Il true analog che imita il thrue analog

  • stesgarbi
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12-01-26 11.39

Mah... il mio Take 5, appena acceso, ha sempre bisogno di una calibrazione per tornare intonato.

greg ha scritto:
I filtri digitali, belli, ma (sarò condizionato) non mi 'riscaldano'

Sono d'accordo.
Questo non significa affatto che i filtri digitali siano "brutti", anzi. Semplicemente hanno un loro modo d'essere e possono essere ben suonanti (addirittura mitici, come il filtro del Microwave XT) con altre caratteristiche ed anche vantaggi, ma rimangono sempre digitali.

Un VA lo puoi "scordare" quanto vuoi,.ma rimane sempre un VA (ce ne sono alcuni bellissimi, come ad esempio Virus e Nordlead) che va preso per quello che è.



  • greg
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12-01-26 11.43

@ stesgarbi
Mah... il mio Take 5, appena acceso, ha sempre bisogno di una calibrazione per tornare intonato.

greg ha scritto:
I filtri digitali, belli, ma (sarò condizionato) non mi 'riscaldano'

Sono d'accordo.
Questo non significa affatto che i filtri digitali siano "brutti", anzi. Semplicemente hanno un loro modo d'essere e possono essere ben suonanti (addirittura mitici, come il filtro del Microwave XT) con altre caratteristiche ed anche vantaggi, ma rimangono sempre digitali.

Un VA lo puoi "scordare" quanto vuoi,.ma rimane sempre un VA (ce ne sono alcuni bellissimi, come ad esempio Virus e Nordlead) che va preso per quello che è.



Ma assolutamente si.
La duttilità digitale e la emulazione spesso danno grandi risultati, ma
Mi ripeto,
Personalmente non sostituisco volentieri il filtro di un Voyager Moog o di un Mother con un filtro del mio bel Jupiter XM.
Poi, un oscilloscopio può dire quello che vuole,
Sono sicuramente condizionato
  • mima85
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12-01-26 14.32

stesgarbi ha scritto:
Mah... il mio Take 5, appena acceso, ha sempre bisogno di una calibrazione per tornare intonato.


Quello è normale, ma una volta scaldati e stabilizzati i VCO di un synth moderno generalmente fluttuano di meno nell'intonazione rispetto a quelli di un analogico d'annata.

Aggiungici poi che alcune macchine odierne hanno delle procedure di autotune talmente raffinate da tenersi addirittura delle tabelle de parametri di correzione in funzione della temperatura, che vengono riempite mano a mano che il synth viene usato e una volta complete vengono applicate automaticamente in base alla temperatura misurata dal sensore termico interno. In pratica ti fanno diventare un synth a VCO preciso quasi quanto uno a DCO.
  • dxmat
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12-01-26 18.04

mima85 ha scritto: alcune macchine odierne hanno delle procedure di autotune talmente raffinate da tenersi addirittura delle tabelle de parametri di correzione in funzione della temperatura, che vengono riempite mano a mano che il synth viene usato e una volta complete vengono applicate automaticamente in base alla temperatura misurata dal sensore termico interno. In pratica ti fanno diventare un synth a VCO preciso quasi quanto uno a DCO.


Infatti è quello che avviene nel Prophet 6 e nel Prophet 5/10 rev4. Il P5/10, rispetto al P6, è comunque meno stabile e necessita di calibrazioni più frequenti. In ogni caso meglio un VCO poco incline alla fluttuazione che dover avere a che fare con oscillatori che driftano ogni 5 note.
  • stesgarbi
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12-01-26 19.29

dxmat ha scritto:
In ogni caso meglio un VCO poco incline alla fluttuazione che dover avere a che fare con oscillatori che driftano ogni 5 note.

Concordo.
Ed è proprio quello a cui aspiravano i tastieristi (ed i loro tecnici) dell' "epoca d'oro".
  • maxpiano69
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12-01-26 20.42

@stesgarbi: una preghiera, almeno dal titolo, potresti togliere quella "h" che ... "stona" emo
  • wildcat80
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12-01-26 20.42

Penso che per synth a VCO mezz'ora di riscaldamento, accordatura e poi suonabilità per alcune ore non sia male no?
Comunque le routine di accordatura sono abbastanza veloci oggi, mediamente, anche su strumenti economici.
Per dire il tanto bistrattato UB XA aveva tantissimi problemi ma non la tenuta dell'accordatura, idem il Pro800.
La serie logue di Korg dopo una mezz'ora va letteralmente per cartoni, ma in pochi secondi si setta e va alla grande per ore.
  • Deckard
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12-01-26 22.15

@ wildcat80
Penso che per synth a VCO mezz'ora di riscaldamento, accordatura e poi suonabilità per alcune ore non sia male no?
Comunque le routine di accordatura sono abbastanza veloci oggi, mediamente, anche su strumenti economici.
Per dire il tanto bistrattato UB XA aveva tantissimi problemi ma non la tenuta dell'accordatura, idem il Pro800.
La serie logue di Korg dopo una mezz'ora va letteralmente per cartoni, ma in pochi secondi si setta e va alla grande per ore.
Nel mio Minilogue non l’ho mai riscontrata ‘sta cosa dei “cartoni” emo
  • wildcat80
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13-01-26 07.58

@ Deckard
Nel mio Minilogue non l’ho mai riscontrata ‘sta cosa dei “cartoni” emo
È piuttosto singolare, ma è facilimente spiegabile.
Tutta la serie logue fa una routine di accordatura all'avvio.
L'accordatura è influenzata direttamente dalla temperatura interna.
Più la differenza di temperatura fra ambiente (quella dell'avvio strumento) e condizione di esercizio è bassa, meno si nota il drifting.
Per cui se il tuo è relativamente stabile, la risposta sta probabilmente nelle condizioni di utilizzo, cioè un ambiente piuttosto caldo.
È molto singolare. Io ho utilizzato tutta la serie logue in diversi ambienti, e uno [SHIFT]+[REC] dopo 20/30 minuti serviva a tutti gli strumenti.
  • Deckard
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13-01-26 19.28

@ wildcat80
È piuttosto singolare, ma è facilimente spiegabile.
Tutta la serie logue fa una routine di accordatura all'avvio.
L'accordatura è influenzata direttamente dalla temperatura interna.
Più la differenza di temperatura fra ambiente (quella dell'avvio strumento) e condizione di esercizio è bassa, meno si nota il drifting.
Per cui se il tuo è relativamente stabile, la risposta sta probabilmente nelle condizioni di utilizzo, cioè un ambiente piuttosto caldo.
È molto singolare. Io ho utilizzato tutta la serie logue in diversi ambienti, e uno [SHIFT]+[REC] dopo 20/30 minuti serviva a tutti gli strumenti.
In effetti casa mia è stabilmente sopra i 20 gradi abbondanti tutto l’anno
  • greg
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14-01-26 01.07

@ stesgarbi
Mah... il mio Take 5, appena acceso, ha sempre bisogno di una calibrazione per tornare intonato.

greg ha scritto:
I filtri digitali, belli, ma (sarò condizionato) non mi 'riscaldano'

Sono d'accordo.
Questo non significa affatto che i filtri digitali siano "brutti", anzi. Semplicemente hanno un loro modo d'essere e possono essere ben suonanti (addirittura mitici, come il filtro del Microwave XT) con altre caratteristiche ed anche vantaggi, ma rimangono sempre digitali.

Un VA lo puoi "scordare" quanto vuoi,.ma rimane sempre un VA (ce ne sono alcuni bellissimi, come ad esempio Virus e Nordlead) che va preso per quello che è.



Non credi che ai filtri digitali vada data una propria identità e smetterla di utilizzarli o, meglio, produrli solo per emulare qielli analogici?
  • wildcat80
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14-01-26 07.11

@ greg
Non credi che ai filtri digitali vada data una propria identità e smetterla di utilizzarli o, meglio, produrli solo per emulare qielli analogici?
Esistono da quando sono nati i synth digitali.
  • wildcat80
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14-01-26 08.57

stesgarbi ha scritto:
Un VA lo puoi "scordare" quanto vuoi,.ma rimane sempre un VA (ce ne sono alcuni bellissimi, come ad esempio Virus e Nordlead) che va preso per quello che è.


Prova a sentire un modello Roland digitale al fianco dell'originale e rimarrai stupito.
Io per capire che era il JX3P e chi il plugin ho dovuto estremizzare tutti i parametri, presets spaventosamente uguali, riproducendo gli stessi suoni programmati al volo era impossibile capire chi era digitale e chi analogico.
Ma sono discorsi triti e ritriti, senza capo né coda
  • greg
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14-01-26 10.58

@ wildcat80
Esistono da quando sono nati i synth digitali.
Il riferimento voleva essere a quei synth votati alla diretta emulazione degli 'antichi' analogici. Ma neanche tanto ai primi, bensì agli ultimi del terzo millennio. Tu sai, ne abbiamo già discusso altrove, preferisco meno funzioni di un analogico, ma averlo anche sui digitali. Solo per questo tengo stretto il Minifreak. Anzi, passassero al Freakemo.
I primi digitali di successo non è che avessero filtri, tipo DX 7, POI M 1 korg.....per carità ce n'erano di filtri, ma a memoria erano spesso ibridi, con filtro ancora analogico, tipo il 'mio' ESQ 1 Ensoniq oppure l'altro splendido e pesantissimo DSS1 KORG....
  • dxmat
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14-01-26 12.51

Secondo me bisogna focalizzarsi più sul suono che non alla tecnologia che llo produce.
Suona bene il synt? Il mix emoziona? È musicalmente interessante il pezzo?
È analogico o digitale? Ma chi se ne frega.
Altrimenti è aria fritta.
  • Deckard
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14-01-26 13.47

@ dxmat
Secondo me bisogna focalizzarsi più sul suono che non alla tecnologia che llo produce.
Suona bene il synt? Il mix emoziona? È musicalmente interessante il pezzo?
È analogico o digitale? Ma chi se ne frega.
Altrimenti è aria fritta.
Ma assolutamente, lo sostengo da una vita...praticamente il mio mantra: - pippe mentali + orecchie emo
  • wildcat80
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14-01-26 13.52

greg ha scritto:
I primi digitali di successo non è che avessero filtri, tipo DX 7, POI M 1 korg.....per carità ce n'erano di filtri, ma a memoria erano spesso ibridi, con filtro ancora analogico, tipo il 'mio' ESQ 1 Ensoniq oppure l'altro splendido e pesantissimo DSS1 KORG....


I primi filtri digitali di largo utilizzo risalgono al 1986/87, con i Kawai K3 e K5.
A seguire nel 1987 Roland ha introdotto il TVF su D50, che tuttavia agiva solo sulla componente non PCM, dopodiché tutti i modelli di sintetizzatori e campionatori di casa hanno implementato il filtro TVF.
Dal 1988/89 in poi tutti i campionatori hanno montato filtri digitali.
Ci sono 40 anni di applicazione, direi che filtri non ispirati agli analogici ne abbiamo.
Ad esempio i filtri EMU erano strepitosi, sia i filtri semplici tipo quelli montati in seguito sugli expander serie Proteus/Vintage Keys, sia gli Z plane della serie Morpheus.
Gli anni 90 sono stracolmi di filtri digitali nati come filtro digitali puri.
Tendenzialmente erano filtri molto cristallini che non modificavano il suono come un VCF, aliasing a parte.
  • gobert4
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14-01-26 14.10

Quoto in toto.
Aggiungo che, aldilà delle pendenze del filtro, dei filtri a fase lineare e delle curve della ‘q’ proporzionali ecc ecc, tutti gli eq e filtri digitali suonano uguali.
Potendone matchare la curva con un tool software completo (tipo fabfilter pro q 4), si ricreano tutti i filtri digitali del mondo con tanto di annullamento del segnale con il giochetto della controfase.

L’analogico ha più variabili derivanti dal comportamento non lineare di alcuni componenti e dalle tolleranze…Ma anche qui, si è un po’ fatto già di tutto eh…

Ultima considerazione personale…
Credo oramai che con gli ultimi algoritmi, quello che ci suona freddo è la mancanza di feel ed il fatto di non mettere mano ad un vero analogico.
E meno male che ancora stanno facendo dei software “cpu friendly” perché il potenziale del digitale mica è ancora stato espresso al 100%.

Io sono affezionato ai miei synth vintage analogici, magari l’emulo non è identico al 100% a quel preciso circuito ma il suono analogico oramai ce l’ha tutto!

Sulle emulazioni di macchine che introducono più distorsione armonica, il discorso cambia un po’, per ora.
  • dxmat
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14-01-26 20.17

gobert4 ha scritto: E meno male che ancora stanno facendo dei software “cpu friendly” perché il potenziale del digitale mica è ancora stato espresso al 100%.


emo
Infatti...
  • stesgarbi
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14-01-26 22.07

@ maxpiano69
@stesgarbi: una preghiera, almeno dal titolo, potresti togliere quella "h" che ... "stona" emo
Ommammamia.... emo
Sto proprio invecchiando emo emo emo
Grazie per la segnalazione.