@ WhiteMoon
maxpiano69 ha scritto:
Temo allora che tu entrando a metà discussione e ti sia perso il punto di partenza
Veramente
ho seguito la discussione fin dall'inizio e sono anche intervenuto (forse sei tu che ti sei perso dei pezzi...).
La Verità è che bisogna sfatare dei miti: il mito che il Professionista è bravo, preparato, ha studiato, ha il "pezzo di carta", quindi è abilitato a suonare, invece, il dopolavorista è "ignorante", suona "ad orecchio", non è capace a suonare, non conosce la Teoria musicale, ergo, non deve essere abilitato a suonare.
L'Arte non è questione di "pezzi di carta". L'Arte ce l'hai dentro. Certo, lo studio ti aiuta a capire quello che sai facendo, ad esprimere meglio la tua creatività, ti dà i mezzi, ti dà la
tecnica (Arte in Greco antico si diceva
téchne e non indicava solo le "belle arti", ma una perizia tecnica, un "saper fare" basato su regole precise, abilità manuale e conoscenza).
Fare il pittore, il musicista, il poeta o lo scrittore NON è come fare il Medico, l'Architetto o l'Ingegnere: per svolgere queste Professioni bisogna avere il "pezzo di carta", essere abilitati, ci sono delle vite umane in gioco. Se sbagli una terapia o i calcoli per un palazzo o per un ponte, possono morire delle persone (
infatti, non si è mai sentito di qualcuno che faccia il Medico o l'Ingegnere "per hobby" o come "dopolavorista").
Se sbagli una nota o un Accordo o non sai cos'è la Sostituzione di Tritono, non muore nessuno...
io vengo da generazione di musicisti, dal bisnonno , ali zii, a mio padre che insegnava pianoforte e strumenti a fiato, essendo diplomato in tromba ed era pure direttore orchestrale. Già a 6 anni entravo nello studio e assistevo alle lezioni private impartite da mio padre. Un giorno mi misi al pianoforte e a orecchio tirai su da solo un brano di Celentano, non ricordo precisamente quale. Mio padre mi sentì ed entusiasta mi disse che avevo la musica nel sangue e cominciò a farmi leggere e suonare il pianoforte. Successivamente la cugina di mio padre che insegnava al conservatorio mi prese come alunno e mi diplomai. Nel frattempo a 14 anni a scuola , nella mia classe vi era un compagno che studiava chitarra e uno batteria e decidemmo di mettere sù la mia prima band. Da allora cambiai diverse band, conobbi una persona in particolare, un chitarrista che faceva musica per mestiere e non smessi più di suonare live con una bella band di musicisti tosti e facevamo rock ani 70/80 ( dire straits, deep puple, santana, queen, toto , pink floyd ) e tutta musica di qualità ( allora i tributi non esistevano ), fino a studiare blues e jazz ( quello più moderno ) e con una cantante country facevamo concerti in zona ma anche nord Europa. Questa è la mia storia, scusate se vi ho stufato, ma voglio precisare che avere un diploma in conservatorio e suonare professionalmente nelle band non significa essere i più bravi. Ho sempre avuto un buon orecchio, mi tiravo giù le parti con un giradischi sbilenco, suonavo chitarra e basso. Ciò che voglio dire è che per suonare in una band bene ci và esperienza che accumuli con gli anni, impari aspetti tecnici, impari a programmare synth ciò che il conservatorio non ti forma. Mio padre per portare la pagnotta a casa dovette inventarsi un nuovo mestiere e mi esortò a non fidarmi della musica per vivere ma di prendermi un diploma e così feci. Che poi faccio il contabile ma la mia testa è sempre diretta sulla musica è un altro discorso, ma perlomeno ho potuto mantenere una famiglia e allo stesso tempo suonare per passione . Ero arrivato a circa 40 anni che la musica era diventata un dopolavoro, ho imparato da musicisti veri e tosti , spesso con quelli del vecchio Vasco , tra parentesi anche con Rocchetti e onestamente ho potuto constatare che non è tutta stà bravura, anzi, ciò che faceva lui con 6 tastiere riesco a riprodurre le stesse sonorità con due, ma tecnicamente non mi ha mai entusiasmato, neanche a volte nella scelta dei suoni. E' tutto, se non siete stufi vado avanti....noooo....scherzo.