Korg MODWAVE

  • zerinovic
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27-06-23 10.27

@ wildcat80
Qualche giorno fa mi sono ritrovato alle prese con il problema spazio.
Per la milionesima volta ho messo in conto di ridurre ancora il mio setup a Fantom + un synth con sonorità digitali di mio gradimento, idealmente multitimbrico.
Così ho scaricato la versione trial di Modwave Native, che lì per lì mi ha lasciato abbastanza perplesso.
Premessa fondamentale: le sonorità digitali che mi interessano sono quelle che il Fantom non è in grado di fare o di imitare. fondamentalmente tutto ciò che è wavetable.
Dicevo primo approccio un po' così, scorro i presets, tutti molto attuali, ma molto educati, puliti e mi verrebbe da dire trasparenti, roba che mi dà idea di venir sopraffatta nel mix.
Io cercavo un suono un po' più grezzo e aggressivo, tipo DW8000, e non lo trovavo.
Poi ho sentito cose e ho scoperto i modifier a 8 e 12 bit per le wavetables, le possibilità di personalizzazione dei filtri MS20 e SSSM2044 (PolySix), lo slot preFX... Insomma non suona solo preciso pulito attuale, lo vogliono fare suonare così, può suonare anche sporco, grezzo e aggressivo.
Tenuto conto che le alternative wavetable sul mercato sono veramente poche...
prova a dare un occhiata ai prodottti waveform, un esempio.
  • greg
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28-06-23 18.40

@ zerinovic
prova a dare un occhiata ai prodottti waveform, un esempio.
Domanda tecnica, ormai trascorsi troppi anni e la mente da segni di usura..... Ma la wavetable è una variante della sintesi additiva oppure è sintesi additiva? Grazie
  • greg
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28-06-23 18.41

Io possedevo il bellissimo K5000 di Kawai. Non ho mai capito perchè decisi di toglierlo.....
  • wildcat80
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28-06-23 19.14

@ greg
Domanda tecnica, ormai trascorsi troppi anni e la mente da segni di usura..... Ma la wavetable è una variante della sintesi additiva oppure è sintesi additiva? Grazie
La wavetable è... La wavetable. Ogni tabella contiene una serie di onde creare digitalmente, in additiva ad essnpio (in pratica pensa a dei campioni di singoli cicli d'onda ricavati da forme d'onda create in additiva), che possono essere lette in maniera statica (es oscillatore 1 legge onda 5 della tabella 4) o in maniera dinamica (es oscillatore 1 partendo dall'onda 5 della tabella 4 esegue una scansione ciclica modulata dall'lfo o una scansione one shot modulata da un inviluppo).
Il tutto entra in una catena di sintesi storicamente convenzionale di tipo sottrattivo: filtro, amplificatore, LFO e inviluppi di modulazione vari.
Poi col passare degli anni la cosa si è fatta più complessa, con modificatori statici o dinamici da applicare alle singole forme d'onda, o forme di intermodulazione fra oscillatori (FM, phase modulation, sync, etc etc).
A me piace molto il suono delle prime forme ibride: oscillatori digitali e filtri analogici, sia wavetable che DWGS (che sono onde statiche e non tabelle dinamiche).
La particolarità della wavetable risiede proprio nel come sono create le stesse tabelle: possono emulare lo sweep di un filtro, possono essere delle combinazioni di drawbars di un organo, possono essere impulsive a simmetria diversa che emulano una PWM, oppure essere transizioni più o meno dolci fra diverse forme d'onda.
  • dxmat
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28-06-23 21.46

@wildcat: se non erro hai avuto il modal, puoi fare un confronto rispetto al modwave?
  • wildcat80
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28-06-23 23.21

@ dxmat
@wildcat: se non erro hai avuto il modal, puoi fare un confronto rispetto al modwave?
Argon me lo sono coccolato per un anno giusto, e oggi ha preso la strada che porta in quel di Bergamo.
Sono strumenti molto simili, con 2 differenze consistenti per le mie esigenze.
1) Argon è monotimbrico, Modwave è bitimbrico (e se il problema è lo spazio, non è da sottovalutare).
2) Argon ha un quantitativo di partenza, parlando di materiale sonoro, cioè forme d'onda, elevatissimo, ma non espandibile autonomamente. Qual è il limite? Che se hai in testa certe sonorità, arrivare all'approssimazione del risultato è piuttosto laborioso (leggi si va per tentativi). Su uno strumento che permette di caricarti il materiale originale, arrivare al risultato è più diretto: un conto è arrivarci dalle forme d'onda già confezionate, un conto arrivarci per tentativi partendo da un numero spaventoso di forme d'onda. Alla fine è tempo risparmiato.
Inoltre ci sono aspetti secondari, tipo i filtri e gli effetti.
I filtri Modal sono molto molto belli, ma hanno, sottolineo per me, alcune mancanze, una su tutte la presenza di un solo filtro 4 poli (il Ladder Moog) con caratteristiche abbastanza spiccate... A me piace un sacco il sound del PPG (SSM 2044), che ha invece Modwave.
Gli effetti: il Modwave ha 3 slot per parte più la sezione master, Argon solo 3. Globalmente conosco molto bene gli algoritmi nuovi di Korg (che ho avuto su Prologue e NTS1), e li ritengo superiori, soprattutto le modulazioni, e lo slot preFX lo ritengo molto interessante per dargli un po' di botta.
Poi ho sentito un paio di cose fatte con wavetables PPG caricate, e sono rimasto a bocca aperta, perché tutto quello che avevo ascoltato viaggiava su sonorità molto più moderne e patinate, una vera bestia: il carattere lo decidi tu, attuale, pulito e patinato, oppure vintage, sporco e grosso.
Questo perché a differenza dei generici algoritmi tipo bit crushing applicati in coda, Modwave consente la degradazione diretta delle wavetables a 8 e 12 bit, introducendo artefatti e aliasing proprii di quel tipo di generazione sonora. Sembra un dettaglio, ma non lo è, perché un conto è entrare in catena di sintesi con quel suono, un conto uscire puliti dalla catena di sintesi e poi colorare un po' il tutto con il bit crushing.
Su gruppi tematici leggevo un'ora rimostranza, per così dire, fatta a Korg riguardo le DWGS, che hanno sempre fatto parte del pool di forme d'onda in dotazione ai synth di casa dagli anni 80: oggi le DWGS presenti sui synth Korg sono modernizzate, cioè sono portate ad un livello di definizione e oversampling tali da non generare più aliasing e artefatti.
Con la degradazione delle wavetables DWGS si può tornare a quel tipo di sound (non c'è il filtro NJM2069 ma ci si arriva via multimode filter).
  • dxmat
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29-06-23 08.43

@ wildcat80
Argon me lo sono coccolato per un anno giusto, e oggi ha preso la strada che porta in quel di Bergamo.
Sono strumenti molto simili, con 2 differenze consistenti per le mie esigenze.
1) Argon è monotimbrico, Modwave è bitimbrico (e se il problema è lo spazio, non è da sottovalutare).
2) Argon ha un quantitativo di partenza, parlando di materiale sonoro, cioè forme d'onda, elevatissimo, ma non espandibile autonomamente. Qual è il limite? Che se hai in testa certe sonorità, arrivare all'approssimazione del risultato è piuttosto laborioso (leggi si va per tentativi). Su uno strumento che permette di caricarti il materiale originale, arrivare al risultato è più diretto: un conto è arrivarci dalle forme d'onda già confezionate, un conto arrivarci per tentativi partendo da un numero spaventoso di forme d'onda. Alla fine è tempo risparmiato.
Inoltre ci sono aspetti secondari, tipo i filtri e gli effetti.
I filtri Modal sono molto molto belli, ma hanno, sottolineo per me, alcune mancanze, una su tutte la presenza di un solo filtro 4 poli (il Ladder Moog) con caratteristiche abbastanza spiccate... A me piace un sacco il sound del PPG (SSM 2044), che ha invece Modwave.
Gli effetti: il Modwave ha 3 slot per parte più la sezione master, Argon solo 3. Globalmente conosco molto bene gli algoritmi nuovi di Korg (che ho avuto su Prologue e NTS1), e li ritengo superiori, soprattutto le modulazioni, e lo slot preFX lo ritengo molto interessante per dargli un po' di botta.
Poi ho sentito un paio di cose fatte con wavetables PPG caricate, e sono rimasto a bocca aperta, perché tutto quello che avevo ascoltato viaggiava su sonorità molto più moderne e patinate, una vera bestia: il carattere lo decidi tu, attuale, pulito e patinato, oppure vintage, sporco e grosso.
Questo perché a differenza dei generici algoritmi tipo bit crushing applicati in coda, Modwave consente la degradazione diretta delle wavetables a 8 e 12 bit, introducendo artefatti e aliasing proprii di quel tipo di generazione sonora. Sembra un dettaglio, ma non lo è, perché un conto è entrare in catena di sintesi con quel suono, un conto uscire puliti dalla catena di sintesi e poi colorare un po' il tutto con il bit crushing.
Su gruppi tematici leggevo un'ora rimostranza, per così dire, fatta a Korg riguardo le DWGS, che hanno sempre fatto parte del pool di forme d'onda in dotazione ai synth di casa dagli anni 80: oggi le DWGS presenti sui synth Korg sono modernizzate, cioè sono portate ad un livello di definizione e oversampling tali da non generare più aliasing e artefatti.
Con la degradazione delle wavetables DWGS si può tornare a quel tipo di sound (non c'è il filtro NJM2069 ma ci si arriva via multimode filter).
Grazie per le preziose impressioni Wildcat.
  • pluto30
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29-06-23 15.23

@ dxmat
@wildcat: se non erro hai avuto il modal, puoi fare un confronto rispetto al modwave?
Mi accodo a Wildcat ed esprimo le mie impressioni condividendo totalmente quello che lui ha scritto. Il mio incontro con Modwave é stato casuale, nel senso che ho venduto l'Argon8 solo per passare al modello 8X con tastiera a 5 ottave, tanto mi piaceva quel synth, ma il venditore su MM all'ultimo minuto mi ha tirato il bidone. Nell'attesa di trovarne un altro ho voluto provare il Modwave. Scorrendo tra i preset la prima impressione è stata di delusione totale: l'Argon suona più ricco, più pieno, con più presenza. Poi, piano piano, smanettando e imparando a conoscerlo, dato che è una macchina parecchio complessa, ho iniziato ad apprezzarlo ed ora non tornerei più indietro. Innanzitutto la polifonia a 32 voci ed il fatto di essere bitimbrico rappresentano un plus non indifferente rispetto ad un monotimbrico ad 8 voci. I 5 lfo e i 4 inviluppi per layer sono una dotazione notevole e finalmente la possibilità di usarli liberamente, senza ritrovarmi quegli odiosi messaggi dell'Argon che mi comunicava che gli slot di modulazione erano tutti pieni. Cito poi solo di passaggio Kaoss Physics e Motion Sequencing per ulteriori e complesse modulazioni ed il pad che per me è un altro grande plus di questa macchina: dovrebbe essere obbligatorio in ogni synth che si rispetti. Ho poi apprezzato il minor uso del tasto shift, che nell'Argon era un tantino esagerato. Ma il vero punto di forza sono le wavetables. Innanzitutto, come ha spiegato Wildcat, si può modificare la modalità con cui vengono lette all'origine e vi assicuro che non é poco. Poi si possono caricare 2 wavetables per oscillatore (x2 osc x 2layer) e miscelarle tra loro. La forma d'onda risultante può essere poi stravolta ulteriormente nella sua simmetria od utilizzata per fm, ring, sync, ecc. Ma soprattutto si possono caricare le proprie wavetables. Insomma un signor synth. Comunque l'Argon8 me lo ricomprerei subito se ne avessi la possibilità, da affiancare al Modwave, ma in formato desktop stavolta. Quel suono mi é rimasto nel cuore.
  • dxmat
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29-06-23 15.42

@ pluto30
Mi accodo a Wildcat ed esprimo le mie impressioni condividendo totalmente quello che lui ha scritto. Il mio incontro con Modwave é stato casuale, nel senso che ho venduto l'Argon8 solo per passare al modello 8X con tastiera a 5 ottave, tanto mi piaceva quel synth, ma il venditore su MM all'ultimo minuto mi ha tirato il bidone. Nell'attesa di trovarne un altro ho voluto provare il Modwave. Scorrendo tra i preset la prima impressione è stata di delusione totale: l'Argon suona più ricco, più pieno, con più presenza. Poi, piano piano, smanettando e imparando a conoscerlo, dato che è una macchina parecchio complessa, ho iniziato ad apprezzarlo ed ora non tornerei più indietro. Innanzitutto la polifonia a 32 voci ed il fatto di essere bitimbrico rappresentano un plus non indifferente rispetto ad un monotimbrico ad 8 voci. I 5 lfo e i 4 inviluppi per layer sono una dotazione notevole e finalmente la possibilità di usarli liberamente, senza ritrovarmi quegli odiosi messaggi dell'Argon che mi comunicava che gli slot di modulazione erano tutti pieni. Cito poi solo di passaggio Kaoss Physics e Motion Sequencing per ulteriori e complesse modulazioni ed il pad che per me è un altro grande plus di questa macchina: dovrebbe essere obbligatorio in ogni synth che si rispetti. Ho poi apprezzato il minor uso del tasto shift, che nell'Argon era un tantino esagerato. Ma il vero punto di forza sono le wavetables. Innanzitutto, come ha spiegato Wildcat, si può modificare la modalità con cui vengono lette all'origine e vi assicuro che non é poco. Poi si possono caricare 2 wavetables per oscillatore (x2 osc x 2layer) e miscelarle tra loro. La forma d'onda risultante può essere poi stravolta ulteriormente nella sua simmetria od utilizzata per fm, ring, sync, ecc. Ma soprattutto si possono caricare le proprie wavetables. Insomma un signor synth. Comunque l'Argon8 me lo ricomprerei subito se ne avessi la possibilità, da affiancare al Modwave, ma in formato desktop stavolta. Quel suono mi é rimasto nel cuore.
Thanks pluto30 per il prezioso feedback.
A questo punto Proverò la demo VST di modwave..,
  • wildcat80
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29-06-23 16.52

pluto30 ha scritto:
Quel suono mi é rimasto nel cuore.

Per quanto mi riguarda, avessi spazio, avrei preso l'8X anche io.
Sul discorso suono, a mio parere il suo plus è dato dai filtri, che sono spaziali e molto, molto ben caratterizzati.
Tolto il Moog Ladder magari a prima vista possono sembrare scelte un po' così, ma posso garantirvi che il Classic (Oberheim) il Sallen Key sono due filtri che con quelle caratteristiche si trovano raramente.
Con il Sallen Key sono riuscito a riavere il sound del Prologue (solito discorso: denaro e spazio) con ottima approssimazione... Adesso avrò la stessa opportunità con il filtro MS20 (che è parente molto stretto).
Aggiungo un fatto: mi sono ritrovato ad aver comprato l'Argon e nel giro di pochi mesi sono stati rilasciati due upgrade spaziali, il 3 soprattutto, penso però che se lo avessi comprato appena uscito avrei avuto altre impressioni, per via del livello d'uscita, della saturazione e degli effetti, che hanno letteralmente cambiato faccia allo strumento (per non dire dell'implementazione di un motore VA completissimo con tanto di drift, freerun, e vintage knob per dare casualità e vita alle singole voci).
  • wildcat80
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01-07-23 20.37

Comunque è arrivato. In 24 ore. Pesa niente, però, era un mio pregiudizio, non trasmette la sensazione di fragilità di R3. Senza neanche leggere il manuale (non è vero, era da un po' che me lo stavo studiando) lo programmi. Certo, poi far andare le motion lanes e il Kaoss necessita di lettura e approfondimento, però in 3 secondi ti fai la patch che vuoi.
Come suona? Livello di uscita giusto. Carattere estremamente diverso a seconda di come si vuol fare suonare lo strumento.
Le performance escono di base pulite, attuali e fin troppo adeguate.
Con le wavetables modificate a 8 e 12 bit e con i filtri settati a dovere il carattere viene fuori, anche senza overdrive e bitcrusher.
È presto, però la prima impressione della versione Native è stata già demolita.
Temo invece che la gestione program change sia un po' più complessa, il manuale è stringato al riguardo e sembra che inprogram change gestiscano solo le setlist. Vedremo.
  • afr
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01-07-23 22.31

@ wildcat80
Comunque è arrivato. In 24 ore. Pesa niente, però, era un mio pregiudizio, non trasmette la sensazione di fragilità di R3. Senza neanche leggere il manuale (non è vero, era da un po' che me lo stavo studiando) lo programmi. Certo, poi far andare le motion lanes e il Kaoss necessita di lettura e approfondimento, però in 3 secondi ti fai la patch che vuoi.
Come suona? Livello di uscita giusto. Carattere estremamente diverso a seconda di come si vuol fare suonare lo strumento.
Le performance escono di base pulite, attuali e fin troppo adeguate.
Con le wavetables modificate a 8 e 12 bit e con i filtri settati a dovere il carattere viene fuori, anche senza overdrive e bitcrusher.
È presto, però la prima impressione della versione Native è stata già demolita.
Temo invece che la gestione program change sia un po' più complessa, il manuale è stringato al riguardo e sembra che inprogram change gestiscano solo le setlist. Vedremo.
Se la logica è la stessa di wavestate, il PC è per le performance contenute in una setlist
  • michelet
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01-07-23 23.56

@ wildcat80
Comunque è arrivato. In 24 ore. Pesa niente, però, era un mio pregiudizio, non trasmette la sensazione di fragilità di R3. Senza neanche leggere il manuale (non è vero, era da un po' che me lo stavo studiando) lo programmi. Certo, poi far andare le motion lanes e il Kaoss necessita di lettura e approfondimento, però in 3 secondi ti fai la patch che vuoi.
Come suona? Livello di uscita giusto. Carattere estremamente diverso a seconda di come si vuol fare suonare lo strumento.
Le performance escono di base pulite, attuali e fin troppo adeguate.
Con le wavetables modificate a 8 e 12 bit e con i filtri settati a dovere il carattere viene fuori, anche senza overdrive e bitcrusher.
È presto, però la prima impressione della versione Native è stata già demolita.
Temo invece che la gestione program change sia un po' più complessa, il manuale è stringato al riguardo e sembra che inprogram change gestiscano solo le setlist. Vedremo.
Confermo, i program change funzionano solo da 1 a 64, perché la Set List può contenere al massimo 64 Performance scelte tra le migliaia possibili. A suo tempo, per WaveState che è formalmente uguale a ModWave, chiesi come mai non fosse stato possibile utilizzare la semplicissima combinazione di bank change (CC#0 con valore compreso tra 0 e 127, CC#32 con valore compreso tra 0 e 127) seguita dal program change e Dan Phillips di Korg USA mi rispose che Raspberry PI non prevedeva questa tipologia di funzionamento.
Ribadisco che, a mio modesto avviso, questa è una cazzata galattica, ma non si può fare nulla. Lo strumento è fatto così. Tutt'al più si possono creare molte SetList e caricarle alla bisogna... ma sempre UNA SetList alla volta.
  • maxpiano69
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02-07-23 10.14

michelet ha scritto:
A suo tempo, per WaveState che è formalmente uguale a ModWave, chiesi come mai non fosse stato possibile utilizzare la semplicissima combinazione di bank change (CC#0 con valore compreso tra 0 e 127, CC#32 con valore compreso tra 0 e 127) seguita dal program change e Dan Phillips di Korg USA mi rispose che Raspberry PI non prevedeva questa tipologia di funzionamento.
Ribadisco che, a mio modesto avviso, questa è una cazzata galattica, ma non si può fare nulla.

Se davvero ti ha detto questa cosa, ovvero che è colpa del RPi, al tuo posto l'avrei asfaltato all'istante con una gigantesca pernacchia (stereo emo + emo) emo...

Rasperry PI di per se non gestisce nulla a livello MIDI; è un microprocessore con una mainboard, memoria e i vari ingressi/uscite, come qualsiasi computer; è il SW scritto da Korg che ci gira sopra che fa o non fa determinate cose, quindi è una scelta di Korg...
  • wildcat80
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02-07-23 11.19

Io di Raspberry so poco e niente, ma non vedo come sia possibile provare a fare credere che un microprocessore, anzi, un microcomputer evolutissimo non possa fare una cosa che si faceva negli anni 80 con strumenti che oggi ci farebbero sorridere.
Probabilmente, e ci metto la mano sul fuoco, devono trovare la quadratura del cerchio per trovare il modo di codificare i cambi di setlist, performance, e patch.
Il fattore limitante è che sono migliaia di variabili, sono abbastanza convinto che il problema stia lì.
  • mima85
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02-07-23 12.46

michelet ha scritto:
Dan Phillips di Korg USA mi rispose che Raspberry PI non prevedeva questa tipologia di funzionamento.


Quando devi coprire le cazzate del tuo datore di lavoro (Korg nella fattispecie) e spari la prima cosa che ti salta in mente... emo
  • wildcat80
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02-07-23 14.21

Che poi, a ben pensare, con PC, MSB e LSB si hanno 2.048.000 combinazioni.
Probabilmente è la gerarchia (setlist, performance, program) che deve essere rivista, e non mi pare nulla di infattibile a livello di aggiornamento software.
  • d_phatt
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02-07-23 16.03

@ wildcat80
Che poi, a ben pensare, con PC, MSB e LSB si hanno 2.048.000 combinazioni.
Probabilmente è la gerarchia (setlist, performance, program) che deve essere rivista, e non mi pare nulla di infattibile a livello di aggiornamento software.
Infatti non è nulla di infattibile e dipende soltanto da quello che hanno voglia di implementare.
  • d_phatt
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02-07-23 16.05

@ mima85
michelet ha scritto:
Dan Phillips di Korg USA mi rispose che Raspberry PI non prevedeva questa tipologia di funzionamento.


Quando devi coprire le cazzate del tuo datore di lavoro (Korg nella fattispecie) e spari la prima cosa che ti salta in mente... emo
Ma veramente, è una ca***ata talmente galattica che è praticamente una presa in giro...
  • wildcat80
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02-07-23 17.19

Che poi, non stiamo parlando di nulla di tragico, almeno dal mio punto di vista.
Mi preparerò le mie setlist con le mie performance, che verranno richiamate dal Fantom come ho sempre fatto.