Come abbiamo scelto che strumento suonare?

  • almavian
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13-02-19 15.02

Minchia..sto Bontempi ha fatto una strage...emo
  • paolo_b3
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13-02-19 15.11

@ dielle63
Certo, ti avevo letto con attenzione.

La mia domanda è più profonda: perché ci affascina proprio quello strumento? Quale caratteristica, il suono, l' oggetto, ce lo fa preferire?

Diverso è chi ci arriva provandone molti (addirittura l'arpa) ma per molti credo sia amore a prima vista. Cosa vi ha folgorati?
Non c'era voglia di fare polemica, immagino lo avrai capito.
Se ti devo dire perchè sono partito dalla tastiera, beh credo che sia stato il destino a farci incontrare, a 7 anni non avevo tante opportunità di venire a contatto con strumenti musicali veri.
Ti posso dire perchè oggi sono soddisfatto di avere intrapreso questa strada: perchè sul pianoforte, 88 tasti, 10 dita, domini il mondo della musica se sei capace.
Quando suono un arrangiamento per pianoforte di un brano e affronto le varie parti, mi immagino di interpretarle con lo strumento previsto nella versione originale.
Inoltre puoi ricreare tutte le armonie dei vari brani, cosa che puoi forse fare a metà con la chitarra.
Terzo, ciliegina sulla torta, le tastiere elettroniche mi appassionano veramente, con il loro connubio di tecnica ed arte.

Visto che c'è la parata dei Bontempi, questo era il mio. Dovrebbe averlo ancora mio fratello a casa sua.
E per non essere da meno di Mima, l'ho anche smontato varie volte ed una volta l'ho connesso alla rete da aperto ed ho "preso la scossa" per la mia prima volta nella vita. Si impara molto da queste esperienze... emo
  • Raptus
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13-02-19 15.13

@ almavian
Minchia..sto Bontempi ha fatto una strage...emo
Infatti! Mi ritengo fortunato ad aver avuto una Yamaha! Adesso è Casio che fa strage... (e non stiamo parlando del px5s emo)
  • almavian
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13-02-19 15.26

@ Raptus
Infatti! Mi ritengo fortunato ad aver avuto una Yamaha! Adesso è Casio che fa strage... (e non stiamo parlando del px5s emo)
emoemoemoemo
  • giumargio
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13-02-19 15.37

dielle63 ha scritto:
E' bello vedere che molte cose sono comuni a tutti.


E' vero!

Ho avuto la fortuna di nascere in una casa munita di pianoforte verticale; papà strimpellava ad orecchio, nonostante sapesse leggere la musica (visto che la provvista di spartiti di canzonette d'epoca non mancava), grazie ad un prozio, di papà, che aveva una specie di negozio di strumenti musicali (questo mi hanno sempre raccontato).

Così a sei anni, tra un 45 giri di jazz ed un 33 di musica classica sempre di papà (ascoltati rigorosamente su giradischi di quei tempi là, che il coperchio era costituito dalle due casse), oltre al flauto dolce praticamente obbligato alle scuole elementari (ma ancora ho la passione e ne ho collezionati dal soprano al baritono oltre a qualche whistle irlandese, che ancora a volte provo a suonare), ho cominciato a prendere lezioni di pianoforte classico.

Ancora il caso volle che, nell'appartamento sopra il mio, abitasse un maestro di scuola elementare con la passione del violino, anche lui munito di pianoforte verticale e di figlio, mio coetaneo, completamente distaccato e disinteressato alla musica: quanti pomeriggi passati sforzandomi di accompagnare al pianoforte gli effluvi violinici del maestro Panico, con mio sommo orgoglio e suo sommo dispiacere per non essere in quello seguito dal figlio.

Poi si cresce e la prima chitarra in prestito per "La locomotiva" o "Dio è morto", un'armonica Hohner in regalo per qualche canto di montagna e l'ulteriore botta di ... fortuna: negli anni dell'adolescenza facevo parte della cantoria della chiesa principale del paese, guarda caso munita di un grande organo a canne, tre tastiere, pedaliera, un mucchio di interruttori della luce che inserivano suoni pazzeschi, molti altri cosi da tirare e grossi bottoni da schiacciare con i piedi. Manco a dirlo, ottenni il permesso di salire là sopra, accendere il motore e porre le mie avide mani (immaginandomi novello Bach) su quei tasti che erano davvero troppi; ovviamente in orari nei quali nemmeno la più pia ed anziana donna del paese potesse avere l'intuizione di fermarsi per una preghiera.
Finché è durato, che la mia tecnica organistica non portava nemmeno ad accompagnare il nulla della chiesa vuota (anche se tutto ciò avrebbe avuto le sue ripercussioni nel tempo).

Poi il primo Fender Rhodes, vendutomi praticamente per compassione da un cugino con velleità jazzistiche, più grande di me e con più possibilità economiche. La prima GEM con suoni di piano e, dopo aver visto la luce, un susseguirsi senza pace di cloni Hammond (con la speranza, un giorno, di trovare posto in casa per uno vero ...).
  • mima85
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13-02-19 16.21

paolo_b3 ha scritto:
E per non essere da meno di Mima, l'ho anche smontato varie volte ed una volta l'ho connesso alla rete da aperto ed ho "preso la scossa" per la mia prima volta nella vita. Si impara molto da queste esperienze...


"Madame 230V" la conosco bene pure io emo

emo
  • dielle63
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13-02-19 16.29

@ paolo_b3
Non c'era voglia di fare polemica, immagino lo avrai capito.
Se ti devo dire perchè sono partito dalla tastiera, beh credo che sia stato il destino a farci incontrare, a 7 anni non avevo tante opportunità di venire a contatto con strumenti musicali veri.
Ti posso dire perchè oggi sono soddisfatto di avere intrapreso questa strada: perchè sul pianoforte, 88 tasti, 10 dita, domini il mondo della musica se sei capace.
Quando suono un arrangiamento per pianoforte di un brano e affronto le varie parti, mi immagino di interpretarle con lo strumento previsto nella versione originale.
Inoltre puoi ricreare tutte le armonie dei vari brani, cosa che puoi forse fare a metà con la chitarra.
Terzo, ciliegina sulla torta, le tastiere elettroniche mi appassionano veramente, con il loro connubio di tecnica ed arte.

Visto che c'è la parata dei Bontempi, questo era il mio. Dovrebbe averlo ancora mio fratello a casa sua.
E per non essere da meno di Mima, l'ho anche smontato varie volte ed una volta l'ho connesso alla rete da aperto ed ho "preso la scossa" per la mia prima volta nella vita. Si impara molto da queste esperienze... emo
Paolo.......se riuscissimo a fare polemica anche su un post come questo.........veramente ci sarebbe di che preoccuparsi. emo

È chiaro che cercavo solo di focalizzare su cosa ci ha affascinato. Molti in effetti avevano già risposto.

Comunque è davvero bello ripercorrere quelle primissime emozioni, anche specchiandosi nelle parole altrui.
  • mike71
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13-02-19 17.13

mima85 ha scritto:
"Madame 230V" la conosco bene pure io emo

Anche io, se per questo.
Ad un certo punto ho iniziato ad interessarmi all'elettronica ed ai computer. Per fortuna che l'organo elettronico di Nuova Elettronica non l'ho mai costruito perché costava troppo, altrimenti credo sarebbe stata una delusione. MA sono stato ad un passo dall'autocostruire il clone Apple // che pubblicarono qualche anno dopo.

Per lo strumento, come ho detto io ero affascinato dagli strumenti con la tastiera da bambino. Poi in età adulta, diciamo che con il pianoforte suoni da Bach a Venditti (almeno in teoria!)
Oltre alla passione per poter cambiare i suoni che ha un synth....
  • paolo_b3
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13-02-19 17.17

@ mima85
paolo_b3 ha scritto:
E per non essere da meno di Mima, l'ho anche smontato varie volte ed una volta l'ho connesso alla rete da aperto ed ho "preso la scossa" per la mia prima volta nella vita. Si impara molto da queste esperienze...


"Madame 230V" la conosco bene pure io emo

emo
Fa piacere che qualcuno non abbia insinuato la 125 V. emo

Attraevano quei fili trecciati di un colore metallico prossimo all'arancione.
  • mima85
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13-02-19 17.31

paolo_b3 ha scritto:
Fa piacere che qualcuno non abbia insinuato la 125 V


Lo stai intendendo come riferimento alla tua età? emo
  • mike71
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13-02-19 18.32

@ mima85
paolo_b3 ha scritto:
Fa piacere che qualcuno non abbia insinuato la 125 V


Lo stai intendendo come riferimento alla tua età? emo

Forse a questi oggetti, che potevano riservare sorprese specie se qualcuno decideva di telefonarti...
Mi sembra che però fosse 110V pp
  • paolo_b3
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13-02-19 19.32

@ mima85
paolo_b3 ha scritto:
Fa piacere che qualcuno non abbia insinuato la 125 V


Lo stai intendendo come riferimento alla tua età? emo
Eh si, lo dico anche a Mike, io non l'ho vista per poco la 125 domestica. Si differenziava tra la "luce", dove venivano collegate le linee delle lampadine, all'epoca rigorosamente ad incandescenza, e la "motrice" dove venivano collegati i motori elettrici vari.
Da noi è ancora usato il termine "la luce" come sinonimo di energia elettrica, es. "è arrivata la bolletta della luce" emoemoemo

P.S. Avevo sentito dire che la tensione delle linee telefoniche che ci mostri fosse 48 Volts...
  • mima85
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13-02-19 22.48

paolo_b3 ha scritto:
P.S. Avevo sentito dire che la tensione delle linee telefoniche che ci mostri fosse 48 Volts...


Durante il tempo in cui la cornetta è sganciata si, ma per far squillare i telefoni la tensione viene alzata periodicamente tra i 90 ed i 110V (un'elevazione per ogni squillo), perché quando il sistema telefonico è stato pensato, sul finire del 1800, non c'erano ancora i telefoni elettronici che si sono visti dagli anni '70 in poi, ma quelli elettromeccanici. Ed elettromeccanica era anche la suoneria col campanello, dove per azionarne il solenoide erano necessari quei livelli di tensione.

Coi telefoni completamente elettronici (sempre analogici però) quei livelli di tensione non servivano più per farli squillare perché il campanello è stato sostituito con un altoparlante e relativo circuito sonoro, ma per evitare di rifare i sistemi telefonici di tutto il mondo per adattarli agli allora nuovi telefoni, si è preferito piuttosto progettare gli apparecchi in modo da essere compatibili con il sistema che era in funzione già da decenni.

Comunque gli standard sono differenti da paese a paese. O meglio erano, perché ormai il sistema telefonico analogico è in via di dismissione in tutti i paesi (qui in Svizzera per esempio già non c'è più, è tutto su IP ormai).
  • paolo_b3
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14-02-19 08.36

@ mima85
paolo_b3 ha scritto:
P.S. Avevo sentito dire che la tensione delle linee telefoniche che ci mostri fosse 48 Volts...


Durante il tempo in cui la cornetta è sganciata si, ma per far squillare i telefoni la tensione viene alzata periodicamente tra i 90 ed i 110V (un'elevazione per ogni squillo), perché quando il sistema telefonico è stato pensato, sul finire del 1800, non c'erano ancora i telefoni elettronici che si sono visti dagli anni '70 in poi, ma quelli elettromeccanici. Ed elettromeccanica era anche la suoneria col campanello, dove per azionarne il solenoide erano necessari quei livelli di tensione.

Coi telefoni completamente elettronici (sempre analogici però) quei livelli di tensione non servivano più per farli squillare perché il campanello è stato sostituito con un altoparlante e relativo circuito sonoro, ma per evitare di rifare i sistemi telefonici di tutto il mondo per adattarli agli allora nuovi telefoni, si è preferito piuttosto progettare gli apparecchi in modo da essere compatibili con il sistema che era in funzione già da decenni.

Comunque gli standard sono differenti da paese a paese. O meglio erano, perché ormai il sistema telefonico analogico è in via di dismissione in tutti i paesi (qui in Svizzera per esempio già non c'è più, è tutto su IP ormai).
Sei enciclopedico Mima!
  • mima85
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14-02-19 08.44

@ paolo_b3
Sei enciclopedico Mima!
Nah, niente enciclopedia. Semplicemente con quella roba ci ho dovuto avere a che fare quando mi hanno tolto la telefonia analogica in casa e quindi ho dovuto riadattare l'impianto. Siccome non voglio usare certi cessi di telefoni VoIP che ogni due per quattro si bloccano, si rallentano, eccetera, ma continuare con i cari buoni vecchi telefoni analogici che funzionano sempre, ho attestato tutto l'impianto telefonico di casa in uno scatolino (VoIP gateway) che converte la telefonia VoIP in analogica.

Dato che dovuto configurare nel gateway come la linea analogica si sarebbe dovuta comportare, quindi impostare i vari livelli di tensione, frequenza del segnale d'attesa, eccetera, ho dovuto documentarmi. Non avessi dovuto fare quel lavoro probabilmente non mi sarei mai interessato della cosa emo
  • Arci66
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21-02-19 17.55

@ mima85
Nah, niente enciclopedia. Semplicemente con quella roba ci ho dovuto avere a che fare quando mi hanno tolto la telefonia analogica in casa e quindi ho dovuto riadattare l'impianto. Siccome non voglio usare certi cessi di telefoni VoIP che ogni due per quattro si bloccano, si rallentano, eccetera, ma continuare con i cari buoni vecchi telefoni analogici che funzionano sempre, ho attestato tutto l'impianto telefonico di casa in uno scatolino (VoIP gateway) che converte la telefonia VoIP in analogica.

Dato che dovuto configurare nel gateway come la linea analogica si sarebbe dovuta comportare, quindi impostare i vari livelli di tensione, frequenza del segnale d'attesa, eccetera, ho dovuto documentarmi. Non avessi dovuto fare quel lavoro probabilmente non mi sarei mai interessato della cosa emo
Io volevo suonare il gong, poi dovetti ripiegare sul pianoforte.emo
  • lonestar
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13-05-19 00.07

dielle63 ha scritto:
Avete memoria delle prime "pulsioni" verso lo strumento che avete scelto? Perchè quello e non un altro? emo


la prima pulsione: una batteria hollywood
  • anonimo

13-05-19 12.31

@ almavian
Minchia..sto Bontempi ha fatto una strage...emo
emo emo emo emo emo
D'altronde, ad un bambino di 7 anni, cosa vuoi regalare? Uno Steinway & Sons da 180.000 Euro? emo emo emo
  • serpaven
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13-05-19 13.12

@ lonestar
dielle63 ha scritto:
Avete memoria delle prime "pulsioni" verso lo strumento che avete scelto? Perchè quello e non un altro? emo


la prima pulsione: una batteria hollywood
anche a casa mia c'era inizialmente solo il bontempi arancione.
  • Sonounafrana
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17-05-19 12.54

dielle63 ha scritto:
Sono certo che capita anche a voi: quando vedo una tastiera, sia essa un fascinoso Steinway tanto quanto una plasticaccia della coop, non posso fare a meno di guardarla, toccarla se posso. emo


Mi piace leggere stralci di vita del passato, le vostre storie sono tutte molto belle. Io non ho avuto un innesco vero e proprio anche perche come spesso ripeto non sono un pianista, nonostante questo mi piace leggere cose di musica e per quanto riguarda gli strumenti mi succede che è gratificante averli ancora prima di suonarli. Il mio primo contatto con esso risale a quando avevo 11 anni. Forse qualche cosa in meno o in piu'. Ero un bambino strano, molto creativo, e i giochi erano fatti di fantasia piu che altro. Tirando un maglione si trasformava in una ala e via a volare come il barone rosso. Avevo anche degli amici inventati, persone che non esistevano ma con cui dialogavo. Ancora adesso lo faccio. E' normale per i fanciulli fantasticare forse una volta ancora di piu' che adesso dove spesso ti vengono presentati dei mondi gia confezionati. Purtroppo avevo un problema gravisssimo agli occhi; uno scenario di luci e ombre. Ricordo quando i miei genitori, ritrovandosi con un figlio diverso optarono per un collegio per non vedenti a Firenze. Feci in modo che di non creare problemi, la nuova meta' offriva nuovi amici, come me e che non mi avrebbero preso in giro per la mia visione limitata. Tanto poi mi sarebbero venuti a trovare, gia'. Ed è cosi che mi ritrovai tra una quarantina di amici, di tutte le provenienze. Assistenti sociali. Pseudo educatori. Insegnanti non vedenti. Un mondo ricco di musicisti; flautisti, armonicisti, chitarristi. Tutti Hobby accessibili. L'istituto era enorme, per chi vive a Firenze lo trova ancora oggi in via Aurelio Nicolodi, sede del Comune. In questo enorme palazzo, con la biblioteca Braille, la lavanderia, la scuola, la sala ricreazione, ecc. esisteva un'ala abbandonata; polvere, materassi impilati, vecchie sedie, scrivanie e fantasmi. Amavo esplorare quell'ala, quei corridoi dove riuscivo a farmi paura da solo per poi scappare. E ritornarci per riscoprire tutto. Nella scuola c'era un corso per Massofisioterapisti, frequentato dai grandi. E loro usavano questi manichini nel gabinetto anatomico e in questa sala se ne trovavano alcuni incompleti, che probabilmente venivano usati con pezzi di ricambio e qualche volta li trovavo in posizione diversa, e giu' con la fantasia... Poi in una sala in fondo un oggetto strano, curioso, sporco: un pianoforte verticale, uno Steinway & Sons. Rotto, mancavano i tasti. Ma nonostante cio' conservava tutto il suo orgoglio. Fu una grande scoperta. Mi piaceva pensare che quel Steinway significasse Stefano; Stefano e Sons; un amico con cui ho condiviso moltissimi giochi. Le prime melodie. Provai pure a pulirlo, ma la polvere era stratificata. Ero orgoglioso di Sons e ogni momento libero ne aprofittavo per giocarci insieme. Quando arrivava il Natale o Pasqua e molti alievi tornavano dalle loro rispettive famiglie. Passavo molto tempo con Sons. Mi piaceva quel suono, scordato e offeso esattamente come mi sentivo io. Mi domandavo spesso perche una cosa tanto bella era finita nella polvere in mezzo a vecchi materassi. Non ho piu noizie di Sons. In eta adulta, e dopo l'ennesima intervento chirurgico agli occhi, sono stato catapultato in un altro mondo; colori, visi espressivi. Ho comprato un pianoforte acustico, perche mi piaceva averlo. Dopo ho iniziato a suonarlo. E quando suono non sono mai in un posto solo. In un concerto. Tra gli amici. O in qualche ala abbandonata. E utile per me oltre che terapeutico, incasellare una melodia e suonarla. E un colonna sonora che mi porta via. Perlomeno ci provo.

Stefano