@ mima85
Deckard ha scritto:
c’è anche il “goditelo finché dura e spremilo come se non ci fosse un domani”
Certo, ma è questione di punti di vista. Ci sono quelli come me a cui piacciono le cose vecchie, antiche, vintage o che dir si voglia, e quelli che preferiscono il nuovo. In particolare nell'ambito professionale, come ben sappiamo è tipico preferire il nuovo per la semplice questione della copertura di garanzia e per il supporto da parte del costruttore.
C'è anche da dire che "permettersi il vecchio" in certi casi è un lusso, in particolare con i synth. Perché appunto il vecchio si può rompere, e a quel punto o te lo sai riparare da solo, o hai davanti a te una grossa perdita di tempo e soldi perché i tecnici in grado di metterci dentro le mani sono merce rara, spesso hanno tempi di lavorazione di mesi (cosa molto problematica se sei un professionista) e si fanno pagare piuttosto profumatamente. Per non parlare del costo dei componenti, in particolare di quelli più difficili da reperire. Ed è comprensibile che uno davanti ad una prospettiva del genere possa sentirsi intimidito e preferisca vendere un sintetizzatore un po' attempato prima che si rompa.
DOVENDO FARE DELLE SCELTE, HO DATO PER SCONTATO la vendita del virus, per prima cosa è un potente synth ma tendente a musica elettronica, trance, fuori dalla mia concezione di suoni più classici, secondo per i motivi che ho postato: non si sà se esiste più assistenza in caso si rompesse, non mi sembra un discorso campato in aria. Tra summit, le nord e il montage m la scelta è stata facile, il summit lo adoro per come suona, il montage m è un classico e puoi far veramente di tutto, li vedi su tanti palchi, le nord perchè nei live rendono molto, hanno una vasta libreria e l'hammond è un suono di cui non posso fare a meno, inoltre per quanto pesano, negli spostamenti metto zaino con cavi in spalla e due pesi piuma su entrambe le mani senza patire le pene dell'inferno. Non riesco a capire come sti norvegesi abbiano creato synth così leggeri essendo tutto in metallo e solido, nulla di plasticaccia. Forse la meccanica lascia un pò a desiderare, ma la waterfull versione compact dello stage 3 non è male per suonarci pure i pianoforti. Alla fine sei fai rock e devi pestare, una meccanica più leggera è più adatta, avevo un sign. digitale il cp88 ma oltre il peso la meccanica mi è parsa un pò duretta, poco scorrevole, almeno è quello che penso io , forse più adatto a studio, però cercano in tutti i modi di creare piani digitali simili all'acustico, ma avendo studiato con quelli a coda, vi posso garantire che siamo ancora distanti con i digitali. Non ultimo, mi piacciono più i piano acustici delle nord che delle yamaha, ma anche qui va a gusti personali