Arturia Minifreak: prime impressioni

  • wildcat80
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27-12-22 21.40

Eccoci al dunque.
Premessa fondamentale: sono impressioni d'uso embrionali, è uno strumento PROFONDO e ci vuole tempo... E non ho ancora installato il MinifreakV.

Colpo d'occhio: tutto ordinato e ben riconoscibile, sia le funzioni dirette che quelle raggiungibili via shift.

Keybed: ho sempre detestato le mini tastiere, ma qui devo ricredermi. Meglio della meccanica della serie Reface, feeling tattile buono e aftertouch (di canale) ben dosabile. È la stessa tastiera della Keystep 37/ Keystep Pro (credo che sia la stessa della Keystep originale).

Materiali: non c'è paragone con il Micro e Mini Brute. Altro pianeta, scocca in alluminio, display OLED, wheels sostituite da strips capacitive... Inizialmente le ho guardate storto, ma poi mi sono dovuto ricredere: si fanno usare, e hanno una riga di puntini led a fare da feedback visivo, ben studiate.

Catena di sintesi: trovo grosse analogie con il Prologue. La catena di sintesi è semplice, (a valle due due oscillatori/engine digitali ci sono il comparto VCF/VCA, due inviluppi, due LFO, e il blocco effetti a 3 slot... Dimenticavo ka matrice di modulazione che riprende graficamente il Prophet VS), gli oscillatori sono invecd complessi.

Il filtro: un filtro ispirato SEM capace di andare in auto oscillazione. Bel filtro, meno aggressivo del Sallen Key/Steiner Park della serie Brute, molto morbido e cremoso.
Ha pendenza 12 dB: per molti non avere il filtro a 4 poli è un handicap, io dopo aver conosciuto il filtro del Prologue mi sono ricreduto, comunque qui si può aggirare l'ostacolo. Io secondo oscillatore può agire da filtro digitale modellato, linkando i valori di cutoff al filtro analogico si può ottenere un filtraggio ibrido a 4 poli, ad esempio.

Gli oscillatori: ci sono, al momento, 20 modalità, di cui ho esplorato la punta dell'iceberg (ho smanettato un po' le modalità virtual analog, additiva, FM). Le modalità virtual analog sono piuttosto credibili grazie anche alla modalità freerun, che vitalizza il suono, ma a mio parere le cose più interessanti si ottengono con FM, FM/RM, Harmo.
Ci vorrà del tempo a scoprire tutto, e poi ci saranno aggiornamenti (teoricamente dovrebbero arrivare tutti i motori sonori del Microfreak, è solo questione di tempo).

Gli effetti: puliti, vivi, ben editabil in maniera semplice ed efficace da pannello. 3 slot (classico mod/delay/rev ad esempio).

Come suona: bene, molto bene. È credibile come polysynth di stampo classico, è credibile come ibrido di stampo classico, è incredibile quando si mescolano le carte mettendo assieme un oscillatore classico con un motore prettamente digitale, oppure quando si gioca con la modellazione Karplus/Strong.

Perché comprarlo: discorso articolato. Puoi comprarlo se sei affetto da gas ingravescente, e da lì non si scappa. Il target utente secondo me si divide in due:
- chi vuole uno strumento che sappia coprire uno spettro di sonorità late 80s, non in senso strettamente filologico ma come sapore in senso generale
- chi vuole uno strumento abbastanza classico nelle fattezze ma capace di sonorità nuove

Che posto ha nel mio setup: in alto a destra emo

Questa settimana sono in ferie, farò prevalentemente il papà ma il tempo per registrare qualcosa ci sarà.
  • maxpiano69
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27-12-22 22.21

Ti sei fatto il regalo di Natale eh? emoemo

Aspettiamo la demo, intanto thanks per la recensione! emo
  • pluto30
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27-12-22 22.38


Premessa fondamentale: sono impressioni d'uso embrionali, è uno strumento PROFONDO e ci vuole tempo

Sarei curioso di conoscere le tue impressioni sulle differenze, a livello sonoro, tra il Minifreak e l'Argon8. Sono ovviamente due macchine molto diverse
  • alkemyst85
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28-12-22 00.07

@ pluto30

Premessa fondamentale: sono impressioni d'uso embrionali, è uno strumento PROFONDO e ci vuole tempo

Sarei curioso di conoscere le tue impressioni sulle differenze, a livello sonoro, tra il Minifreak e l'Argon8. Sono ovviamente due macchine molto diverse
Anche io vorrei sapere come si collocano una dall'altra. Facci sapere
  • Dallaluna69
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28-12-22 02.41

Sulla rivista Future Music è stato premiato come miglior synth uscito nel 2022.
Sul sito Musicradar è arrivato secondo nella stessa classifica, fatta con i voti dei lettori.
  • wildcat80
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28-12-22 10.47

@ pluto30

Premessa fondamentale: sono impressioni d'uso embrionali, è uno strumento PROFONDO e ci vuole tempo

Sarei curioso di conoscere le tue impressioni sulle differenze, a livello sonoro, tra il Minifreak e l'Argon8. Sono ovviamente due macchine molto diverse
Sì, il primo quesito che mi sono posto è proprio questo: suoneranno simili?
La risposta ancora non la ho, o meglio, mi sono fatto un'idea molto superficiale.
Di base il filtro del Minifreak suona abbastanza simile al filtro Classic dell'Argon, che è ispirato alla famiglia SEM, ma con qualcosa in più: più risonanza, un po' più corpo e colore, sfumature neanche troppo sbiadite insomma.
La catena di sintesi a valle degli oscillatori è abbastanza simile, l'Argon ha un inviluppo in più, le destinazioni di modulazione sono organizzate diversamente (carino il richiamo alla matrice del Prophet VS nella matrice del Mini), il blocco effetti è razionalmente simile.

Quel che cambia sono gli oscillatori.
Ad oggi Argon aggiornato in v3 offre un motore virtual analog molto credibile e variegato per offerta di filtri che da solo potrebbe mettere alle strette il Minifreak, ma lo scontro non si fa su quel terreno: si gioca sul versante digitale.
Il Minifreak offre tutto il digitale tranne le tabelle al momento, certe sonorità possono essere simili (soprattutto quelle ottenute mescolando o facendo interagire FM, additiva, FM + ring modulation), ma sono capaci di cambiamenti molto repentini e drammatici, agendo su velocity, aftertouch, modwheel, cosa che con le tabelle non si possono fare... per carità spesso una tabella da 0 a 127 presenta waveform anche molto diverse, ma la variabilità resta confinata fra alcuni grossi paletti: tabelle scelte, tipo di xmod fra i due oscillatori, modificatori statici selezionati.
Nel Minifreak ci sono sempre 3 parametri meramente timbrici caratteristici per ogni oscillatore, e sono parametri che specialmente per i motori di sintesi prettamente digitali portano a variazioni timbriche piuttosto violente.

Ovviamente il sapore digitale che può accumularli c'è, ma a mio avviso si sente soprattutto sulle timbriche più statiche.
Al momento possono essere visti come strumenti complementari, ma non è detto che sarà così ancora a lungo: nel giro dei prossimi mesi dovrebbero essere rilasciati aggiornamenti firmware che espanderanno ulteriormente gli oscillatori come già avvenuto per il Microfreak, e con l'aggiunta dei motori wavetables customizzabili (cosa che Argon non ha) temo che Argon verrà surclassato.
  • wildcat80
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28-12-22 10.49

@ Dallaluna69
Sulla rivista Future Music è stato premiato come miglior synth uscito nel 2022.
Sul sito Musicradar è arrivato secondo nella stessa classifica, fatta con i voti dei lettori.
Ecco, questi giudizi mi lasciano molto perplesso... Lo strumento è uscito da poco, ci sono ancora parecchie cose da sistemare (iniziando dall'interazione con il MinifreakV), razionalmente è prematuro eleggerlo come strumento dell'anno, sono giudizi irrazionali, figli dell'entusiasmo (e della GAS emo) del momento.
  • Dallaluna69
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28-12-22 11.01

@ wildcat80
Ecco, questi giudizi mi lasciano molto perplesso... Lo strumento è uscito da poco, ci sono ancora parecchie cose da sistemare (iniziando dall'interazione con il MinifreakV), razionalmente è prematuro eleggerlo come strumento dell'anno, sono giudizi irrazionali, figli dell'entusiasmo (e della GAS emo) del momento.
Ma è la classifica dei migliori synth usciti nel 2022, quindi anche gli altri sono usciti da poco. Poi, è fatta da gente che si occupa di quello per mestiere. Più di me ci capiscono di sicuro.
Magari il discorso gas vale per la classifica fatta dai lettori, dove incideranno anche altre cose. Ad esempio, quello che è arrivato primo è in commercio da 5 anni, solo che hanno fatto delle modifiche e lo hanno messo come votabile. Chiaramente avrà preso i voti di tutti quelli che lo hanno comprato negli ultimi 5 anni.
  • wildcat80
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28-12-22 11.35

@ Dallaluna69
Ma è la classifica dei migliori synth usciti nel 2022, quindi anche gli altri sono usciti da poco. Poi, è fatta da gente che si occupa di quello per mestiere. Più di me ci capiscono di sicuro.
Magari il discorso gas vale per la classifica fatta dai lettori, dove incideranno anche altre cose. Ad esempio, quello che è arrivato primo è in commercio da 5 anni, solo che hanno fatto delle modifiche e lo hanno messo come votabile. Chiaramente avrà preso i voti di tutti quelli che lo hanno comprato negli ultimi 5 anni.
Non sono d'accordo. Il Minifreak è uscito un paio di mesi fa e non ha ancora un firmware definitivo soprattutto per quanto riguarda l'interazione con il plugin (si blocca, non passano dati, etc etc), come cacchio fa ad essere il miglior synth dell'anno?
È evidentemente una marchetta emo

Più che altro mi preme sottolinearlo: sia mai che qualcuno si lasciasse influenzare da giudizi precoci, ancorché da testate di rilievo... Hanno incensato il Nymphes per mesi e poi era una mezza schifezza (con tanto di crollo del prezzo e pioggia di usati).
  • wildcat80
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28-12-22 14.16

Aggiungo ancora un dettaglio: il Minifreak ha un algoritmo di modellazione fisica Karplus Strong che è molto molto efficace, con cui si riescono a tirar fuori archi e chitarre mica da ridere.
E per gli amanti discomaranza anni 90 una vera SuperSaw che è molto diversa dal mettere un paio di sawtooth e aprire il voice spread dell'Argon.
  • MicheleJD
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28-12-22 21.29

Quale è il tuo giudizio sui presets? sono suonabili e “tenibili”?
Il formato, la polifonia e gli effetti integrati mi hanno incuriosito fin dal lancio, ma non sono ancora riuscito a provarla. e le demo aiutano poco per me almeno inizialmente
Sfortunatamente spesso questi minisynth nelle demo spesso non sono suonati come “piacciono a me” (con accordi e melodie e arpeggi fatti a mano..in stile rock pop anni 70-80 ) per cui faccio fatica a giudicare inizialmente
  • wildcat80
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28-12-22 21.44

@ MicheleJD
Quale è il tuo giudizio sui presets? sono suonabili e “tenibili”?
Il formato, la polifonia e gli effetti integrati mi hanno incuriosito fin dal lancio, ma non sono ancora riuscito a provarla. e le demo aiutano poco per me almeno inizialmente
Sfortunatamente spesso questi minisynth nelle demo spesso non sono suonati come “piacciono a me” (con accordi e melodie e arpeggi fatti a mano..in stile rock pop anni 70-80 ) per cui faccio fatica a giudicare inizialmente
Ecco, due parole sui presets ci vogliono.
Io sono rimasto incantato subito dai primi due: Crusty Pluck e Aevus Aeternum.
Un pluck polifonico ibrido classico e un pad molto avvolgente, con il cutoff controllabile dall'aftertouch.
Poi, scorrendo, si trovano tantissimi altri presets molto ben suonabile: ci sono clavinet, piani FM, sonorità ibride in stile PPG, brass, etc etc.
Poi ci sono anche tanti lead canonici, bassi interessanti e per tutti i gusti, e anche tanti suonetti con sequenze annesse.
È impossibile non trovare patch di proprio gusto: i presets sono 256, e devo dire la verità, ognuno può trovare una collocazione.
Lavoro di sound design fatto molto, molto bene.
Una rarità in questo formato di strumenti.
  • Dallaluna69
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28-12-22 21.58

wildcat80 ha scritto:
È evidentemente una marchetta

Possibilissimo, ma conosco bene la rivista e non ho avuto questa impressione.
L'ho avuta invece sulle Rode NTH-100 (migliori cuffie) e Audient Evo 16 (miglior scheda audio) entrambi prodotti che hanno comprato pagine di pubblicità sulla rivista.
Giusto comunque non prendere mai per oro colato.
  • wildcat80
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28-12-22 23.04

Ho installato il MinifreakV e fatto l'aggiornamento firmware.
Come plugin è di una pesantezza infinita. Non ho un Mac ultraperformante ma mi ha sempre retto almeno 6/8 istanze a Zenology in contemporanea senza problemi: con questo è tutto un popping a 256 di buffer (che uso normalmente), a 512 ok.
Non suona male il filtro analogico virtualizzato.
È molto utile per crearsi suoni da trasbordare sul synth fisico: ogni oscillatore ha un suo oscilloscopio che consente di visualizzare cosa succede avendo sui vari parametri degli oscillatori, con un minimo di apprendimento si riesce poi a fare lo stesso direttamente sul synth senza andare a orecchio.
Molto molto bene!
  • MiLord
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29-12-22 01.28

MicheleJD ha scritto:
Sfortunatamente spesso questi minisynth nelle demo spesso non sono suonati come “piacciono a me” (con accordi e melodie e arpeggi fatti a mano..in stile rock pop anni 70-80 ) per cui faccio fatica a giudicare inizialmente

Quasi impossibile sentire demo come quelle che cerchi. Anche io concepisco il synth nel tuo stesso modo, mentre nel 99% dei casi si toccano molto meno i tasti bianchi e neri e si girano manopole.
Io preferisco decisamente il contrario.
Questo forse perchè l'uso del synth negli anni è cambiato, e si è sviluppato soprattutto nella ricerca sonora e di sistemi di costruzione del suono sempre diversi e innovativi. Ben vengano!
Non mi divertirei tuttavia a far suonare una sequenza e modificarla. Per quanto bello possa essere il risultato.
Anche quei pad magnifici che cambiano continuamente nel tempo, non riuscirei a immaginarli in una mia composizione. Quindi mi colpiscono ma lasciano un po' il tempo che trovano. Mi sembrano un po' fini a se stessi, anche se in realtà servono per far capire le potenzialità dello strumento. Ma tornando al discorso "preset", per me avrebbero poco valore.
Da inesperto, credo di aver capito che per il genere di musica che ti piace potrebbe bastare un qualsiasi buon VA polifonico. Anche piuttosto basilare. Forse qualcuno potrà smentirmi o confermare.
Probabilmente nella tua musica, come nella mia, non userai mai quei pad spaziali.
Più che techno, ambient o industrial mi piacerebbe sentire una demo del (vero) funk, prog o rock.
Come dite? Ragionando come faccio io non saremmo mai arrivati alla musica industrial? AH CAVOLO! Non ci avevo pensato emo E vabbè pazienza ne avrei fatto a meno emo
Tuttavia mi incuriosiscono questi strumenti. Leggo sempre le recensioni e vedo video. Tanti video emo
Tutti quelli sull'argon per esempio. Ora mi butterò sul minifreak. Se non altro a scopo informativo e didattico. Un po' la colpa è di wildcat80 emo
Domanda stupida, appunto da principiante. La polifonia a 6 voci mi sembra il minimo sindacale per poter suonare. Non viene mai penalizzata?
  • Pianolaio
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29-12-22 12.53

MicheleJD ha scritto:
Quale è il tuo giudizio sui presets? sono suonabili e “tenibili”?

Qui ci sono degli esempi:
MiniFreak Presets Part 1
MiniFreak Presets Part 2
MiniFreak Presets Part 3
  • wildcat80
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  • wildcat80
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29-12-22 13.48

E ringrazio il Signore che quando lavoravo a Milano quel negozio non esisteva ancora, perché sarebbe stato troppo, troppo vicino a casa e all'ospedale.
  • afr
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31-12-22 15.21

@ wildcat80
Eccoci al dunque.
Premessa fondamentale: sono impressioni d'uso embrionali, è uno strumento PROFONDO e ci vuole tempo... E non ho ancora installato il MinifreakV.

Colpo d'occhio: tutto ordinato e ben riconoscibile, sia le funzioni dirette che quelle raggiungibili via shift.

Keybed: ho sempre detestato le mini tastiere, ma qui devo ricredermi. Meglio della meccanica della serie Reface, feeling tattile buono e aftertouch (di canale) ben dosabile. È la stessa tastiera della Keystep 37/ Keystep Pro (credo che sia la stessa della Keystep originale).

Materiali: non c'è paragone con il Micro e Mini Brute. Altro pianeta, scocca in alluminio, display OLED, wheels sostituite da strips capacitive... Inizialmente le ho guardate storto, ma poi mi sono dovuto ricredere: si fanno usare, e hanno una riga di puntini led a fare da feedback visivo, ben studiate.

Catena di sintesi: trovo grosse analogie con il Prologue. La catena di sintesi è semplice, (a valle due due oscillatori/engine digitali ci sono il comparto VCF/VCA, due inviluppi, due LFO, e il blocco effetti a 3 slot... Dimenticavo ka matrice di modulazione che riprende graficamente il Prophet VS), gli oscillatori sono invecd complessi.

Il filtro: un filtro ispirato SEM capace di andare in auto oscillazione. Bel filtro, meno aggressivo del Sallen Key/Steiner Park della serie Brute, molto morbido e cremoso.
Ha pendenza 12 dB: per molti non avere il filtro a 4 poli è un handicap, io dopo aver conosciuto il filtro del Prologue mi sono ricreduto, comunque qui si può aggirare l'ostacolo. Io secondo oscillatore può agire da filtro digitale modellato, linkando i valori di cutoff al filtro analogico si può ottenere un filtraggio ibrido a 4 poli, ad esempio.

Gli oscillatori: ci sono, al momento, 20 modalità, di cui ho esplorato la punta dell'iceberg (ho smanettato un po' le modalità virtual analog, additiva, FM). Le modalità virtual analog sono piuttosto credibili grazie anche alla modalità freerun, che vitalizza il suono, ma a mio parere le cose più interessanti si ottengono con FM, FM/RM, Harmo.
Ci vorrà del tempo a scoprire tutto, e poi ci saranno aggiornamenti (teoricamente dovrebbero arrivare tutti i motori sonori del Microfreak, è solo questione di tempo).

Gli effetti: puliti, vivi, ben editabil in maniera semplice ed efficace da pannello. 3 slot (classico mod/delay/rev ad esempio).

Come suona: bene, molto bene. È credibile come polysynth di stampo classico, è credibile come ibrido di stampo classico, è incredibile quando si mescolano le carte mettendo assieme un oscillatore classico con un motore prettamente digitale, oppure quando si gioca con la modellazione Karplus/Strong.

Perché comprarlo: discorso articolato. Puoi comprarlo se sei affetto da gas ingravescente, e da lì non si scappa. Il target utente secondo me si divide in due:
- chi vuole uno strumento che sappia coprire uno spettro di sonorità late 80s, non in senso strettamente filologico ma come sapore in senso generale
- chi vuole uno strumento abbastanza classico nelle fattezze ma capace di sonorità nuove

Che posto ha nel mio setup: in alto a destra emo

Questa settimana sono in ferie, farò prevalentemente il papà ma il tempo per registrare qualcosa ci sarà.
Mi hai convinto emo

Scherzi a parte sono stra curioso di provare gli algoritmi speech

Grazie per la recensione
  • wildcat80
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31-12-22 17.07

@ MiLord
MicheleJD ha scritto:
Sfortunatamente spesso questi minisynth nelle demo spesso non sono suonati come “piacciono a me” (con accordi e melodie e arpeggi fatti a mano..in stile rock pop anni 70-80 ) per cui faccio fatica a giudicare inizialmente

Quasi impossibile sentire demo come quelle che cerchi. Anche io concepisco il synth nel tuo stesso modo, mentre nel 99% dei casi si toccano molto meno i tasti bianchi e neri e si girano manopole.
Io preferisco decisamente il contrario.
Questo forse perchè l'uso del synth negli anni è cambiato, e si è sviluppato soprattutto nella ricerca sonora e di sistemi di costruzione del suono sempre diversi e innovativi. Ben vengano!
Non mi divertirei tuttavia a far suonare una sequenza e modificarla. Per quanto bello possa essere il risultato.
Anche quei pad magnifici che cambiano continuamente nel tempo, non riuscirei a immaginarli in una mia composizione. Quindi mi colpiscono ma lasciano un po' il tempo che trovano. Mi sembrano un po' fini a se stessi, anche se in realtà servono per far capire le potenzialità dello strumento. Ma tornando al discorso "preset", per me avrebbero poco valore.
Da inesperto, credo di aver capito che per il genere di musica che ti piace potrebbe bastare un qualsiasi buon VA polifonico. Anche piuttosto basilare. Forse qualcuno potrà smentirmi o confermare.
Probabilmente nella tua musica, come nella mia, non userai mai quei pad spaziali.
Più che techno, ambient o industrial mi piacerebbe sentire una demo del (vero) funk, prog o rock.
Come dite? Ragionando come faccio io non saremmo mai arrivati alla musica industrial? AH CAVOLO! Non ci avevo pensato emo E vabbè pazienza ne avrei fatto a meno emo
Tuttavia mi incuriosiscono questi strumenti. Leggo sempre le recensioni e vedo video. Tanti video emo
Tutti quelli sull'argon per esempio. Ora mi butterò sul minifreak. Se non altro a scopo informativo e didattico. Un po' la colpa è di wildcat80 emo
Domanda stupida, appunto da principiante. La polifonia a 6 voci mi sembra il minimo sindacale per poter suonare. Non viene mai penalizzata?
Eccomi, ti dico la mia ad accompagnare i video che pianolaio ha linkato.
I migliori sono:
Crusty Pluck (dice già tutto)
Aevus Aeternum ottimo pad con cutoff controllato dall'AT
Moio ottimo lead classico fusioneggiante
Exit Twenty classicissimo poly
Constellation vago sentore di organo del DX7
Exclusion ricorda molto l'arpeggiatore del Jupiter 8 in modalità random, sul Blofeld avevo una patch simile che mi piaceva molto
Assan CS molto Blade Runner, ma in giro si trova di meglio, tutto sommato piacevole con AT a modulare il filtro
Surreal ottimo poly molto attuale per generi retro
Supra ottima patch di strings fatta con la SuperSaw
Keysed poly/pluck molto attuale
80s Mean: metà anni 80, Sua Maestà PPG Wave (anticipa la goduria di quando si potranno usare le wavetables)