02-03-26 03.09
markelly2 ha scritto:
i veri musicisti non ricorrono alla AI. Chi lo fa, ossia chi compone inserendo un prompt, non è "eticamente" un musicista.
Sono pienamente d'accordo.
Sul piano logico, colui che inserisce un prompt svolge la stessa funzione/attività del "committente", cioè di colui che commissiona all'artista un'opera musicale indicandone le "specifiche" (genere, ritmica, andamento, strumenti utilizzati, cantato, testo ecc. ecc.).
Il commettente NON COMPONE UN BEL NULLA, ma si limita a specificare che tipo di brano vorrebbe per poi affidarsi al musicista che ne realizza la composizione, l' arrangiamento, l'esecuzione ecc., seguendo le indicazioni del soggetto che ha commissionato il brano.
Lo stesso concetto vale per chi "compone" il prompt, con l'unica differenza che, anzichè all'artista umano, il brano viene "commissionato" all'A.I. .
Detto questo, tuttavia, il problema per il musicista rimane, come giustamente ha rilevato Orange.
Ed anzi, purtroppo, oggi siamo solo agli inizi.
L'intelligenza artificiale è attualmente soltanto ad uno stadio "infantile". Mano a mano che si svilupperà e diverrà più complessa, il numero di "committenti" che metteranno sul mercato brani prodotti artificialmente aumenterà.
E i "consumatori" di musica saranno sempre più indotti a non distinguere tra prodotto "vero" ed artificiale.
Anzi, i gusti musicali di massa potrebbero persino "assuefarsi" alla fruizione di musica di qualità inferiore.... si pensi, ad esempio, al nostro Parmigiano, che noi Italiani siamo abituati a consumare considerandolo (giustamente) inimitabile..... senza renderci davvero conto che nel consumo mondiale un numero sempre crescente di consumatori è soddisfatto anche utilizzando il "parmesan".
Musicalmente parlando, poi, ricordiamo come il religioso ascolto di vinili su piatto Thorrens, ampli Sansui e casse Allison sia stato ampiamente soppiantato dall'ascolto di Mp3 sulle cuffiette del telefonino.
Ciò non significa che i musicisti veri scompariranno (non credo si arriverà a tanto) ma potrebbero ridursi drasticamente di numero a livello pro o semi-pro, divenendo un "settore di nicchia", una sorta di "marchio di qualità" (come il made in Italy) in un mercato futuro dove l'A.I. occuperà quote sempre maggiori di mercato, come sta avvenendo con produzioni cinesi, che fino a non molto tempo fa erano sinonimo di "sgrauso", mentre oggi stanno raggiungendo livelli competitivi anche sul piano qualitativo in molti settori (lo vediamo ad esempio nell'automotive).
E poi, se ci riflettiamo, è anche un fattore di "costi".
Orange ha correttamente rilevato che il "complessino" di 4 elementi costa meno di una swing-band di 40 musicisti.
E il singolo DJ costa meno del complessino.
Sempre musica (se tale la vogliamo definire

) è, quella che esce dalle casse, e la gente balla lo stesso, come faceva negli anni '30 e '40 .
In questo senso, l'AI compie un salto di qualità, in quanto non si limita a "rimpiazzare" il costoso turnista, ma è in grado di sostituire TUTTO IL CICLO, dalla composizione all'arrangiamento, alla registrazione, al mixaggio, al mastering.
Il tutto ad una frazione del costo.