Trascrivere le voci interne degli accordi

  • d_phatt
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19-09-21 18.42

Buonasera.
Vorrei fare una domanda o comunque proporre una riflessione.
Quando trascrivete, voi riuscite a riconoscere esattamente le disposizioni delle voci interne degli accordi o voicing che dir si voglia? Parlo quelli suonati dal singolo strumento, pianoforte, chitarra, ecc. E se sì, ci riuscite sempre?

Esempio, per spiegarmi meglio.
Accordo di Do settima di quarta specie (maj7) suonato dal pianoforte a parti late, con le note Do - Sol - Mi - Si - Mi.
Le sentite tutte singolarmente ed esattamente? O potrebbe succedervi di scrivere invece Do - Sol - Sol - Si - Mi? Specie magari se sotto c'è una batteria che "fa casino" o comunque altri strumenti?

Di solito è piuttosto facile riconoscere le parti esterne (basso e canto), ma per le altre a volte non è facile riconoscere la disposizione esatta, e magari scrivo un'altra disposizione dello stesso accordo, dal sapore simile ma non esattamente la stessa.

Ovvio che dipende anche dalla bontà della registrazione, da quanto è affollato il mix, eccetera...sarei curioso di sapere che grado di precisione richiedete a voi stessi quando (e se) fate questo tipo di lavoro. Se potete dirmi due parole in merito ne sarei grato.
  • d_phatt
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19-09-21 18.46

Tutto questo nasce, spesso, dalla mia volontà di sapere esattamente le note suonate da un bravo musicista nel pezzo che devo/voglio trascrivere.
Un compito che se portato all'estremo può diventare faticosissimo o addirittura improbo.

Nota: il trascriverle esattamente poi non comporta che io voglia risuonarle tutte uguali. Però voglio sapere cosa è stato suonato nella registrazione.

Ho trascritto molto, anche molti brani complessi e tanto affollati, spero con un buon grado di approssimazione...ma vorrei sapere se c'è qualche altro "precisino" come me, o se sto completamente fuori di testa...
  • vin_roma
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19-09-21 18.59

@ d_phatt
Tutto questo nasce, spesso, dalla mia volontà di sapere esattamente le note suonate da un bravo musicista nel pezzo che devo/voglio trascrivere.
Un compito che se portato all'estremo può diventare faticosissimo o addirittura improbo.

Nota: il trascriverle esattamente poi non comporta che io voglia risuonarle tutte uguali. Però voglio sapere cosa è stato suonato nella registrazione.

Ho trascritto molto, anche molti brani complessi e tanto affollati, spero con un buon grado di approssimazione...ma vorrei sapere se c'è qualche altro "precisino" come me, o se sto completamente fuori di testa...
Non sei fuori di testa, anzi, è un ottimo esercizio per aprire la mente e l'orecchio.

Pianisticamente non ho grandi problemi a riconoscere le disposizioni in quanto gli effetti delle quarte e delle quinte mi risultano molto facili riconoscerli nelle parti interne, il basso è facile, l'ultima nota acuta pure... poi se in mezzo c'è qualche dissonanza a semitoni o intervalli consonanti ...boh, sento subito dove si trovano, anzi, all'ascolto di un'accordo ho subito un'immagine plastica della mano pronta a risuonarlo.

Una volta dovetti riscrivere le parti di vari brani cantati dal Trio Lescano e, complice anche le vecchie registrazioni rumorose e distorte, fu proprio un'impresa individuarle tutte, ecco, li diventai veramente scemo...! emo
  • WTF_Bach
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19-09-21 19.50

Come dice Vincenzo, una volta “fatto l’orecchio” non è poi così difficile.

Certo poi ci sono situazioni in cui bisogna lavorarci un po’ di più, vuoi per la particolare “intricatezza” del tessuto armonico, vuoi per particolari cromatismi, vuoi per una questione meramente timbrica, tipo roba impastata da riverberi e chorus a stecca.

Per quel che mi riguarda, uso due trucchi:

1) becco una voce interna in un momento in cui è abbastanza chiara e facile, poi cerco di “seguirla” come se fosse una vera e propria “melodia interna”, cercando di canticchiarla o fischiettarla insieme col pezzo.

2) studio il contrappunto come se ne dipendesse la mia vita. Le “regole” del contrappunto ti dicono già al 90% dove andrà una voce.
  • paolo_b3
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19-09-21 21.08

Mi permetto di dare il mio contributo. Ti hanno già risposto persone la cui capacità va oltre i miei limiti.
Mi capita spesso, dovendo eseguire delle cover, di dover stabilire le parti che andrò ad eseguire. Tendenzialmente i brani famosi sono molto affollati come dici tu, più chitarre, più tastiere, cori... bisogna fare il riassunto.
Per me è molto importante che l'armonia ricalchi quella del brano, su quello dedico il massimo dello sforzo.
Poi, vabbè, arriva il momento della prova e se cerchi di dare indicazioni alle chitarre per adeguarsi alla stesura armonica vai bene se non ti picchiano, comunque l'epiteto di "cagacazzo" (rompipalle) non te lo leva nessuno.
Sui fraseggi e i movimenti delle parti invece tendo ad approssimare, certo sarebbero importantissimi, ma poi mi chiedo fino a che punto il gioco vale la candela...
  • d_phatt
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19-09-21 21.28

Innanzitutto grazie a tutti per il contributo. Provo a rispondere a dovere...

vin_roma ha scritto:
Pianisticamente non ho grandi problemi a riconoscere le disposizioni in quanto gli effetti delle quarte e delle quinte mi risultano molto facili riconoscerli nelle parti interne, il basso è facile, l'ultima nota acuta pure... poi se in mezzo c'è qualche dissonanza a semitoni o intervalli consonanti ...boh, sento subito dove si trovano, anzi, all'ascolto di un'accordo ho subito un'immagine plastica della mano pronta a risuonarlo.

Ciao vin_roma, diciamo che qui mi ritrovo abbastanza, anche se sicuramente in misura minore rispetto a te. Per le dissonanze, sentendole emergere, di solito non ho grandi problemi, il problema sono proprio le consonanze, tendo a sentirle molto amalgamate tra loro (e grazie al caz... dirai emo) e quindi a volte difficili da distinguere esattamente, particolarmente appunto in sezioni molto dense di strumenti e suoni...diciamo che in quei casi spesso non sento la certezza assoluta di aver trovato la combinazione giusta, allora lascio le note dubbie scritte in un altro colore e le correggo al bisogno.
vin_roma ha scritto:
Una volta dovetti riscrivere le parti di vari brani cantati dal Trio Lescano e, complice anche le vecchie registrazioni rumorose e distorte, fu proprio un'impresa individuarle tutte, ecco, li diventai veramente scemo...!

Una volta avevi postato una pagina mi pare di un arrangiamento del Trio Lescano, rimasi impressionato proprio dalla quantità di parti interne che avevi scritto, ecco a quel livello non credo che potrei arrivarci con un audio di meno che ottima qualità, e forse nemmeno in quel caso...e tanto più tempo rispetto a quello che probabilmente serve a te. emo
  • d_phatt
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19-09-21 21.35

WTF_Bach ha scritto:
vuoi per una questione meramente timbrica, tipo roba impastata da riverberi e chorus a stecca.

Spesso è proprio questo il problema, suoni spostati in secondo (o terzo) piano nel mix di brani prog, pop, eccetera, oppure affogati negli effetti...spesso lì trovo "l'impressione" giusta e poi devo arrendermi.

WTF_Bach ha scritto:
2) studio il contrappunto come se ne dipendesse la mia vita. Le “regole” del contrappunto ti dicono già al 90% dove andrà una voce.

Eh, e qui siamo al punto dolente. Io ho studiato e mi sono molto appassionato di armonia, penso di essere stato uno studente attivo al riguardo, e non ho mai smesso di cercare di imparare, ma il contrappunto...certo conosco i concetti di base, imitazione, inversione, eccetera, grazie anche a tanto studio e analisi dei brani del tuo sommo prozio, ma non ho mai studiato veramente contrappunto e non nasconderò che è una mancanza che non mi piace affatto, la sento un po' quasi come un torto fatto a me stesso perché sulla carta l'interesse l'ho sempre avuto...ma è sempre rimasto sulla carta.

Quindi qui per me è un "quasi, vorrei, ma non posso"...
  • d_phatt
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19-09-21 21.38

@ paolo_b3
Mi permetto di dare il mio contributo. Ti hanno già risposto persone la cui capacità va oltre i miei limiti.
Mi capita spesso, dovendo eseguire delle cover, di dover stabilire le parti che andrò ad eseguire. Tendenzialmente i brani famosi sono molto affollati come dici tu, più chitarre, più tastiere, cori... bisogna fare il riassunto.
Per me è molto importante che l'armonia ricalchi quella del brano, su quello dedico il massimo dello sforzo.
Poi, vabbè, arriva il momento della prova e se cerchi di dare indicazioni alle chitarre per adeguarsi alla stesura armonica vai bene se non ti picchiano, comunque l'epiteto di "cagacazzo" (rompipalle) non te lo leva nessuno.
Sui fraseggi e i movimenti delle parti invece tendo ad approssimare, certo sarebbero importantissimi, ma poi mi chiedo fino a che punto il gioco vale la candela...
Nel caso di fare un riassunto, dove il tastierista deve suonare le parti di 700 altri strumenti anche io in parte faccio così... scrivo ed evidenzio i fraseggi più evidenti ed importanti e arrangio una specie di "sintesi" di quello che devo andare a coprire. Funziona, a modo suo, anche se di sicuro avrei tanto da migliorare: provo a cercare un equilibrio, una forma strutturata logicamente, se non altro.

Poi per un lungo periodo ho avuto il viziaccio di volere il controllo totale su queste faccende, e scrivevo le parti di tutti; bello, ma non posso fare musica a tempo pieno e a un certo punto ho smesso, a ognuno la sua parte.
  • vin_roma
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19-09-21 21.40

@d_phatt
Grazie, mi fa tantissimo piacere che un mio post di qualche anno fa sia rimasto nella memoria per i suoi contenuti.
  • d_phatt
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19-09-21 21.49

@ vin_roma
@d_phatt
Grazie, mi fa tantissimo piacere che un mio post di qualche anno fa sia rimasto nella memoria per i suoi contenuti.
Grazie a te: senz'altro è rimasto nella mia memoria, anzi per me fu la dimostrazione definitiva che fare quelle cose per bene è possibile anche in condizioni non ottimali...almeno per chi ha il livello e le capacità giuste.
Se non ricordo male era un video dove mettevi in play lo spartito; ma anche se ricordassi male la faccenda del video, di sicuro c'erano il Trio Lescano e un fottio di parti sovrapposte!