Creazione di brani con l'A.I., considerazioni.

  • stesgarbi
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17-01-26 09.13

Vi posto questo video
La questione, a mio parere, sta diventando seria e non può più essere semplicemente "liquidata" con le solite battute (della serie: "ma tanto non riuscirà mai a sostituire la creatività umana" ecc. ecc.).
Soprattutto se consideriamo che l'era dell'Intelligenza artificiale è solo ai suoi albori.... e sta progredendo a ritmi vertiginosi.
  • Sbaffone
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17-01-26 09.31

La musica come l’abbiamo conosciuta sta finendo, però è un discorso che è iniziato ben prima della AI
  • paolo_b3
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17-01-26 09.50

@ Sbaffone
La musica come l’abbiamo conosciuta sta finendo, però è un discorso che è iniziato ben prima della AI
Pienamente d'accordo con te. Se mi parli di replicare musica esistente credo che AI sia già ad un livello straordinario, ma la discriminante avverrà quando AI sarà in grado di evolvere la musica. E' chiaro che l'odierna industria discografica, che per non rischiare ripropone minestre riscaldate, con AI andrà a nozze.
Come ho già detto parliamo di un arranger molto evoluto.
  • gobert4
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17-01-26 10.33

Quoto
Quello che fa oggi l’IA, lo fanno da anni i sequencer ed i software.
Semplicemente è diventata più automatica e all in one, ma se si pensa che un Cubase a caso ti identifica gli accordi, ti suggerisce armonie perché “conosce” il circolo delle quinte, melodyne che fa il suo, la sintesi vocale che fa il resto, le librerie musicali evolute pure, l’analisi spettrale che isola la qualunque, iZotope che ti fa il master…
È tutta roba che esiste già da 10/20anni.

Certo…
Oggi ti sforna un brano fatto e finito in quanti minuti?
Con tutti i limiti del caso eh…
Ma appunto, siamo solo all’inizio.

Però ecco…aldilà dell’industria musicale che alleva intensivamente artisti di dubbio talento, fare qualcosa di innovativo la vedo veramente dura dal punto di vista melodico, dal sound al mix…Si è fatto di tutto e di più oramai
  • stesgarbi
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17-01-26 11.13

gobert4 ha scritto:
Quello che fa oggi l’IA, lo fanno da anni i sequencer ed i software.

Vero, ma questo non toglie che sequencer e software fino ad oggi rimangono strumenti "inerti", se non gestiti (e guidati) in ultima istanza dalla nostra creatività.
Anche la considerazione che ormai le case discografiche ci propongono un "melting pot" di cose già fatte, non toglie il fatto che esistano anche, ad esempio, quelli come noi, su questo forum, che non rinunciamo alla gioia di suonare, interpretare o creare musica partendo dal nostro personale "sentiment", dalla nostra creatività.
L'avvento dell'intelligenza artificiale è un fatto completamente nuovo, in quanto viene a toccare il tema della possibile "sostituibilità" tout court della nostra creatività.
  • stesgarbi
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17-01-26 11.15

Come ho già detto, Il tema non può più essere "liquidato" con banali considerazioni del tipo "l'intelligenza e la creatività umana non potranno mai venire sostituite" ecc. ecc. .
Simili considerazioni (sull'insostituibilità della creatività umana) potrebbero in ipotesi anche avere un fondamento, ma rimane pur sempre il rischio dell' "impigrimento", ovvero di un declino mentale artistico e, più in generale, creativo, con conseguenze imprevedibili anche in altri aspetti della nostra vita.

Certe "comodità" (ad esempio gli elettrodomestici, le macchine agricole ecc. ecc.) hanno avuto l'effetto positivo di liberare l'umanità da molti incombenti manuali, lasciando spazio temporale allo sviluppo degli studi e della creatività del pensiero e dell'arte anche a coloro che non fanno parte della "classe nobiliare" dei tempi antichi (quella che poteva dedicarsi all' "otium", nel senso latino del termine).
Analogo discorso vale per software musicali.
Daw e plugins sempre più evoluti sono "comodità" che permettono di esprimere creatività musicale anche a chi non ha decine di migliaia di euro da spendere in strumentazioni varie (come accadeva ai tempi).
Tuttavia, il vantaggio positivo di queste "comodità " esiste se ed in quanto si collochi entro certi limiti.
Se la liberazione da incombenze inizia a riguardare il lato artistico-creativo del nostro essere, il discorso cambia radicalmente.

Al riguardo, si potrebbe obbiettare ad esempio che, in fondo, il 99,9% degli esseri umani fruisce di musica creata da altri (e quindi non vi sarebbe praticamente differenza se quello 0,1% fosse creato da un intelligenza artificiale, anzichè da una mente umana).
E tuttavia, proprio qui sta il problema.
la "rinuncia" alla creatività musicale non riguarderebbe solo quella minuscola percentuale di musicisti che effettivamente la utilizzano, bensì la la possibilità stessa, per ciascun essere umano, di far parte del quello 0,1%.
Senza contare che l'arte non è solo musica e la creatività non riguarda solo l'arte, ma molteplici aspetti della nostra vita, anche quotidiana.
Dunque, l'"impigrimento rinunciatario" potrebbe un giorno portare l'umanità a perdere .... l'umanità stessa (ovvero l'essenza stessa che contraddistingue il nostro genere).

Forse un giorno l'essere umano si troverà di fronte ad una sfida esistenziale: se vivere in una competizione emulativa con l'Intelligenza artificiale, cercando di mantenere il suo "primato creativo", o se invece cederà alla "comodità" offerta dall'intelligenza artificiale, iniziando da "padrone che comanda al servo" per divenire progressivamente servo di un'entità di cui non può più fare a meno.
Al riguardo, mi vengono in mente due esempi letterari contrapposti:
Il primo è "L'Uomo bicentenario" di Isaac Asimov, laddove però è il robot che aspira a divenire umano, ovvero parte di un genere che mantiene la sua identità primaria ed è destinato a conquistare le stelle, tanto da intentare una causa legale.
Il secondo è "La macchina del tempo" in cui H.G. Wells descrive gli Eloi di un futuro lontanissimo come un'umanità decaduta, ridotta ad una vita automatica da animali da pascolo, priva di senso critico e sentimenti. Esseri ancora umani nell'aspetto, dotati di linguaggio, ma privi di una vera capacità di pensiero e perciò totalmente dipendenti dai Morloch che, appunto, li allevano per cibarsene (i Morloch raffigurati dall'autore potrebbero essere sostituiti da un ipotetico futuro potere dell'intelligenza artificiale).

Si tratta di esempi estremi (soprattutto il secondo)..... speriamo.
  • stesgarbi
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17-01-26 11.31

paolo_b3 ha scritto:
Come ho già detto parliamo di un arranger molto evoluto.

L'Intelligenza artificiale è più di un arranger molto evoluto. Sta diventando un arranger "pensante", ovvero che pensa al nostro posto esaudendo i nostri desideri... per ora..... ma in futuro potrebbe diventare un arranger pensante e pure creativo, al nostro posto.
Il tutto andrebbe visto non nell'ottica attuale, ma nella prospettiva futura.

P.S.
Forse l'A:I: ci porterà ad un "collettivismo", gestito da un "Politbureau artificiale" che "pianificherà" per il "bene del popolo" emo?

Oppure avremo dei grossi "cubi spaziali" che ci diranno.... "La resistenza è inutile! Sarete assimilati." ? emo
  • gobert4
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17-01-26 11.43

Temo anche io che tutte queste comodità possano infulenzare l’essere umano in negativo.
Anche perché esiste una variabile in gioco non di poco conto…
Il denaro ed il valore che gli viene dato!
  • Deckard
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17-01-26 11.55

@ Sbaffone
La musica come l’abbiamo conosciuta sta finendo, però è un discorso che è iniziato ben prima della AI
Stra d'accordo…per fortuna c’è tutto quello fatto prima a cui attingere e consolarsi (io in realtà già lo faccio da anni, ma questo è un altro discorso)
  • stesgarbi
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17-01-26 12.31

Deckard ha scritto:
per fortuna c’è tutto quello fatto prima a cui attingere e consolarsi (io in realtà già lo faccio da anni, ma questo è un altro discorso)

D' accordissimo. emo

Peraltro, ci ho fatto caso e sto scoprendo che alcune radio importanti trasmettono sempre più spesso successi degli anni '80, a differenza di qualche tempo fa, quando si sentivano prevalentemente "canzonette" suonate sugli stessi tre accordi, sulle stesse ritmiche.....
  • wildcat80
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17-01-26 12.50

Fermo restando che è una evoluzione negativa, molto spesso sento parlare a sproposito gente che non ha la minima idea di come funzioni un processo creativo a prompt con AI, e di come si sia evoluto, rapidamente, negli ultimi mesi.
Fino a poco tempo fa il risultato delle AI di facile accessibilità era una traccia finita che seguiva indicazioni sommarie senza grandi possibilità di modifica.
Oggi soprattutto con Suno c'è stata una evoluzione verso la DAW, cioè in pratica tu oggi puoi avere il tuo risultato diviso in tracce come se avessi lavorato ti da zero.
Questo cosa vuol dire? Che se da una parte finalmente alcune piattaforme stanno mettendo al bando i brani creati con AI, dall'altro la AI stessa sta diventando uno strumento molto più potente e capace di infiltrarsi capillarmente in tutto il processi creativo.
Facciamo un piccolo recap.
Oggi si parla esplicitamente di AI come entità a sé, ma nella realtà è da anni che esistono applicazioni AI larghissimamente utilizzate.
Le suore di mix e master Izotope sono basate su AI da anni.
I sintetizzatori vocali come Emvoice e Vocaloid soprattutto sono dei veri e propri precursori.
Altri software come Melodyne e AutoTune oggi lavorano su algoritmi generativi, ma in un certo senso sono antesignani.
I vari scaler sono tool presenti su moltissime DAW che ti aggiustano le melodie automaticamente.
Lo step di Suno DAW a mio avviso apre la strada ad un utilizzo ancora più largo della AI, perché può lavorare in sinergia stretta con la creatività umana, mettendo assieme tante cose viste singolarmente nei mesi/anni scorsi.
Può gestire arrangiamento ibridi, in cui si integra la creatività umana con la componente generata, e aiutare a rifinire il prodotto.
Un cantato e una parte strumentale registrate dall'essere umano possono trasformarsi in un pezzo completo molto facilmente, integrando un processo tradizionale con il lavoro a prompt.
Non è un male perché la componente umana sarà preservata?
È un male perché una parte della componente umana verrà sostituita?
Non lo so, sicuramente ci sarà largo impiego in ambito commerciale e di produzioni a basso budget.
Però voglio essere speranzoso: immagino un talento, un cantautore, che no ha grandi possibilità, possa venire agevolato da un simile modo di lavorare, non voglio pensare che verrà utilizzato solo da produttori di jingle e musica commerciale di bassissima lega.
  • afr
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17-01-26 12.52

Non vivo di musica, per tanto quel che faccio mi da soddisfazione proprio perché esprime qualcosa di mio

Non mi interessa molto dover piacere a tutti i costi

Ribalto il discorso dal pdv del fruitore di musica, sapendo che un brano è prodotto da una IA lo scarterei a priori

Sarebbe corretto ed è l'unica cosa che chiederei, sapere se una qualsiasi composizione è prodotta o meno con IA
  • mima85
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17-01-26 13.16

Mi rifiuto di fruire di musica creata dall'intelligenza artificiale. Parlo di brani creati interamente dall'AI, se poi nella produzione di un brano è stata usata l'AI per alcune parti (non il cantato però, quello lo voglio umano) o come ausilio al montaggio/master del brano il discorso è diverso, li si è trattato di usare uno strumento software come tanti altri. Casi del genere li posso accettare. Ma brani o addirittura intere band generate da AI tipo i The Velvet Sundown per me potrebbero benissimo non esistere.

Intendiamoci, a livello ingegneristico è tantissima roba, da programmatore posso apprezzare il lato esclusivamente tecnico della cosa. Ma da appassionato di musica no, la ritengo un'aberrazione, specialmente conoscendo le modalità molto poco trasparenti con cui sono stati creati i dataset per l'allenamento dei motori AI, cioè letteralmente rubando musica di altri. Spotify per esempio, uno dei più grandi promotori della musica generata da AI, nel suo contratto ha una clausula per cui se tu musicista pubblichi un album sulla loro piattaforma, cosa per cui tu già paghi dei soldi, questi si prendono il diritto di usare la tua musica per l'addestramento del loro sistema di musica generativa senza darti il becco di un quattrino come compenso. Ecco, ma anche no.

Comunque come hanno già detto altri la musica generata interamente dal computer non è cosa solo di questi ultimi anni, ricordo che negli anni '90 c'era un programma chiamato Band In A Box, dove gli davi le direttive e lui ti creava interi brani musicali da zero nello stile scelto. Lavorava con partiture MIDI per ovvi limiti di potenza delle macchine di allora, niente sintesi in tempo reale di strumenti e voce, però già in quegli anni esisteva una prima forma di musica che oggi verrebbe definita "generativa". Era solo questione di tempo che si arrivasse dove si è arrivati oggi.
  • Deckard
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17-01-26 13.33

@ wildcat80
Fermo restando che è una evoluzione negativa, molto spesso sento parlare a sproposito gente che non ha la minima idea di come funzioni un processo creativo a prompt con AI, e di come si sia evoluto, rapidamente, negli ultimi mesi.
Fino a poco tempo fa il risultato delle AI di facile accessibilità era una traccia finita che seguiva indicazioni sommarie senza grandi possibilità di modifica.
Oggi soprattutto con Suno c'è stata una evoluzione verso la DAW, cioè in pratica tu oggi puoi avere il tuo risultato diviso in tracce come se avessi lavorato ti da zero.
Questo cosa vuol dire? Che se da una parte finalmente alcune piattaforme stanno mettendo al bando i brani creati con AI, dall'altro la AI stessa sta diventando uno strumento molto più potente e capace di infiltrarsi capillarmente in tutto il processi creativo.
Facciamo un piccolo recap.
Oggi si parla esplicitamente di AI come entità a sé, ma nella realtà è da anni che esistono applicazioni AI larghissimamente utilizzate.
Le suore di mix e master Izotope sono basate su AI da anni.
I sintetizzatori vocali come Emvoice e Vocaloid soprattutto sono dei veri e propri precursori.
Altri software come Melodyne e AutoTune oggi lavorano su algoritmi generativi, ma in un certo senso sono antesignani.
I vari scaler sono tool presenti su moltissime DAW che ti aggiustano le melodie automaticamente.
Lo step di Suno DAW a mio avviso apre la strada ad un utilizzo ancora più largo della AI, perché può lavorare in sinergia stretta con la creatività umana, mettendo assieme tante cose viste singolarmente nei mesi/anni scorsi.
Può gestire arrangiamento ibridi, in cui si integra la creatività umana con la componente generata, e aiutare a rifinire il prodotto.
Un cantato e una parte strumentale registrate dall'essere umano possono trasformarsi in un pezzo completo molto facilmente, integrando un processo tradizionale con il lavoro a prompt.
Non è un male perché la componente umana sarà preservata?
È un male perché una parte della componente umana verrà sostituita?
Non lo so, sicuramente ci sarà largo impiego in ambito commerciale e di produzioni a basso budget.
Però voglio essere speranzoso: immagino un talento, un cantautore, che no ha grandi possibilità, possa venire agevolato da un simile modo di lavorare, non voglio pensare che verrà utilizzato solo da produttori di jingle e musica commerciale di bassissima lega.
Ottimo, da questo post posso dedurre di non aver MAI usato nulla che abbia a che fare con AI emo
  • Ovidio
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17-01-26 13.35

Sinceramente, sarà pure un ragionamento da matusa, non riesco a concepire il termine "musica" senza interazione umana, che sia un compositore, una band.... o un concerto, in cui si fondono due anime (musicisti e pubblico). Già 35 anni fa mi veniva il mal di stomaco nel vedere dopolavoristi pseudo-pianobaristi nei ristoranti ad "allietare" i presenti fingendo di suonare sulle loro mirabolanti basi riprodotte dallle "ammiraglie" arranger workstation.... di cui sapevano usare solo le funzioni play e stop (e io lì a farmi il c*lo come cameriere per pagarmi le lezioni di strumento)... figuriamoci oggi, che l'automazione ha raggiunto livelli fuori controllo. No, cara AI, se mi serve una traccia di batteria me la compongo da solo, anche se farà schifo, oppure chiamerò un batterista in carne e ossa.
  • stesgarbi
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17-01-26 13.45

wildcat80 ha scritto:
Fermo restando che è una evoluzione negativa, molto spesso sento parlare a sproposito gente che non ha la minima idea di come funzioni un processo creativo a prompt con AI, e di come si sia evoluto, rapidamente, negli ultimi mesi.
Fino a poco tempo fa il risultato delle AI di facile accessibilità era una traccia finita che seguiva indicazioni sommarie senza grandi possibilità di modifica.
Oggi soprattutto con Suno c'è stata una evoluzione verso la DAW, cioè in pratica tu oggi puoi avere il tuo risultato diviso in tracce come se avessi lavorato ti da zero.

Sono abbastanza d'accordo con la Tua analisi, se riferita al presente o al futuro immediato.
La mia preoccupazione deriva dalle potenzialità che l' A.I. sta manifestando e dalla velocità con cui si sta evolvendo, nell'ottica di un futuro più lontano.:
E siamo già arrivati alla creazione autonoma di brani fatti, finiti, arrangiati, mixati e masterizzati.
Finche questo processo sarà in qualche modo "guidato" dalla nostra creatività, l'essenza umana sopravviverà.
In caso contrario......
Certo che vedere trasformata la creatività musicale in una serie di "istruzioni" vocali, scollegate dalle note, non mi affascina.

wildcat80 ha scritto:
Non è un male perché la componente umana sarà preservata?
È un male perché una parte della componente umana verrà sostituita?


Dal mio punto di vista non sarà un male, se le funzionalità umane "sostituite" dall'A.I. saranno a loro volta rimpiazzate da altre nuove funzionalità che, integrandosi con l'utilizzo dell'A.I., rimarranno comunque "patrimonio esclusivo" creatività umana. In sostanza, l'utilizzo innovativo e "creativo" delle nuove tecnologie (come in fondo è sempre avvenuto nella Storia).
Nel secondo caso...... spero sia un ipotesi che non si realizzerà mai.
  • stesgarbi
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17-01-26 13.46

@ afr
Non vivo di musica, per tanto quel che faccio mi da soddisfazione proprio perché esprime qualcosa di mio

Non mi interessa molto dover piacere a tutti i costi

Ribalto il discorso dal pdv del fruitore di musica, sapendo che un brano è prodotto da una IA lo scarterei a priori

Sarebbe corretto ed è l'unica cosa che chiederei, sapere se una qualsiasi composizione è prodotta o meno con IA
La penso allo stesso modo.
  • stesgarbi
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17-01-26 13.55

Vi posto Quest'altro video dove un Umano intervista direttamente SUNO.

l'A:I: parla di "democratizzazione", parla di "nuove possibilità creative".... ma a mio avviso (IMHO) lo fa in modo troppo generico, senza esempi concreti, senza mai indicare nel concreto come la creatività umana potrebbe "integrarsi" con un qualcosa che fa tutto da solo.
Ed oltretutto mi è sembrata una narrazione autoreferenziale, fatta di slogan, come se l'A:I: facesse propaganda pubblicitaria a sè stessa (il chè rende la cosa ancora più "sospetta").

Non mi ha convinto.

Quanto alla democratizzazione.... mi pare molto un elogio del "non sforzo", del "non studio", del "non impegno".... dare a chiunque la possibilità di fare musica, anche a chi di musica non sa nulla perchè non l'ha mai studiata..... una cosa bella?.... a me pare una specie di "Reddito di Musicanza".... emo

P.S.
Magari tra un paio di decenni potrò realizzare il mio sogno di diventare pilota di cacciabombardieri oltraottantenne, semplicemente salendo a bordo di un futuro apparecchio ipersonico che fa tutto da solo.
Oppure assisteremo a campionati di calcio "democratizzati", giocati da calciatori virtuali, dove il Santa Maria di Leuca avrà le stesse possibilità di vincere il campionato di serie A delle squadre più blasonate, perchè i risultati delle partite saranno "randomizzati" (magari sarà la volta in cui l'Italia riuscirà finalmente a partecipare ad un Mondiale emo emo).
E i giocatori umani, gli allenatori, i preparatori atletici potranno "reinventarsi", magari continuando a dare un loro "contributo creativo" al calcio.... non si sa bene come.....
  • paolo_b3
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17-01-26 13.57

stesgarbi ha scritto:
P.S.
Forse l'A:I: ci porterà ad un "collettivismo", gestito da un "Politbureau artificiale" che "pianificherà" per il "bene del popolo" ?

E qui sbagli mio caro... tu pensi di avere la possibilità di scegliere, ma scegli quello che vuole il politburo del libero mercato. emoemoemo

A parte gli scherzi, per ora AI lo vedo come una risorsa per gli operatori del settore, perchè al di la delle fole, ad oggi i risultati importanti si fanno con piattaforme a pagamento e con investimenti in capitale umano per la formazione della macchina.
Domani saremo in grado di dare autonomia alla macchina per creare "musica nuova" avulsa dai codici storici? Vedremo, può anche essere, non lo darei per scontato.
Per inciso, il fatto che tu vedi l'interfaccia sul tuo PC forse non ti aiuta a capire la mole di hardware che ci sta dietro, sai come si dice in Romagna? "Finisce anche la ghiaia nel fiume"...
  • wildcat80
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17-01-26 13.59

@ Deckard
Ottimo, da questo post posso dedurre di non aver MAI usato nulla che abbia a che fare con AI emo
Io ho usato la roba di Izotope per il mastering ed Emvoice per generare armonizzazioni vocali, ma quando ancora non si parlava di intelligenza artificiale, e diciamo l'automatismo non era così spinto.
Per fare i cori avevo dovuto passare la traccia vocale del cantante su Melodyne ed estrarne il MIDI file, editarlo rimuovendo ad esempio tutti i bending eccessivi, trasporlo e modificarlo ove serviva, e poi farlo cantare da Emvoice, che significava copiare il MIDI, e sillabare il testo in modo da fargli cantare le parole correttamente. Diciamo un'oretta di lavoro per una traccia vocale.
Oggi lo fai in un secondo semplicemente dando il file audio in pasto a Suno... Saranno passato due anni ed è come se fosse una generazione intera.
È incredibile, peraltro un mucchio di amatori fanno girare roba generata passandola per loro, convinti che nessuno se ne accorga.... Ma ci sei ne accorge molto facilmente quando un pezzo è totalmente generato, quando c'è una commistione di lavoro umano e generato già è più difficile.