Novità ARTURIA MINIFREAK 49 Tasti full size

Tastiero74 29-10-26 17.38
@ Deckard
A volte fatico a capire certe cose, un limite mio forse…il Minifreak (e prima il micro), nasce per tutto TRANNE che per i suoni vintage, è uno strumento bizzarro (freak), soprattutto nell’esperienza tattile ed esecutiva, dalle sonorità volutamente insolite, diciamo sperimentale, che lascia spazio ANCHE a quelle vintage…perché comprarlo per poi andare a trovare il modo di farlo suonare “canonico”? Ripeto, limite mio
Se penso alle meccaniche che gli altri produttori mettono sugli strumenti di quella fascia di prezzo, non fatico a credere che il Minifreak 49 possa attirare anche chi cerca semplicemente uno strumento musicale “vero” nel senso di “da suonare”.
Pure io ci sto facendo un pensierino.

Sfogliando i siti dei venditori on-line sui 7/800 euro non ho trovato altri prodotti che a quel prezzo offrono:
- una plancia ben fatta (che non costringe a fare tanto menù diving)
- pomelli di dimensioni standard
- una meccanica di qualità
- motori di sintesi per tutti i gusti, dal virtual analog, al wavetable, ai campioni

Korg, Roland e Yamaha su quella fascia di prezzo propongono la Kross 61, la Juno D6, e la serie Mx49/61 (che possiedo). Tutte macchine divertenti e ben suonanti, per carità, ma che fatico a definire “strumenti musicali” nel senso compiuto del termine perché:
- la plancia costringe a fare molto menù diving
- 4 pomelli in croce
- la keybed è quello che é
Insomma più che strumenti musicali “veri e propri” a me sembrano “prodotti a forma di strumenti musicali”.

In quest’ottica, il Minifreak 49 non mi vergognerei di farlo suonare in modo “canonico” mettendolo sopra al X-piano per fare per esempio un repertorio tipo Weather Report (Black Market, Heavy Weather) o Miles Davis (Tutu). Lascerò decantare la cosa fino alla prossima primavera, nel frattempo medito sul fatto che il mercato offre sia “strumenti musicali veri” che prodotti “a forma di strumento musicale”.
maxpiano69 29-10-26 22.56
@ Tastiero74
Se penso alle meccaniche che gli altri produttori mettono sugli strumenti di quella fascia di prezzo, non fatico a credere che il Minifreak 49 possa attirare anche chi cerca semplicemente uno strumento musicale “vero” nel senso di “da suonare”.
Pure io ci sto facendo un pensierino.

Sfogliando i siti dei venditori on-line sui 7/800 euro non ho trovato altri prodotti che a quel prezzo offrono:
- una plancia ben fatta (che non costringe a fare tanto menù diving)
- pomelli di dimensioni standard
- una meccanica di qualità
- motori di sintesi per tutti i gusti, dal virtual analog, al wavetable, ai campioni

Korg, Roland e Yamaha su quella fascia di prezzo propongono la Kross 61, la Juno D6, e la serie Mx49/61 (che possiedo). Tutte macchine divertenti e ben suonanti, per carità, ma che fatico a definire “strumenti musicali” nel senso compiuto del termine perché:
- la plancia costringe a fare molto menù diving
- 4 pomelli in croce
- la keybed è quello che é
Insomma più che strumenti musicali “veri e propri” a me sembrano “prodotti a forma di strumenti musicali”.

In quest’ottica, il Minifreak 49 non mi vergognerei di farlo suonare in modo “canonico” mettendolo sopra al X-piano per fare per esempio un repertorio tipo Weather Report (Black Market, Heavy Weather) o Miles Davis (Tutu). Lascerò decantare la cosa fino alla prossima primavera, nel frattempo medito sul fatto che il mercato offre sia “strumenti musicali veri” che prodotti “a forma di strumento musicale”.
+1 (soprattutto se parliamo di synth analogici o ibridi con controlli completi e tastiera dotata di aftertouch), a poco meno di 800€ al momento il minifreak 49 è molto competitivo, quasi unico, anche per chi volesse "ridurlo" a quel tipo di utilizzo
wildcat80 30-10-26 08.49
Arturia sta facendo prodotti di un livello che in tutta onestà avrei pensato fosse impensabile, se guardo ai tempi della prima generazione Brute.
Sicuramente sul fronte sonoro sanno il fatto loro, perché i Brute dei primordi erano comunque dei synth a singolo oscillatore che suonavano come un synth a 3 oscillatori con sync.
Però i materiali e le meccaniche lasciavano molto a desiderare.
Con il PolyBrute hanno fatto un deciso salto in avanti per quanto riguarda la qualità costruttiva, con Astrolab hanno riportato lo stesso standard anche in digitale, e ora con il nuovo Minifreak hanno messo assieme tutto, migliorando e molto il livello del primo Minifreak.
Questo è uno strumento che si può e si deve suonare.
È davvero adatto a tutti i contesti.
Se si dovesse concretizzare il progetto di tornare a suonare live, penso proprio che il setup potrebbe essere Fantom e Minifreak: combo perfettamente complementare.
Deckard 31-10-26 13.07
Sono considerazioni che ci stanno, per carità...però non lo so...personalmente se come seconda tastiera, o più in generale, se cercassi suoni vintage, mi rivolgerei a qualcosa di più dedicato che in TEORIA dovrebbe fare meglio...per dire sulla stessa fascia di prezzo mi viene in mente il Cobalt 8x, uno Sledge usato, un Roland gaia 2, uno dei nuovi behringer (sempre con molto timore emo), cose così
wildcat80 31-10-26 14.16
Diciamo che il Minifreak può fare ANCHE sonorità vintage, e le fa pure molto bene peraltro (il filtro è un SEM, i motori di sintesi virtual analog per gli oscillatori ci sono) ma la sua scelta, a mio modo di vedere, è quella del synth relativamente facile da usare ma che può fare cose molto diverse dal sottrattivo classico, pur mantenendo una catena di sintesi canonica oscillatori - filtro - amplificatore - 2 ENV - 2 LFO - matrice di modulazione - effetti