@ Sbaffone
Alla fine é una sfida con se stessi, l’importante e migliorarsi di anno in anno, confrontarsi con quello che si vede sul web é deleterio, gente pazzesca… si rischia di abbandonare tutto perché ci si trova di fronte ad una montagna insormontabile
Il web, aprioristicamente, non può più essere considerato un riferimento.
È un discorso che vale per tutto, non solo per la musica.
Il web, nelle arti e nello sport, in generale in ogni attività che può avere una declinazione amatoriale e una professionale, è stato una risorsa importante in passato: parlo degli anni 90 e primi 2k, l'epoca dei newsgroup e dei forum, fino ad arrivare al primo sviluppo dei social con Facebook.
Prima le risorse erano libri, riviste, persone in carne e ossa e negozi: era piuttosto difficile andare fuori dal proprio giro, era difficilissimo, ed il web e i primi social, con i gruppi, sono stati manna dal cielo.
Il primo problema a mio avviso è stato che era impossibile avere una struttura di gerarchia del sapere, gente che arrivava da suonare al circolo del tresette che si confrontava con professionisti senza rendersene conto e facendo figuracce epocali, questo problema poi, con l'apertura delle gabbie, ha raggiunto proporzioni bibliche mettendo a nudo negazionismi, complottismi e analfabetismi vari.
Il secondo problema è quello dei modelli irraggiungibili.
I social oggi mettono in vetrina prestazioni mostruose, dove oggi è diventato anche difficile capire dove sta il confine fra realtà e finzione.
Talenti irraggiungibili frammisti a fake clamorosi.
Sui social poi è molto difficile capire chi ci si trova davanti: è facile proporre un'immagine di successo o di talento quando in realtà si è dei disperati.
La cugina Pina regina del network marketing che ostenta entrate a 4 cifre senza fare nulla ma che in realtà ne spende anche di più per stare nel giro.
Tutti vincenti che ti dicono come diventarlo insomma.
Tutti top performer che inducono senso di inferiorità.
Sul web se non corri sotto i 4' min/km non sei nessuno: poi inizi a gareggiare e ti rendi conto che quello che fanno quei tempi sono pochi...