Behringer: tutto e il contrario di tutto...

  • filigroove
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15-10-26 08.02

@ berlex65
Confronto interessante
tra JN-80 e roland juno 60.
Sì, ma infatti eri proprio tu a scrivere che chi compra i “troiai” Behringer butta “i soldi nel cesso” e questa cosa mi ha fatto riflettere sui soldi che ho buttato io e su quelli che vengono buttati in generale. Forse i loro prodotti sono, come diciamo dalle mie parti “descolini”, fragili, però probabilmente i soldi meglio spesi della mia vita sono stati il Sipario di Lab4music e il Behringer Model D. Dopodiché ho pensato a quelli che comprano i synth vintage non per collezionismo, ma perché lavorano meglio con l’hardware e vogliono quel suono particolare. Per un synth semplice, che fa bene due/tre cose come un Juno 60, ammesso di trovarlo, quanto spenderesti (e come un’auto storica, comprare è solo l’inizio della spesa)? Ora, nessuno dice che costruttivamente Behringer sia all’altezza degli storici, però come suono ci siamo vicini parecchio (in qualche caso più, in altri meno). Quel mercato lì, per quanto limitato sia, secondo il mio modestissimo avviso, se compra gli originali per lavorarci “butta i soldi nel cesso” e fa benissimo almeno a provare Behringer. Inoltre sono una tentazione legittima anche per chi usa VST, visto il prezzo. Insomma forse rischi di buttare soldi nel cesso ma mai quanto rischi con un synth di 30 e più anni fa.
  • greg
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15-10-26 10.08

filigroove ha scritto:
Per un synth semplice, che fa bene due/tre cose come un Juno 60, ammesso di trovarlo, quanto spenderesti

Dal 2002, in attesa che Moog mi 'rifilasse' il suo Voyager, che Alesis producesse un analogico non puro, ma commerciale come Andromeda, che però non mi convinse per mancanza totale di strategie di mercato della casa madre (e in seguito puntai sullo ION virtual analog) e per i tanti bugs che presentò lo strumento, cominciai a tornare a quelli che erano stati i miei synth negli anni '80: Rhodes markII e Fender Rhodes, Hammond A 100, Siel orchestra 2, Juno 6, Juno 106 (2 colli), JX 10 Super jx (2 colli), ESQ 1 Ensoniq.
Ebbene, parliamo di una forchetta di 4 anni, ok? Feci i salti mortali per ripararli e trovare i ricambi in tutto il mondo Giappone ed Australia inclusi, per poi rivenderli e a malapena ricuperare qua e là le spese, mantenni alla fine solo JX 10 con il suo programmer PG 800 e Voyager Minimoog con i suoi expanders, fino al 2018 e quando cominciarono a darmi problemi vendetti anche quelli.
Morale, ma mi spiegate cosa significa 1 o 2 suoni, quei suoni, su un Juno originale?
Per registrare qualche traccia? Dal vivo chi è in grado in un mix attuale a far emergere, 'quel' suono? trovatemelo, per favore.
Io per i miei live, utilizzando Cantabile, sono in grado di effettuare un tale pasticcio di sovrapposizioni di suoni che sfiderei in mago Silvan a riconoscere gli strumenti utilizzati.
In assoli? ma veramente spendereste 1900 euro per un Juno 106 e fare il figo con quello strumento?
Solo in virtuale posseggo almeno tre cloni Juno con molte più funzioni degli originali, e ne rimpiango la stereofonia del chorus, quello si...
In tutto ciò posseggo attualmente 3 cloni analogici Behringer, Mi avrete seguìto, qualcono di voi, mentre acquistavo e mettevo sul campo,
UBXA M, Deepmind 12 m e per ultimo, ma non ultimo, Wave, unico a poter rivoltare come un calzino potendo caricare nuove wavetables e un suono caldo che a momenti non ricordavo nei modelli originali. Francamente che Deepmind lo abbiano riproposto con serigrafie abbondantemente copiate dal Juno 106 non lo rendera mai tale. Quello che si riesce ad ottenere con questo strumento non ha valenza 1:1 con Juno e poco importa.
Ha botta, una valanga di effetti digitali, il doppio della polifonia, solido, affidabile, da 10 anni in produzione e non molla, sta bello nel portarack insieme al socio UBXA, li piloto entrambi da Modx M nelle performances e-o col midimerge da SL Studiologic quando mi servono bei paddoni analogici sui pianoforti IK, Keyscape o Meldapiano, quello che mi garba. Ora, sinceramente, trovo pippe quelle di Juno originali. Capisco quando si parla di Jupiter 8, Minimoog Model D, Prophet 5 originale.... ma mi fermerei.
Anzi, nonappena finirò l'assemblaggio USB-MIDI di tutte queste bestioline, penserò ad integrare X2M che mi intriga non poco.
Per quanto riguarda gli uno due suoni.... ad esempio ho riempito MPC 61 Akai di tutti gli 'omaggi' che AIR ha fatto in questi ultimi tempi ai mostri del passato,quasi tutti, mancherebbero Jona,Arp e qualche altra cosuccia.
Tutti comprati in offerta, ieri Pro, Memory e JUP comprati a rate da 9 euro per 65 euro totali... voglio dire....credo che questo sia per un amatore avanzato più che troppo.
I professionisti da una vita si affidano negli studi a IK, Native e Arturia, Mainstage eccetera, le pippe ce le facciamo noi.
  • MarioSynth
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15-10-26 10.23

"Il Juno logora chi non ce l'ha"

emo
  • filigroove
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15-10-26 10.38

@ greg
filigroove ha scritto:
Per un synth semplice, che fa bene due/tre cose come un Juno 60, ammesso di trovarlo, quanto spenderesti

Dal 2002, in attesa che Moog mi 'rifilasse' il suo Voyager, che Alesis producesse un analogico non puro, ma commerciale come Andromeda, che però non mi convinse per mancanza totale di strategie di mercato della casa madre (e in seguito puntai sullo ION virtual analog) e per i tanti bugs che presentò lo strumento, cominciai a tornare a quelli che erano stati i miei synth negli anni '80: Rhodes markII e Fender Rhodes, Hammond A 100, Siel orchestra 2, Juno 6, Juno 106 (2 colli), JX 10 Super jx (2 colli), ESQ 1 Ensoniq.
Ebbene, parliamo di una forchetta di 4 anni, ok? Feci i salti mortali per ripararli e trovare i ricambi in tutto il mondo Giappone ed Australia inclusi, per poi rivenderli e a malapena ricuperare qua e là le spese, mantenni alla fine solo JX 10 con il suo programmer PG 800 e Voyager Minimoog con i suoi expanders, fino al 2018 e quando cominciarono a darmi problemi vendetti anche quelli.
Morale, ma mi spiegate cosa significa 1 o 2 suoni, quei suoni, su un Juno originale?
Per registrare qualche traccia? Dal vivo chi è in grado in un mix attuale a far emergere, 'quel' suono? trovatemelo, per favore.
Io per i miei live, utilizzando Cantabile, sono in grado di effettuare un tale pasticcio di sovrapposizioni di suoni che sfiderei in mago Silvan a riconoscere gli strumenti utilizzati.
In assoli? ma veramente spendereste 1900 euro per un Juno 106 e fare il figo con quello strumento?
Solo in virtuale posseggo almeno tre cloni Juno con molte più funzioni degli originali, e ne rimpiango la stereofonia del chorus, quello si...
In tutto ciò posseggo attualmente 3 cloni analogici Behringer, Mi avrete seguìto, qualcono di voi, mentre acquistavo e mettevo sul campo,
UBXA M, Deepmind 12 m e per ultimo, ma non ultimo, Wave, unico a poter rivoltare come un calzino potendo caricare nuove wavetables e un suono caldo che a momenti non ricordavo nei modelli originali. Francamente che Deepmind lo abbiano riproposto con serigrafie abbondantemente copiate dal Juno 106 non lo rendera mai tale. Quello che si riesce ad ottenere con questo strumento non ha valenza 1:1 con Juno e poco importa.
Ha botta, una valanga di effetti digitali, il doppio della polifonia, solido, affidabile, da 10 anni in produzione e non molla, sta bello nel portarack insieme al socio UBXA, li piloto entrambi da Modx M nelle performances e-o col midimerge da SL Studiologic quando mi servono bei paddoni analogici sui pianoforti IK, Keyscape o Meldapiano, quello che mi garba. Ora, sinceramente, trovo pippe quelle di Juno originali. Capisco quando si parla di Jupiter 8, Minimoog Model D, Prophet 5 originale.... ma mi fermerei.
Anzi, nonappena finirò l'assemblaggio USB-MIDI di tutte queste bestioline, penserò ad integrare X2M che mi intriga non poco.
Per quanto riguarda gli uno due suoni.... ad esempio ho riempito MPC 61 Akai di tutti gli 'omaggi' che AIR ha fatto in questi ultimi tempi ai mostri del passato,quasi tutti, mancherebbero Jona,Arp e qualche altra cosuccia.
Tutti comprati in offerta, ieri Pro, Memory e JUP comprati a rate da 9 euro per 65 euro totali... voglio dire....credo che questo sia per un amatore avanzato più che troppo.
I professionisti da una vita si affidano negli studi a IK, Native e Arturia, Mainstage eccetera, le pippe ce le facciamo noi.
Parliamoci chiaro, se fosse solo per il suono il digitale di oggi è più che ok (lasciando a parte la comodità e la versatilità). L’hardware serve perché in molti casi è più creativo e ricreativo, più umano perché, probabilmente per come è la natura umana, per come ci siamo evoluti come specie, ci piacciono di più le manopole, gli slider, le levette e i pulsanti meccanici rispetto al mouse o i touchscreen.
Immaginatevi generazioni future che non avranno mai visto un potenziometro vero, che useranno cose per noi ancora inimmaginabili, che rimpiangeranno la sensazione tattile della mano sul touch screen! Ah, quando si clickava, sì che era bello! 😆
  • greg
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15-10-26 10.49

@ MarioSynth
"Il Juno logora chi non ce l'ha"

emo
Se ti riferisci a me, la prendo come una battutina,
Si diventa famosi quando si è bravi, e io non lo sono mai stato.
Nerd di strumenti sì.
Proprio a me non devi e non puoi dirlo.
La Roland, quando la distribuiva Monzino, mi ha ringraziato 2 volte come cliente:
La prima per il Juno 106 nel 1984
la seconda per il D 50, nel 1987.
Tutto ciò poichè ero stato l'acquirente tra i primi in entrambi i casi di suddetti synth.
Se me ne privo senza remore attualmente l'ho sviscerato per bene.
Intorno al primo modello acquisito ci trascorsi giornate per capire come ottenere ulteriori sonorità...
Poi cominciarono a saltare le voci, prima una, poi un'altra....e passai in pochi mesi a Juno 2 e JX 10....oltre ad una decina di altri synth...
li cito? ma no....ma si ....EK 44 Elka, la DX denoartri, DSS1 Korg, S10 Roland, poi vennero D 50 Roland, FZ 1 Casio, D 550 Roland D10 Roland, DS 8 Korg, TX 7 Yamaha, oltre alle varie batterie elettroniche RX 11 Yamaha, TR 626 Roland, Le Alesis.....
  • MarioSynth
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15-10-26 10.53

@ greg
Se ti riferisci a me, la prendo come una battutina,
Si diventa famosi quando si è bravi, e io non lo sono mai stato.
Nerd di strumenti sì.
Proprio a me non devi e non puoi dirlo.
La Roland, quando la distribuiva Monzino, mi ha ringraziato 2 volte come cliente:
La prima per il Juno 106 nel 1984
la seconda per il D 50, nel 1987.
Tutto ciò poichè ero stato l'acquirente tra i primi in entrambi i casi di suddetti synth.
Se me ne privo senza remore attualmente l'ho sviscerato per bene.
Intorno al primo modello acquisito ci trascorsi giornate per capire come ottenere ulteriori sonorità...
Poi cominciarono a saltare le voci, prima una, poi un'altra....e passai in pochi mesi a Juno 2 e JX 10....oltre ad una decina di altri synth...
li cito? ma no....ma si ....EK 44 Elka, la DX denoartri, DSS1 Korg, S10 Roland, poi vennero D 50 Roland, FZ 1 Casio, D 550 Roland D10 Roland, DS 8 Korg, TX 7 Yamaha, oltre alle varie batterie elettroniche RX 11 Yamaha, TR 626 Roland, Le Alesis.....
Ma no, ma no, tranquillo Greg, era una battuta generica per tutti, conosco la tua storia "sintetica", quindi figurati.

A questo punto cambiamo il proverbio: "Il Juno logora chi non ce l'ha ADESSO" emo
  • greg
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15-10-26 10.57

@ filigroove
Parliamoci chiaro, se fosse solo per il suono il digitale di oggi è più che ok (lasciando a parte la comodità e la versatilità). L’hardware serve perché in molti casi è più creativo e ricreativo, più umano perché, probabilmente per come è la natura umana, per come ci siamo evoluti come specie, ci piacciono di più le manopole, gli slider, le levette e i pulsanti meccanici rispetto al mouse o i touchscreen.
Immaginatevi generazioni future che non avranno mai visto un potenziometro vero, che useranno cose per noi ancora inimmaginabili, che rimpiangeranno la sensazione tattile della mano sul touch screen! Ah, quando si clickava, sì che era bello! 😆
Mi viene da pensare quanto i braccianti agricoli rimpiangano l'aratro tirato da buoi, che andavano governati....
A parte gli scherzi,è bello accendere un A 100 e dover attendere il preriscaldamento valvolare, prima di metterci le mani e storpiarne le qualità sonore, un Twin reverb...ma anche sul manuale di UBXA è più che suggerita l'accensione e l'attesa di una decina di minuti prima di utilizzarlo....
I potenziometri e cursori, i pad e le strisce capacitive, che siano di un Voyager o un Minifreak, di un ASM Leviasynth o un CS 80, stanno alle tastiere bianche e nere come all'utilizzo delle DAW per i produttori....
  • greg
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15-10-26 11.04

@ MarioSynth
Ma no, ma no, tranquillo Greg, era una battuta generica per tutti, conosco la tua storia "sintetica", quindi figurati.

A questo punto cambiamo il proverbio: "Il Juno logora chi non ce l'ha ADESSO" emo
Ed apprezzo.
Sai, a settembre ho partecipato al ROMA MODULARE e per problemi di tempistica non sono riuscito ad esser presente al Soundmit a Cremona, dove lo scorso anno ho avuto un bellissimo ed umano confronto soprattutto con Montesanti- Yamaha.
Ho avuto occasione di mettere le mani sul 3th Wave con dimostratore-programmatore l'ottimo Pixeddu, Magnolia, Polyvera Suonobuono 2 anni dopo (oltre a una decina di altri più 'comuni') e un synth (e qui viene il bello) analogico norvegese a 6 voci multitimbriche, replicante nientepopodimenoche il Juno 106. Naturalmente totalmente analogico.
Ne vogliamo parlare? Se si e non lo conosci, ti riferirò il nome. Premetto un mostriciattolo su cui ho 'perso' almeno 1 ora per apprezzarne le qualità e non sono bastate, a causa di un'amica gnocca che attendeva a Termini per andare a pranzo.
  • greg
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15-10-26 11.15

Non vi tengo sulle spine, anche perchè tra poco, finita l'ora d'aria, mi tufferò nella programmazione dei settaggi dei synth per le prossime serate del gruppo.
denominazione completa . SUPERCRITICAL ANALOG REIMAGINED REDSHIFT 6
vi do il sito e fatevi occhi e orecchie, trattasi di modulo presentato, non credo per ora produrrano una versione a tastiera
supercriticalsynthesizers.com
  • MarioSynth
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15-10-26 11.15

greg ha scritto:
un synth (e qui viene il bello) analogico norvegese a 6 voci multitimbriche, replicante nientepopodimenoche il Juno 106. Naturalmente totalmente analogico.


Sarà mica il Redshift? Occhio che è finlandese, non norvegese.
  • greg
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15-10-26 11.19

@ MarioSynth
greg ha scritto:
un synth (e qui viene il bello) analogico norvegese a 6 voci multitimbriche, replicante nientepopodimenoche il Juno 106. Naturalmente totalmente analogico.


Sarà mica il Redshift? Occhio che è finlandese, non norvegese.
Ma mica ho detto che non sono rincoglionito?
Esatto, finlandese, ma tanto i tizi che lo presentavano parlavano un inglese scandinavo perfetto contro il mio pseudo inglese salernitano, che vergogna, e potevano anche esser svedesiemoemo, per me sarebbe stato uguale.
Comunque un mostro di synth, davvero bello e desiderabile ci fossero persone nel mio ambito lavorativo-musicale in grado di comprendere simili piccoli capolavori analogici.
  • wildcat80
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15-10-26 11.25

Il Supercritical Redshift 6 è in giro già da diverso tempo, un anno almeno, presentato tempo fa da Gattobus, definirlo clone del Juno 106 direi che non è proprio corretto, perché ha 6/12 voci con 16 oscillatori DCO, Demon Core Oscillator, per ogni voce, un filtro multimodo definito Variabile Character Filter, ogni voce può diventare parafonica a 5 voci ma con articolazione indipendente, e globalmente politimbrico a 6 parti.
È un prodotto estremamente tecnologico.
  • greg
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15-10-26 12.25

@ wildcat80
Il Supercritical Redshift 6 è in giro già da diverso tempo, un anno almeno, presentato tempo fa da Gattobus, definirlo clone del Juno 106 direi che non è proprio corretto, perché ha 6/12 voci con 16 oscillatori DCO, Demon Core Oscillator, per ogni voce, un filtro multimodo definito Variabile Character Filter, ogni voce può diventare parafonica a 5 voci ma con articolazione indipendente, e globalmente politimbrico a 6 parti.
È un prodotto estremamente tecnologico.
Infatti, credo che il lancio come un 'quasi' clone del Juno sia per un fattore speculare-commerciale, anche se all'ascolto di determinate patches, grazie anche ad effetti digitali spettacolari rendeva quanto più di un Juno con steroidi.
Francamente la presentazione di Gattobus mi sarà sfuggita e comunque 0 seguito di lancio in Italia dove è importata dall'unico sito commerciale 'serio' dedicato all'analogico.....