23-01-26 10.50
wildcat80 ha scritto:
Cosimi che è stato il papà italiano del Deepmind non a caso lo ha ribattezzato il Juno 106 sotto steroidi, perché è davvero molto più simile al 106 che al 60 (e c'è tanta differenza fra le 2 macchine, il 60 ha molto più in comune con l'SH101 come carattere)
Negli anni '80 mi è capitato spessissimo di suonare su Juno 60 e Juno 106.
Le differenze ci sono, soprattutto per il carattere "caldo" del 60, ma non così "abissali".
Le differenze le percepivo già all'epoca e, dal punto di vista sonoro, preferivo il Juno 60.
Tuttavia, dalle due macchine riuscivo ad ottenere comunque gli stessi suoni, con un buon grado di soddisfazione.
Cosimi, da un certo punto di vista, ha ragione.
Il Deepmind è nato sul modello del 106 ed il firmware iniziale aveva grosse "pecche", soprattutto per quanto riguarda gli inviluppi. Il firmware successivo ha un po' corretto la situazione, per cui oggi riesco ad ottenere anche bassi belli "grossi" e dinamiche "snappy" (molto più che sul Pro-800, anche dopo l'ultimo aggiornamento).
Il fatto è che il Juno 60 aveva degli ottimi DCO e ci tiravi fuori la low-end anche solo con quella "furbata" dell'oscillatore singolo "sdoppiato" tra sega e PWM.
Con il Deepmind, tuttavia, ci vai vicino e puoi creare bassi monofonici potenti "impilando" più oscillatori detunati (io ne uso normalmente 3).
Una cosa che mi mancava, sul Juno 60 era il portamento.
Quello che mi manca, sul Deepmind, è il chorus analogico: per quanto l'effetto si avvicini abbastanza bene, non siamo ancora a quella "magia".
wildcat80 ha scritto:
Il nuovo clone secondo me ovviamente, potrebbe essere molto interessante se riesce a ricreare tutto il carattere del Juno 60 ma con velocity, aftertouch e MIDI potrebbe veramente fare il botto, perché ancora oggi i Juno 60 sono molto ricercati, e hanno prezzi folli.
Vero.
E' probabile che il JN 80 abbia successo, proprio per quell' "attaccamento al vintage" di chi ricerca l'originale e non può permetterselo.
Per quanto mi riguarda, il discorso è diverso.
All'epoca amavo il juno 60 (e mi piaceva molto anche il 106) anche se era considerato un po' il "Jupiter 8 dei poveri", il synth del "vorrei ma non posso".
Così nel 1999 ne ricomprai uno (un 60) ben tenuto a 250 mila lire (

)..... per rendermi conto che lo avevo acquistato solo per il "ricordo", ma alla fine si trattava di un synth limitato e lo rivendetti ad un prezzo di poco superiore....

..
Ultimamente, da un po' di tempo cercavo di ritrovare la sonorità Roland nel mio set-up, ma non riuscivo proprio ad entusiasmarmi per i "cloni" proposti dalla stessa casa giapponese (ACB o Zenology) che, nel suono di base, non mi hanno mai convinto (IMHO).
Così, scartando a priori l'idea di acquistare Juno 60 perchè "obsoleto" e costosissimo, scartando pure l'idea di acquistare il 106, perchè comunque sovrapprezzato e "meccanicamente inaffidabile", la mia attenzione si era concentrata su MKS50 (Alpha Juno, che avevo posseduto con soddisfazione).... ma alla fine siamo sempre lì come suoni.
La sorpresa fu provare il Deepmind 12 a casa di un amico:.... sonorità Roland ben riuscita, convincente, con molte opzioni sonore in più, rispetto al Juno 106.
Il nuovo JN 80 è sicuramente interessante per i "nostalgici" del Juno 60.
Ed il chorus analogico potrebbe anche costituire una "tentazione".... ma alla fine siamo sempre lì:
L'impressione è che, in realtà, si tratterebbe di un accattivante downgrade, rispetto al deepmind 12 (IMHO).
wildcat80 ha scritto:
Io per inciso non comprerò più nulla di Behringer per quanto riguarda i sintetizzatori polifonici perché ho già abbondantemente dato con scarsa soddisfazione:
Con il Deepmind mi è andata bene, perchè continuo ad esserne soddisfattissimo, ma ho già fatto il reso dell' UB-XA e sono della tua stessa idea: non comprerò più polifonici da Behringer.