Gnocchi assortiti

  • emidio
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03-09-21 21.16

@ WTF_Bach
No, hai ragione tu: Pelù è la stessa cosa di Corelli, e Mozart non è, forse, al livello dei Beatles.

E sopratutto, esistono una serie di armonici antica ed una moderna…come ho fatto a non accorgermene fino ad oggi?
Mostrami il punto in cui ho fatto questi paragoni e vengo personalmente a portarti 100 euro.
Dai, ora ti saluto, Buon proseguimento e buona Verità.
  • BB79
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03-09-21 21.25

@ WTF_Bach
Anche Corelli era bravino, certo non come Eros Ramazzotti, ma bravino comunque…
Forse...in quel pezzo...il n.1 assoluto
  • Bob_Braces
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03-09-21 21.25

WTF_Bach ha scritto:
No, hai ragione tu: Pelù è la stessa cosa di Corelli, e Mozart non è, forse, al livello dei Beatles.

Che Pelù e Corelli giochino nello stesso campionato mi pare però che sia tu l'unico a sostenerlo, da qui gli equivoci.
Come in fondo sai benissimo, praticano proprio due sport diversi e non ha senso confrontarli.
Tu giudicheresti il pianismo di Red Garland con gli stessi parametri che useresti per quello di Martha Argerich?
Invece, il fatto che tante o poche persone preferiscano dedicare il loro tempo ai Litfiba invece che a Corelli (Arcangelo) può magari infastidirti/mi, ma visto che non abbiamo 12 anni ci si gira dall'altra parte e pazienza.
WTF_Bach ha scritto:
E sopratutto, esistono una serie di armonici antica ed una moderna…come ho fatto a non accorgermene fino ad oggi?

Mi piace immaginarti nell'anno 1000, priore in qualche oscura abbazia della Bassa Sassonia a tuonare contro questi nuovi barbari costumi musicali di cui sente già da un po' mormorare: sta arrivando... la polifonia! emo
  • vin_roma
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03-09-21 21.34

"Hanno ammazzato compari Turidd...!"
Loggione: "e hann fatt bbuon...!"

Teatro San Carlo, Napoli, qualche anno fa.
  • WTF_Bach
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03-09-21 22.11

@ Bob_Braces
WTF_Bach ha scritto:
No, hai ragione tu: Pelù è la stessa cosa di Corelli, e Mozart non è, forse, al livello dei Beatles.

Che Pelù e Corelli giochino nello stesso campionato mi pare però che sia tu l'unico a sostenerlo, da qui gli equivoci.
Come in fondo sai benissimo, praticano proprio due sport diversi e non ha senso confrontarli.
Tu giudicheresti il pianismo di Red Garland con gli stessi parametri che useresti per quello di Martha Argerich?
Invece, il fatto che tante o poche persone preferiscano dedicare il loro tempo ai Litfiba invece che a Corelli (Arcangelo) può magari infastidirti/mi, ma visto che non abbiamo 12 anni ci si gira dall'altra parte e pazienza.
WTF_Bach ha scritto:
E sopratutto, esistono una serie di armonici antica ed una moderna…come ho fatto a non accorgermene fino ad oggi?

Mi piace immaginarti nell'anno 1000, priore in qualche oscura abbazia della Bassa Sassonia a tuonare contro questi nuovi barbari costumi musicali di cui sente già da un po' mormorare: sta arrivando... la polifonia! emo
1) il problema non è che Pelù e Corelli giocano in campionato diversi, è che mentre uno concorre ad elevare la cognizione del bene e del bello, l’altro concorre ad affossarla.

Il meccanismo è complesso, e riguarda il fatto che l’essere umano riconosce il bello in maniera spontanea, e se lasciato a se stesso e non conculcato culturalmente non avrebbe problemi a provare disgusto davanti ai latrati di Pelù.

Invece viene educato a non credere più che sia bello ciò che il suo senso estetico naturale riconosce come bello, ma tutto ciò che gli viene proposto come bello dalla cultura dominante.

Da quel momento, egli perde la capacità, che naturalmente aveva, di decidere cosa è bello e cosa non lo è, e invece viene educato a chiamar bello ciò che è brutto.

Distrutto il senso estetico, poco serve per distruggere anche la capacità autonoma di distinguere ciò che è bene da ciò che é male, è bene e male divengono questione di “gusto personale”.

La frittata è fatta.

2) su Red Garland c’è un problemino: lui viene da un mondo africano in cui l’anatomia dell’apparato fonatorio è radicalmente diversa da quella europea, e basta sentir parlare un africano per capirlo.

È ovvio che la percezione ancestrale di una serie di armonici diversa darà origine ad un’estetica musicale diversa, basta vedere per esempio la mancanza di sensibile e gli accordi fondamentali con la settima bemolle.

Per il jazz sì che il bello si presenta in maniera diversa, perché diversa sono le basi fisiche.

3) per quel poco che conosco della musica sacra, non mi risulta che la pratica del gregoriano abbia mai prodotto anatemi verso la polifonia, tant’è che nessun monastero ha mai praticato la monodia pura: i novizi (all’epoca prepuberi o quasi) cantavano un’ottava e più tardi una quinta sopra.

E la polifonia assunse subito i tropi gregoriani come “canti firmi” dei suoi contrappunti.

4) e comunque basta non essere completamente e perdutamente rovinati dalla pressione culturale di questa società ormai marcia per sentire immediatamente, senza bisogno di tante dimostrazioni, che Corelli, Ray Charles, Gigli, Armstrong, Caterina Valente e simili emettono suoni gradevoli mentre Pelù, Renga, la Ferreri e la Consoli emettono latrati da far impallidire Vlad Tepes in arte Dracula.

Se uno non lo percepisce, non posso che provare compassione per lui.
  • WTF_Bach
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03-09-21 22.20

@ vin_roma
"Hanno ammazzato compari Turidd...!"
Loggione: "e hann fatt bbuon...!"

Teatro San Carlo, Napoli, qualche anno fa.
Sarà stato un parente di Alfio…emo

03-09-21 23.46

WTF_Bach ha scritto:
Mozart non è, forse, al livello dei Beatles.


il punto, caro Alessandro, non è se Mozart sia o no equiparabile ai Beatles (o di altri musicisti del nostro tempo):
se parliamo di bellezza 'formale', pochi potranno stare sullo stesso suo piano;
ma la bellezza non è solo 'formale': ha così tante sfumature che difficilmente potremmo fare un raffronto fra di loro.
Una cosa, però, io che di musica me ne intendo, so per certa:
se dovessi scegliere chi ascoltare, nella stragrande maggioranza dei momenti della mia vita, non avrei esitazioni:
ascolterei i Beatles (e non solo loro)...
  • WTF_Bach
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04-09-21 08.19

@ igiardinidimarzo
WTF_Bach ha scritto:
Mozart non è, forse, al livello dei Beatles.


il punto, caro Alessandro, non è se Mozart sia o no equiparabile ai Beatles (o di altri musicisti del nostro tempo):
se parliamo di bellezza 'formale', pochi potranno stare sullo stesso suo piano;
ma la bellezza non è solo 'formale': ha così tante sfumature che difficilmente potremmo fare un raffronto fra di loro.
Una cosa, però, io che di musica me ne intendo, so per certa:
se dovessi scegliere chi ascoltare, nella stragrande maggioranza dei momenti della mia vita, non avrei esitazioni:
ascolterei i Beatles (e non solo loro)...
Meglio i Beatles che young signorino…

Personalmente io ascolto Bach, Mahler, Mozart, Parker, Powell, raramente i Genesis…

Poi ascolto le canzonette degli anni 60, ma è solo per nostalgia, ed Elio, perché trovo divertente il suo sarcasmo.

Ma non credo si possa pensare che la Matthauspassion e All you need is love stiano sullo stesso piano, e sia solo questione di “gusto personale”
  • 1paolo
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04-09-21 08.55

@ igiardinidimarzo
WTF_Bach ha scritto:
Mozart non è, forse, al livello dei Beatles.


il punto, caro Alessandro, non è se Mozart sia o no equiparabile ai Beatles (o di altri musicisti del nostro tempo):
se parliamo di bellezza 'formale', pochi potranno stare sullo stesso suo piano;
ma la bellezza non è solo 'formale': ha così tante sfumature che difficilmente potremmo fare un raffronto fra di loro.
Una cosa, però, io che di musica me ne intendo, so per certa:
se dovessi scegliere chi ascoltare, nella stragrande maggioranza dei momenti della mia vita, non avrei esitazioni:
ascolterei i Beatles (e non solo loro)...
Credo che tra Mozart, una rockstar “ante litteram”, Bach (ed altri..) e la musica Prog rock ci sia più di un affinità (in certi casi dichiarata) dovuta agli studi classici (che mancano totalmente ai ganzi in circolazione oggi) di quei musicisti. Il gusto del bello che si evolve partendo dalle radici del 700 ed arriva ai 70..ed anche un po’ oltre.
  • paolo_b3
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04-09-21 09.03

@ 1paolo
Credo che tra Mozart, una rockstar “ante litteram”, Bach (ed altri..) e la musica Prog rock ci sia più di un affinità (in certi casi dichiarata) dovuta agli studi classici (che mancano totalmente ai ganzi in circolazione oggi) di quei musicisti. Il gusto del bello che si evolve partendo dalle radici del 700 ed arriva ai 70..ed anche un po’ oltre.
La musica classica, il jazz, ma anche il progressive, sono generi musicali che presuppongono una preparazione ed una concentrazione per l'ascolto. Oggi la musica è pensata per il consumo, deve andare in sottofondo. Sono due piani completamente diversi, nemmeno si intersecano.
  • 1paolo
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04-09-21 09.10

@ paolo_b3
La musica classica, il jazz, ma anche il progressive, sono generi musicali che presuppongono una preparazione ed una concentrazione per l'ascolto. Oggi la musica è pensata per il consumo, deve andare in sottofondo. Sono due piani completamente diversi, nemmeno si intersecano.
Non sono d’accordo : anche negli anni 70/80 c’era la musica da sottofondo ma suonata e cantata da professionisti con le bolas che si erano posizionati in quel settore per scelta.
Esempio Philips Collins che, dopo aver dato ampia prova delle sue doti tecniche di batterista e’ diventato un cantante pop
  • giosanta
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04-09-21 09.40

paolo_b3 ha scritto:
progressive, sono generi musicali che presuppongono una preparazione ed una concentrazione per l'ascolto...

Centrato al 100%
  • claudio101
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04-09-21 09.46

WTF_Bach ha scritto:
Invece viene educato a non credere più che sia bello ciò che il suo senso estetico naturale riconosce come bello, ma tutto ciò che gli viene proposto come bello dalla cultura dominante.

Questo concetto lo avevo buttato lì qualche post più sopra, scrivendo "poi sono arrivati i critici...".
Ci fu un tempo in cui, davanti alla Pietà del Bonarroti, dinnanzi alla magnificenza degli affreschi, tutti (tutti), dal letterato all'ultimo degli analfabeti, erano in grado di riconoscere il "bello"; poi, appunto, sono arrivati i critici che, ai soli fini di mercato, hanno fondato i dettami della "nuova" percezione visiva, fissandone il discrimine dall'alto (?) delle loro cattedre. Questo, per es., spiega il valore attribuito d'ufficio a talune opere create tagliuzzando le tele (ne accennavamo in precedenza).In altri termini: quando è qualcuno che ti dice cosa è bello e cosa è brutto, e detti giudizi hanno il peso riconosciuto ed inappellabile delle sentenze, il gioco è fatto (ed i mercanti d'arte troveranno il modo per ringraziare).
Quanto questo fenomeno perverso sia applicabile anche alla musica, lo hai detto anche tu, è sotto gli occhi di tutti; ora, io non ho il piacere di conoscerti personalmente, tuttavia, dalle argomentazioni che poni, dal modo in cui le poni, immagino tu possegga una solida cultura musicale e certamente è quest'ultima, non senza una naturale capacità di analisi, a fornirti gli "anticorpi" del caso rendendoti scevro da influenze strumentali o meno. Resta il fatto che anche gli esperti sono umani e - al netto della loro cultura - possono percepire talune sfumature del bello / bellezza anche a livello personale e non strettamente canonico. E ci mancherebbe.
Ben diverso, appunto, è il discorso prettamente tecnico, che - proprio perché scientifico - non lascia spazio ad interpretazioni (grazie a Dio, aggiungerei).
Concludo:
non discutendo i dettami della tecnica, del bello "naturale" e non codificato ecc., ad ognuno sia riconosciuto lo spazio per sentire più vicino al proprio essere anche ciò che sarebbe cassibile in altre sedi, viceversa dovremmo immaginare in idem sentire omologato e trasversale, ma, data la natura umana, ciò è impossibile.
È indiscutibile che la "massa" è pilotabile a piacere, mi riferisco segnatamente a certi giovani che si dimenano nei concerti al ritmo infernale delle "opere" dei nuovi dei, fra urla, volgarità e bestemmie che con la musica, con il "bello", non hanno nulla a che spartire. Ma anche questa, se voglio allinearmi al mio stesso pensiero, nel contesto storico attuale, resta comunque un'opinione. Purtroppo.
Saluti.
  • paolo_b3
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04-09-21 09.51

claudio101 ha scritto:
poi, appunto, sono arrivati i critici che, ai soli fini di mercato, hanno fondato i dettami della "nuova" percezione visiva, fissandone il discrimine dall'alto (?) delle loro cattedre

Perchè il consumatore musicale non ha ne la preparazione ne il tempo per approfondire l'opera. Occorre qualcuno che gli spieghi se è bella o e brutta.
  • WTF_Bach
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04-09-21 10.04

@ claudio101
WTF_Bach ha scritto:
Invece viene educato a non credere più che sia bello ciò che il suo senso estetico naturale riconosce come bello, ma tutto ciò che gli viene proposto come bello dalla cultura dominante.

Questo concetto lo avevo buttato lì qualche post più sopra, scrivendo "poi sono arrivati i critici...".
Ci fu un tempo in cui, davanti alla Pietà del Bonarroti, dinnanzi alla magnificenza degli affreschi, tutti (tutti), dal letterato all'ultimo degli analfabeti, erano in grado di riconoscere il "bello"; poi, appunto, sono arrivati i critici che, ai soli fini di mercato, hanno fondato i dettami della "nuova" percezione visiva, fissandone il discrimine dall'alto (?) delle loro cattedre. Questo, per es., spiega il valore attribuito d'ufficio a talune opere create tagliuzzando le tele (ne accennavamo in precedenza).In altri termini: quando è qualcuno che ti dice cosa è bello e cosa è brutto, e detti giudizi hanno il peso riconosciuto ed inappellabile delle sentenze, il gioco è fatto (ed i mercanti d'arte troveranno il modo per ringraziare).
Quanto questo fenomeno perverso sia applicabile anche alla musica, lo hai detto anche tu, è sotto gli occhi di tutti; ora, io non ho il piacere di conoscerti personalmente, tuttavia, dalle argomentazioni che poni, dal modo in cui le poni, immagino tu possegga una solida cultura musicale e certamente è quest'ultima, non senza una naturale capacità di analisi, a fornirti gli "anticorpi" del caso rendendoti scevro da influenze strumentali o meno. Resta il fatto che anche gli esperti sono umani e - al netto della loro cultura - possono percepire talune sfumature del bello / bellezza anche a livello personale e non strettamente canonico. E ci mancherebbe.
Ben diverso, appunto, è il discorso prettamente tecnico, che - proprio perché scientifico - non lascia spazio ad interpretazioni (grazie a Dio, aggiungerei).
Concludo:
non discutendo i dettami della tecnica, del bello "naturale" e non codificato ecc., ad ognuno sia riconosciuto lo spazio per sentire più vicino al proprio essere anche ciò che sarebbe cassibile in altre sedi, viceversa dovremmo immaginare in idem sentire omologato e trasversale, ma, data la natura umana, ciò è impossibile.
È indiscutibile che la "massa" è pilotabile a piacere, mi riferisco segnatamente a certi giovani che si dimenano nei concerti al ritmo infernale delle "opere" dei nuovi dei, fra urla, volgarità e bestemmie che con la musica, con il "bello", non hanno nulla a che spartire. Ma anche questa, se voglio allinearmi al mio stesso pensiero, nel contesto storico attuale, resta comunque un'opinione. Purtroppo.
Saluti.
1) Perfettamente d'accordo

2) Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia che, pur essendo proletaria, ascoltava sia le canzonette che il jazz e la musica classica. Mio nonno tornitore cantava in una corale e aveva, tra dischi di canzonette e romanze, anche tutte le opere più importanti cantate dai migliori tenori, e mio padre, appassionato di jazz, non appena le finanze si ristabilirono cominciò a creare una piccola discoteca di classica, partendo da Beethoven.

3) Certamente il bello é un incontro tra natura e cultura, quindi non é scevra dall'impronta dello spirito del tempo, ed anche non é scevra dall'essere percepita in maniera finemente diversa da ciascuno. Diciamo che é come un bouquet di fiori che ognuno ammira da un'angolazione diversa: la percezione é personale, ma il bouquet é sempre quello.

4) quindi la mia opinione (che non varrebbe nulla, se non fosse confermata in maniera pressoché costante da tutte quelle dei filosofi a partire da Platone arrivando a Vattimo) é che il Bello é uno, ed il Bello ed il Bene sono strettamente legati. Deturpare il Bello é la strada maestra verso il Male.
  • claudio101
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04-09-21 10.11

@ paolo_b3
claudio101 ha scritto:
poi, appunto, sono arrivati i critici che, ai soli fini di mercato, hanno fondato i dettami della "nuova" percezione visiva, fissandone il discrimine dall'alto (?) delle loro cattedre

Perchè il consumatore musicale non ha ne la preparazione ne il tempo per approfondire l'opera. Occorre qualcuno che gli spieghi se è bella o e brutta.
Si, Paolo, però questo riconduce ancora a chi ?
Al buono o cattivo maestro ? In ogni caso resto convinto che il bello deve essere riconoscibile da tutti, i lupi scendono a valle sperando nel bottino, non farsi incantare dovrebbe essere compito di tutti, anche pigliandoli a fucilate.
Mala tempora...!
emo
  • WTF_Bach
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04-09-21 10.15

Esperimento (da me compiuto).

Fai sentire ad un bimbo di due anni “Eine Kleine e nachtmusik” ed in seguito “Smoke in the water”, un pezzo a scelta di Garbarek ed uno di young signorino ed osserva le sue reazioni.
  • paolo_b3
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04-09-21 10.22

claudio101 ha scritto:
Si, Paolo, però questo riconduce ancora a chi ?

Direi meglio a cosa: affari, guadagno, business? Che termine preferisci?
  • markelly2
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04-09-21 10.27

claudio101 ha scritto:
Questo, per es., spiega il valore attribuito d'ufficio a talune opere create tagliuzzando le tele

Se parlate così è evidente che non sapete nulla dell'artista Lucio Fontana e del movimento spazialista.
  • WTF_Bach
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04-09-21 10.32

@ markelly2
claudio101 ha scritto:
Questo, per es., spiega il valore attribuito d'ufficio a talune opere create tagliuzzando le tele

Se parlate così è evidente che non sapete nulla dell'artista Lucio Fontana e del movimento spazialista.
Anche qui vale la "prova bambino": mettiamo un bimbo di sei anni davanti a un caravaggio e poi davanti ad un fontana, e scopriamo che il re é nudo.