Venduto virus TI polar

  • calav
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24-03-26 14.48

Ho trovato l'acquirente giusto che ha già acquistato altri synth in passato da me e sono riuscito a sbolognarmi anche il virus ti Polar. Mi sarebbe piaciuto tenerlo ma poi alla fine vado sempre ed escusivamente a suonare con le due nord, tutti gli altri synth li usavo in studio solo per creare suoni, per sfizio e divertimento, ma all'atto pratico nulla di quanto ho avuto era indispensabile. Adesso però basta, il mio setup finale mi sembra più che dignitoso, tengo il nord stage 3, il wave1 ( con cui faccio i live ), il summit, il montage m6 e omnisphere .
Con l'acquirente abbiamo contrattato poco perche capisce la qualità del virus e l'ho dato via a 1000 eurozzi ( contro gli avvoltoi sul mercatino che mi hanno offerto da 500 a 800 euro ). Ho pensato e ripensato anche al discorso assistenza, essendo uno strumento vecchiotto, avevo paura che se un giorno si fosse rotto non avrei avuto modo di ripararlo poichè access è sparito
  • 1paolo
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24-03-26 15.03

@ calav
Ho trovato l'acquirente giusto che ha già acquistato altri synth in passato da me e sono riuscito a sbolognarmi anche il virus ti Polar. Mi sarebbe piaciuto tenerlo ma poi alla fine vado sempre ed escusivamente a suonare con le due nord, tutti gli altri synth li usavo in studio solo per creare suoni, per sfizio e divertimento, ma all'atto pratico nulla di quanto ho avuto era indispensabile. Adesso però basta, il mio setup finale mi sembra più che dignitoso, tengo il nord stage 3, il wave1 ( con cui faccio i live ), il summit, il montage m6 e omnisphere .
Con l'acquirente abbiamo contrattato poco perche capisce la qualità del virus e l'ho dato via a 1000 eurozzi ( contro gli avvoltoi sul mercatino che mi hanno offerto da 500 a 800 euro ). Ho pensato e ripensato anche al discorso assistenza, essendo uno strumento vecchiotto, avevo paura che se un giorno si fosse rotto non avrei avuto modo di ripararlo poichè access è sparito
Bel colpo Enzo; sopra il prezzo che avevi indicato su Mercatino.
Come dici tu hai ancora un ottimo arsenale sonoro che ti serve per i tuoi live e per home studio.. emo
  • mima85
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24-03-26 16.55

Bene. L'importante però è che ora non ti lasci solleticare dall'idea di altri acquisti, hai già abbastanza roba da gestire. Mi raccomando emo
  • calav
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24-03-26 18.16

@ mima85
Bene. L'importante però è che ora non ti lasci solleticare dall'idea di altri acquisti, hai già abbastanza roba da gestire. Mi raccomando emo
Non c'è pericolo, ho invertito la rotta
  • Deckard
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24-03-26 18.34

Hai fatto bene se eri intenzionato a vendere, poco da dire, ma continuo a non comprendere la filosofa “lo vendo perché se si rompe non lo riparo più”, questo perché prima di tutto presuppone che chi compra è un coglione (evidentemente per lui non è un problema) e poi mi dà tanto l’aria di, come si dice dalle mie parti “nun magno pe’ nun c**á’”…sicuramente sono fatto male io eh…
  • paolo_b3
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24-03-26 18.58

Deckard ha scritto:
“nun magno pe’ nun c**á’”

Oxford? emoemoemo

Non te la prendere!!!
  • mima85
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24-03-26 19.55

Deckard ha scritto:
continuo a non comprendere la filosofa “lo vendo perché se si rompe non lo riparo più”


In realtà può avere un senso. Tutto prima o poi si rompe e uno semplicemente può non voler affrontare la conseguente rottura di scatole, sia finanziariamente che in fatto di perdita di tempo. Oppure proprio non può permetterselo per vari motivi. E allora si vende. È una mossa che si fa spesso, non solo con gli strumenti musicali ma anche con altre cose, automobili in primis. Quante volte si è sentita la frase "la mia auto è in buono stato, va ancora bene ma comincia ad avere troppi km, la vendo prima che si rompa".

Alla fine se chi vende sta cedendo un bene ancora funzionante e in buono stato non c'è nulla di male, ed è legittimo non volersi far carico di eventuali riparazioni. E chi compra sa che sta comunque acquistando un oggetto usato sul quale non c'è nessuna garanzia sulla sua durata di vita residua, in particolare se si tratta di una compravendita tra privati. Magari si romperà un mese dopo che l'ha preso, magari passeranno ancora un sacco di anni, magari addirittura l'oggetto farà in tempo ad essere rivenduto ancora. Non fosse così, cadrebbe completamente il discorso della seconda mano in tutte le categorie merceologiche.
  • Deckard
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24-03-26 20.23

@ paolo_b3
Deckard ha scritto:
“nun magno pe’ nun c**á’”

Oxford? emoemoemo

Non te la prendere!!!
Prendere? Tutt’altro emo
  • Deckard
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24-03-26 20.24

@ mima85
Deckard ha scritto:
continuo a non comprendere la filosofa “lo vendo perché se si rompe non lo riparo più”


In realtà può avere un senso. Tutto prima o poi si rompe e uno semplicemente può non voler affrontare la conseguente rottura di scatole, sia finanziariamente che in fatto di perdita di tempo. Oppure proprio non può permetterselo per vari motivi. E allora si vende. È una mossa che si fa spesso, non solo con gli strumenti musicali ma anche con altre cose, automobili in primis. Quante volte si è sentita la frase "la mia auto è in buono stato, va ancora bene ma comincia ad avere troppi km, la vendo prima che si rompa".

Alla fine se chi vende sta cedendo un bene ancora funzionante e in buono stato non c'è nulla di male, ed è legittimo non volersi far carico di eventuali riparazioni. E chi compra sa che sta comunque acquistando un oggetto usato sul quale non c'è nessuna garanzia sulla sua durata di vita residua, in particolare se si tratta di una compravendita tra privati. Magari si romperà un mese dopo che l'ha preso, magari passeranno ancora un sacco di anni, magari addirittura l'oggetto farà in tempo ad essere rivenduto ancora. Non fosse così, cadrebbe completamente il discorso della seconda mano in tutte le categorie merceologiche.
Sono d’accordo Mima, ma c’è anche il “goditelo finché dura e spremilo come se non ci fosse un domani”…e dai…poi lo sto dicendo a te, cosa totalmente inutile considerato il tuo setup emo
  • mima85
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24-03-26 21.51

Deckard ha scritto:
c’è anche il “goditelo finché dura e spremilo come se non ci fosse un domani”


Certo, ma è questione di punti di vista. Ci sono quelli come me a cui piacciono le cose vecchie, antiche, vintage o che dir si voglia, e quelli che preferiscono il nuovo. In particolare nell'ambito professionale, come ben sappiamo è tipico preferire il nuovo per la semplice questione della copertura di garanzia e per il supporto da parte del costruttore.

C'è anche da dire che "permettersi il vecchio" in certi casi è un lusso, in particolare con i synth. Perché appunto il vecchio si può rompere, e a quel punto o te lo sai riparare da solo, o hai davanti a te una grossa perdita di tempo e soldi perché i tecnici in grado di metterci dentro le mani sono merce rara, spesso hanno tempi di lavorazione di mesi (cosa molto problematica se sei un professionista) e si fanno pagare piuttosto profumatamente. Per non parlare del costo dei componenti, in particolare di quelli più difficili da reperire. Ed è comprensibile che uno davanti ad una prospettiva del genere possa sentirsi intimidito e preferisca vendere un sintetizzatore un po' attempato prima che si rompa.
  • calav
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25-03-26 11.39

@ mima85
Deckard ha scritto:
c’è anche il “goditelo finché dura e spremilo come se non ci fosse un domani”


Certo, ma è questione di punti di vista. Ci sono quelli come me a cui piacciono le cose vecchie, antiche, vintage o che dir si voglia, e quelli che preferiscono il nuovo. In particolare nell'ambito professionale, come ben sappiamo è tipico preferire il nuovo per la semplice questione della copertura di garanzia e per il supporto da parte del costruttore.

C'è anche da dire che "permettersi il vecchio" in certi casi è un lusso, in particolare con i synth. Perché appunto il vecchio si può rompere, e a quel punto o te lo sai riparare da solo, o hai davanti a te una grossa perdita di tempo e soldi perché i tecnici in grado di metterci dentro le mani sono merce rara, spesso hanno tempi di lavorazione di mesi (cosa molto problematica se sei un professionista) e si fanno pagare piuttosto profumatamente. Per non parlare del costo dei componenti, in particolare di quelli più difficili da reperire. Ed è comprensibile che uno davanti ad una prospettiva del genere possa sentirsi intimidito e preferisca vendere un sintetizzatore un po' attempato prima che si rompa.
DOVENDO FARE DELLE SCELTE, HO DATO PER SCONTATO la vendita del virus, per prima cosa è un potente synth ma tendente a musica elettronica, trance, fuori dalla mia concezione di suoni più classici, secondo per i motivi che ho postato: non si sà se esiste più assistenza in caso si rompesse, non mi sembra un discorso campato in aria. Tra summit, le nord e il montage m la scelta è stata facile, il summit lo adoro per come suona, il montage m è un classico e puoi far veramente di tutto, li vedi su tanti palchi, le nord perchè nei live rendono molto, hanno una vasta libreria e l'hammond è un suono di cui non posso fare a meno, inoltre per quanto pesano, negli spostamenti metto zaino con cavi in spalla e due pesi piuma su entrambe le mani senza patire le pene dell'inferno. Non riesco a capire come sti norvegesi abbiano creato synth così leggeri essendo tutto in metallo e solido, nulla di plasticaccia. Forse la meccanica lascia un pò a desiderare, ma la waterfull versione compact dello stage 3 non è male per suonarci pure i pianoforti. Alla fine sei fai rock e devi pestare, una meccanica più leggera è più adatta, avevo un sign. digitale il cp88 ma oltre il peso la meccanica mi è parsa un pò duretta, poco scorrevole, almeno è quello che penso io , forse più adatto a studio, però cercano in tutti i modi di creare piani digitali simili all'acustico, ma avendo studiato con quelli a coda, vi posso garantire che siamo ancora distanti con i digitali. Non ultimo, mi piacciono più i piano acustici delle nord che delle yamaha, ma anche qui va a gusti personali
  • mima85
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25-03-26 14.14

calav ha scritto:
Non riesco a capire come sti norvegesi abbiano creato synth così leggeri essendo tutto in metallo e solido, nulla di plasticaccia.


Aprine uno e te ne accorgerai. C'è dentro la tastiera, una schedina per l'alimentatore e la scheda madre, entrambe grandi circa come un fazzoletto aperto a dir tanto (anzi quella dell'alimentatore è pure più piccola). E sotto al pannello superiore c'è un'altra scheda con i controlli. Il resto è tutto aria. Il metallo dello chassis è solido ma è un lamierino di 1mm di spessore, non pesa molto. E due fianchetti di quelle dimensioni che trovi su una Nord non pesano neanche mezzo chilo. Il tutto è tenuto alle dimensioni minime indispensabili per alloggiare tastiera e pannello.

La cosa più pesante di una Nord è proprio la meccanica della tastiera, ma avendo questa un telaio di plastica riesce a mantenere un peso contenuto, a scapito però della piacevolezza del tocco.