14-03-22 17.50
14-03-22 18.00
14-03-22 18.05
14-03-22 18.08
14-03-22 18.15
14-03-22 18.44
14-03-22 18.51
14-03-22 19.17
14-03-22 19.25
14-03-22 19.30
14-03-22 19.32
14-03-22 19.46
15-03-22 09.51
Argomento interessante. Chi parla di oggettività credo che si riferisca più al comportamento sotto le dita che al suono di per sé, visto che quest’ultimo subisce una infinita quantità di variabili.15-03-22 10.32
15-03-22 10.46
15-03-22 10.49
Bene.. tornando semiseri...
… non ho ancora ben chiaro dove si voglia andare a parare.
sarà ancora una mela, come una mela blu sarà ancora una mela… se sanno di mela (e il gusto di mela non uguale da tipo a tipo).
… classic
… dark
… ) ma sempre pianoforte resta.
15-03-22 10.49
E immagino lo stesso sia per i Rhodes e gli Hammond, che al suono base aggiungono una fila di “effetti” che fanno parte della natura dello strumento stesso e che ne hanno caratterizzato la storia. C’e’ l’Hammond con + o – vibrato, con mille sfumature di drawbars… etc.etc. (io non sono esperto per nulla)… qual’e’ IL suono di Hammond?? e per cui a quale suono devono mirare i cloni??... imho devono mirare ad essere “credibili”… e questo ci porta alla soggettività della valutazione… una riproduzione di un clone… può essere più o meno credibile in base a chi l’ascolta… e se io conto come il 2 di picche (diciamo che il 70% delle riproduzioni che ascolto per me possono andare bene)… magari per il Balla
sono accettabili solo alcuni suoni Nord o Studiologic (non ne ho idea
)… e sicuramente ha ragione lui… che ha più esperienza di me… ma siamo sicuri che non ci sia qualche regolazione di un “Hammond” vero (scarso), che lo faccia suonare come la migliore impostazione un “clone” buono??? (quindi un clone meglio di un originale?).

15-03-22 11.02





).
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