@ Deckard
A volte fatico a capire certe cose, un limite mio forse…il Minifreak (e prima il micro), nasce per tutto TRANNE che per i suoni vintage, è uno strumento bizzarro (freak), soprattutto nell’esperienza tattile ed esecutiva, dalle sonorità volutamente insolite, diciamo sperimentale, che lascia spazio ANCHE a quelle vintage…perché comprarlo per poi andare a trovare il modo di farlo suonare “canonico”? Ripeto, limite mio
Se penso alle meccaniche che gli altri produttori mettono sugli strumenti di quella fascia di prezzo, non fatico a credere che il Minifreak 49 possa attirare anche chi cerca semplicemente uno strumento musicale “vero” nel senso di “da suonare”.
Pure io ci sto facendo un pensierino.
Sfogliando i siti dei venditori on-line sui 7/800 euro non ho trovato altri prodotti che a quel prezzo offrono:
- una plancia ben fatta (che non costringe a fare tanto menù diving)
- pomelli di dimensioni standard
- una meccanica di qualità
- motori di sintesi per tutti i gusti, dal virtual analog, al wavetable, ai campioni
Korg, Roland e Yamaha su quella fascia di prezzo propongono la Kross 61, la Juno D6, e la serie Mx49/61 (che possiedo). Tutte macchine divertenti e ben suonanti, per carità, ma che fatico a definire “strumenti musicali” nel senso compiuto del termine perché:
- la plancia costringe a fare molto menù diving
- 4 pomelli in croce
- la keybed è quello che é
Insomma più che strumenti musicali “veri e propri” a me sembrano “prodotti a forma di strumenti musicali”.
In quest’ottica, il Minifreak 49 non mi vergognerei di farlo suonare in modo “canonico” mettendolo sopra al X-piano per fare per esempio un repertorio tipo Weather Report (Black Market, Heavy Weather) o Miles Davis (Tutu). Lascerò decantare la cosa fino alla prossima primavera, nel frattempo medito sul fatto che il mercato offre sia “strumenti musicali veri” che prodotti “a forma di strumento musicale”.