Behringer: tutto e il contrario di tutto...

  • greg
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11-06-26 20.55

@ Deckard
Perchè "peccato"? Saranno digitali, ma il Roland JU 06a ad esempio, con la tecnologia ACB, alle mie orecchie suona infinitamente più fedele di questo "surrogato" Behringer...non è analogico? Per come la vedo mio è anche meglio
Io ho Jupiter XM, ma il 'peccato' era rivolto a tutto il lato filologico del filone Juno.....
Non credo neanche lo coprerei, uno strumento che ho amato molto negli anni '80 e poi, nei primi anni 2000 quando si svendeva l'analogico ed riacquistai il 106 e un bellissimo Juno 6, entrambe pieni di difetti, riparati , ma sempre in uno stato di salute precario, rivenduti.
La bellezza del digitale è che rende insostituibile ancora il vero analogico di qualità
  • PandaR1
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11-06-26 21.30

@ wildcat80
Mi hai anticipato.
Mia opinione: non suonano uguali.
Il Behringer ha molta più presenza di armoniche medio acute.
Dire se è una questione di componenti, di taratura del filtro, o del chorus non è così immediato.
Il chorus Roland ammorbidisce molto, cosa che sembra non fare il chorus Behringer (negli strings ad esempio si sente che c'è sempre tanto high end).
In basso non mi pare ci sia lo stesso corpo, risaltano molto le armoniche superiori anche sui preset di basso.
Per me è no: molto diverso.
E grazie al chips, confronti uno strumento nuovo con uno strumento che avrà minimo 40 anni, ovvio che lo strumento vecchio ha il suono più morbido, avrà gli elettrolitici alla frutta...
  • mima85
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11-06-26 22.39

@ PandaR1
E grazie al chips, confronti uno strumento nuovo con uno strumento che avrà minimo 40 anni, ovvio che lo strumento vecchio ha il suono più morbido, avrà gli elettrolitici alla frutta...
Non c'entrano gli elettrolitici, un Juno 60 suona in quel modo anche se completamente restaurato e con tutti gli elettrolitici nuovi. Semplicemente non avranno replicato al 100% la circuiteria originale, anche le calibrazioni dei filtri, il tracking del cutoff e la risposta agli inviluppi saranno sicuramente diversi e quindi è inevitabile che ci siano differenze. Ma ciò non è che sia per forza un male.

Per non parlare del fatto che il tizio sta usando dei preset che avranno anche loro inevitabilmente delle differenze di programmazione, su diversi suoni ho l'impressione che se lavorasse un po' su cutoff e tracking li potrebbe rendere più morbidi e simili agli originali. Ma sono seghe mentali da nerd del sintetizzatore, l'importante è che lo strumento suoni bene.

La parentela c'è, si sente, sebbene il chorus del JN-80 manchi un po' di profondità. Se uno vuole quel suono li, lo vuole per forza di cose da uno strumento analogico ma non vuole svenarsi con il vintage e i relativi potenziali problemi, il Behringer è sicuramente un'ottima alternativa.
  • greg
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11-06-26 22.41

@ PandaR1
E grazie al chips, confronti uno strumento nuovo con uno strumento che avrà minimo 40 anni, ovvio che lo strumento vecchio ha il suono più morbido, avrà gli elettrolitici alla frutta...
Ma, sai, io l'ho suonato tanto ed amato....il vecchio. Era già 'morbido', fidati.
Le motivazioni sono tante, riguarsano componentistiche che per quanto clonate alla perfezione chiaramente risentono di tanti fattori che ne modificano il risultato finale rispetto agli originali.
Ricordiamoci un' altra notevole differenza, i vecchi Juno non avevano dimamica e AT, li si suonava lavorando sull'env.
Ora con un synth anche analogico l'approccio e la tecnica è tanto cambiata
  • PandaR1
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11-06-26 23.09

@ mima85
Non c'entrano gli elettrolitici, un Juno 60 suona in quel modo anche se completamente restaurato e con tutti gli elettrolitici nuovi. Semplicemente non avranno replicato al 100% la circuiteria originale, anche le calibrazioni dei filtri, il tracking del cutoff e la risposta agli inviluppi saranno sicuramente diversi e quindi è inevitabile che ci siano differenze. Ma ciò non è che sia per forza un male.

Per non parlare del fatto che il tizio sta usando dei preset che avranno anche loro inevitabilmente delle differenze di programmazione, su diversi suoni ho l'impressione che se lavorasse un po' su cutoff e tracking li potrebbe rendere più morbidi e simili agli originali. Ma sono seghe mentali da nerd del sintetizzatore, l'importante è che lo strumento suoni bene.

La parentela c'è, si sente, sebbene il chorus del JN-80 manchi un po' di profondità. Se uno vuole quel suono li, lo vuole per forza di cose da uno strumento analogico ma non vuole svenarsi con il vintage e i relativi potenziali problemi, il Behringer è sicuramente un'ottima alternativa.
Sicuramente mettendosi di buzzo buono e facendo un fine tuning della singola patch si poteva fare di meglio, non ho capito bene se si e' limitato a richiamare i presets senza nessun lavoro extra. Ma comunque sono tutti discorsi che lasciano il tempo che trovano, perche' la vera discriminante e': quale mi posso comprare nuovo? e' la risposta e', solo il behringer, quindi non e' la scelta fra due prodotti, ma fra un prodotto che esiste nuovo e garantito e un prodotto che come minimo ha 42 anni visto che se non erro il juno 60 non lo producono piu' dal 1984...
  • wildcat80
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11-06-26 23.14

@ PandaR1
E grazie al chips, confronti uno strumento nuovo con uno strumento che avrà minimo 40 anni, ovvio che lo strumento vecchio ha il suono più morbido, avrà gli elettrolitici alla frutta...
Magari fosse solo quello.

Il discorso è molto più complesso.
Intanto questo Juno 60 è in ottime condizioni di manutenzione, probabilmente ha le voci rifatte e non solo quello: sullo stato degli elettrolitici parla il chorus, che non è così rumoroso, anzi, non ci sono saturazioni anomale, e quello è un'ottima spia dello stato generale (soprattutto dei condensatori).
La spinta sulla basse frequenze è un altro segnale di una conservazione e stato di manutenzione ideali.
Il chorus stereo Roland di quella generazione è leggendario per come gonfiava il suono nello spazio e nello spettro.
Dovendo confrontarsi con una tecnologia che introduceva una forte rumorosità, Roland aveva pensato di utilizzare un sistema tipo "compander" per mantenere un rapporto segnale/rumore accettabile, unito ad un filtraggio piuttosto netto attorno ai 12 kHz per rimuovere il "fischio" generato dal circuito BBD.
Nelle patch proposte si sente bene la differenza di come suonano entrambi gli strumenti con chorus e senza: sul Behringer non taglia così tanto, probabilmente perché la sua tecnologia, sempre BBD, è più moderna e genera meno rumore, quindi il filtro a 12 kHz non serve.

Poi ovvio: se hai potuto suonare su quegli strumenti, ben conservati e sottoposti a regolare manutenzione, hai una percezione molto più realistica di queste differenze, che nel video balzano immediatamente all"orecchio.
  • Deckard
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12-06-26 09.01

Era inevitabile emo
  • greg
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12-06-26 13.46

@ Deckard
Era inevitabile emo
Ci danno dentro, ma comunque sono piccoli mostriciattoli e......suonano
  • KBL
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12-06-26 14.47

alcune patch magari potrebbero suonare diverse nel confronto 1:1 perché magari sono state ricreate con meno cura (ipotizzo che siano state fatte a mano ovviamente).
Detto questo a parte il confronto singola patch, chiunque dica che suona diverso perché blah blah ecc. magari ha perfettamente ragione, ma esiste solo un modo per "provarlo" ovvero sentire una patch random e capire se proviene da uno o altro strumento e possibilmente alla fine del test indovinarne più del 50%.su un campione significativo.
  • wildcat80
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12-06-26 16.41

@ KBL
alcune patch magari potrebbero suonare diverse nel confronto 1:1 perché magari sono state ricreate con meno cura (ipotizzo che siano state fatte a mano ovviamente).
Detto questo a parte il confronto singola patch, chiunque dica che suona diverso perché blah blah ecc. magari ha perfettamente ragione, ma esiste solo un modo per "provarlo" ovvero sentire una patch random e capire se proviene da uno o altro strumento e possibilmente alla fine del test indovinarne più del 50%.su un campione significativo.
Le patch non sono state ricreate da zero, è stato fatto un lavoro di esportazione tramite sysex delle patch originali, non ho capito tuttavia se è stata Behringer a prendersi la briga di fare questo lavoro e renderlo disponibile nativamente sul JN80 o se lo ha fatto l'autore del test con il suo Juno 60 (midizzato).
  • stesgarbi
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12-06-26 17.32

Il Deepmind 12 mi sta dando un bel po' di soddisfazioni.
Suona davvero analogico (se si utilizzano gli effetti con la massima "prudenza") e cattura bene lo spirito Roland, esattamente come lo ricordavo, avendo suonato in passato su Juno 60, Juno 106, JX 10, Alpha juno 1 e MKS 80.
Mi mancava proprio quella sonorità "rolandesca" e l'ho ritrovata, in ambito analogico con 12 voci (pure sovrapponibili con detuning).
Suona esattamente come un Juno 60? NO.
Suona esattamente come un Juno 106? diciamo che ci assomiglia , ma fa molte cose in più.
Suona esattamente come un JX? per certe cose ci assomiglia .
Suona esattamente come un Jupiter? assolutamente NO
Suona come ti aspetteresti da un synth analogico Roland?.... pur con le innegabili differenze con i Roland del passato, la risposta è SI
Dunque? E' un buon synth analogico con Il sound rolandiano, si inserisce nel mix esattamente come dovrebbe fare un buon synth analogico, quindi in fin della fiera..... "chissene"?
  • simondrake
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12-06-26 18.39

@ stesgarbi
Il Deepmind 12 mi sta dando un bel po' di soddisfazioni.
Suona davvero analogico (se si utilizzano gli effetti con la massima "prudenza") e cattura bene lo spirito Roland, esattamente come lo ricordavo, avendo suonato in passato su Juno 60, Juno 106, JX 10, Alpha juno 1 e MKS 80.
Mi mancava proprio quella sonorità "rolandesca" e l'ho ritrovata, in ambito analogico con 12 voci (pure sovrapponibili con detuning).
Suona esattamente come un Juno 60? NO.
Suona esattamente come un Juno 106? diciamo che ci assomiglia , ma fa molte cose in più.
Suona esattamente come un JX? per certe cose ci assomiglia .
Suona esattamente come un Jupiter? assolutamente NO
Suona come ti aspetteresti da un synth analogico Roland?.... pur con le innegabili differenze con i Roland del passato, la risposta è SI
Dunque? E' un buon synth analogico con Il sound rolandiano, si inserisce nel mix esattamente come dovrebbe fare un buon synth analogico, quindi in fin della fiera..... "chissene"?
Molto bene, ti ringrazio per il commento che mi sembra equilibrato e significativo. Ora mi viene spontanea la domanda, ma quando abbiamo il piacere di acquistare uno strumento nuovo perchè ci viene subito la necessità di confrontarlo con il resto del mondo? Non è meglio godercelo e cercare di tirarne fuori il meglio per noi? Non c'è nessuno spirito polemico in questo, solo la speranza che in ogni strumento riusciamo a trovare quello che serve a noi a prescindere da quello che possiamo trovare in altri. Poi è chiaro che se l'acquisto non rispecchia le nostre aspettative è buono evidenziarlo, ma io voglio focalizarmi sulla tua prima frase: il deepmind 12 ti sta dando un sacco di soddisfazioni. Se non suona come altri strumenti non importa, suona come tu ti aspetti che faccia e questo è il valore aggiunto. Grazie per la tua recensione.
  • stesgarbi
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12-06-26 23.22

simondrake ha scritto:
Ora mi viene spontanea la domanda, ma quando abbiamo il piacere di acquistare uno strumento nuovo perchè ci viene subito la necessità di confrontarlo con il resto del mondo?

La mia personalissima "teoria" (ovviamente IMHO) è che molti di noi - me incluso - hanno una certa età ed hanno avuto a che fare con certe vecchie glorie del passato, direttamente oppure attraverso i dischi di successo di quell'epoca.
Da qui il desiderio (magari talvolta anche inconscio) di ritrovare nei "cloni" di oggi proprio lo stesso esatto identico suono.
Io stesso, da tastierista degli anni '70-'80, a distanza di anni ho provato il desiderio di tornare a smanettare su uno di quei synth: in particolare Roland (che usavo tantissimo) e Moog che era stato il mio "sogno proibito".
Così nel 2004 acquistai il Minimoog Voyager (per i Model D originali ci voleva ancora un mutuo in banca emo) che ancora adesso adoro.
Avendo potuto confrontarlo con un Model D costruito trent'anni prima, scoprii che il Voyager non suonava esattamente identico alla "vecchia gloria"..... ma comunque suonava autenticamente Moog, con quel suono inconfondibile che ci si aspetta da un vero minimoog.
Quindi ho continuato ad adorarlo, definitivamente convinto di avere realizzato il mio grande sogno.
Oggi, quasi certamente acquisterei un Model D della Behringer, avendolo provato e rimanendo stupito per come suoni così "autenticamente" Moog.
Altro mio grande desiderio era quello di tornare a possedere un Juno 60 (e sottolineo 60, non 106), così ne trovai uno nel 1999 a.... 250 mila lire (!).
Beh.... rimasi deluso, per la limitatezza della sua palette sonora, nonostante quel suo "magico calore". Così lo rivendetti qualche mese dopo, a poco più di quanto lo avevo acquistato.
E poi ho anche scoperto la bellezza tutta sua del suono digitale, che va preso e usato per quello che è e per le enormi potenzialità che offre.
Mano a mano che gli anni passavano, ho smesso via via di rimpiangere gli "analogici di una volta", pur rimanendo affezionato a quella tipologia di suono.
Così, oggi, mi ritrovo ad avere un mix di synth digitali (Hydra e Iridium) che amo da morire, e tre ottimi synth analogici (Voyager, Take 5 e, appunto, Deepmind) i quali mi hanno restituito quel "tipo di suono" che ho amato di più in passato (Moog, Sequential e Roland) .
Pur non suonando come i loro gloriosi predecessori. queste macchine mantengono bene il carattere analogico ed il "pedigree sonoro" di famiglia, ma con più opzioni di programmazione che me li rendono più interessanti (IMHO).
Recentemente ho aggiunto un Leviasynth desktop, ibrido FM algoritmico con filtro analogico, che ancora non riesco a recensire qui sul Forum perchè devo ancora "scoprirlo" per benino, ma che mi sta piacendo moltissimo. Non lo scambierei con un DX7..

Il mio è chiaramente un set-up "moderno" (volutamente tra virgolette) che ovviamente incontra il mio personalissimo gusto.

Esistono molti altri ottimi synth, digitali e analogici, che suonano benissimo e non costano spropositi (ad es. Novation Summit, Moog Muse, Teo 5, Virus TI, Nord, Korg Multipoly e molti altri).
Ed esistono i Behringer di "fascia bassa", alcuni dei quali suonano anch'essi molto bene.
Recentemente ho avuto modo di provare il Wave, che ha un impatto sonoro notevole con quell'inconfondibile timbrica tipica del glorioso PPG. OK, non suonerà esattamente come un vero PPG, ma la sensazione che restituisce è quella.

Insomma, ce n'è per tutti i gusti (e tasche) con una qualità sonora che solo 15 anni fa sarebbe costata una piccola fortuna.

A questo punto, secondo la mia opinione (e qui sono d'accordo con Te), ciò che conta dovrebbe essere la soddisfazione che il musicista trae dallo strumento, più che l' esatta "identità" del clone con l'originale.