Creazione di brani con l'A.I., considerazioni.

  • giosanta
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28-01-26 09.52

@ Sbaffone
La musica come l’abbiamo conosciuta sta finendo, però è un discorso che è iniziato ben prima della AI
Concordo.
  • orange1978
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28-01-26 19.41

@ Raptus
L'unico mezzo è creare dei video che dimostrino la paternità del brano, come adesso in realtà già si fa (ad es. Routenote te lo chiede in caso di dispute). Video ovviamente non AI dove si vede la realtà.

Sì quasi sicuramente ci saranno due strade, sarà inevitabile, il musicista standard non famoso vivrà di un 80% live e 20% produzione (e la produzione sarà solo per i pochi che vorranno ascoltarlo perché incuriositi dai live, un po' come succedeva già per le band di nicchia che a inizio o fine concerto mettevano il mercatino dei cd), probabilmente è finita l'era degli "Avicii" che producevano in casa e boom arrivava il successo. Bene o male? Lo deciderà il mercato.
è inattuabile e non proverebbe nulla, io potrei benissimo chiedere alla AI di comporre della musica e darmi le tracce divise, dopodichè me le imparo a memoria, e risuono tutto.

certo occorre anche in quel caso una certa abilità, ma è ben diverso che doverle "inventare" da zero, se ti do 24 tracce di un brano tipo imagine di john lennon con tutte le parti strumentali, le ascolti e impari a memoria non è uguale che inventar la melodia, il testo, e poi studiare e ideare un arrangiamento con timbri giusti, parti scritte bene etc etc.

quindi anche il quel caso non funzionerebbe questa idea, anche perchè la vera difficoltà di un artista è creare musica originale e bella, poi per produrla si può anche chiamar qualcuno, ma scrivere una canzone come perdere l'amore o almeno tu nell'universo o fiori rosa fiori di pesco ehhhhh....lì è dura, non dipende nemmeno dalla preparazione musicale, lì è quasi innata come abilità.

fare un arrangiamento invece fatto bene di un brano di battisti può farlo un qualsiasi professionista, chi più chi meno...ma sicuro replicarlo se hai le parti e devi solo ricreare timbri ed esecuzione è ancor più facile.

ci mancherebbe poi che io debba fare video 24 ore al giorno del mio studio per provare che le cose che faccio le ho fatte io e non una macchina, sarebbe folle.
  • paolo_b3
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28-01-26 20.04

@ orange1978
è inattuabile e non proverebbe nulla, io potrei benissimo chiedere alla AI di comporre della musica e darmi le tracce divise, dopodichè me le imparo a memoria, e risuono tutto.

certo occorre anche in quel caso una certa abilità, ma è ben diverso che doverle "inventare" da zero, se ti do 24 tracce di un brano tipo imagine di john lennon con tutte le parti strumentali, le ascolti e impari a memoria non è uguale che inventar la melodia, il testo, e poi studiare e ideare un arrangiamento con timbri giusti, parti scritte bene etc etc.

quindi anche il quel caso non funzionerebbe questa idea, anche perchè la vera difficoltà di un artista è creare musica originale e bella, poi per produrla si può anche chiamar qualcuno, ma scrivere una canzone come perdere l'amore o almeno tu nell'universo o fiori rosa fiori di pesco ehhhhh....lì è dura, non dipende nemmeno dalla preparazione musicale, lì è quasi innata come abilità.

fare un arrangiamento invece fatto bene di un brano di battisti può farlo un qualsiasi professionista, chi più chi meno...ma sicuro replicarlo se hai le parti e devi solo ricreare timbri ed esecuzione è ancor più facile.

ci mancherebbe poi che io debba fare video 24 ore al giorno del mio studio per provare che le cose che faccio le ho fatte io e non una macchina, sarebbe folle.
Hai detto bene, se tutti potessimo diventare ricchi saremmo di conseguenza tutti poveri. Vai a comprare il pane? Chi te lo fa? Direte "l'automa", ma che me ne faccio di un'attività commerciale se sono già ricco?

I conti non tornano...
  • Raptus
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29-01-26 11.30

@ orange1978
è inattuabile e non proverebbe nulla, io potrei benissimo chiedere alla AI di comporre della musica e darmi le tracce divise, dopodichè me le imparo a memoria, e risuono tutto.

certo occorre anche in quel caso una certa abilità, ma è ben diverso che doverle "inventare" da zero, se ti do 24 tracce di un brano tipo imagine di john lennon con tutte le parti strumentali, le ascolti e impari a memoria non è uguale che inventar la melodia, il testo, e poi studiare e ideare un arrangiamento con timbri giusti, parti scritte bene etc etc.

quindi anche il quel caso non funzionerebbe questa idea, anche perchè la vera difficoltà di un artista è creare musica originale e bella, poi per produrla si può anche chiamar qualcuno, ma scrivere una canzone come perdere l'amore o almeno tu nell'universo o fiori rosa fiori di pesco ehhhhh....lì è dura, non dipende nemmeno dalla preparazione musicale, lì è quasi innata come abilità.

fare un arrangiamento invece fatto bene di un brano di battisti può farlo un qualsiasi professionista, chi più chi meno...ma sicuro replicarlo se hai le parti e devi solo ricreare timbri ed esecuzione è ancor più facile.

ci mancherebbe poi che io debba fare video 24 ore al giorno del mio studio per provare che le cose che faccio le ho fatte io e non una macchina, sarebbe folle.
Ma infatti lo scopo non sarebbe provare che tu abbia suonato le tracce ma provare che il brano sia tuo, sono due cose diverse.

Anche prima della AI ormai un buon 70% dei brani che spopolano su Spotify sono brani non suonati, loop e qualche effetto mixato sopra messo insieme per fare dei beat, il video proverebbe che sei tu ad aver messo insieme il puzzle, cioè hai la paternità dell'idea non certo la realizzazione vera delle tracce.

Certo andando avanti si potrà sicuramente fare video fake anche di questo ma lì sicuramente ci saranno tecniche diverse (o strumenti diversi) per provare questa cosa.
  • Sbaffone
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17-02-26 15.26

  • didark
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17-02-26 16.39

@ Sbaffone
Ho risposto al video youtube postato ad inizio della discussione. Lo riporto qui:
Dire che l'AI "ruba" non è propriamente esatto (nel video si parla di pezzo creato in stile Zimmer). L'AI generativa parte ovviamente dalla rielaborazione di enormi quantità di dati, se gli chiedi stile Zimmer lui "crea" (non ruba) in stile Zimmer, come farebbe ogni musicista in carne e ossa che si "ispira" a Zimmer se gli si chiede un pezzo stile Zimmer, appunto. Ma la creazione resta originale (generativa). Creare uno "stile" nuovo (un "nuovo" Zimmer) è ovviamente più difficile, ma questo vale sia per un umano sia per l'AI. Non nascono nuovi Zimmer tutti i giorni, ma, così come appunto per gli umani, non è detto che l'AI non possa arrivarci, genera oggi, genera domani, potrebbe alla fine ricombinare cose e generare qualcosa che risulta nuovo in termini stilistici, difficile come per un umano, ma non impossibile. Quello che manca, ed è la vera riflessione da fare, è l'intenzione, l'anima, la volontà di comunicare e trasmettere una specifica emozione o dimostrare una specifica abilità tecnica. E' questo che rende l'arte umana ancora unica, la connessione con l'artista, la "conoscenza" dell'artista e del suo vissuto, il messaggio che lui vuole diffondere (intenzione) la verifica delle sue abilità, elementi questi che completano l'esperienza di fruizione di una sua creazione artistica. Questa è la vera "differenza", provare invece a trovarne sul "risultato" (prodotto) porta fuori strada, lì non avremo alcuna differenza, l'AI potrà generare cagate o capolavori esattamente come un umano.
Per rafforzare il concetto: Guardare un quadro di Van Gogh senza conoscerne la storia, il vissuto e le sue "emozioni" dimezza quasi fino ad annullare la qualità dell'esperienza di visione dei suoi quadri. Stessa cosa sarà per la musica e le altre forme artistiche. Il "contorno" dell'artista e del suo messaggio, delle sue emozioni o delle sue abilità tecniche, costituirà sempre più l'elemento distintivo che darà valore alla fruizione delle sue creazioni. Per la musica squisitamente "commerciale" (quindi mero "prodotto" e sticavoli chi la canta) l'AI non avrà rivali.
  • paolo_b3
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17-02-26 16.58

@ didark
Ho risposto al video youtube postato ad inizio della discussione. Lo riporto qui:
Dire che l'AI "ruba" non è propriamente esatto (nel video si parla di pezzo creato in stile Zimmer). L'AI generativa parte ovviamente dalla rielaborazione di enormi quantità di dati, se gli chiedi stile Zimmer lui "crea" (non ruba) in stile Zimmer, come farebbe ogni musicista in carne e ossa che si "ispira" a Zimmer se gli si chiede un pezzo stile Zimmer, appunto. Ma la creazione resta originale (generativa). Creare uno "stile" nuovo (un "nuovo" Zimmer) è ovviamente più difficile, ma questo vale sia per un umano sia per l'AI. Non nascono nuovi Zimmer tutti i giorni, ma, così come appunto per gli umani, non è detto che l'AI non possa arrivarci, genera oggi, genera domani, potrebbe alla fine ricombinare cose e generare qualcosa che risulta nuovo in termini stilistici, difficile come per un umano, ma non impossibile. Quello che manca, ed è la vera riflessione da fare, è l'intenzione, l'anima, la volontà di comunicare e trasmettere una specifica emozione o dimostrare una specifica abilità tecnica. E' questo che rende l'arte umana ancora unica, la connessione con l'artista, la "conoscenza" dell'artista e del suo vissuto, il messaggio che lui vuole diffondere (intenzione) la verifica delle sue abilità, elementi questi che completano l'esperienza di fruizione di una sua creazione artistica. Questa è la vera "differenza", provare invece a trovarne sul "risultato" (prodotto) porta fuori strada, lì non avremo alcuna differenza, l'AI potrà generare cagate o capolavori esattamente come un umano.
Per rafforzare il concetto: Guardare un quadro di Van Gogh senza conoscerne la storia, il vissuto e le sue "emozioni" dimezza quasi fino ad annullare la qualità dell'esperienza di visione dei suoi quadri. Stessa cosa sarà per la musica e le altre forme artistiche. Il "contorno" dell'artista e del suo messaggio, delle sue emozioni o delle sue abilità tecniche, costituirà sempre più l'elemento distintivo che darà valore alla fruizione delle sue creazioni. Per la musica squisitamente "commerciale" (quindi mero "prodotto" e sticavoli chi la canta) l'AI non avrà rivali.
Considerazioni condivisibili ed analisi molto lucida, mi chiedo solo: quanti si emozionano veramente davanti al Van Gogh e quanti si fingono tali perchè gli hanno detto che Van Gogh era un grande pittore?

Lo dico perchè vedevo le facce della gente ai concerti Jazz negli anni 80, quando andava di moda...
  • didark
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17-02-26 17.32

@ paolo_b3
Considerazioni condivisibili ed analisi molto lucida, mi chiedo solo: quanti si emozionano veramente davanti al Van Gogh e quanti si fingono tali perchè gli hanno detto che Van Gogh era un grande pittore?

Lo dico perchè vedevo le facce della gente ai concerti Jazz negli anni 80, quando andava di moda...
Si, certo, hai perfettamente ragione, ma resterà sempre più l'unica strada di differenziazione e di valore aggiunto. Questa "connessione" con l'artista (anche solo eventualmente per apprezzarne le sue capacità tecnico-esecutive, non necessariamente compositive) costituirà sempre più la vera differenza. Guardare invece solo al "prodotto" artistico, illudendosi che tanto l'AI non sarà mai in grado di eguagliarne uno realizzato da un essere umano, porta completamente fuori strada. Sforzarsi di creare un'armonia o un testo, di pensare e registrare un arrangiamento o dei suoni, senza comunicare se stessi, la propria immagine, le proprie idee, cosa c'è dietro quel brano, sarà un esercizio sempre più inutile, o meglio, il prodotto derivante, senza "vendere" anche se stessi come artista, potrà avere la stessa probabilità di essere apprezzato di un brano generato da IA con un centesimo della fatica.
  • Raptus
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18-02-26 13.04

@ didark
Si, certo, hai perfettamente ragione, ma resterà sempre più l'unica strada di differenziazione e di valore aggiunto. Questa "connessione" con l'artista (anche solo eventualmente per apprezzarne le sue capacità tecnico-esecutive, non necessariamente compositive) costituirà sempre più la vera differenza. Guardare invece solo al "prodotto" artistico, illudendosi che tanto l'AI non sarà mai in grado di eguagliarne uno realizzato da un essere umano, porta completamente fuori strada. Sforzarsi di creare un'armonia o un testo, di pensare e registrare un arrangiamento o dei suoni, senza comunicare se stessi, la propria immagine, le proprie idee, cosa c'è dietro quel brano, sarà un esercizio sempre più inutile, o meglio, il prodotto derivante, senza "vendere" anche se stessi come artista, potrà avere la stessa probabilità di essere apprezzato di un brano generato da IA con un centesimo della fatica.
Infatti come diceva giustamente anche Sbaffone, il problema è molto più vecchio della IA.

Il fatto stesso che oggi occorra saper vendere se stessi con più sforzo di quanto si produca la propria musica è diretta conseguenza di un problema nato molto prima.
  • didark
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18-02-26 14.58

@ Raptus
Infatti come diceva giustamente anche Sbaffone, il problema è molto più vecchio della IA.

Il fatto stesso che oggi occorra saper vendere se stessi con più sforzo di quanto si produca la propria musica è diretta conseguenza di un problema nato molto prima.
Vero. Con la problematica però che si acuisce. Ecco perché in taluni ambiti (vedi es. dance/discoteca) dove la "connessione" con l'artista già non esiste o è molto molto flebile, la musica generata da AI la farà da padrona, zero sbattimento e parità di resa. Per la musica più "colta", quello che voglio sottolineare è che non bisogna illudersi che l'AI non sarà in grado di sfornare quelli che ad oggi consideriamo capolavori, sarà in grado eccome, non facile, ma assolutamente possibile, e ciò che farà la differenza all'orecchio dell'ascoltatore sarà la considerazione che sia stata generata da una macchina (freddezza, distanza) o da un artista in carne ed ossa (connessione, empatia, apprezzamento) e questo ad assoluta parità di "prodotto".
  • Raptus
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18-02-26 15.26

@ didark
Vero. Con la problematica però che si acuisce. Ecco perché in taluni ambiti (vedi es. dance/discoteca) dove la "connessione" con l'artista già non esiste o è molto molto flebile, la musica generata da AI la farà da padrona, zero sbattimento e parità di resa. Per la musica più "colta", quello che voglio sottolineare è che non bisogna illudersi che l'AI non sarà in grado di sfornare quelli che ad oggi consideriamo capolavori, sarà in grado eccome, non facile, ma assolutamente possibile, e ciò che farà la differenza all'orecchio dell'ascoltatore sarà la considerazione che sia stata generata da una macchina (freddezza, distanza) o da un artista in carne ed ossa (connessione, empatia, apprezzamento) e questo ad assoluta parità di "prodotto".
Probabilmente ci sarà un maggior rapporto artista-musica rispetto ad oggi. O almeno sarà molto più enfatizzato (già lo si vede soprattutto nel mondo indie).
L'artista sarà relazionato più al suo modo di fare live che al genere a cui appartiene.
Cioè si sentirà di più la differenza fra un artista umano (musicista o performer) e la musica ascoltata in generale, magari viaggeranno pure per vie diverse... i musicisti in canali orientati alle performance live e album registrati analogicamente, l'IA per tutto il resto.
  • Sbaffone
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18-02-26 16.02

@ Raptus
Infatti come diceva giustamente anche Sbaffone, il problema è molto più vecchio della IA.

Il fatto stesso che oggi occorra saper vendere se stessi con più sforzo di quanto si produca la propria musica è diretta conseguenza di un problema nato molto prima.
Il problema è che la musica come la intendiamo noi sta cambiando, il modo di fruire la musica dei giovani è diverso e cambierà sempre di più con le nuove tecnologie, quello che per noi è assurdo per loro sarà la normalità, andranno a vedere gruppi di robot che suonano e ballano
  • Raptus
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18-02-26 16.32

@ Sbaffone
Il problema è che la musica come la intendiamo noi sta cambiando, il modo di fruire la musica dei giovani è diverso e cambierà sempre di più con le nuove tecnologie, quello che per noi è assurdo per loro sarà la normalità, andranno a vedere gruppi di robot che suonano e ballano
Non so... Il mercato degli strumenti musicali in generale non è così in picchiata, nei negozi di musica vedi ancora tantissimi giovani.
Non tutti accompagnati da genitori, molti anche in gruppetti (probabilmente band?), l'ultima volta che sono stato in un noto negozio delle nostre parti ad esempio non sono nemmeno riuscito a trovare parcheggio.
Non so, sarà che spero sia così... ma non sono del tutto convinto che la direzione che vogliono farci credere media e social sia quella che davvero sarà il futuro.
  • fefepa
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24-02-26 06.26

Ed ora arriva Lyria 3 di Gemini, ancora più potente.
Lyria 3
  • Deckard
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24-02-26 12.59

Ormai è così, sarà un domino in crescendo che non avrà fine, a meno che qualcuno non intervenga per “togliere un paio di tessere prima che cadino”…ma ho poche speranze in merito…
  • paolo_b3
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24-02-26 13.29

@ Deckard
Ormai è così, sarà un domino in crescendo che non avrà fine, a meno che qualcuno non intervenga per “togliere un paio di tessere prima che cadino”…ma ho poche speranze in merito…
Rimango della mia idea, passata la sfuriata iniziale si spegnerà tutto. Sarà una banalissima applicazione che useranno gli studi di registrazione per jingles a basso costo.
  • Deckard
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24-02-26 13.37

@ paolo_b3
Rimango della mia idea, passata la sfuriata iniziale si spegnerà tutto. Sarà una banalissima applicazione che useranno gli studi di registrazione per jingles a basso costo.
Non posso far altro che sperarlo
  • paolo_b3
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24-02-26 13.56

@ Deckard
Non posso far altro che sperarlo
Guarda, che sia uno strumento straordinario siamo tutti d'accordo, ma della sua produzione cosa te ne fai?
  • Deckard
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24-02-26 15.39

@ paolo_b3
Guarda, che sia uno strumento straordinario siamo tutti d'accordo, ma della sua produzione cosa te ne fai?
Un musicista "vero" non se ne fa(rebbe) nulla, ma è proprio questo il punto
  • greg
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24-02-26 17.11

@ markelly2
L'IA non sostituirà mai l'uomo in campo artistico: lei non può drogarsi.
In ogni caso sarebbe solo un clone....
Battlestar Galactica docet