Che succedera' dopo il Covid 19

giosanta 20-03-20 19.27
Amici cari, abbiamo tutti i nervi a fior di pelle. La situazione è quella che è e il confine tra le libertà personali e le esigenze collettive diventa evanescente.
Come tutti ho stima e rispetto per chi è al fronte (personale sanitario ecc.) e indispensabili retrovie (autotrasportatori, commessi dei supermercati ecc.) ma, anche questi, debbono rendersi conto che essere costretti all'inazione, preclusi a fare il proprio lavoro dallo svolgere attività al momento "non indispensabili", non è una situazione psicologicamente facile. Si certo " stando a casa si contribuisce alla sicurezza di tutti" e non ci piove, va fatto punto e basta, ma, non sembri un'enormità, tra poco si arriverà a considerare i soggetti di cui sopra comunque dei privilegiati, visto che comunque "fanno", rischiano ma "vivono".
Naturalmente, a scanso di fraintendimenti, ribadisco che le nome magari si discutono, visto che siamo in una democrazia, ma si rispettano.
maxpiano69 20-03-20 19.35
giosanta ha scritto:
Naturalmente, a scanso di fraintendimenti, ribadisco che le nome magari si discutono, visto che siamo in una democrazia, ma si rispettano.

E questo te lo voglio proprio quotare e thanksare.
mima85 20-03-20 19.44
Macios ha scritto:
e grazie per il tuo impegno nella protezione civile.


Prego, anche se per adesso il mio impegno non c'è, nel senso che non sono ancora stato chiamato. Ma sono in pre-allerta ed è possibile che mi chiamino in qualsiasi momento, e se non lo faranno a fine maggio avrò comunque una settimana che è già stata pianificata secondo i normali programmi. Se poi sarò in giro a spruzzare insetticida nei tombini per ammazzare zanzare tigre come pianificato o avrò a che fare anch'io con 'sto cacchio di SARS-CoV2, dipende da se l'emergenza sarà rientrata oppure no. Spero caldamente che il mio compito sarà di ammazzare zanzare.

Vedi, fare protezione civile a volte può essere di una noia mortale, specie quando devi fare servizio pubblico durante gli eventi cittadini (passare sei ore in piedi fisso nello stesso punto come un palo, ad impedire alla gente di attraversare una via su cui fanno una gara ciclistica, non è che sia la cosa più appagante del mondo). Ma dall'altra parte la formazione di base che ti fanno ti apre gli occhi su quanto il "dietro le quinte" della nostra società sia delicato, e su di quanto per certe scelte sbagliate possono farne le spese tutti quanti, indipendentemente da chi queste scelte le compie (politici o popolazione).

Per questo quando vedo gente che fa assembramenti come se nulla fosse nonostante la gravità della situazione, mi incavolo. Perché è già tanto se ci è concesso di andare a fare la spesa e di uscire per fare quattro passi, rigorosamente da soli ovviamente, e se continuerà ad esserci gente che se ne frega non ci lasceranno fare più nemmeno questo.