene solo i pezzi d‘esame.
Io ti consiglio di prendere spunto dai programmi di conservatorio ma di adattarli a un tuo percorso. Magari al posto di 3 sonatine di Clementi, farne una sola di Mozart, al posto delle suite inglesi di Bach, le suite francesi, al 5' mi ricordo portai 15 studi di Pozzoli, Kramer, Czerny. Al posto di qualche studio potresti mettere qualche pezzo romantico in piú...
  • drmacchius
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10-12-18 01.21

@ Asterix
Io ti consiglio di prendere spunto dai programmi di conservatorio ma di adattarli a un tuo percorso. Magari al posto di 3 sonatine di Clementi, farne una sola di Mozart, al posto delle suite inglesi di Bach, le suite francesi, al 5' mi ricordo portai 15 studi di Pozzoli, Kramer, Czerny. Al posto di qualche studio potresti mettere qualche pezzo romantico in piú...
Quelli che cercavo di capire è se per progredire sia meglio farsi „le ossa” con un ampio bagaglio di pezzi di pari difficoltà per poi progredire a livelli successivi e solo dopo avere raggiunto una buona scioltezza e una buona lettura a prima vista pensare a studiare in modo “concertistico” i pezzi di un repertorio da quinto anno, oppure meglio focalizzarci direttamente su pochi pezzi da esame e studiarli alla perfezione
  • Asterix
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10-12-18 06.36

@ drmacchius
Quelli che cercavo di capire è se per progredire sia meglio farsi „le ossa” con un ampio bagaglio di pezzi di pari difficoltà per poi progredire a livelli successivi e solo dopo avere raggiunto una buona scioltezza e una buona lettura a prima vista pensare a studiare in modo “concertistico” i pezzi di un repertorio da quinto anno, oppure meglio focalizzarci direttamente su pochi pezzi da esame e studiarli alla perfezione
Questo lo puoi valutare solo con un insegnante, magari con cui confrontarti anche solo saltuariamente. Sarebbe auspicabile che tu puntassi direttamente al rusultato, ma bisogna valutare attentamente se il tuo bagaglio di partenza lo permette. Potrebbe essere utile anche sapere che brani classici suoni ora, per capire da che livello parti, anche se sarebbe necessario vedere e sentire come li suoni per valutare eventuali problemi tecnici e di impostazione che potrebbero impedirti uno studio efficiente. In altre parole evitare che certi nodi prima o poi vengano al pettine.
  • fulezone
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10-12-18 08.57

Che bella cosa, se riesce il mio progetto da agosto avrò più tempo libero e parte di questo tempo vorrei dedicarlo proprio a prendere delle lezioni di musica, recuperare non sarà facile ma lo spero, migliorare nella tecnica assolutamente
  • anonimo
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10-12-18 16.26

Secondo me vale il detto "chi nasce tondo...". Se hai tempo da buttare, ma veramente da buttare, da adulto puoi tornare allievo nella modalità che preferisci: conservatorio, corso di pittura, scultura, scrittura creativa, recitazione, corso universitario che ti piaceva tanto a vent'anni ma non potevi iscriverti perchè bla bla bla. ... Chi più ne ha più ne metta. Vedo molti "anta" che si mettono in gioco frequentando corsi d'arte/musica/teatro anche con una certa solerzia.
Però non dimentichiamo che la "magia" di fare un percorso di studio in gioventù non si ripete da adulti. Aldilà del tempo a disposizione, in età matura la psiche è molto meno malleabile, si rafforzano convinzioni e visioni della vita, si restringono gli orizzonti del pensiero e ci si focalizza più sul presente che sul futuro. Ben che vada, ti ritroverai in aula con "pischelli" con cui avrai poco o nulla da condividere aldilà della lezione, probabilmente molto più bravi di te sullo strumento. Non voglio demotivarti, ma sappi che il corollario è questo. Molti adulti scelgono la via del maestro privato anche per i suddetti motivi (oltre all'impossibilità della frequenza obbligatoria). A te scegliere.
  • fulezone
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10-12-18 17.13

@ anonimo
Secondo me vale il detto "chi nasce tondo...". Se hai tempo da buttare, ma veramente da buttare, da adulto puoi tornare allievo nella modalità che preferisci: conservatorio, corso di pittura, scultura, scrittura creativa, recitazione, corso universitario che ti piaceva tanto a vent'anni ma non potevi iscriverti perchè bla bla bla. ... Chi più ne ha più ne metta. Vedo molti "anta" che si mettono in gioco frequentando corsi d'arte/musica/teatro anche con una certa solerzia.
Però non dimentichiamo che la "magia" di fare un percorso di studio in gioventù non si ripete da adulti. Aldilà del tempo a disposizione, in età matura la psiche è molto meno malleabile, si rafforzano convinzioni e visioni della vita, si restringono gli orizzonti del pensiero e ci si focalizza più sul presente che sul futuro. Ben che vada, ti ritroverai in aula con "pischelli" con cui avrai poco o nulla da condividere aldilà della lezione, probabilmente molto più bravi di te sullo strumento. Non voglio demotivarti, ma sappi che il corollario è questo. Molti adulti scelgono la via del maestro privato anche per i suddetti motivi (oltre all'impossibilità della frequenza obbligatoria). A te scegliere.
nel giro di poco tempo dovrei cambiare lavoro, guadagnerò uguale il primo anno un po' meno probabilmente dal secondo ma poi gli stipendi dovrebbero equipararsi nel giro di 3/4 anni, dovrei passare da 47 ore a settimana a meno della metà, lavorerei solo la mattina e avrei tutti i pomeriggi liberi, so che la mia mente non è la stessa di quando avevo 20 anni, ma in realtà a me non interessa andare al conservatorio e ricominciare per diventare un nuovo Mozart, intanto come primo progetto ho la laurea anche su università privata e poi prendere proprio lezioni mirate a migliorare postura e diteggiatura, impostazione delle mani, ormai riprendere il conservatorio e lezioni dopo 21 anni lo vedrei solo una cosa frustrante!
  • anonimo
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10-12-18 17.52

@ fulezone
nel giro di poco tempo dovrei cambiare lavoro, guadagnerò uguale il primo anno un po' meno probabilmente dal secondo ma poi gli stipendi dovrebbero equipararsi nel giro di 3/4 anni, dovrei passare da 47 ore a settimana a meno della metà, lavorerei solo la mattina e avrei tutti i pomeriggi liberi, so che la mia mente non è la stessa di quando avevo 20 anni, ma in realtà a me non interessa andare al conservatorio e ricominciare per diventare un nuovo Mozart, intanto come primo progetto ho la laurea anche su università privata e poi prendere proprio lezioni mirate a migliorare postura e diteggiatura, impostazione delle mani, ormai riprendere il conservatorio e lezioni dopo 21 anni lo vedrei solo una cosa frustrante!
In realtà non mi riferivo a te ma a DrMacchius. :-) ... Certo, studiare all'università come mezzo per migliorarsi sul lavoro (in particolare sugli impieghi tecnici) può avere un senso, oggigiorno poi ci sono quelle online che permettono di "frequentare" agli orari più disparati. Ma al conservatorio l'obbligo di frequenza è reale, non virtuale, oltretutto nel triennio accademico le lezioni si svolgono sia di mattina che di pomeriggio. Insomma, è un impegno di non poco conto per un adulto! Per cui, valutare bene.... Se è il pezzo di carta che si vuole ottenere (magari per insegnare) allora può valere la pena, sennò rimboccarsi le maniche e un buon maestro secondo me è la migliore soluzione.
Il giorno che i conservatori saranno fruibili online, il discorso cambierà completamente.
  • myself69
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10-12-18 20.13

@ drmacchius
Quelli che cercavo di capire è se per progredire sia meglio farsi „le ossa” con un ampio bagaglio di pezzi di pari difficoltà per poi progredire a livelli successivi e solo dopo avere raggiunto una buona scioltezza e una buona lettura a prima vista pensare a studiare in modo “concertistico” i pezzi di un repertorio da quinto anno, oppure meglio focalizzarci direttamente su pochi pezzi da esame e studiarli alla perfezione
la domanda che dovresti farti per prima in coscienza è: posseggo un talento? Di quale misura? Nella rilevanza della risposta c'è inversamente proporzionale il tempo che dovrai dedicare al percorso di studi. Mi spiego il fatto che ti applichi 8 ore al giorno non per forza di cosa produrrà un risultato ottimo. A volte per "digerire" delle strutture puoi metterci mesi, anni o attimi. Suonare non è solo leggere le note o muovere le dita ... comprendere quello che si sta facendo volendo quel risultato fa la differenza se una esecuzione è matura o se frutto della speranza. Secondo quesito da porsi, cosa sento di vicino musicalmente al mio essere? sulla risposta che ti dai devi trovare il suono tuo che è una sintesi di esercizio, tecnica e fantasia. Per suonare bene mediamente non basta studiare sul pezzo ma sarebbe auspicabile allenarsi a prescindere nella tecnica, nel superare qualsiasi imprevisto o saper superare con disinvoltura portando all'eccesso un passaggio o una frase musicale, modificando il tempo che può andare da lento a prestissimo ... Se trovi entusiasmo e conferma nell'esercizio di quello che fai, sono fiducioso che tu possa migliorarti ed affrontare i tuoi traguardi.
  • lipzve
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11-12-18 08.11

prendiamo ad esempio due nomi a caso, Peterson e Petrucciani, tanto per rimanere sulla P.

Se non erro, nessuno dei due fece (o finì) il conservatorio.
  • mike71
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21-12-18 15.51

Spectrum ha scritto:
Però non dimentichiamo che la "magia" di fare un percorso di studio in gioventù non si ripete da adulti. Aldilà del tempo a disposizione, in età matura la psiche è molto meno malleabile, si rafforzano convinzioni e visioni della vita, si restringono gli orizzonti del pensiero e ci si focalizza più sul presente che sul futuro. Ben che vada, ti ritroverai in aula con "pischelli" con cui avrai poco o nulla da condividere aldilà della lezione

Da adulto uno impara delle tecniche per essere più efficiente, ma non si tratta di mente malleabile o meno, se uno vuole studiare in teoria ce la potrebbe fare. MA da adulto una cosa che manca è il tempo e l'energia.
Poi in effetti trovarsi in una classe di ragazzini non aiuta appunto come dici tu perché non hai nulla di altro in comune. Io ho fatto qualche corso serale di lingua in tarda età con un discreto profitto, ma mi trovavo con persone più o meno della mia età e che lavoravano. Mi son trovato male con un maestro, con cui facevo lezione individuale in una scuola di musica, messo in mezzo a due bambine delle elementari ed ovviamente facevo quattro chiacchere con le loro mamme, al massimo.
  • anonimo
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21-12-18 15.56

mike71 ha scritto:
Mi son trovato male con un maestro, con cui facevo lezione individuale in una scuola di musica, messo in mezzo a due bambine delle elementari


E' capitato anche a me nella classe di solfeggio di una scuola comunale. Dopo due lezioni, ho mollato e sono andato da un maestro privato, tutta un'altra storia.

mike71 ha scritto:
ovviamente facevo quattro chiacchere con le loro mamme


Solo quattro chiacchiere? A chi vuoi darla a bere, su emo
  • michelet
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21-12-18 17.04

@ lipzve
prendiamo ad esempio due nomi a caso, Peterson e Petrucciani, tanto per rimanere sulla P.

Se non erro, nessuno dei due fece (o finì) il conservatorio.
Infatti, sono casi estremi che si contano sulle punte delle dita in mezzo ad una quantità enorme di gente "normale" che deve studiare e spaccarsi la schiena sui tasti bianchi e ner.
  • drmacchius
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21-12-18 22.42

@ michelet
Infatti, sono casi estremi che si contano sulle punte delle dita in mezzo ad una quantità enorme di gente "normale" che deve studiare e spaccarsi la schiena sui tasti bianchi e ner.
Tra l‘altro non so se Petersen fosse autodidatta, ma aveva una tecnica da paura e la musica la leggeva e la scriveva pure di brutto