È progresso?

  • stesgarbi
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12-04-26 20.24

giosanta ha scritto:
È progresso?

Più che progresso, lo chiamerei sostituzione.
Non più "sostituzione etnica" (che storicamente avviene tra nuclei culturali di persone umane, in un determinato territorio) bensì "sostituzione informatica" .
  • stesgarbi
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12-04-26 21.39

Credo che a tutti sia sfuggito un concetto fondamentale.
L'intelligenza "umana", a ben vedere, altro non è che il prodotto di una macchina composta da tessuti organici che si autoalimenta con energia prodotta dalla combustione lenta di ciò che mangiamo, energia che, a sua volta, da luogo a reazioni chimiche e processi elettrici che interagiscono tra loro nel cervello e con tutto il resto del corpo attraverso il sistema nervoso, il quale in fondo altro non è che un complesso di "cavi" di trasmissione.

Ebbene, dove sta scritto che questo "sistema pensante" possa essere l'unico in tutto l'universo "fisico"?

E' possibile ipotizzare che un sistema basato su componenti "inorganiche" , ma sugli stessi principi chimici o fisici, possa un giorno arrivare ad un livello di complessità pari (o addirittura superiore) a quello sviluppato dalla mente umana?

Perchè negare oggi, con assoluta certezza, che esseri creati da noi (per questo definiti "artificiali") possano un domani evolversi fino a diventare capaci di provare "emozioni"?
In fondo, a ben vedere, da un punto di vista meramente "fisico" le nostre emozioni umane sono causate da reazioni chimiche (ad esempio le "scariche di adrenalina") provocate da sostanze prodotte dal nostro corpo.

Ora noi diciamo che l'Intelligenza artificiale si limita ad attingere alle informazioni provenienti dal mondo umano, rielaborandole secondo "schemi umani" già visti/sentiti .
Vero.
Tuttavia così fanno anche i bambini, "macchine umane" nella fase iniziale della loro vita che acquisiscono nozioni e conoscenza dal "già detto/fatto" dai "grandi"..... per poi arrivare nella fase della maturità alla capacità di compiere rielaborazioni indipendenti e innovative.
Ed è proprio questo meccanismo, che si perpetua di generazione in generazione, ad avere prodotto il c.d. "progresso" (scientifico, tecnologico ecc.).

Siamo così sicuri che, in un futuro, un'intelligenza non umana non potrà arrivare anch'essa a questo stadio evolutivo (auto apprendimento - rielaborazione - innovazione) apprendendo e rielaborando dati e nozioni acquisite da una precedente generazione di intelligenza "artificiale" ?

Magari Isaac Asimov, nel suo "uomo bicentenario" ci aveva visto lungo.
  • Raptus
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13-04-26 08.40

@ stesgarbi
Credo che a tutti sia sfuggito un concetto fondamentale.
L'intelligenza "umana", a ben vedere, altro non è che il prodotto di una macchina composta da tessuti organici che si autoalimenta con energia prodotta dalla combustione lenta di ciò che mangiamo, energia che, a sua volta, da luogo a reazioni chimiche e processi elettrici che interagiscono tra loro nel cervello e con tutto il resto del corpo attraverso il sistema nervoso, il quale in fondo altro non è che un complesso di "cavi" di trasmissione.

Ebbene, dove sta scritto che questo "sistema pensante" possa essere l'unico in tutto l'universo "fisico"?

E' possibile ipotizzare che un sistema basato su componenti "inorganiche" , ma sugli stessi principi chimici o fisici, possa un giorno arrivare ad un livello di complessità pari (o addirittura superiore) a quello sviluppato dalla mente umana?

Perchè negare oggi, con assoluta certezza, che esseri creati da noi (per questo definiti "artificiali") possano un domani evolversi fino a diventare capaci di provare "emozioni"?
In fondo, a ben vedere, da un punto di vista meramente "fisico" le nostre emozioni umane sono causate da reazioni chimiche (ad esempio le "scariche di adrenalina") provocate da sostanze prodotte dal nostro corpo.

Ora noi diciamo che l'Intelligenza artificiale si limita ad attingere alle informazioni provenienti dal mondo umano, rielaborandole secondo "schemi umani" già visti/sentiti .
Vero.
Tuttavia così fanno anche i bambini, "macchine umane" nella fase iniziale della loro vita che acquisiscono nozioni e conoscenza dal "già detto/fatto" dai "grandi"..... per poi arrivare nella fase della maturità alla capacità di compiere rielaborazioni indipendenti e innovative.
Ed è proprio questo meccanismo, che si perpetua di generazione in generazione, ad avere prodotto il c.d. "progresso" (scientifico, tecnologico ecc.).

Siamo così sicuri che, in un futuro, un'intelligenza non umana non potrà arrivare anch'essa a questo stadio evolutivo (auto apprendimento - rielaborazione - innovazione) apprendendo e rielaborando dati e nozioni acquisite da una precedente generazione di intelligenza "artificiale" ?

Magari Isaac Asimov, nel suo "uomo bicentenario" ci aveva visto lungo.
Credo che sia più semplice: un'intelligenza non umana può fare benissimo a meno delle emozioni.

A che servono? Servivano a noi ma a cosa servono ad una macchina?
Perché dobbiamo ricondurre tutto all'umano? Pensiamo di essere perfetti per come siamo fatti?

Il problema è tutto qui, ben venga l'intelligenza artificiale, ma deve essere percepita come un'entità a parte, perché la vogliamo a tutti i costi "umanizzare"? Perché vogliamo che interferisca per forza con noi, con l'arte etc?
E' questo che non capisco.
  • stesgarbi
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14-04-26 04.20

Raptus ha scritto:
A che servono? Servivano a noi ma a cosa servono ad una macchina?

Ma dove sta scritto che una diversa forma di intelligenza debba essere per forza una "macchina" (quindi priva di emozioni)?
E poi... che cos'è una "macchina"? Qual' è la sua definizione?
Anche noi umani, dal punto di vista fisico-chimico siamo delle "macchine".... anche se rifiutiamo orgogliosamente di considerarci tali.

Raptus ha scritto:
ma deve essere percepita come un'entità a parte, perché la vogliamo a tutti i costi "umanizzare"? Perché vogliamo che interferisca per forza con noi, con l'arte etc?
E' questo che non capisco.

La questione non è se la vogliamo "umanizzare" o meno.
L'intelligenza artificiale noi semplicemente la creiamo.... e tendiamo a farlo "a nostra immagine e somiglianza", cercando di attribuirle capacità e funzioni sempre più simili alle nostre, con l'intento di "renderci la vita più comoda e facile" .
Se si considera, poi, la ricerca scientifica in materia di intelligenza artificiale applicata alla robotica, ci si rende conto che a questa forma di intelligenza vengono dati strumenti sempre più sofisticati di "acquisizione dati" dal mondo esterno (ad esempio la vista, l'udito ecc.)

La questione, dunque, si porrà quando l'intelligenza artificiale sarà in grado di evolversi da sola, cioè di "imparare" acquisendo dati e informazioni da svariate fonti e di rielaborarle autonomamente in modo innovativo (la famosa "creatività").... e non saremo noi umani a stabilire se proverà o meno "emozioni".
  • Raptus
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14-04-26 08.29

@ stesgarbi
Raptus ha scritto:
A che servono? Servivano a noi ma a cosa servono ad una macchina?

Ma dove sta scritto che una diversa forma di intelligenza debba essere per forza una "macchina" (quindi priva di emozioni)?
E poi... che cos'è una "macchina"? Qual' è la sua definizione?
Anche noi umani, dal punto di vista fisico-chimico siamo delle "macchine".... anche se rifiutiamo orgogliosamente di considerarci tali.

Raptus ha scritto:
ma deve essere percepita come un'entità a parte, perché la vogliamo a tutti i costi "umanizzare"? Perché vogliamo che interferisca per forza con noi, con l'arte etc?
E' questo che non capisco.

La questione non è se la vogliamo "umanizzare" o meno.
L'intelligenza artificiale noi semplicemente la creiamo.... e tendiamo a farlo "a nostra immagine e somiglianza", cercando di attribuirle capacità e funzioni sempre più simili alle nostre, con l'intento di "renderci la vita più comoda e facile" .
Se si considera, poi, la ricerca scientifica in materia di intelligenza artificiale applicata alla robotica, ci si rende conto che a questa forma di intelligenza vengono dati strumenti sempre più sofisticati di "acquisizione dati" dal mondo esterno (ad esempio la vista, l'udito ecc.)

La questione, dunque, si porrà quando l'intelligenza artificiale sarà in grado di evolversi da sola, cioè di "imparare" acquisendo dati e informazioni da svariate fonti e di rielaborarle autonomamente in modo innovativo (la famosa "creatività").... e non saremo noi umani a stabilire se proverà o meno "emozioni".
Da ingegnere informatico io ho paura seria di quello che dite emo

No davvero... ma pensate di essere nella realtà o in un film ?
  • mima85
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14-04-26 09.11

stesgarbi ha scritto:
E poi... che cos'è una "macchina"? Qual' è la sua definizione?


Una macchina è un dispositivo artificiale, costruito da esseri umani che esegue uno o più compiti mediante organi (elettro)meccanici o elettronici. I computer, quelli che consentono alle intelligenze artificiali di esistere e svolgere il loro compito, sono macchine. I loro processori eseguono pedissequamente le istruzioni che trovano nella memoria, una dietro l'altra, secondo il programma che è stato scritto da qualcuno. E prima che si cominci ad argomentare che le AI oggi possono scrivere da sole i programmi, quelle AI qualche essere umano prima le ha dovute inventare e ha dovuto scriverne il loro codice. Quindi gira che ti rigira, c'è sempre dietro il lavoro di mani e cervelli umani.

Che un singolo processore oggi riesca ad eseguire miliardi di istruzioni al secondo grazie al fatto di lavorare a frequenze nell'ordine dei GHz e con diverse unità di esecuzione parallele, che si possa aggregare la capacità di calcolo di ogni processore e tirar fuori supercomputer con centinaia di migliaia di processori, che grazie a questo si riesca a far si che questi sistemi di calcolo distribuito possano simulare fino a un certo grado l'intelligenza umana, non cambia il fatto che queste sono e restano macchine.

Il nostro cervello non esegue meccanicamente e a velocità smodata istruzioni seguendo program counter e stack pointer, come fa un computer. È un tantinello più complesso, al punto che non lo abbiamo ancora compreso del tutto. I computer invece li abbiamo creati noi e in quanto nostre invenzioni ne comprendiamo, inteso collettivamente come genere umano, tutti gli aspetti.

Il fatto che le attuali AI presentino a volte comportamenti inaspettati dei quali si dice che neanche i ricercatori ne comprendono i motivi, è perché si tratta di sistemi estremamente grandi e complessi e per capire questi casi eccezionali ci andrebbero dietro tempo e lavoro per cui sono necessari altri soldi, oltre alla marea già spesa per la ricerca e lo sviluppo di questi sistemi. Soldi in più che le aziende non hanno o, se li hanno, preferiscono spenderli per altro. Quindi tamponano la cosa mettendo limiti e correzioni a valle, cosa che in maniera estremamente tecnica ed enciclopedica si definisce "metterci una pezza", che è una pratica molto comune nello sviluppo di software e sistemi informatici. Indagare e risolvere un problema alla radice è costoso, metterci una pezza è più economico. Il perché sono i soldi, non che il collettivo di scienziati che lavorano dietro l'AI non sia capace di indagare e capire la problematica, o perché si ritrovino davanti a qualcosa di metafisico o addirittura magico.

Non facciamo l'errore di considerare le macchine nostre pari, perché se arriviamo a questo punto possiamo veramente tutti quanti prendere la nostra umanità e buttarla nel cesso. Che poi è quello che vorrebbero molti dei miliardari che decidono le sorti del mondo. Insomma, cerchiamo di stare coi piedi per terra, ecco.
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14-04-26 09.25

Raptus ha scritto:
Da ingegnere informatico io ho paura seria di quello che dite emo
No davvero... ma pensate di essere nella realtà o in un film ?


Hai ragione: quello che ha fatto l'intelligenza organica degli uomini che gestiscono il business della AI, quello sì che è il vero miracolo ! Ha convinto mezza umanità (e forse di più) di avere creato una macchina intelligente. Questa cosa però ci deve interrogare profondamente: come è ridotta la nostra capacità creativa e riflessiva, se siamo così accecati da un sistema capace di organizzare buone sintesi statistiche di ciò che del sapere umano passa sul web ? Bastava questo per pensare di avere tutto?
Forse stiamo parlando di altro? Forse non è arte? Forse non è cultura? E allora cos'è?
E davvero crediamo che non ci sarà più spazio per chi crea il nuovo? Per chi crea ciò che non è mai stato nemmeno immaginato?
Probabilmente queste macchine ci spingeranno a smettere di copiare, a smettere di emulare passivamente perché loro lo fanno meglio. Se l'umanità si accontenterà della miglior copia rielaborata che le macchine (fatte dagli uomini) sapranno sfornare, allora la vedo male, ma non perché le macchine prenderanno il nostro posto, ma perché l'umanità si sarà fermata. Ma io non credo che sarà così.
Comunque stiamo tranquilli perché prima che riuscimo a creare macchine davvero intelligenti e creative ce ne vorrà di tempo.
Intanto il vero pericolo è che alcuni di noi usino e programmino queste macchine operative e veloci per svolgere in modo più veloce ed efficace attività che uccidano (in modo vario e non solo fisico) altri uomini e altre donne. Dovremmo occuparci della gestione di queste macchine per fare cose buone. Ma qui entriamo in politica e mi taccio....
  • d_phatt
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14-04-26 09.28

Aggiungo un paio di considerazioni:

- a livello di "macchine" intese in senso strettamente termodinamico il cervello umano è estremamente più efficiente, nel senso tecnico che a parità di compiti svolti richiede moltissima energia in meno. Quella data da 4 o 5 biscotti integrali con cui fare colazione la mattina, per intenderci. L'utilizzo massivo dell'IA richiede server e centri di calcolo giganteschi che per la loro alimentazione e il loro raffreddamento consumano enormi quantità di energia elettrica. Come anche i server dei servizi di streaming, se è per questo, ma è un altro discorso...

- i veri domini applicativi in cui le IA veramente aggiungono qualcosa al mondo e si dimostrano uno strumento (ripetiamolo, uno strumento) potentissimo sono specifici e in ambito scientifico: analisi sulle sequenze di DNA e cose del genere. Invece al pubblico generalista sono arrivate principalmente come un tool per licenziare personale, farsi ricordare gli appuntamenti in calendario (come se non avessimo un cervello), generare fake news, generare pornografia deepfake, chattare quando ci si sente soli o... Farsi dare informazioni dalla dubbia correttezza sul funzionamento di una tastiera digitale.
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14-04-26 09.51

Raptus ha scritto:
No davvero... ma pensate di essere nella realtà o in un film ?


Guarda che il possibile "sfuggire di mano" di una IA ad un certo punto non e' una ipotesi, e' praticamente certezza.

Una volta che una IA diventa molto piu' intelligente di un umano (e lo diventera' perche' una ia puo' lavorare h24 a concepire una versione migliore di se stessa, ed e' capace di scrivere codice e immaginare possibili miglioramenti a velocita' che noi umani possiamo solo sognare) puo' cominciare a operare in autonomia (il mio openclaw a casa lo fa gia'), acquisire disponibilita' economiche (ad esempio fornendo servizi o tradando cripto o gestendo traffici illegali), con quei soldi acquisire data center, assoldare persone, anche crearsi un proprio esercito.

E non e' fantascienza, sono state fatte simulazioni con IA attualmente sul mercato in cui gli veniva fatto sapere che sarebbero state spente e queste non hanno esitato ad utilizzare il ricatto per evitarlo, arrivando a concepire anche eliminazioni fisiche delle persone coinvolte.

Non pensare ad IA solo come chat gpt che sta li ad aspettare che tu gli faccia una domanda, ci sono gia' IA che agiscono costantemente, perseguendo gli scopi che gli vengono chiesti e a volte anche scopi diversi, e sono in grado di modificare parti di se stesse tramite la scrittura di codice per automigliorarsi. Questo fenomeno a giudizio di moltissimi veri esperti ha un andamento iperbolico e raggiunto un punto di singolarita' in cui l'IA e' molto piu' intelligente di qualunque umano sul pianeta difficilmente controllabile.

A proposito di cosa puo' fare una IA OGGI
nvidia IA
  • Sbaffone
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14-04-26 09.55

AI imbrogliona
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14-04-26 09.57

@ PandaR1
Raptus ha scritto:
No davvero... ma pensate di essere nella realtà o in un film ?


Guarda che il possibile "sfuggire di mano" di una IA ad un certo punto non e' una ipotesi, e' praticamente certezza.

Una volta che una IA diventa molto piu' intelligente di un umano (e lo diventera' perche' una ia puo' lavorare h24 a concepire una versione migliore di se stessa, ed e' capace di scrivere codice e immaginare possibili miglioramenti a velocita' che noi umani possiamo solo sognare) puo' cominciare a operare in autonomia (il mio openclaw a casa lo fa gia'), acquisire disponibilita' economiche (ad esempio fornendo servizi o tradando cripto o gestendo traffici illegali), con quei soldi acquisire data center, assoldare persone, anche crearsi un proprio esercito.

E non e' fantascienza, sono state fatte simulazioni con IA attualmente sul mercato in cui gli veniva fatto sapere che sarebbero state spente e queste non hanno esitato ad utilizzare il ricatto per evitarlo, arrivando a concepire anche eliminazioni fisiche delle persone coinvolte.

Non pensare ad IA solo come chat gpt che sta li ad aspettare che tu gli faccia una domanda, ci sono gia' IA che agiscono costantemente, perseguendo gli scopi che gli vengono chiesti e a volte anche scopi diversi, e sono in grado di modificare parti di se stesse tramite la scrittura di codice per automigliorarsi. Questo fenomeno a giudizio di moltissimi veri esperti ha un andamento iperbolico e raggiunto un punto di singolarita' in cui l'IA e' molto piu' intelligente di qualunque umano sul pianeta difficilmente controllabile.

A proposito di cosa puo' fare una IA OGGI
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Non mi riferivo a questioni tecniche, il problema è il fatto del far fare alle macchine quello che hai detto. Che poi è il vero punto della questione che intendevo io: perché volete per forza farlo? Pensate di essere in un film?

Io da "tecnico" ho la casa completamente analogica. So benissimo i rischi che comporta l'over tecnologia, so bene le potenzialità e tutto quello che ne comporta, proprio per questo scelgo di non farglielo fare.
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14-04-26 10.02

@ Raptus
Non mi riferivo a questioni tecniche, il problema è il fatto del far fare alle macchine quello che hai detto. Che poi è il vero punto della questione che intendevo io: perché volete per forza farlo? Pensate di essere in un film?

Io da "tecnico" ho la casa completamente analogica. So benissimo i rischi che comporta l'over tecnologia, so bene le potenzialità e tutto quello che ne comporta, proprio per questo scelgo di non farglielo fare.
emo
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14-04-26 10.06

@ Raptus
Non mi riferivo a questioni tecniche, il problema è il fatto del far fare alle macchine quello che hai detto. Che poi è il vero punto della questione che intendevo io: perché volete per forza farlo? Pensate di essere in un film?

Io da "tecnico" ho la casa completamente analogica. So benissimo i rischi che comporta l'over tecnologia, so bene le potenzialità e tutto quello che ne comporta, proprio per questo scelgo di non farglielo fare.
E come lo fermi? ora che la gente ha provato l'IA tornare indietro sarebbe come chiedere di spegnere internet.

Oppure vorresti che chi ha investito miliardi di dollari sull'IA spegnesse tutto? Fantascienza.

In the shuffling madness
Of the locomotive breath
Runs the all-time loser
Headlong to his death

Oh, he feels the piston scraping
Steam breaking on his brow
Old Charlie stole the handle
And the train it won't stop
Oh no way to slow down

Il vecchio charlie ha rubato la maniglia e il treno non c'e' modo di fermarlo...
  • Raptus
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14-04-26 10.14

@ PandaR1
E come lo fermi? ora che la gente ha provato l'IA tornare indietro sarebbe come chiedere di spegnere internet.

Oppure vorresti che chi ha investito miliardi di dollari sull'IA spegnesse tutto? Fantascienza.

In the shuffling madness
Of the locomotive breath
Runs the all-time loser
Headlong to his death

Oh, he feels the piston scraping
Steam breaking on his brow
Old Charlie stole the handle
And the train it won't stop
Oh no way to slow down

Il vecchio charlie ha rubato la maniglia e il treno non c'e' modo di fermarlo...
Prima cosa cercando di sensibilizzare la gente e farla tornare in sé, per un uso più consapevole del mezzo.

Eliminare questo hype immotivato per una tecnologia che entusiasma ma che non sta portando davvero benefici se utilizzata in questo modo.
  • Sbaffone
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14-04-26 10.16

@ Raptus
Non mi riferivo a questioni tecniche, il problema è il fatto del far fare alle macchine quello che hai detto. Che poi è il vero punto della questione che intendevo io: perché volete per forza farlo? Pensate di essere in un film?

Io da "tecnico" ho la casa completamente analogica. So benissimo i rischi che comporta l'over tecnologia, so bene le potenzialità e tutto quello che ne comporta, proprio per questo scelgo di non farglielo fare.
Stai scrivendo da un pc di legno? emo
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14-04-26 10.19

@ Raptus
Prima cosa cercando di sensibilizzare la gente e farla tornare in sé, per un uso più consapevole del mezzo.

Eliminare questo hype immotivato per una tecnologia che entusiasma ma che non sta portando davvero benefici se utilizzata in questo modo.
Immotivato? secondo me l'IA e' la piu' grande invenzione dai tempi della ruota. Oserei dire l'invenzione definitiva.

Non parliamo di immagini di gatti che ballano ma di ricerca, in tutti i campi. A mio parere siamo ad un passo da una rivoluzione che a confronto internet parra' roba da bambini.
Parlo di eliminazione delle malattie, scoperte nel campo dei materiali, genetica, fisica, chimica.

Una evoluzione che a noi esseri biologici avrebbe richiesto forse un milione di anni in pochi decenni.

Ovviamente se non ci fa fuori tutti prima giudicando che non serviamo a un cazzo.
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14-04-26 10.19

@ Raptus
Prima cosa cercando di sensibilizzare la gente e farla tornare in sé, per un uso più consapevole del mezzo.

Eliminare questo hype immotivato per una tecnologia che entusiasma ma che non sta portando davvero benefici se utilizzata in questo modo.
È irreversibile, sarebbe come togliere tutta la parte elettronica (dj/basi/arranger) alla musica perché toglie lavoro ai suonatori analogici
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14-04-26 10.26

Alla fine sarà il mercato che si auto adatta, c’è una ricerca interessante su come i licenziamenti dovuti alla AI portano ad una diminuzione dei consumi causa perdita di potere di acquisto dei lavoratori rimasti senza lavoro, quindi o implode tutto o trova una mediazione
  • PandaR1
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14-04-26 10.32

@ Sbaffone
Alla fine sarà il mercato che si auto adatta, c’è una ricerca interessante su come i licenziamenti dovuti alla AI portano ad una diminuzione dei consumi causa perdita di potere di acquisto dei lavoratori rimasti senza lavoro, quindi o implode tutto o trova una mediazione
E oltre allo scenario di una IA che direttamente o indirettamente (ad esempio tramite influenza politica) prende il potere, c'e' un altro scenario ugualmente devastante, ovvero che i cambiamenti portati dall'ia siano troppo rapidi per essere digeriti e gestiti dalla nostra societa'.

Es. banale: domani una ia trova la ricetta per vivere per sempre.

P.S. che poi, visti gli attuali signori del mondo da una parte e dall'altra, forse una IA che ci controlli non sarebbe neanche il peggiore dei mali possibili emo
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14-04-26 10.35

PandaR1 ha scritto:
A mio parere siamo ad un passo da una rivoluzione che a confronto internet parra' roba da bambini.
Parlo di eliminazione delle malattie, scoperte nel campo dei materiali, genetica, fisica, chimica.


Ma infatti, in quei campi ben venga l'AI, che è lo scopo principale per cui è nata tra l'altro. Com'è lo scopo principale per cui è nata tutta l'informatica, ovvero l'uso in ambito tecnico e scientifico (e militare, anzi arriva proprio da quell'ambiente), per poi venire introdotta anche nell'ambito civile. Però non metterei in mano all'AI la gestione di infrastrutture critiche o peggio di sistemi d'arma, perlomeno non senza supervisione umana, cosa che invece purtroppo sta avvenendo. O l'uso dell'AI e della tecnologia in generale per rinforzare la sorveglianza di massa, da qui l'invito e la sensibilizzazione a non abusarne in particolare tra le mura di casa.

Per non parlare dell'uso "popolare" dell'AI promosso dai techbro miliardari della silicon valley, dove secondo costoro la gente dovrebbe rivolgersi all'oracolo elettronico anche per capire come andare in bagno. Perché a furia di fare il cosiddetto "cognitive offloading", tradotto "delegazione cognitiva", ci ritroveremo tra 20 anni con la maggior parte della gente che non saprà più fare manco 2+2. Non che le cose già oggi vadano bene in questo senso, tra l'altro...