11-02-26 21.50
Un pianista di piano bar sta suonando in un locale fumoso e decisamente di basso livello. Tra un cliente ubriaco e l'altro, nota una vecchia lampada a olio appoggiata sopra il pianoforte. La strofina per pulirla e, puff!, appare un Genio.
Il Genio, però, sembra molto stanco: "Senti, sono secoli che faccio questo lavoro. Ho i sindacati alle costole, quindi facciamo in fretta: hai un solo desiderio. Uno solo. Chiedi e ti sarà dato."
Il pianista, che è un uomo umile e frustrato, risponde: "Guarda, sono stanco di suonare 'Sapore di Sale' per gente che non mi ascolta. Il mio sogno è essere un grande pianista concertista, uno di quelli che quando tocca i tasti lascia il pubblico senza fiato, in un silenzio religioso, capaci di creare un'emozione divina!"
Il Genio schiocca le dita: "Fatto!"
Improvvisamente il locale svanisce. Il pianista si ritrova seduto davanti a un magnifico Gran Coda Steinway, sul palco di un teatro prestigioso, completamente al buio. Sente il respiro di migliaia di persone davanti a lui. C'è un silenzio assoluto, carico di aspettativa.
Lui si sente ispirato come non mai. Appoggia le mani sui tasti, chiude gli occhi e attacca un notturno di Chopin con una delicatezza e una tecnica che non pensava nemmeno di possedere. È un momento magico.
Dopo circa dieci minuti di musica sublime, conclude con un accordo pianissimo che sfuma nel nulla. Resta immobile, con le mani sospese, aspettando il boato degli applausi.
Passano dieci secondi. Trenta secondi. Un minuto. Silenzio totale.
Lui apre gli occhi, preoccupato, e guarda verso la prima fila. Non c'è nessuno. Guarda tutto il teatro: è vuoto. Non c'è anima viva.
In quel momento riappare il Genio, appoggiato al pianoforte, che si lima le unghie. Il pianista urla: "Ma che diamine hai fatto?! Avevo chiesto di essere un pianista così bravo da lasciare il pubblico senza fiato e creare un silenzio divino!"
E il Genio, sbadigliando: "Infatti. Sei così bravo che non ho trovato nessuno degno di venirti ad ascoltare. Buon tour mondiale!"