Creazione di brani con l'A.I., considerazioni.

  • gobert4
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17-01-26 14.10

@ Deckard
Ottimo, da questo post posso dedurre di non aver MAI usato nulla che abbia a che fare con AI emo
Dubito…
Anche tantissimi algoritmi hanno un’intelligenza artificiale
  • Deckard
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17-01-26 14.13

Facendosi seri…a me l’AI nel campo delle arti mette DAVVERO terrore e frustrazione…mi fa percepire l’uomo come “superfluo”, “superato” e l’arte come una “non più arte” piatta, anonima e alla portata di tutti, ma “tutti” in senso negativo…non oso immaginare lo scenario generale da qui a 5/10 anni…il mio Avatar avrebbe da rabbrividire…
  • Deckard
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17-01-26 14.14

@ gobert4
Dubito…
Anche tantissimi algoritmi hanno un’intelligenza artificiale
E vabbè se non ne sono consapevole ha vinto lei che te devo dì
  • stesgarbi
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17-01-26 14.14

paolo_b3 ha scritto:
per ora AI lo vedo come una risorsa per gli operatori del settore, perchè al di la delle fole, ad oggi i risultati importanti si fanno con piattaforme a pagamento e con investimenti in capitale umano per la formazione della macchina.

Fin qui ti seguo.

paolo_b3 ha scritto:
Domani saremo in grado di dare autonomia alla macchina per creare "musica nuova" avulsa dai codici storici? Vedremo, può anche essere, non lo darei per scontato.

Già oggi l' A:I: è in grado di creare interi brani musicali in totale autonomia, sulla base di mere istruzioni vocali (o digitate sul computer), in pochi minuti.
Se poi un domani l'A.I sarà in grado anche di "innovare" rispetto ai codici storici?.... Beh questo lo vedremo, ma non mi stupirei se ci si arrivasse.

paolo_b3 ha scritto:
Per inciso, il fatto che tu vedi l'interfaccia sul tuo PC forse non ti aiuta a capire la mole di hardware che ci sta dietro, sai come si dice in Romagna? "Finisce anche la ghiaia nel fiume"...

La differenza fondamentale sta nel fatto che il PC, per quanto "complesso" in sè e per sè è per definizione (comunemente accettata) "stupido"..... l'A:I:, al contrario, per definizione è "intelligenza".
  • Ko_tatsu
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17-01-26 15.14

Ci tengo a fare un po' di chiarezza sul tema, visto che bene o male è il mio ambito di studi e lavorativo:

Ad oggi quando si parla di AI si tende a fare un minestrone senza senso, complice un marketing aggressivo e un mare di aziende a cui viene il panico di "rimanere indietro" e quindi decidono di saltare sul carrozzone. "AI" è un nome commerciale, non designa nessuna tecnologia e/o prodotto particolare.
È vero che, come giustamente altri hanno già detto in questo thread, i meccanismi di apprendimento alla base (i cosiddetti metodi di machine learning) sono noti quasi da mezzo secolo e venivano già ampiamente utilizzati in vari contesti.
Dal 2016 circa si è iniziato a fare affidamento su metodi di deep learning che per farla breve consistono in meccanismi di apprendimento estremamente estesi, con miliardi di parametri da calibrare. Questi sistemi possono funzionare disponendo di una mole enorme di dati e della sufficiente potenza di calcolo per elaborarli; i vari ChatGPT et similia sono semplicemente estensioni di questi concetti (ad esempio con il concetto chiave di "attenzione") facendo non solo leva sulla raffinatezza dell'algoritmo ma soprattutto sulla forza bruta della numerosità dei dati disponibili e dell'enorme potenza di calcolo disponibile.

Io non sono necessariamente contro la musica fatta con Suno AI o altre cose. È rumore di fondo, non mi interessa e non trovo il senso di ascoltarla. Se non lo ha fatto una persona allora non ci vedo proprio interesse estetico perchè non c'è niente da dire. Stesso dicasi per altre forme d'arte: ai miei occhi se qualcuno fa un video musicale con AI automaticamente sarò meno interessato nella sua musica, anche se è completamente "hand-made". Personalmente preferisco piuttosto che non ci sia nessun video piuttosto che vedere un rigurgito probabilistico che 1) è brutto 2) è inutile. Ciò detto, se una persona vuole divertirsi e dire "crea una canzone in cui insulti il mio cugino Pinuccio" non andrò certo a rompergli le scatole.

Ho letto online una bella frase. Se ti metti in cucina con degli ingredienti e cucini sei l'artista; se chiedi a qualcuno cosa vorresti che ti cucinasse allora sei il cliente.

C'è anche il discorso che queste compagnie e questi venditori (perchè di venditori si tratta, il nome "CEO della silicon valley" suona meglio quando vai a chiedere il bail out al governo anzichè fallire) voglio tutto tranne che il bene di chi fa un lavoro creativo. Quel barile di cocaina di Musk va in giro a sbrodolarsi dicendo che non dovremo più lavorare grazie all'intelligenza artificiale ma sono pure e semplici bugie. La verità è che stanno cercando di posizionarsi sul mercato come alternativa "economica e facile" all'assunzione di veri musicisti/video maker/attori eccetera.

Il prodotto è ben lontano da essere ad una fase di commercializzazione o di utilizzo serio e chi dice il contrario vi sta probabilmente cercando di vendere qualcosa. È da due anni che menano il can per l'aia dicendo come questi "agenti AI" rivoluzioneranno tutto e ancora non si è visto nulla. OpenAI è in perdita per più di 10 miliardi (non milioni) di dollari eppure continua a essere finanziata da Nvidia... per comprare schede video Nvidia. Sintomo inequivocabile di un settore industriale florido e assolutamente senza il minimo problema.

È un casino senza precedenti, una catastrofe di avidità e miopia che sono davvero mortificanti per la mia speranza verso il futuro. Il tutto mascherato da video idioti e canzoncine di merda. Il mio astio verso queste compagnie mi spinge a rifiutare tutto questo teatrino, onestamente. Non è una questione di luddismo o di rifiutare il progresso ma è una questione di rifiutare questo tipo di progresso. Soprattutto se minaccia di erodere lo spazio, già esiguo, riservato all'attività creativa.
  • afr
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17-01-26 15.26

Proprio in occasione del NAMM Yamaha ha rilasciato un sw di AI per la generazione dei samples da importare nel SEQTRACK

Mia personale opinione, se questa è la AI di cui si parla non ho nessun problema ad accettarla, anzi la vedo come un Tool alternativo

Alla fine sarà l'artista a usare con la sua personale ricetta (rimanendo in ambito culinario) I vari elementi per preparare la pietanza

Quello che invece non accetto è un AI a cui di in pasto un motivetto fischietto e a cui poi chiedo "fammi una traccia che suoni come l'ultima hit di pinco pallino"

E sta roba esiste già, però personalmente è irricevibile

Zero fantasia, zero stimolo a crescere e migliorare e zero personalità
  • maxpiano69
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17-01-26 15.29

@ Ko_tatsu
Ci tengo a fare un po' di chiarezza sul tema, visto che bene o male è il mio ambito di studi e lavorativo:

Ad oggi quando si parla di AI si tende a fare un minestrone senza senso, complice un marketing aggressivo e un mare di aziende a cui viene il panico di "rimanere indietro" e quindi decidono di saltare sul carrozzone. "AI" è un nome commerciale, non designa nessuna tecnologia e/o prodotto particolare.
È vero che, come giustamente altri hanno già detto in questo thread, i meccanismi di apprendimento alla base (i cosiddetti metodi di machine learning) sono noti quasi da mezzo secolo e venivano già ampiamente utilizzati in vari contesti.
Dal 2016 circa si è iniziato a fare affidamento su metodi di deep learning che per farla breve consistono in meccanismi di apprendimento estremamente estesi, con miliardi di parametri da calibrare. Questi sistemi possono funzionare disponendo di una mole enorme di dati e della sufficiente potenza di calcolo per elaborarli; i vari ChatGPT et similia sono semplicemente estensioni di questi concetti (ad esempio con il concetto chiave di "attenzione") facendo non solo leva sulla raffinatezza dell'algoritmo ma soprattutto sulla forza bruta della numerosità dei dati disponibili e dell'enorme potenza di calcolo disponibile.

Io non sono necessariamente contro la musica fatta con Suno AI o altre cose. È rumore di fondo, non mi interessa e non trovo il senso di ascoltarla. Se non lo ha fatto una persona allora non ci vedo proprio interesse estetico perchè non c'è niente da dire. Stesso dicasi per altre forme d'arte: ai miei occhi se qualcuno fa un video musicale con AI automaticamente sarò meno interessato nella sua musica, anche se è completamente "hand-made". Personalmente preferisco piuttosto che non ci sia nessun video piuttosto che vedere un rigurgito probabilistico che 1) è brutto 2) è inutile. Ciò detto, se una persona vuole divertirsi e dire "crea una canzone in cui insulti il mio cugino Pinuccio" non andrò certo a rompergli le scatole.

Ho letto online una bella frase. Se ti metti in cucina con degli ingredienti e cucini sei l'artista; se chiedi a qualcuno cosa vorresti che ti cucinasse allora sei il cliente.

C'è anche il discorso che queste compagnie e questi venditori (perchè di venditori si tratta, il nome "CEO della silicon valley" suona meglio quando vai a chiedere il bail out al governo anzichè fallire) voglio tutto tranne che il bene di chi fa un lavoro creativo. Quel barile di cocaina di Musk va in giro a sbrodolarsi dicendo che non dovremo più lavorare grazie all'intelligenza artificiale ma sono pure e semplici bugie. La verità è che stanno cercando di posizionarsi sul mercato come alternativa "economica e facile" all'assunzione di veri musicisti/video maker/attori eccetera.

Il prodotto è ben lontano da essere ad una fase di commercializzazione o di utilizzo serio e chi dice il contrario vi sta probabilmente cercando di vendere qualcosa. È da due anni che menano il can per l'aia dicendo come questi "agenti AI" rivoluzioneranno tutto e ancora non si è visto nulla. OpenAI è in perdita per più di 10 miliardi (non milioni) di dollari eppure continua a essere finanziata da Nvidia... per comprare schede video Nvidia. Sintomo inequivocabile di un settore industriale florido e assolutamente senza il minimo problema.

È un casino senza precedenti, una catastrofe di avidità e miopia che sono davvero mortificanti per la mia speranza verso il futuro. Il tutto mascherato da video idioti e canzoncine di merda. Il mio astio verso queste compagnie mi spinge a rifiutare tutto questo teatrino, onestamente. Non è una questione di luddismo o di rifiutare il progresso ma è una questione di rifiutare questo tipo di progresso. Soprattutto se minaccia di erodere lo spazio, già esiguo, riservato all'attività creativa.
emo applauso e thanksone, condivido anche le virgole emo
  • Ovidio
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17-01-26 15.35

Personalmente della corsa alla tecnologia non mi importa più un fico secco, facciano quel che vogliono, delirino pure con le loro smanie di grandezza.
Mi preoccupa invece la questione ambientale, perché l'aria e l'acqua non sono a beneficio di pochi. link
  • wildcat80
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17-01-26 15.39

Comunque, a scanso di equivoci, va ricordato che le varie forme di AI di uso comune gratuito o di basso costo sono parecchio imprecise, per cui le nostre esperienze sono limitate.
Il ragazzo con cui collaboro da anni ha realizzato un pezzo ibrido basato sul suo cantato con Suno Pro, che mi sono categoricamente rifiutato di ascoltare.
Lui stesso mi ha spiegato il funzionamento di questa versione DAW di Suno, perché pur scioperando contro il suo pezzo, sicuramente mi ha incuriosito l'idea di una applicazione avanzata rispetto a quello che sono abituato a vedere.
Io sfrutto molto ChatGPT come motore di ricerca avanzato, e devo dire che dove ho competenze mi rendo conto che più che intelligenza è ignoranza artificiale emo il campo del biomedicale è una tragedia, ma banalmente anche in campo tecnico musicale non è da meno: è riuscita a dirmi che il PPG Wave 2.2 aveva il filtro digitale, tanto per citare un qualcosa di noto a tutti.
Dove c'è invece più disponibilità di fonti testuali dettagliate non sbaglia, ad esempio sulla teoria musicale, sull'armonia è molto attendibile.
Ho fatto ascoltare un mio pezzo, l'ultimo, a ChatGPT e pur non avendo beccato la fondamentale, ha ricostruito precisamente le armonie (trasposte correttamente), ha azzeccato tutto il costrutto armonico: questa è una applicazione dell'AI che invece può essere molto utile in campo didattico musicale .
  • Ilaria_Villa
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17-01-26 15.42

@ mima85
Mi rifiuto di fruire di musica creata dall'intelligenza artificiale. Parlo di brani creati interamente dall'AI, se poi nella produzione di un brano è stata usata l'AI per alcune parti (non il cantato però, quello lo voglio umano) o come ausilio al montaggio/master del brano il discorso è diverso, li si è trattato di usare uno strumento software come tanti altri. Casi del genere li posso accettare. Ma brani o addirittura intere band generate da AI tipo i The Velvet Sundown per me potrebbero benissimo non esistere.

Intendiamoci, a livello ingegneristico è tantissima roba, da programmatore posso apprezzare il lato esclusivamente tecnico della cosa. Ma da appassionato di musica no, la ritengo un'aberrazione, specialmente conoscendo le modalità molto poco trasparenti con cui sono stati creati i dataset per l'allenamento dei motori AI, cioè letteralmente rubando musica di altri. Spotify per esempio, uno dei più grandi promotori della musica generata da AI, nel suo contratto ha una clausula per cui se tu musicista pubblichi un album sulla loro piattaforma, cosa per cui tu già paghi dei soldi, questi si prendono il diritto di usare la tua musica per l'addestramento del loro sistema di musica generativa senza darti il becco di un quattrino come compenso. Ecco, ma anche no.

Comunque come hanno già detto altri la musica generata interamente dal computer non è cosa solo di questi ultimi anni, ricordo che negli anni '90 c'era un programma chiamato Band In A Box, dove gli davi le direttive e lui ti creava interi brani musicali da zero nello stile scelto. Lavorava con partiture MIDI per ovvi limiti di potenza delle macchine di allora, niente sintesi in tempo reale di strumenti e voce, però già in quegli anni esisteva una prima forma di musica che oggi verrebbe definita "generativa". Era solo questione di tempo che si arrivasse dove si è arrivati oggi.
THANKS strameritato.
  • mima85
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17-01-26 17.09

stesgarbi ha scritto:
Quanto alla democratizzazione.... mi pare molto un elogio del "non sforzo", del "non studio", del "non impegno"


L'ho sempre pensato: la democratizzazione delle competenze è una cagata pazzesca, come direbbe un noto personaggio cinematografico. Uno le competenze se le deve costruire attraverso lo studio, l'applicazione, la sperimentazione, l'esperienza acquisita negli anni. Le possibilità e gli strumenti per farlo nei più svariati campi ci sono e sono per tutte le tasche (in questo senso la democratizzazione è positiva e sono assolutamente a favore), non si hanno scuse per cui uno possa dire "eh ma non posso imparare a far questo e quello perché costa troppo/perché non ci sono possibilità". Non è che non si può, è che non si vuole, il più delle volte per pigrizia.

Un'AI o un qualsiasi altro strumento che consente di fare cose per cui non si hanno le competenze non è democratizzazione, è banalizzazione, svuotamento di ogni valore, è mortificazione di coloro che quelle competenze se le sono guadagnate col sudore. L'AI dev'essere uno strumento al servizio delle competenze, non in sostituzione.

Non vorrei mai farmi operare da un chirurgo "democratizzato" che non sa nemmeno tenere in mano un bisturi e che dice a una macchina "questo paziente ha una gamba rotta, sistemagliela". O farmi difendere da un avvocato che non è in grado di valutare la situazione e che ha bisogno di un'AI per stendere l'arringa difensiva. D'altra parte, nel mio settore, si stanno cominciando a vedere i danni dei cosiddetti "vibe coder", cioè quei tizi che si fanno passare per programmatori e che in realtà non sanno mettere insieme due righe di codice senza un'AI che li assista, a cui dicono cosa deve fare la procedura che devono costruire per far generare a lei il codice. Poi finisce che ci sono in giro programmi sempre più pieni di bug e buchi di sicurezza.

stesgarbi ha scritto:
l'A:I:, al contrario, per definizione è "intelligenza".


L'AI non è "intelligenza". Parlando degli LLM (Large Language Model), che sono il sistema più usato oggi per le AI commerciali, si tratta di un avanzatissimo e complicatissimo motore statistico (Ko_tatsu può entrare in dettaglio molto più di me in proposito), progettato per essere particolarmente abile nel riconoscere schemi e ricorrenze nei dati che gli vengono forniti, che è stato addestrato con quantità inimmaginabili di informazioni per un periodo di svariati anni. Le cose che sputa fuori le ricava mettendo in sequenza tutti gli elementi che statisticamente hanno più probabilità di essere correlati, che si tratti di parole, immagini o frequenze audio, non perché ci ha fatto su un ragionamento intelligente come potrebbe farlo un essere umano. E soprattutto, un essere umano è in grado di pensare in modo astratto, comprendendo a fondo il contesto di quello su cui sta ragionando usando le sue conoscenze ed esperienze di vita. l'AI no, va solo di statistica, non si rende conto del contesto se non per una mera questione numerica, non comprende nulla. E questa è una, se non LA differenza fondamentale tra il "ragionamento" di un'AI e quello fatto da una persona in carne ed ossa.

Per chi volesse approfondire, suggerisco la visione di questo video.

Ko_tatsu ha scritto:
È un casino senza precedenti, una catastrofe di avidità e miopia che sono davvero mortificanti per la mia speranza verso il futuro. Il tutto mascherato da video idioti e canzoncine di merda. Il mio astio verso queste compagnie mi spinge a rifiutare tutto questo teatrino, onestamente. Non è una questione di luddismo o di rifiutare il progresso ma è una questione di rifiutare questo tipo di progresso. Soprattutto se minaccia di erodere lo spazio, già esiguo, riservato all'attività creativa.


emo
  • paolo_b3
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17-01-26 17.21

Rimanendo nel campo della musica, oggi come oggi si produce molta più musica di quella che si riesce ad ascoltare, partendo dalle case discografiche e finendo agli amatori / hobbisti. Quindi automatizzare il processo di realizzazione della musica che senso ha se non vendere un abbonamento a degli illusi? Credete a me, risparmiatevi i soldi della retta di Suno emoemoemo
  • Ilaria_Villa
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17-01-26 19.17

"Negli anni Novanta, Richard D. James (1971), meglio conosciuto come Aphex Twin, dichiarava di aver composto interi brani sfruttando algoritmi scritti in linguaggi come Csound e manipolati in esadecimale. In rare interviste, James spiegava come avesse creato routine personalizzate per deformare wavetable, alterare campionamenti vocali, "forzare" pattern ritmici in sequenze non umane.
In anni più recenti, Holly Herndon ha addestrato una rete neurale, chiamata Spawn, con la propria voce e quella del suo coro. Il risultato è un corpo ibrido di composizione, in cui il canto non è solo performance, ma co-creazione algoritmica. Niente cloud, tutto girava in studio, offline, per una questione etica ed artistica.
Nel 2023, alcuni produttori underground iniziarono ad usare modelli come Riffusion o MusicGen per creare "rumore strutturato" (noise algoritmico) da mescolare a performance modulari analogiche.
Su forum come Lines o Monome si trovano info su come far convivere AI e circuit bending in armonia distorta. In questi ambienti nessuno cerca la hit, piuttosto l'anomalia. L'imprevisto. La crepa."

Fonte: I Manuali di Win Magazine - Hacker 1, pag.111

Info su Csound: qui

Intervista alla compositrice Holly Herndon: qui

Altra intervista in cui Holly spiega il suo processo creativo: qui


P.S. Non è il mio genere, of course, ma l'articolo mi ha incuriosito.
  • mima85
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17-01-26 20.47

@ Ilaria_Villa
"Negli anni Novanta, Richard D. James (1971), meglio conosciuto come Aphex Twin, dichiarava di aver composto interi brani sfruttando algoritmi scritti in linguaggi come Csound e manipolati in esadecimale. In rare interviste, James spiegava come avesse creato routine personalizzate per deformare wavetable, alterare campionamenti vocali, "forzare" pattern ritmici in sequenze non umane.
In anni più recenti, Holly Herndon ha addestrato una rete neurale, chiamata Spawn, con la propria voce e quella del suo coro. Il risultato è un corpo ibrido di composizione, in cui il canto non è solo performance, ma co-creazione algoritmica. Niente cloud, tutto girava in studio, offline, per una questione etica ed artistica.
Nel 2023, alcuni produttori underground iniziarono ad usare modelli come Riffusion o MusicGen per creare "rumore strutturato" (noise algoritmico) da mescolare a performance modulari analogiche.
Su forum come Lines o Monome si trovano info su come far convivere AI e circuit bending in armonia distorta. In questi ambienti nessuno cerca la hit, piuttosto l'anomalia. L'imprevisto. La crepa."

Fonte: I Manuali di Win Magazine - Hacker 1, pag.111

Info su Csound: qui

Intervista alla compositrice Holly Herndon: qui

Altra intervista in cui Holly spiega il suo processo creativo: qui


P.S. Non è il mio genere, of course, ma l'articolo mi ha incuriosito.
È tutto molto diverso dall'aprire Suno e dirgli "fammi un brano pop con intro, strofa, ritornello, strofa, ritornello, outro nello stile di Bruno Mars", lasciar fare alla macchina e portare a casa così il compitino.

Quella è ricerca e sperimentazione, il compitino fatto fare all'IA è pigrizia.
  • MarioSynth
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17-01-26 21.48

Non sono sicuro che l’AI sia un problema in senso stretto.

Ho recentemente trovato questo interessantissimo articolo che spiega e mette in ordine quello che sta succedendo da 25 anni in tutti i campi artistici.

Prendetevi 10 minuti di lettura, ne vale la pena.
  • mima85
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17-01-26 22.01

@ MarioSynth
Non sono sicuro che l’AI sia un problema in senso stretto.

Ho recentemente trovato questo interessantissimo articolo che spiega e mette in ordine quello che sta succedendo da 25 anni in tutti i campi artistici.

Prendetevi 10 minuti di lettura, ne vale la pena.
Articolo interessante, grazie della segnalazione emo
  • paolo_b3
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17-01-26 22.21

@ MarioSynth
Non sono sicuro che l’AI sia un problema in senso stretto.

Ho recentemente trovato questo interessantissimo articolo che spiega e mette in ordine quello che sta succedendo da 25 anni in tutti i campi artistici.

Prendetevi 10 minuti di lettura, ne vale la pena.
Posti un articolo di Marx?!?! Sei solo un povero comunista. emo

Però effettivamente il passaggio sulla perdita di valore offensivo del termine "commerciale" fai il paio con la perdita di valore del termine "qualunquista".
  • Ko_tatsu
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18-01-26 00.50

@ MarioSynth
Non sono sicuro che l’AI sia un problema in senso stretto.

Ho recentemente trovato questo interessantissimo articolo che spiega e mette in ordine quello che sta succedendo da 25 anni in tutti i campi artistici.

Prendetevi 10 minuti di lettura, ne vale la pena.
Piccolo OT: l'articolo è interessante ma io non sono per niente d'accordo con la tesi di David Marx nè tantomeno con le sue bizzarre e reazionarie teorie per "tornare agli anni d'oro" emo

Credo che sia sbagliato dire che un certo periodo storico abbia avuto più innovazioni di altre a livello artistico: a conti fatti io credo che la quantità netta di persone con voglia di fare cose nuove ci sia sempre.

È abbastanza risibile (ma comprensibile dato il background di Marx) dire che gli artisti di questo periodo non siano innovativi perchè le community online scoraggiano questo approccio, dato che anzi c'è una enorme esplosione di micro-culture e micro-generi che grazie a Internet hanno assunto una dimensione globale. Gruppi e artisti che sono arrivati a influenzare anche il pop mainstream quali Death Grips, Animal Collective, Sophie, A. G. Cook, Black Midi (c'è stato un periodo quando facevo il liceo in cui tutte le band di ragazzi della mia età li imitavano in un modo o nell'altro) hanno tutti avuto una carriera partita da appassionati e fedeli follower online riuniti proprio sotto il segno della community musicale. emo

Le logiche di mercato ci sono sempre state, così come l'effetto filtro del tempo: un sacco di dischi degli anni '50 e '60 erano canzonette di poche pretese e proprio in quanto tali non sono "sopravvissute" fino a noi; e così potremo godere della stessa scrematura riguardo questo periodo tra una decina d'anni almeno emo

Dire che non ci sia innovazione basandosi esclusivamente sulle correnti mainstream è un po' miope e denota poca esplorazione dei luoghi musicali, che oggi soprattutto tra i giovani fondono molto di più la dimensione online con quella sociale "in real life" anche quando tutte le condizioni sembrano essere avverse.

Per me questo è l'effetto positivo della democratizzazione, quella vera, di cui parlava @ mima85 emo
  • MarioSynth
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18-01-26 09.29

@ Ko_tatsu
Piccolo OT: l'articolo è interessante ma io non sono per niente d'accordo con la tesi di David Marx nè tantomeno con le sue bizzarre e reazionarie teorie per "tornare agli anni d'oro" emo

Credo che sia sbagliato dire che un certo periodo storico abbia avuto più innovazioni di altre a livello artistico: a conti fatti io credo che la quantità netta di persone con voglia di fare cose nuove ci sia sempre.

È abbastanza risibile (ma comprensibile dato il background di Marx) dire che gli artisti di questo periodo non siano innovativi perchè le community online scoraggiano questo approccio, dato che anzi c'è una enorme esplosione di micro-culture e micro-generi che grazie a Internet hanno assunto una dimensione globale. Gruppi e artisti che sono arrivati a influenzare anche il pop mainstream quali Death Grips, Animal Collective, Sophie, A. G. Cook, Black Midi (c'è stato un periodo quando facevo il liceo in cui tutte le band di ragazzi della mia età li imitavano in un modo o nell'altro) hanno tutti avuto una carriera partita da appassionati e fedeli follower online riuniti proprio sotto il segno della community musicale. emo

Le logiche di mercato ci sono sempre state, così come l'effetto filtro del tempo: un sacco di dischi degli anni '50 e '60 erano canzonette di poche pretese e proprio in quanto tali non sono "sopravvissute" fino a noi; e così potremo godere della stessa scrematura riguardo questo periodo tra una decina d'anni almeno emo

Dire che non ci sia innovazione basandosi esclusivamente sulle correnti mainstream è un po' miope e denota poca esplorazione dei luoghi musicali, che oggi soprattutto tra i giovani fondono molto di più la dimensione online con quella sociale "in real life" anche quando tutte le condizioni sembrano essere avverse.

Per me questo è l'effetto positivo della democratizzazione, quella vera, di cui parlava @ mima85 emo
Considerazioni interessanti, che purtroppo si scontrano con l’amara realtà dei fatti:

- come sappiamo tutto è dominato dal denaro, non che ieri non fosse così, ma l’arte ha sempre avuto delle zone libere da vincoli. Oggi è difficile trovare un giovane o un movimento che crea cose nuove o di fatto qualunque cosa senza pensare ad un immediato ritorno economico.

- la considerazione iniziale rimane come un macigno su tutto: degli ultimi 25 anni quali correnti innovative ricordi? E non parlo solo della musica. I nomi che fai, con tutto il rispetto, sono solo delle caricature.

Non sono invece d’accordo sulle canzonette anni 50 e 60 come le chiami tu, anzi il tema è proprio l’opposto: molte di queste sono state così dirompenti che le cantiamo ancora adesso dopo 75 anni, mentre i nomi che hai fatto ahimè sono caduti nell’oblio da parecchio.
  • paolo_b3
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18-01-26 09.57

@ MarioSynth
Considerazioni interessanti, che purtroppo si scontrano con l’amara realtà dei fatti:

- come sappiamo tutto è dominato dal denaro, non che ieri non fosse così, ma l’arte ha sempre avuto delle zone libere da vincoli. Oggi è difficile trovare un giovane o un movimento che crea cose nuove o di fatto qualunque cosa senza pensare ad un immediato ritorno economico.

- la considerazione iniziale rimane come un macigno su tutto: degli ultimi 25 anni quali correnti innovative ricordi? E non parlo solo della musica. I nomi che fai, con tutto il rispetto, sono solo delle caricature.

Non sono invece d’accordo sulle canzonette anni 50 e 60 come le chiami tu, anzi il tema è proprio l’opposto: molte di queste sono state così dirompenti che le cantiamo ancora adesso dopo 75 anni, mentre i nomi che hai fatto ahimè sono caduti nell’oblio da parecchio.
A parte gli scherzi, concordo con te, anzi sono cose che avevo già detto, ossia che oggi come oggi prevale la logica del ritorno economico, questo in tutte le industrie, non solo quella della musica. Si deve rientrare con l'investimento, imperativo "biologico".
Facciamo un esempio? I Maneskin, osannati da una critica monolitica: rock anni 70 riproposto papale papale, cosa ancor più ridicola al festival della canzone italiana (e che c'azzeccavano?) e oggi che fanno? Tour 2026 2027