pausa di riflessione, anche voi?

Raptus 10-04-26 14.15
@ Sbaffone
L’hai preso bene l’hobby della musica emo
Benissimo emo

Dovreste essere felici, così avrete meno dopolavoristi che vi rubano il lavoro (maledetti dopolavoristi, hanno rovinato il dopolavoro! )
mima85 10-04-26 14.18
Raptus ha scritto:
Aggiungete pure voi ... in tutto questo c'è solo il "devi" e mai un momento per pensare al fatto se "vuoi"


- "Devi andare affanculo!"

Oppure

- "Devi farti i cazzi tuoi!"

Che è quello che bisogna rispondere a tutti quelli che ti puntano il dito contro e ti ricoprono di "devi". Di doveri ne abbiamo già abbastanza nella vita, tra costi della vita da pagare, famiglie a cui badare per chi le ha, lavori da fare eccetera. Direi che si può fare a meno di caricarci di "devi" anche per quel che riguarda la nostra passione e il nostro tempo libero.
d_phatt 10-04-26 14.33
@ Sbaffone
Sei timido?emo
...mi era partito un pippone su un argomento che alla fine era abbastanza off topic e quindi ho preferito cancellare per evitare flame, non voglio inquinare questo thread con discussioni vista la sua delicatezza.

Comunque se avevi fatto in tempo a leggere... Sai come la penso su quella questione emo
Sbaffone 10-04-26 15.14
@ Raptus
Benissimo emo

Dovreste essere felici, così avrete meno dopolavoristi che vi rubano il lavoro (maledetti dopolavoristi, hanno rovinato il dopolavoro! )
La musica non è mai stato il mio unico lavoro anche se per un periodo insegnavo in tre strutture private e facevo parecchie date, non dopolavorista ma quasi emo comunque la bravura non dipende dal essere dopolavorista o meno
maxpiano69 10-04-26 16.12
@ Sbaffone
La musica non è mai stato il mio unico lavoro anche se per un periodo insegnavo in tre strutture private e facevo parecchie date, non dopolavorista ma quasi emo comunque la bravura non dipende dal essere dopolavorista o meno
Vero in parte, a parità di talento il poter studiare mediamente alcune ore al giorno (come fanno/dovrebbero fare i professionisti) piuttosto che qualche minuto (nel caso dell'hobbista dopolavorista, magari con famiglia), un po'di differenza secondo me la fa.
Sbaffone 10-04-26 16.32
@ maxpiano69
Vero in parte, a parità di talento il poter studiare mediamente alcune ore al giorno (come fanno/dovrebbero fare i professionisti) piuttosto che qualche minuto (nel caso dell'hobbista dopolavorista, magari con famiglia), un po'di differenza secondo me la fa.
Era già sposato quando ha iniziato a suonare? emo
Ovidio 10-04-26 17.45
@ maxpiano69
Vero in parte, a parità di talento il poter studiare mediamente alcune ore al giorno (come fanno/dovrebbero fare i professionisti) piuttosto che qualche minuto (nel caso dell'hobbista dopolavorista, magari con famiglia), un po'di differenza secondo me la fa.
Ho chiesto all'IA emo risposta:

Ecco i punti chiave emersi sul ruolo dello studio nella musica:

Vantaggi dello Studio: Conoscere la teoria e la tecnica (come la respirazione, l'intonazione e lo strumento) offre consapevolezza e permette di gestire la propria arte. Lo studio migliora la creatività e la capacità di comporre.

Successo senza Studio: Esempi storici come Kurt Cobain o i Beatles dimostrano che la fama può arrivare anche senza un'educazione musicale formale.

Fattori più importanti: Oggi, la capacità di costruire un brand personale, gestire i social media e creare un network di contatti è spesso più determinante della sola bravura tecnica.

Il ruolo del "Mentis": La dedizione, il duro lavoro e la capacità di costruire una mentalità imprenditoriale sono spesso più cruciali del talento naturale, che da solo rappresenta solo una piccola parte del successo.

Produrre oggi: Anche nell'era digitale, dove l'uso di software (DAW) è predominante, avere competenze musicali di base aiuta a produrre musica di qualità superiore.
Sbaffone 10-04-26 22.15
Ultimamente sto guardando dei video che analizzano la musica di Lyle Mays (un genio) e scopro continuamente cose nuove da aggiungere alla mia musica, questo penso sia il percorso del musicista, un continuo lento miglioramento, quindi meno spippolamenti e più studio della musica emo
Tastiero74 11-04-26 00.13
@ Sbaffone
Ultimamente sto guardando dei video che analizzano la musica di Lyle Mays (un genio) e scopro continuamente cose nuove da aggiungere alla mia musica, questo penso sia il percorso del musicista, un continuo lento miglioramento, quindi meno spippolamenti e più studio della musica emo
Anche per me funziona così.
Nei periodi in cui mi sento bloccato riparto dalla studio dell’armonia funzionale e puntualmente scopro cose nuove che rimettono in moto la voglia di suonare. Per esempio, i video del Tino Carugati disponibili su YouTube si sono rivelati per me una miniera d’oro per uscire dai periodi di stallo: sono così ricchi di spunti che trovo sempre qualcosa che mi aiuta a ripartire.
Aggiungo che anche dedicarmi a un nuovo repertorio si è rivelato di grande aiuto per ritrovare l’immaginazione di quando ero ragazzino, la magia, la mente che sogna. In poche parole: il gusto di suonare. A un certo punto mi sono reso conto che lavorare a un nuovo repertorio mi dava più gusto rispetto a passare il tempo a spippolare tastiere con migliaia di suoni, così mi sono fatto un setup minimale: un piano elettrico, una tastiera dedicata agli organi e una dedicata ai synth. Questo “cambio di postura” ha messo in moto delle dinamiche nuove: adesso i miei suoni sono quelli, e il tempo libero lo uso per studiare la struttura armonica dei brani che mi piacciono e che voglio imparare. Sto ancora imparando, mi muovo a un livello infinitamente basso rispetto a tanti qui sul forum, ma riconosco che la strada è quella.
Sbaffone 11-04-26 18.18
@ Tastiero74
Anche per me funziona così.
Nei periodi in cui mi sento bloccato riparto dalla studio dell’armonia funzionale e puntualmente scopro cose nuove che rimettono in moto la voglia di suonare. Per esempio, i video del Tino Carugati disponibili su YouTube si sono rivelati per me una miniera d’oro per uscire dai periodi di stallo: sono così ricchi di spunti che trovo sempre qualcosa che mi aiuta a ripartire.
Aggiungo che anche dedicarmi a un nuovo repertorio si è rivelato di grande aiuto per ritrovare l’immaginazione di quando ero ragazzino, la magia, la mente che sogna. In poche parole: il gusto di suonare. A un certo punto mi sono reso conto che lavorare a un nuovo repertorio mi dava più gusto rispetto a passare il tempo a spippolare tastiere con migliaia di suoni, così mi sono fatto un setup minimale: un piano elettrico, una tastiera dedicata agli organi e una dedicata ai synth. Questo “cambio di postura” ha messo in moto delle dinamiche nuove: adesso i miei suoni sono quelli, e il tempo libero lo uso per studiare la struttura armonica dei brani che mi piacciono e che voglio imparare. Sto ancora imparando, mi muovo a un livello infinitamente basso rispetto a tanti qui sul forum, ma riconosco che la strada è quella.
Alla fine é una sfida con se stessi, l’importante e migliorarsi di anno in anno, confrontarsi con quello che si vede sul web é deleterio, gente pazzesca… si rischia di abbandonare tutto perché ci si trova di fronte ad una montagna insormontabile
MrRudyRioly 11-04-26 20.42
@ calav
Lò sò, il titolo è un pò strambo, vabbè...Rinchiuso in ospedale dalla vita frenetica di tutti i giorni ho riflettuto parecchio sulla musica in genere, concerti, prove e quant'altro. Forse perchè il desiderio principale è quello di guarire da stà malattia maledetta, ma già avvertivo prima un senso di apatia nel suonare, programmare suoni,concerti,ecc. Forse perchè ho preso tutto troppo sul serio, mi ci sono buttato a capofitto da tanti anni sulla musica forse perchè, oltre chiaramente la passione, ho un lavoro sedentario in ufficio che mi aggrada fino ad un certo punto. Non a caso si spiega anche, oltre a reperire fondi, uno smaltimento importante della mia strumentazione, avendo comunque fatto acquisti spropositati per assicurarmi il migliore degli strumenti ( causa anche depressione, acquisti compulsivi ). Dopo che uscirò da qui mi darò una calmata sul lato musicale complice una serie di date promesse ma non mantenute da gestori. Quindi, nell'ordine di una data al mese, rifiato e riordino le idee. Sono anche arrivato alla conclusione che il livello di qualità di tutti i synth che propone il mercato è talmente alto che, imho, con uno strumento ben programmato si possa fare molto senza avere 15 synth da collezione. Praticamente uno scazzo generale, stanchezza fisica e mentale, solo il fatto di caricare tastiere, scaricare, montare, smontare , forse causa la malattia e l'età ( sono 58 anni ) più che entusiasmarmi come prima mi scoraggia. Mi scoraggia anche il fatto che comunque solo arrivato ad un livello di saturazione di suoni che meticolosamente programmavo che mi appaiono tutti uguali. E' chiaramente un'impressione personale, complice anche i gestori dei locali che non hanno alcun minimo rispetto verso i musicisti, che il pubblico è ignorante il più delle volte e altri fattori. In poche parole, chi me lo fa fare? Volevo solo un opinione se anche a voi è mai capitato un periodo di voler limitarsi o smettere completamente, o staccare per un certo periodo. Tutto qui
a me si ma come sai io soffro di varie patologie gravi . Proprio 20 giorni fa ho abbandonato l'ultimo progetto da ben 8 persone e mi sono ripromesso di lavorare solo e soltanto con formazioni di non piu 4 persone, lavoro snello, meno costoso e piu remunerativo oltre che grande scrollo di attrezzatura.
wildcat80 11-04-26 20.58
@ Sbaffone
Alla fine é una sfida con se stessi, l’importante e migliorarsi di anno in anno, confrontarsi con quello che si vede sul web é deleterio, gente pazzesca… si rischia di abbandonare tutto perché ci si trova di fronte ad una montagna insormontabile
Il web, aprioristicamente, non può più essere considerato un riferimento.
È un discorso che vale per tutto, non solo per la musica.
Il web, nelle arti e nello sport, in generale in ogni attività che può avere una declinazione amatoriale e una professionale, è stato una risorsa importante in passato: parlo degli anni 90 e primi 2k, l'epoca dei newsgroup e dei forum, fino ad arrivare al primo sviluppo dei social con Facebook.
Prima le risorse erano libri, riviste, persone in carne e ossa e negozi: era piuttosto difficile andare fuori dal proprio giro, era difficilissimo, ed il web e i primi social, con i gruppi, sono stati manna dal cielo.
Il primo problema a mio avviso è stato che era impossibile avere una struttura di gerarchia del sapere, gente che arrivava da suonare al circolo del tresette che si confrontava con professionisti senza rendersene conto e facendo figuracce epocali, questo problema poi, con l'apertura delle gabbie, ha raggiunto proporzioni bibliche mettendo a nudo negazionismi, complottismi e analfabetismi vari.
Il secondo problema è quello dei modelli irraggiungibili.
I social oggi mettono in vetrina prestazioni mostruose, dove oggi è diventato anche difficile capire dove sta il confine fra realtà e finzione.
Talenti irraggiungibili frammisti a fake clamorosi.
Sui social poi è molto difficile capire chi ci si trova davanti: è facile proporre un'immagine di successo o di talento quando in realtà si è dei disperati.
La cugina Pina regina del network marketing che ostenta entrate a 4 cifre senza fare nulla ma che in realtà ne spende anche di più per stare nel giro.
Tutti vincenti che ti dicono come diventarlo insomma.
Tutti top performer che inducono senso di inferiorità.
Sul web se non corri sotto i 4' min/km non sei nessuno: poi inizi a gareggiare e ti rendi conto che quello che fanno quei tempi sono pochi...
MrRudyRioly 11-04-26 21.04
@ Sbaffone
Comunque c’è sempre la bocciofila
non ci crederete ma....il mio sport sono le bocce gioco sia in bocciofila che in campo libero.
Raptus 12-04-26 09.58
@ wildcat80
Il web, aprioristicamente, non può più essere considerato un riferimento.
È un discorso che vale per tutto, non solo per la musica.
Il web, nelle arti e nello sport, in generale in ogni attività che può avere una declinazione amatoriale e una professionale, è stato una risorsa importante in passato: parlo degli anni 90 e primi 2k, l'epoca dei newsgroup e dei forum, fino ad arrivare al primo sviluppo dei social con Facebook.
Prima le risorse erano libri, riviste, persone in carne e ossa e negozi: era piuttosto difficile andare fuori dal proprio giro, era difficilissimo, ed il web e i primi social, con i gruppi, sono stati manna dal cielo.
Il primo problema a mio avviso è stato che era impossibile avere una struttura di gerarchia del sapere, gente che arrivava da suonare al circolo del tresette che si confrontava con professionisti senza rendersene conto e facendo figuracce epocali, questo problema poi, con l'apertura delle gabbie, ha raggiunto proporzioni bibliche mettendo a nudo negazionismi, complottismi e analfabetismi vari.
Il secondo problema è quello dei modelli irraggiungibili.
I social oggi mettono in vetrina prestazioni mostruose, dove oggi è diventato anche difficile capire dove sta il confine fra realtà e finzione.
Talenti irraggiungibili frammisti a fake clamorosi.
Sui social poi è molto difficile capire chi ci si trova davanti: è facile proporre un'immagine di successo o di talento quando in realtà si è dei disperati.
La cugina Pina regina del network marketing che ostenta entrate a 4 cifre senza fare nulla ma che in realtà ne spende anche di più per stare nel giro.
Tutti vincenti che ti dicono come diventarlo insomma.
Tutti top performer che inducono senso di inferiorità.
Sul web se non corri sotto i 4' min/km non sei nessuno: poi inizi a gareggiare e ti rendi conto che quello che fanno quei tempi sono pochi...
Negli anni 90 se non eri nato in una famiglia "giusta" potevi solo sognare di poter fare musica.
Youtube ha dato la possibilità a milioni di persone di poter essere sullo stesso piano, oggi lo diamo per scontato ma chi lo ha vissuto sulla propria pelle si ricorda bene il fatto del non poter accedere a determinate informazioni solo perché si apparteneva ad un contesto diverso.
Poi che i social (quelli più legati a Zuckerberg) abbiano algoritmi malsani è un dato di fatto ma lì basta avere gli anticorpi e non lasciarsi condizionare.
Sbaffone 12-04-26 10.23
@ MrRudyRioly
non ci crederete ma....il mio sport sono le bocce gioco sia in bocciofila che in campo libero.
Ci crediamo emo
Sbaffone 12-04-26 10.27
@ Raptus
Negli anni 90 se non eri nato in una famiglia "giusta" potevi solo sognare di poter fare musica.
Youtube ha dato la possibilità a milioni di persone di poter essere sullo stesso piano, oggi lo diamo per scontato ma chi lo ha vissuto sulla propria pelle si ricorda bene il fatto del non poter accedere a determinate informazioni solo perché si apparteneva ad un contesto diverso.
Poi che i social (quelli più legati a Zuckerberg) abbiano algoritmi malsani è un dato di fatto ma lì basta avere gli anticorpi e non lasciarsi condizionare.
Oggi se vuoi imparare non hai scusanti con tutto quello che si trova sul web, una volta avevamo il real book finto e ti toccava tirarti giù le cose dai dischi se ne eri in grado, poi pian piano sono arrivati i primi metodi jazz.

Oggi sul tubo si trovano lezioni, trascrizioni ecc. basta avere voglia di studiare, non ci sono più segreti
tsuki 12-04-26 13.24
Bhè,bisogna dire che su certi brani,diciamo un po' piu' impegnativi dello standard medio,sul web si possono trovare dei tutorial fatti anche molto bene...Io li ho usati su certe parti tastieristiche che faceva Joe Amoruso con Pino Daniele,a volte usava degli accordi e dei risvolti particolari che faticavo un po' ad eseguire,ma con un buon tutorial le cose venivano senz'altro meglio...Una volta tutto questo non c'era,,il web oltre a tanta mondezza ha anche cose buone.
berlex65 12-04-26 15.35
@ MrRudyRioly
non ci crederete ma....il mio sport sono le bocce gioco sia in bocciofila che in campo libero.
Ma scherzi giocare a bocce è salutare
Ciaooo
Ilaria_Villa 12-04-26 16.00
@ wildcat80
Il web, aprioristicamente, non può più essere considerato un riferimento.
È un discorso che vale per tutto, non solo per la musica.
Il web, nelle arti e nello sport, in generale in ogni attività che può avere una declinazione amatoriale e una professionale, è stato una risorsa importante in passato: parlo degli anni 90 e primi 2k, l'epoca dei newsgroup e dei forum, fino ad arrivare al primo sviluppo dei social con Facebook.
Prima le risorse erano libri, riviste, persone in carne e ossa e negozi: era piuttosto difficile andare fuori dal proprio giro, era difficilissimo, ed il web e i primi social, con i gruppi, sono stati manna dal cielo.
Il primo problema a mio avviso è stato che era impossibile avere una struttura di gerarchia del sapere, gente che arrivava da suonare al circolo del tresette che si confrontava con professionisti senza rendersene conto e facendo figuracce epocali, questo problema poi, con l'apertura delle gabbie, ha raggiunto proporzioni bibliche mettendo a nudo negazionismi, complottismi e analfabetismi vari.
Il secondo problema è quello dei modelli irraggiungibili.
I social oggi mettono in vetrina prestazioni mostruose, dove oggi è diventato anche difficile capire dove sta il confine fra realtà e finzione.
Talenti irraggiungibili frammisti a fake clamorosi.
Sui social poi è molto difficile capire chi ci si trova davanti: è facile proporre un'immagine di successo o di talento quando in realtà si è dei disperati.
La cugina Pina regina del network marketing che ostenta entrate a 4 cifre senza fare nulla ma che in realtà ne spende anche di più per stare nel giro.
Tutti vincenti che ti dicono come diventarlo insomma.
Tutti top performer che inducono senso di inferiorità.
Sul web se non corri sotto i 4' min/km non sei nessuno: poi inizi a gareggiare e ti rendi conto che quello che fanno quei tempi sono pochi...
emoemo
Ilaria_Villa 12-04-26 16.02
@ MrRudyRioly
non ci crederete ma....il mio sport sono le bocce gioco sia in bocciofila che in campo libero.
emo Gioco a bocce d'estate.