15-03-26 14.25
@ maxpiano69
Io non ci trovo nulla di così orribile, anche se non lo comprerei: è un progetto in crowdfunding di una persona a cui piaceva realizzare quell'oggetto in quel modo ed ha avuto anche un buon numero di supporters; i mini tasti sono il problema? Si più sempre usarlo come un expander con l'architettura del P5 ed una minitastiera (+ speaker interno) che viene comoda per programmarlo.
Per fortuna le mie 'mini', Jupiter XM e Minifreak, sono oggetti potenti ognuna per conto suo e non entro nei particolari, ma non le utilizzerei mai come expander. Aldilà del prezzo io comprerei come expander un P5 e stop.... avrebbe un senso anche nel rivenderlo, invece strumenti simili restano nel guado.....secondo me.
Mettiamoci in testa che con l'analogico (attualmente inflazionato da moltissime case produttrici e molteplici modelli di synth di ogni forma e qualità) vanno tenuti presenti ben altri concetti rispetto a digitali ed ibridi......
NOn credo nei ritorni storici quando l'analogico (fino alla fine degli anni '90) veniva letteralmente ignorato dalla maggior parte dei consumatori, che attendevano sempre l'uscita dell'ultima workstation di Korg, Roland, Kurzweil, Tecnics, Gem, Ensoniq, Emu, Yamaha, Alesis. Andavano per la maggiore le virtualizzazioni CS, Profecy, WSA,etc....
Il problema è , chi suona con gli analogici dal vivo?
Faccio perno sulla mia esperienza quotidiana, non utilizzo l'analogico in studio, visto che non amo registrare e 'registrarmi' se non per fini di utilizzo di tracce backing.
Io miscelo il suono analogico dando forza e colore a suoni digitali non sempre 'rotondi'. Non sono convintissimo dell'utilizzo di filtri analogici su suoni per il resto di origine digitale. Francamente lo faccio da quando mi impossessai del grandioso Voyager, marzo 2003, a proposito di minitastiere, abbinando un supersaw del mitico MiniKorg ( tra l'altro il meno 'digitale' fra tanti virtual synth). Mi sono chiesto del perchè...semplice come l'uovo di colombo, nell'era analogica si suonava in modo molto più semplice, e parlo di tutti i componenti di una band. Al momento tutti usiamo miriadi di effetti che modificano all'inverosimile il suono originale. E' il motivo per cui, principalmente live, il digitale è ormai la base del nostro sound.
Inflazionare il mercato con infinite repliche di synth d'altri tempi solo per 'quel suono' significa portare alla confusione l'utilizzatore finale; resta il vantaggio di chi produce e riduce la ricerca industriale e di laboratorio.
Lo venderanno certamente, però trovo diverse criticità in uno strumento simile....fammi immediatamentre una versione modulo e ci potrei pensare....
Non a caso attualmente i miei analogici sono moduli, e sfido tutti i tastieristi ad utilizzare dal vivo in una performance nel 2026 una tastiera programmabile da pannello ed utilizzarla per tutti i brani in programma, o quasi... semplice, non ha senso, ora nell'epoca di tastiere MPE...vedi Polybrute 12 Arturia, ad esempio....