pausa di riflessione, anche voi?

MrRudyRioly 12-04-26 16.42
@ berlex65
Ma scherzi giocare a bocce è salutare
Ciaooo
sambucheto è a 10 minuti da me.
WhiteMoon 13-04-26 10.41
Ovidio ha scritto:
Successo senza Studio: Esempi storici come Kurt Cobain o i Beatles dimostrano che la fama può arrivare anche senza un'educazione musicale formale.


Altro esempio: Erroll Garner, uno dei migliori Pianisti Jazz di sempre. Non ha mai studiato Musica, non ha mai studiato Pianoforte, non sapeva leggere uno spartito, non sapeva scrivere nemmeno una nota su un Pentagramma, era completamente autodidatta, eppure è arrivato al successo (seppur con qualche limitazione, ad esempio: se doveva suonare un brano nuovo, mai sentito prima, non sapendo leggere lo spartito, aveva bisogno che un Pianista la suonasse e, vedendola suonare, la imparava...).

ERROLL GARNER - VIDEO:
https://www.youtube.com/watch?v=P_tAU3GM9XI
Raptus 13-04-26 10.50
@ WhiteMoon
Ovidio ha scritto:
Successo senza Studio: Esempi storici come Kurt Cobain o i Beatles dimostrano che la fama può arrivare anche senza un'educazione musicale formale.


Altro esempio: Erroll Garner, uno dei migliori Pianisti Jazz di sempre. Non ha mai studiato Musica, non ha mai studiato Pianoforte, non sapeva leggere uno spartito, non sapeva scrivere nemmeno una nota su un Pentagramma, era completamente autodidatta, eppure è arrivato al successo (seppur con qualche limitazione, ad esempio: se doveva suonare un brano nuovo, mai sentito prima, non sapendo leggere lo spartito, aveva bisogno che un Pianista la suonasse e, vedendola suonare, la imparava...).

ERROLL GARNER - VIDEO:
https://www.youtube.com/watch?v=P_tAU3GM9XI
Ancora con sta storia, parliamo di gente che è cresciuta a pane e musica, praticamente fin da piccolo (e non è nato "imparato", qualcuno deve averlo formato)...

ma perché vi fate affascinare da queste fake news? Soprattutto per quanto riguarda jazz e blues dove per saper suonare davvero devi vivere di quello e respirare musica ?

La risposta comunque è NO, un dopolavorista non può né potrà mai eguagliare Erroll Garner, semplicemente perché fa una vita completamente diversa.
WhiteMoon 13-04-26 12.01
@ Raptus
Ancora con sta storia, parliamo di gente che è cresciuta a pane e musica, praticamente fin da piccolo (e non è nato "imparato", qualcuno deve averlo formato)...

ma perché vi fate affascinare da queste fake news? Soprattutto per quanto riguarda jazz e blues dove per saper suonare davvero devi vivere di quello e respirare musica ?

La risposta comunque è NO, un dopolavorista non può né potrà mai eguagliare Erroll Garner, semplicemente perché fa una vita completamente diversa.
Essere un "dopolavorista" non significa non aver studiato. Io, ad esempio, ho studiato formalmente Pianoforte, ma ho deciso di non farne la mia Professione, per vari motivi:

1) per un musicista ci sono poche possibilità di vivere di Musica, se non dando lezioni private, ecc.. Dopo aver studiato Pianoforte, ho preferito seguire un percorso Universitario e trovare un lavoro sicuro nella Sanità;

2) voglio suonare solo ciò che mi piace: se fossi un Musicista Professionista, assunto da un Cantante o Gruppo famoso o da un'Orchestra, dovrei suonare anche (o soprattutto) un genere che non mi piace, visto che mi pagano per farlo. Sinceramente NON mi piacerebbe essere il Pianista di Orietta Berti...;

3) collegato al punto 2: voglio che, la Musica, per me, rimanga un hobby, un divertimento, qualcosa che faccio perché mi piace, mi diverte: non voglio che diventi un lavoro.

Erroll Garner era autodidatta e NON è una fake news. A differenza di Oscar Peterson, che aveva ricevuto un'educazione formale per quanto riguarda il Pianoforte, Erroll Garner non aveva avuto le possibilità economiche di studiare. Questo non vuol dire che non conoscesse gli Arpeggi, le Scale, gli Accordi, le regole dell'Armonia (progressioni, cadenze, sostituzione di Tritono, ecc...). Era un virtuoso e dotato di uno spiccato senso del ritmo. Inoltre, essendo un Pianista Professionista e non un "dopolavorista", sicuramente suonava il Pianoforte tutti i giorni e conosceva la tastiera del Piano come le sue tasche.
maxpiano69 13-04-26 12.08
WhiteMoon ha scritto:
Erroll Garner era autodidatta e NON è una fake news. questo non vuol dire che,sicuramente, non conoscesse le regole dell'Armonia (progressioni, cadenze, sostituzione di Tritono, ecc...). Era, inoltre, dotato di uno spiccato senso del ritmo. Inoltre, essendo un Pianista Professionista e non un "dopolavorista", sicuramente suonava il Pianoforte tutti i giorni e conosceva la tastiera del Piano come le sue tasche.


Esatto, quindi non è un "altro esempio di successo senza studio" come hai scritto nel tuo post precedente, perchè lui ha studiato, magari non secondo i canoni classici (che includono la lettura musicale) e/o da autodidatta, ma non si può dire che non avesse investito (parecchio) tempo nello studio.
WhiteMoon 13-04-26 12.18
maxpiano69 ha scritto:
esempio di successo senza studio


Senza studio formale, cioè non è andato al Conservatorio (e si vede anche dal modo non proprio "ortodosso" di tenere le dita sulla tastiera..), ha imparato a suonare "sul campo", cioè suonando. Poi, può essere che, soprattutto all'inizio della sua vita, sia venuto in contatto con altri Pianisti che lo abbiano consigliato, gli abbiano spiegato alcune nozioni di teoria musicale, gli abbiano insegnato qualcosa...

Sicuramente, prima di esibirsi e di diventare famoso, ha passato ore e ore, giorni e giorni, anni e anni al Pianoforte a "studiare", cioè a suonare, ad esercitarsi, ad esercitare l'orecchio, a sviluppare il suo virtuosismo ed il suo senso del ritmo...
Raptus 13-04-26 12.30
@ WhiteMoon
maxpiano69 ha scritto:
esempio di successo senza studio


Senza studio formale, cioè non è andato al Conservatorio (e si vede anche dal modo non proprio "ortodosso" di tenere le dita sulla tastiera..), ha imparato a suonare "sul campo", cioè suonando. Poi, può essere che, soprattutto all'inizio della sua vita, sia venuto in contatto con altri Pianisti che lo abbiano consigliato, gli abbiano spiegato alcune nozioni di teoria musicale, gli abbiano insegnato qualcosa...

Sicuramente, prima di esibirsi e di diventare famoso, ha passato ore e ore, giorni e giorni, anni e anni al Pianoforte a "studiare", cioè a suonare, ad esercitarsi, ad esercitare l'orecchio, a sviluppare il suo virtuosismo ed il suo senso del ritmo...
Ma perché secondo te studiare musica significa solo avere il pezzo di carta del conservatorio?

Studiare musica significa mettersi sui tasti dalla mattina alla sera, fare PRATICA, perderci un sacco di tempo della propria vita, questo è studiare musica...

Per questo dico che è una fake news dire che "i jazzisti o i bluesman non studiassero" ma porca miseria fare ore di pratica sullo strumento e con altri musicisti per voi è giocare alla playstation?
WhiteMoon 13-04-26 12.34
@ Raptus
Ma perché secondo te studiare musica significa solo avere il pezzo di carta del conservatorio?

Studiare musica significa mettersi sui tasti dalla mattina alla sera, fare PRATICA, perderci un sacco di tempo della propria vita, questo è studiare musica...

Per questo dico che è una fake news dire che "i jazzisti o i bluesman non studiassero" ma porca miseria fare ore di pratica sullo strumento e con altri musicisti per voi è giocare alla playstation?
infatti l'ho scritto:

"Sicuramente, prima di esibirsi e di diventare famoso, ha passato ore e ore, giorni e giorni, anni e anni al Pianoforte a "studiare", cioè a suonare, ad esercitarsi, ad esercitare l'orecchio, a sviluppare il suo virtuosismo ed il suo senso del ritmo..."
Raptus 13-04-26 12.36
@ WhiteMoon
infatti l'ho scritto:

"Sicuramente, prima di esibirsi e di diventare famoso, ha passato ore e ore, giorni e giorni, anni e anni al Pianoforte a "studiare", cioè a suonare, ad esercitarsi, ad esercitare l'orecchio, a sviluppare il suo virtuosismo ed il suo senso del ritmo..."
Ok ma quindi torniamo al discorso di prima emo
Non può essere paragonato al dopolavorista, per quanto il dopolavorista possa aver studiato formalmente, il numero di ore spese non può coincidere
WhiteMoon 13-04-26 12.49
@ Raptus
Ok ma quindi torniamo al discorso di prima emo
Non può essere paragonato al dopolavorista, per quanto il dopolavorista possa aver studiato formalmente, il numero di ore spese non può coincidere
Infatti ho scritto anche questo:

"Inoltre, essendo un Pianista Professionista e non un "dopolavorista", sicuramente suonava il Pianoforte tutti i giorni e conosceva la tastiera del Piano come le sue tasche."
WhiteMoon 13-04-26 13.23
@ WhiteMoon
Infatti ho scritto anche questo:

"Inoltre, essendo un Pianista Professionista e non un "dopolavorista", sicuramente suonava il Pianoforte tutti i giorni e conosceva la tastiera del Piano come le sue tasche."

Da ciò si evince che quello che distingue il Professionista dal dopolavorista non è (sempre) il fatto che uno abbia il "pezzo di carta" e l'altro no. La maggior parte delle volte è così: il Professionista è Diplomato (oggi Laureato) al Conservatorio e il dopolavorista, invece, è autodidatta.

Ma, a volte, può anche essere il contrario.

Ciò che distingue il Professionista dal dopolavorista è che uno suona per lavoro (e suona tutti i giorni sia in esibizione che per conto suo per esercitarsi) e l'altro, invece, suona per piacere, per divertimento, magari anche solo una volta a settimana.
maxpiano69 13-04-26 13.46
@ WhiteMoon

Da ciò si evince che quello che distingue il Professionista dal dopolavorista non è (sempre) il fatto che uno abbia il "pezzo di carta" e l'altro no. La maggior parte delle volte è così: il Professionista è Diplomato (oggi Laureato) al Conservatorio e il dopolavorista, invece, è autodidatta.

Ma, a volte, può anche essere il contrario.

Ciò che distingue il Professionista dal dopolavorista è che uno suona per lavoro (e suona tutti i giorni sia in esibizione che per conto suo per esercitarsi) e l'altro, invece, suona per piacere, per divertimento, magari anche solo una volta a settimana.
Temo allora che tu entrando a metà discussione e ti sia perso il punto di partenza (almeno dell'ultima parte della stessa), ovvero che la bravura non dipenda dall'essere un "dopolavorista" o meno (ovvero un professionista) ed era su quel punto che verteva il post cui hai risposto con l'esempio di Errol (che invece va nella direzione opposta)
WhiteMoon 13-04-26 14.12
maxpiano69 ha scritto:
Temo allora che tu entrando a metà discussione e ti sia perso il punto di partenza


Veramente ho seguito la discussione fin dall'inizio e sono anche intervenuto (forse sei tu che ti sei perso dei pezzi...).

La Verità è che bisogna sfatare dei miti: il mito che il Professionista è bravo, preparato, ha studiato, ha il "pezzo di carta", quindi è abilitato a suonare, invece, il dopolavorista è "ignorante", suona "ad orecchio", non è capace a suonare, non conosce la Teoria musicale, ergo, non deve essere abilitato a suonare.

L'Arte non è questione di "pezzi di carta". L'Arte ce l'hai dentro. Certo, lo studio ti aiuta a capire quello che sai facendo, ad esprimere meglio la tua creatività, ti dà i mezzi, ti dà la tecnica (Arte in Greco antico si diceva téchne e non indicava solo le "belle arti", ma una perizia tecnica, un "saper fare" basato su regole precise, abilità manuale e conoscenza).

Fare il pittore, il musicista, il poeta o lo scrittore NON è come fare il Medico, l'Architetto o l'Ingegnere: per svolgere queste Professioni bisogna avere il "pezzo di carta", essere abilitati, ci sono delle vite umane in gioco. Se sbagli una terapia o i calcoli per un palazzo o per un ponte, possono morire delle persone (infatti, non si è mai sentito di qualcuno che faccia il Medico o l'Ingegnere "per hobby" o come "dopolavorista").

Se sbagli una nota o un Accordo o non sai cos'è la Sostituzione di Tritono, non muore nessuno...
Raptus 13-04-26 14.18
@ WhiteMoon
maxpiano69 ha scritto:
Temo allora che tu entrando a metà discussione e ti sia perso il punto di partenza


Veramente ho seguito la discussione fin dall'inizio e sono anche intervenuto (forse sei tu che ti sei perso dei pezzi...).

La Verità è che bisogna sfatare dei miti: il mito che il Professionista è bravo, preparato, ha studiato, ha il "pezzo di carta", quindi è abilitato a suonare, invece, il dopolavorista è "ignorante", suona "ad orecchio", non è capace a suonare, non conosce la Teoria musicale, ergo, non deve essere abilitato a suonare.

L'Arte non è questione di "pezzi di carta". L'Arte ce l'hai dentro. Certo, lo studio ti aiuta a capire quello che sai facendo, ad esprimere meglio la tua creatività, ti dà i mezzi, ti dà la tecnica (Arte in Greco antico si diceva téchne e non indicava solo le "belle arti", ma una perizia tecnica, un "saper fare" basato su regole precise, abilità manuale e conoscenza).

Fare il pittore, il musicista, il poeta o lo scrittore NON è come fare il Medico, l'Architetto o l'Ingegnere: per svolgere queste Professioni bisogna avere il "pezzo di carta", essere abilitati, ci sono delle vite umane in gioco. Se sbagli una terapia o i calcoli per un palazzo o per un ponte, possono morire delle persone (infatti, non si è mai sentito di qualcuno che faccia il Medico o l'Ingegnere "per hobby" o come "dopolavorista").

Se sbagli una nota o un Accordo o non sai cos'è la Sostituzione di Tritono, non muore nessuno...
Avrei molti prof del Conservatorio che non sarebbero d'accordo con quello che dici emo ma non andiamo off topic

In ogni caso nessuno crede al mito che hai detto, cioè che il professionista è bravo e il dopolavorista è un ignorante, semmai la discussione era sul fatto che il dopolavorista non può essere messo sullo stesso piano del professionista per via del numero di ore certamente inferiori che può dedicare al suo hobby.

Scusa ma mi sembra una banalità, sarà meglio una persona che ci dedica 10 ore al giorno alla musica o una che ci dedica 1 ora e magari nemmeno tutti i giorni ma solo al weekend?
Ovidio 13-04-26 14.19
Domande generate da una "pausa di riflessione":
- perché all'estero una band di musica "alternativa" può vivere di musica e in Italia no?
- perché all'estero è prassi comune che i locali di musica live si rivolgano ad agenzie/promoter e in Italia no?
- perché all'estero è normale che un chitarrista jazz possa prendere lezioni di chitarra metal e in Italia verrebbe da ridere solo a pensarlo?
- perché in Italia esistono solo festival dedicati al cantautorato, al jazz e al pop commerciale?
- Perché non abbiamo un Wacken e/o un PinkPop e/o un Galstboury festival nazionale?
- Perché esiste solo il concerto del primo maggio con diretta TV e non altri come quelli citati al punto precedente?
- Perché se gli Iron Maiden fanno 60.000 spettatori a Bologna devo venire a saperlo da un articolo di una fanzine online, mentre se una "star" di Sanremo annulla il tour per biglietti invenduti ciò non fa notizia e la stessa "star" continua a essere incensata sui principali quotidiani nazionali?
WhiteMoon 13-04-26 14.25
Raptus ha scritto:
Scusa ma mi sembra una banalità, sarà meglio una persona che ci dedica 10 ore al giorno alla musica o una che ci dedica 1 ora e magari nemmeno tutti i giorni ma solo al weekend?


Sicuramente sì e l'ho anche scritto:

"Ciò che distingue il Professionista dal dopolavorista è che uno suona per lavoro (e suona tutti i giorni sia in esibizione che per conto suo per esercitarsi) e l'altro, invece, suona per piacere, per divertimento, magari anche solo una volta a settimana."
Raptus 13-04-26 14.28
@ WhiteMoon
Raptus ha scritto:
Scusa ma mi sembra una banalità, sarà meglio una persona che ci dedica 10 ore al giorno alla musica o una che ci dedica 1 ora e magari nemmeno tutti i giorni ma solo al weekend?


Sicuramente sì e l'ho anche scritto:

"Ciò che distingue il Professionista dal dopolavorista è che uno suona per lavoro (e suona tutti i giorni sia in esibizione che per conto suo per esercitarsi) e l'altro, invece, suona per piacere, per divertimento, magari anche solo una volta a settimana."
Ok, ma se concordi non ho capito quindi il tuo punto, cioè cosa contestavi? avevi solo capito male quello che avevamo detto sui dopolavoristi?
Raptus 13-04-26 14.29
@ Ovidio
Domande generate da una "pausa di riflessione":
- perché all'estero una band di musica "alternativa" può vivere di musica e in Italia no?
- perché all'estero è prassi comune che i locali di musica live si rivolgano ad agenzie/promoter e in Italia no?
- perché all'estero è normale che un chitarrista jazz possa prendere lezioni di chitarra metal e in Italia verrebbe da ridere solo a pensarlo?
- perché in Italia esistono solo festival dedicati al cantautorato, al jazz e al pop commerciale?
- Perché non abbiamo un Wacken e/o un PinkPop e/o un Galstboury festival nazionale?
- Perché esiste solo il concerto del primo maggio con diretta TV e non altri come quelli citati al punto precedente?
- Perché se gli Iron Maiden fanno 60.000 spettatori a Bologna devo venire a saperlo da un articolo di una fanzine online, mentre se una "star" di Sanremo annulla il tour per biglietti invenduti ciò non fa notizia e la stessa "star" continua a essere incensata sui principali quotidiani nazionali?
Meriterebbe un topic a parte, sarebbe un discorso molto lungo, in generale non ci sono soldi e gli investimenti si fanno se c'è sicuro rendimento
Ovidio 13-04-26 14.41
Raptus ha scritto:
sarebbe un discorso molto lungo

magari è proprio la questione centrale, che andrebbe sviscerata. Forse si giungerebbe alla soluzione ideale di tanti problemi che affliggono i dopolavoristi, comprese le "pause di riflessione".
WhiteMoon 13-04-26 14.44
@ Raptus
Ok, ma se concordi non ho capito quindi il tuo punto, cioè cosa contestavi? avevi solo capito male quello che avevamo detto sui dopolavoristi?
Diciamo che, avendo io studiato Pianoforte, ma non essendo un Musicista Professionista (faccio tutt'altro per vivere), mi colloco un po' nel mezzo: mi è capitato, una volta, di suonare in Concerto con un Pianista concertista Professionista (lui suonava il Pianoforte, io le tastiere con suoni di String, Fiati...). Era bravissimo, ovviamente! Più bravo di me! Niente da dire, ma, da lui, non ho imparato niente, suonava quello che era scritto sullo spartito e Stop.

Ho imparato, invece, tantissimo da un Pianista autodidatta, di qualche anno più giovane di me: guardandolo suonare, rimanendo stupito dalla fantasia che metteva nel suonare riarmonizzando i pezzi, inventando Introduzioni, Bridge, Finali, facendo "Walking Bass" con la mano sinistra ecc.. (e chiedendogli consigli e spiegazioni), ho avuto modo di imparare tantissimo e di migliorare. A volte suona meglio un autodidatta che un Professionista...