@ Raptus
Mi spiego meglio, ti sembra contraddittorio perché ho fuso due cose insieme.
La prima riguarda il mio mancato entusiasmo verso la IA, il motivo è semplice: siccome lavoro nel settore ho notato che nel 100% dei casi l'approccio non è "inseriamo la IA così miglioriamo i processi e le persone invece di fare quella operazione ripetitiva/lunga/sostituibile possono fare altro (magari di valore aggiunto diverso). L'approccio è quello del sostituire perché farlo con IA in questo momento costa molto meno. Chissene se poi quelle persone che avrei dovuto ricollocare sono diventate superflue. Quindi ok capitalismo, ok fare soldi, ma non molto ok il fatto di distruggere il sistema con un approccio masochistico senza alcuna visione nel medio termine (manco nel lungo).
La seconda riguarda le potenzialità. L'IT come tanti altri settori è destinato a stravolgersi, potenzialità di cambiare il mondo ce ne sono tantissime ma al contempo ci sono davvero così tante possibilità?
I progetti che sto seguendo sono destinati ad una evoluzione continua verso il completo automatismo entro qualche anno ed è chiaro che non puoi dire a chi avrai sostituito che dovrà fare l'AI engineer oppure metterlo ad addestrare modelli finché non ce ne sarà più bisogno. Internet e IA non seguono lo stesso pattern, internet era uno spazio libero dove chiunque poteva esprimersi, l'IA è uno spazio chiuso dove gli unici che possono fare qualcosa hanno competenze verticali.
Quando parli di possibilità pensi al vibe coder della domenica che crea app? Con i recenti sviluppi hai visto anche tu che anche quel sogno se non si possiede strettamente il dataset è destinato a sfumare.
Riguardo all'hobby non c'entra nulla con questo, è solo che vedere le stesse logiche che stanno stravolgendo il mondo intaccare anche la musica mi sta dando ancora più fastidio.
In parte sono d'accordo con te. Ma la colpa non e' dell'AI, la colpa e' della solita avidita', che e' intrinseca alla natura umana, c'e' poco da stupirsi, l'uomo e' cosi' e la societa' che abbiamo costruito l'abbiamo costruita a nostra immagine e somiglianza.
Fatto sta che il cambiamento che stiamo vivendo e' epocale, fondamentale, probabilmente unico nella storia dell'umanita'.
Stiamo assistendo, volenti o nolenti, alla nascita di una nuova specie che per la prima volta e', o sara' prestissimo, superiore a noi in tutto e per tutto.
Non c'e' modo di starne fuori, non c'e' modo di dire "a me non interessa".
Puo' dare molto, puo' togliere molto, puo' persino farci fuori tutti. Non e' ignorabile, e minimizzarla e' da miopi (anzi direi proprio cecati).
Sinceramente penso che l'addestramento e la produzione di brani musicali dovrebbe essere la minore delle nostre preoccupazioni, attualmente.
E non c'e' modo di fermarne lo sviluppo, checche' se ne dica, perche' se ti fermi c'e' uno pronto a farti le scarpe, come sempre.
L'unica cosa certa e' che il mondo da qui a 20 anni non sara' il mondo che abbiamo conosciuto noi.
Magari saremo tutti in perenne vacanza pagata, stipendiati per coltivare l'arte e la musica, liberi dal cancro e vivendo fino a 150 anni.
O magari saremo tutti morti spazzati via da un virus sviluppato da una IA incazzata.
O poveri come la merda senza lavoro con 4 super ricchi che governano il mondo.
Sara' comunque un giro di giostra interessante.