Memorizzare una canzone

  • Arci66
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23-03-18 14.01

alemar78 ha scritto:
Mi chiedo se invece non abbia più senso investire quello stesso tempo nello studiare alla perfezione il brano nella tonalità in cui lo devo suonare

Alla fine per quelli al ns livello finisce cosi, in quanto abbiamo un'approccio all'apprendimento di una parte musicale un po da .....primate.
Non voglio essere offensivo come leggi mi sto mettendo allo stesso livello.
Poi se l'approccio è aiutato da video guide allora rimaniamo ancora di più al livello...primate.
Insomma capiamo come va eseguito un brano ed imtiamo.
Ben diverso è l'approccio che il "Boemo"emo Cyrano ci sta suggerendo, che mira a farti entrare nelle logiche dell'armonia che prescindono dalla tonalità.
Se usi quell'approccio, che all'inizio è sicuramente difficile, rotto il ghiaccio ti permetterà di prescindere dalla tonalità, anzi ti darà la possibilità di eseguire un qualunque brano in ogni tonalità senza stare più a pensare e contare i semitoni per trasporre.
Diventa automatico perchè hai metabolizzato i meccanismi dell'armonia.
Bada bene anch'io mi dovrei mettere una volta per tutte ad usare l'approccio qui consigliato.
Mi fa sorridere Cyrano quando afferma se sai camminare puoi camminare sia su un parquet, che sul marmo non cambia...il problema probabilmente sta nel fatto che io ancora "gattono".
L'unico limite rimane quello tecnico in quanto alcune tonalità come diteggiatura possono risultare più impervie di altre e li ci vuole l'esercizio.
  • alemar78
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23-03-18 14.30

Arci66 ha scritto:
Alla fine per quelli al ns livello finisce cosi, in quanto abbiamo un'approccio all'apprendimento di una parte musicale un po da .....primate.
Non voglio essere offensivo come leggi mi sto mettendo allo stesso livello.


No beh, figurati emo. Per quel che mi riguarda non uso nè video guide nè vado alla ricerca di spartiti in giro: quando c'è da imparare un brano mi affido al mio orecchio che per fortuna funziona. L'approccio di Cyrano, lo ribadisco a scanso di equivoci, non fa una grinza. Già adesso (anche per necessità, visto lo scarso tempo a disposizione) ragiono per intervalli a prescindere dalla tonalità, infatti spesso studio i brani ascoltandoli in auto mentre vado a lavorare e capendo come si stanno muovendo a livello armonico e poi ne scopro la tonalità solo nel momento in cui li posso suonare.
E' questa parte e ti quoto
Arci66 ha scritto:
L'unico limite rimane quello tecnico in quanto alcune tonalità come diteggiatura possono risultare più impervie di altre e li ci vuole l'esercizio.

che rende il metodo di Cyrano per me difficilmente praticabile ed è quello che intendevo con il mio post precedente, che forse non era abbastanza chiaro: proprio perchè non ho la possibilità di studiare con tempi e frequenze regolari, e proprio perchè alcune diteggiature sono per me meno "natutali" di altre, ai fini del risultato esecutivo finale preferisco impiegare quei tre quarti d'ora a studiare il brano nella tonalità in cui lo dovrò suonare piuttosto che studiarlo in 12 tonalità differenti per perfezionarlo in tonalità che non userò. Se poi il brano è nativo in una delle tonalità a cui sono meno abituato, tanto meglio, sarà un occasione per fare pratica! L'ideale sarebbe un repertorio che girasse su tutte le tonalità in modo da poterle provare tutte ogni volta. So benissimo che a livello teorico e di approccio in questo modo sono "più povero", ma ai fini del risultato finale preferisco poter dire alle prossime prove: "ok il brano lo so perfettamente nella tonalità che abbiamo concordato" piuttosto che dire, "il brano non lo so benissimo nella tonalità che avevamo deciso però lo so fare perfettamente in G in D in E...."
  • anonimo

23-03-18 14.46

@ alemar78
benjomy ha scritto:
sei stato di manica larga...
tre quarti d'ora. punto. emo


Ok, dopo averlo fatto però, si suppone che lo si suonerà sempre nella tonalità che si è deciso (a meno di non suonare da soli e decidere deliberatamente di farlo ogni volta in tonalità differente) quindi chiedo, assolutamente senza polemica, a cosa sono serviti quei tre quarti d'ora? Parlo per me, per quelli che sono i miei limiti: se dopo averlo fatto per quei tre quarti d'ora io non lo facessi più, sicuramente dopo qualche settimana o mese non sarei più in grado di suonarlo degnamente, o perlomeno non senza un "refresh". Quindi questi tre quarti d'ora dovranno essere fatti con una certa costanza e per tutti i brani...Mi chiedo se invece non abbia più senso investire quello stesso tempo nello studiare alla perfezione il brano nella tonalità in cui lo devo suonare. Adesso ho 3 brani da aggiungere ad un repertorio che suonerò ad inizio aprile: non riesco a suonare tutti i giorni da qui ad allora, i brani li ho imbastiti e sono abbastanza certo che, anche se li dovessi suonare domani, li porterei a casa in modo comunque degno, ma preferisco in questi pochi giorni che mancano cercare di perfezionarli così come sono, piuttosto di provarli in tonalità in cui so per certo che non li suonerò. Non discuto che fare come suggerite sia un arricchimento enorme dal punto di vista musicale. E' innegabile che lo sarebbe
Non riesco a spiegarmi

Un brano rock/pop/jazz nonnsi studia in una tonalità

Lo si studia nelle sue funzioni/relazioni armoniche e nei suoi blocchi di incisi melodici

È ovvio che se non ho pratica nella tonalità di Gb (pratica che si acquisisce con esercizi specifici e applicazione quotidiana), anche se in teoria il bramo lo conosco funzionalmente in pratica lo eseguirò in maniera stentata

Ma è solo questione di pazienza e di metodo, basta davvero poco

E a che cosa serve?

1) accompagnare chiunque in qualunque tonalità

2) affrontare senza patemi d'!animo brani che abbiano sezioni in tonalità rognose

3) ma sopratutto, capire quello che si suoma e non limitarsi ad essere dei meri "schiacciatori di tasti"
  • vin_roma
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23-03-18 15.10

Forse si sta perdendo di vista il principio del post: "memorizzare una canzone".

La canzone è una forma musicale che prescinde da una melodia che si sviluppa in un contesto armonico.
Questa melodia è generalmente formata da strofe e ritornelli.
Le strofe vengono chiamate A, i ritornelli B. Ci può essere un'introduzione, un bridge, ma sempre li siamo.

Il problema è "memorizzare la struttura di un brano".

Se si imparano gli accordi a memoria può accadere che l'esecuzione di ogni brano è minacciata dalla fallibilità della mente, mentre, se si inquadra il brano a livello strutturale, con un po' di abitudine si può accompagnare "ad orecchio" qualsiasi struttura seguendo istintivamente il rapporto armonico che si intuisce suonando momento per momento.

Ma capita a volte di non dover solo accompagnare col pianoforte o l'arranger ma, spesso, si hanno parti specifiche all'interno di un arrangiamento e quindi, anche se la struttura è chiara, per suonare quelle specifiche note richieste dall'arrangiamento e per l'impossibilità di memorizzare tutti i passaggi per via del tempo che manca, allora "te becchi la parte sul leggio" e non c'è niente di male.

Ma avere la padronanza di una struttura rende liberi, liberi di suonarla in qualsiasi tonalità, di modificarla, di sostituire accordi... e conquistare questa padronanza non è difficile, basta partire da un altro presupposto che poi sulla canzone è molto semplice applicare.
  • maxpiano69
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23-03-18 15.36

@ vin_roma
Forse si sta perdendo di vista il principio del post: "memorizzare una canzone".

La canzone è una forma musicale che prescinde da una melodia che si sviluppa in un contesto armonico.
Questa melodia è generalmente formata da strofe e ritornelli.
Le strofe vengono chiamate A, i ritornelli B. Ci può essere un'introduzione, un bridge, ma sempre li siamo.

Il problema è "memorizzare la struttura di un brano".

Se si imparano gli accordi a memoria può accadere che l'esecuzione di ogni brano è minacciata dalla fallibilità della mente, mentre, se si inquadra il brano a livello strutturale, con un po' di abitudine si può accompagnare "ad orecchio" qualsiasi struttura seguendo istintivamente il rapporto armonico che si intuisce suonando momento per momento.

Ma capita a volte di non dover solo accompagnare col pianoforte o l'arranger ma, spesso, si hanno parti specifiche all'interno di un arrangiamento e quindi, anche se la struttura è chiara, per suonare quelle specifiche note richieste dall'arrangiamento e per l'impossibilità di memorizzare tutti i passaggi per via del tempo che manca, allora "te becchi la parte sul leggio" e non c'è niente di male.

Ma avere la padronanza di una struttura rende liberi, liberi di suonarla in qualsiasi tonalità, di modificarla, di sostituire accordi... e conquistare questa padronanza non è difficile, basta partire da un altro presupposto che poi sulla canzone è molto semplice applicare.
Totalmente d'accordo con te Vin, questo per me vuole anche dire che stiamo parlando di due abilitá che possono essere sviluppate in parallelo, secondo me

1) saper analizzare un brano in termini di intervalli funzionali/struttura armonica non hé struttura del brano (parti=intro, strofa, chorus, bridge... e loro sequenza)

2) saper suonare (o meglio interpretare) strutture armoniche in qualsisi tonalitá.

ma per sviluppare la 2 magari si puó adottare un approccio piú graduale, ovvero applicando alcune trasposizioni (a scelta o per esigenze del caso) ad alcuni brani, piuttosto che prendere ogni brano che si studia e trasporlo sempre e comunque su tutte e 12 la tonalitá (per quanto auspicabile, ma richiede piú tempo che non tutti, soprattutto i non professionisti, hanno)
  • alemar78
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23-03-18 15.53

Cyrano ha scritto:
Non riesco a spiegarmi

Un brano rock/pop/jazz nonnsi studia in una tonalità

Lo si studia nelle sue funzioni/relazioni armoniche e nei suoi blocchi di incisi melodici

È ovvio che se non ho pratica nella tonalità di Gb (pratica che si acquisisce con esercizi specifici e applicazione quotidiana), anche se in teoria il bramo lo conosco funzionalmente in pratica lo eseguirò in maniera stentata

Ma è solo questione di pazienza e di metodo, basta davvero poco

E a che cosa serve?

1) accompagnare chiunque in qualunque tonalità

2) affrontare senza patemi d'!animo brani che abbiano sezioni in tonalità rognose

3) ma sopratutto, capire quello che si suoma e non limitarsi ad essere dei meri "schiacciatori di tasti"


No Cyrano, ti sei spiegato benissimo e come ho scritto, il tuo metodo è perfetto.
Lo sto solo mettendo in relazione al tempo che io ho da dedicare allo studio, è un limite mio: mettiamo che io abbia 45 minuti da decidare allo studio di un brano (mi riferisco alla sola parte pratica, quella che, come giustamente scrivi "si acquisisce con esercizi specifici e applicazione quotidiana"): se io li dedico interamente allo studio del brano nella tonalità in cui lo eseguirò ragionevolmente il risultato dell'esecuzione sarà 10/10 rispetto a quelle che sono le mie potenzialità tecniche. Se io invece dedico quegli stessi 45 minuti a impratichirmi su tutte le tonalità è chiaro che non lo avrò davvero perfezionato in nessuna di queste e rischierei di non essere pronto nel momento in cui lo devo suonare davvero. Ma appunto dipende dagli obiettivi che uno si pone e agli ambiti in cui opera. Io suono solo in un contesto di band, ben difficilmente mi trovo nella situazione di dovermi adattare ad accompagnare qualcuno in tonalità "a sorpresa". E' tutto definito a priori, alle prove. Se c'è un brano "nativo" in una tonalità ostica, come ho scritto sopra (e come è capitato), tanto meglio, è un'occasione che fare pratica su quella tonalità (non uso certo il "transpose"!). Nel mio caso per fortuna, malgrado tutto, capisco quello che suono, ho chiari in testa i rapporti armonici, perchè come detto la maggior parte delle volte studio in auto e non avendo l'orecchio assoluto non so le note che sto ascoltando, ma so cosa sto ascoltando e che rapporto hanno tra di loro gli accordi che sto ascoltando, anche se le mie dita non seguono di pari passo la mia testa purtroppo emo. L'obiettivo che ho a livello personalenel mio contesto è quello di eseguire nel modo migliore possibile le mie parti. Detto più banalmente, per il tempo che ho da dedicare alla musica purtroppo mi ritrovo costretto a dover scegliere tra

- studiare lo strumento (tecnicamente) o
- studiare i brani che devo suonare nei live.

So benissimo che studiare con costanza lo strumento mi darebbe una base tecnica tale da rendere più agevole lo studio del brano nello specifico, ma a 40 anni, con un lavoro, una moglie e una figlia non mi è possibile. Se non avessi dei gruppi in cui suono live e suonassi a casa allora sì, lo farei senza pensarci due volte.
  • benjomy
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23-03-18 15.55

forse sono io che" non sono stato spiegato"emo
intendevo che per la canzone del sole non ti serve nemmeno aver un pianoforte davanti per capire che accordi suonare. basta ascoltarla ed è palese.
proprio perchè le relazioni armoniche sono così palesi da non richiedere niente altro
Cyrano ha scritto:
Un brano rock/pop/jazz nonnsi studia in una tonalità

su questo non sono completamente d'accordo, nel senso che partirò dalla tonalità originale per studiare le relazioni armoniche etc che mi permetteranno di suonarlo anche in altre tonalità. non dimentichiamoci che certi voicings suonano meglio in certe tonalità piuttosto che in altre
  • alemar78
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23-03-18 15.58

vin_roma ha scritto:
Se si imparano gli accordi a memoria può accadere che l'esecuzione di ogni brano è minacciata dalla fallibilità della mente, mentre, se si inquadra il brano a livello strutturale, con un po' di abitudine si può accompagnare "ad orecchio" qualsiasi struttura seguendo istintivamente il rapporto armonico che si intuisce suonando momento per momento.


Questo è quello che intendevo nel mio primo intervento, ma che tu hai saputo scrivere molto meglio di me. Così faccio ed è l'unico modo in cui sono ragionevolmente sicuro che difficilmente sbaglierò durante l'esecuzione.
Però sono d'accordo con Maxpiano, c'è differenza tra memorizzare una struttura di un brano (almeno per la definizione che ho io di struttura) e memorizzarne i rapporti armonici. Sono due cose che vanno in parallelo
  • anonimo

23-03-18 15.59

Cyrano ha scritto:
È ovvio che se non ho pratica nella tonalità di Gb


se mi chiedi un brano in Gb la risposta la sai emo
  • ahivela
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23-03-18 16.10

Cyrano ha scritto:
E per altre "funzioni strane", è uguale...trucchetti mnemonici come se piovesse


Eh si', d'accordo. Ma resta il fatto che quando il brano ha diverse modulazioni intermedie, e magari e' farcito di rivolti, la cosa diventa un poco farraginosa, e si fa prima a scrivere (e soprattutto leggere) le note direttamente, piuttosto che i gradi. Lo usavo comunque molto, quando dovevo trascrivere in fretta e furia qualcosa di cui avrei scoperto solo all'ultimo minuto la tonalita' effettiva in cui sarebbe stato eseguito (le solite cantanti volubili...). Ma da quando uso Ireal, il cielo e' diventato piu' blu.... emo
  • anonimo

23-03-18 20.24

@ alemar78
Secondo me l'importante è non imparare "a memoria" ma usare l'orecchio mentre si impara un brano e mentre lo si suona. Quindi alla base, come già detto da alcuni deve esserci la capacità di riconoscere i rapporti armonici e quello con un po' di pratica si fa: io che sono una scarpa a suonare riesco a capire spesso fin dal primo ascolto i rapporti armonici di un brano (se parliamo di pop/rock, cose semplici insomma) e quindi in genere riesco a seguire una band anche in brani che non ho mai potuto suonare prima (a patto che li abbia almeno già ascoltati ovviamente!).
Diverso è poi il discorso di suonarli in tutte le tonalità: me ne sono reso conto negli ultimi mesi dove ho dovuto preparare un repertorio per un tributo a Renato Zero e mi sono trovato a suonare in tonalità in cui non ero abituato a suonare (brani in Bb-, Eb-) o brani con più modulazioni. E mi sono reso conto che, essendo sempre stato abituato a suonare in altre tonalità (diciamo più semplici), per le quali oltre ad aver sviluppato automatismi nelle mani, anche visivamente avevo il conforto di ciò che stavo suonando, il ritrovarmi a cambiare le posizioni abituali mi ha limitato e legato anche nell'esecuzione. A prescindere dall'aver compreso i rapporti armonici dei brani. Nel caso di Renato Zero poi anche i rapporti armonici non sono così banali quindi ho dovuto soffermarmi molto più del solito sui singoli brani per capirli rispetto a quanto ero abituato a fare. Ci ho "perso" parecchio tempo, credo che mi sia utile per il futuro. Farlo per ogni singolo brano che mi troverò a studiare a prescindere dalle esigenze specifiche, non so: se fossi un musicista o se volessi diventare un musicista sarebbe sicuramente un suggerimento da seguire, come "dopolavorista" capisco che lavoro, famiglia, figli e altri impegni non rendano sempre possibile farlo...
secondo il mio punto di vista ovviamente da profano, la memoria c'entra sempre e credo che ognuno di noi la utilizzi in modo diverso, ognuno ha una abilità personale. C'è gente che riesce a ricordarsi tutte le note a memoria di una canzone, io no; io vado ad orecchio o mi ricordo lo chema delle mie mani e se non suono una canzone per diverso tempo ci pensa la mia memoria fatta da schemi delle mani a ricordarmela. Banalmente, "Almeno tu nell'universo" brano che per il mio livello è non è stato banalissimo, la ricordo attraverso lo schema delle mani, idem bohemian rhapsody e molti altri brani: ma è normale?
  • anonimo

23-03-18 20.35

@ anonimo
Ragazzi, suonare un brano semplice (diciamo tipo "Ancora" di De Crescenzo) in tutte le tonalità è come fare la stessa sequenza di passi prima sul parquet, poi sulle mattonelle, poi sulla moquette e poi su un terreno sconnesso...
io dovrei suonare tutti i giorni Ancora per ricordarmelo in tutte le scale e non riuscirei a suonare altro: ma avrebbe senso?
Il Chang se non ricordo male, ti dice di studiare solo ciò che serve o sbaglio?
  • andrew1
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23-03-18 20.42

Non proprio, dice di imparare suonando solo quello che piace, che è diverso.

Per il resto, come non ringraziare Cyrano e Vin_roma ...

Però mi viene spontanea una domanda: come mai i libri di armonia hanno centinaia di pagine?
In effetti, però, ho notato che per esprimere un concetto, ci mettono 4-5 pagine, quando lo stesso potrebbe venir espresso in mezza facciata.
Ma forse sono troppo abiutuato ai libri di analisi (matematica)
  • clouseau57
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23-03-18 20.44

Per questo tipo di applicazione L'IREAL la fa' da padrone emo
  • Arci66
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23-03-18 21.11

@ clouseau57
Per questo tipo di applicazione L'IREAL la fa' da padrone emo
Certo Ispettò, ma qui Ireal so sicuro che ce l'hanno tutti..è il tempo che manca...comunque chi ha poco tempo si può limitare a 2-3 tonalità utili.
Esercizio molto utile anche per quei brani che nel finale ti traspongono a salire il ritornello 2 o 3 volte...Stevie Wonder, Michael Jackson, etc..mi stavo impiccando con "Heal the world" recentementeemo.
  • andrew1
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23-03-18 21.42


...
Detto questo possiamo abituare l'orecchio al facile passaggio del IV grado al I (fossimo in Do magg sarebbe Fa>Do, in Mib sarebbe Lab>Mib etc,,,) eseguendolo in forma di frase ritmica per sottolineare meglio l'ambito armonico in cui ci troviamo. Possiamo poi aggiungere al IV>I la dominante ed abituare l'orecchio alla diversità risolutiva degli accordi di IV e V rispetto la tonalità del I grado.
...
Un secondo passo
...

(Ri)leggendo la tua lezione, e confermando l'importanza di quello che hai scritto, mi è venuta in mente una domanda: come mai non si trovano esercizi di ear-training di quanto spiegato qui sopra?
Certo, registrarseli da soli e poi risentirli per esempio in auto è abbastanza semplice, però quelli relativi agli intervalli ed agli accordi lo sono ancora di più, però quelli si trovano, questi no (almeno io non li ho mai trovati).
Dirai allora che basta ascoltare i brani che li usano, ma anche questo presuppone l'avere l'orecchio già allenato, quindi uno step successivo, per chi lo deve allenare è meglio avere questi passaggi "puri" e chiari
  • paolo_b3
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23-03-18 21.47

Jaam ha scritto:
se mi chiedi un brano in Gb la risposta la sai


L'uomo col cappello... (Stefano Benni)

emo
  • vin_roma
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23-03-18 22.06

@ andrew1

...
Detto questo possiamo abituare l'orecchio al facile passaggio del IV grado al I (fossimo in Do magg sarebbe Fa>Do, in Mib sarebbe Lab>Mib etc,,,) eseguendolo in forma di frase ritmica per sottolineare meglio l'ambito armonico in cui ci troviamo. Possiamo poi aggiungere al IV>I la dominante ed abituare l'orecchio alla diversità risolutiva degli accordi di IV e V rispetto la tonalità del I grado.
...
Un secondo passo
...

(Ri)leggendo la tua lezione, e confermando l'importanza di quello che hai scritto, mi è venuta in mente una domanda: come mai non si trovano esercizi di ear-training di quanto spiegato qui sopra?
Certo, registrarseli da soli e poi risentirli per esempio in auto è abbastanza semplice, però quelli relativi agli intervalli ed agli accordi lo sono ancora di più, però quelli si trovano, questi no (almeno io non li ho mai trovati).
Dirai allora che basta ascoltare i brani che li usano, ma anche questo presuppone l'avere l'orecchio già allenato, quindi uno step successivo, per chi lo deve allenare è meglio avere questi passaggi "puri" e chiari
Ieri avevo cominciato una serie di cadenze espresse in audio con riferimenti a brani famosi. L'idea me la fece venire marc-c con la sua scoperta di una banale progressione di settime. Di quelle ce ne sono a tonnellate in musica, specie in quella barocca.
  • anonimo

23-03-18 23.11

@ andrew1

...
Detto questo possiamo abituare l'orecchio al facile passaggio del IV grado al I (fossimo in Do magg sarebbe Fa>Do, in Mib sarebbe Lab>Mib etc,,,) eseguendolo in forma di frase ritmica per sottolineare meglio l'ambito armonico in cui ci troviamo. Possiamo poi aggiungere al IV>I la dominante ed abituare l'orecchio alla diversità risolutiva degli accordi di IV e V rispetto la tonalità del I grado.
...
Un secondo passo
...

(Ri)leggendo la tua lezione, e confermando l'importanza di quello che hai scritto, mi è venuta in mente una domanda: come mai non si trovano esercizi di ear-training di quanto spiegato qui sopra?
Certo, registrarseli da soli e poi risentirli per esempio in auto è abbastanza semplice, però quelli relativi agli intervalli ed agli accordi lo sono ancora di più, però quelli si trovano, questi no (almeno io non li ho mai trovati).
Dirai allora che basta ascoltare i brani che li usano, ma anche questo presuppone l'avere l'orecchio già allenato, quindi uno step successivo, per chi lo deve allenare è meglio avere questi passaggi "puri" e chiari
ci sono un sacco di programmi e di app di ear training con esercizi preimpostati o personalizzabili tipo questo
  • anonimo

23-03-18 23.23

INTERVALLI................... ASCENDENTI........................DISCENDENTI

2a minore
(Do-Re b) Jaws (colonna sonora da “Lo squalo”) Per Elisa (Beethoven)

2a Maggiore
(Do-Re) Tanti auguri a te Yesterday (Beatles)

3a minore
(Do-Mi b) Smoke On The Water (Deep Purple) Hey Jude (Beatles)

3a Maggiore
(Do-MI) Oh, when the Saints Swing Low Sweet Chariot

4a Giusta
(Do-Fa) We Wish You a Merry Christmas Adeste Fideles

Tritono
(Do – Fa #) The Simpsons (sigla del cartone) Blue Seven (Sonny Rollins)

5a Giusta
(Do-Sol) Twinkle Twinkle Little Star The Flintstones (sigla del cartone)

6a minore
(Do – La b) In My Life (Beatles) Love story (colonna sonora dal film)

6a Maggiore
(Do-La) My way (Frank Sinatra) Nobody knows the trouble I’ve seen

7a minore
(Do – Si b) Somewhere (West side story) Watermelon man

7a Maggiore
(Do-Si) Don’t Know Why (Nora Jones) I Love You (Cole Porter)

Ottava
(Do-Do) Somewhere over the Rainbow (dal “Mago di Oz”) Willow Weep for Me